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Christmas Angel cake

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Christmas Angel cake

Quando immagino un dolce di Natale, lo immagino sempre bianco. Non ne conosco precisamente la ragione, forse perché penso al classico "Bianco Natale" o forse perché il Natale viene spesso associato alla neve...ok, sicuramente non dalle nostre parti date le temperature di questi giorni, o forse perché mi piace pensare che il colore bianco sia associato agli angeli. Tenete presente quelli che si mettono nel presepe sopra la grotta a vegliare sul bambinello appena nato? Proprio quelli.

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Cosa vedere a Cracovia in un fine settimana coi mercatini di Natale

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Cracovia è una città relativamente piccola che si gira bene a piedi ed è piacevole girare per le sue strade principali e non. Noi l'abbiamo visitata in un fine settimana lungo (da venerdì a martedì), a ridosso dei mercatini di Natale che erano in fase di allestimento. Approfittando del fatto che siamo arrivati il venerdì mattina e che siamo ripartiti il martedì sera, abbiamo visitato anche Auschwitz e le miniere di sale di Wieliczka.

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Mercatini di Natale

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I diari di viaggio nei principali mercatini di Natale

New York

Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
Parte quinta


Londra (fine settimana lungo/mercatini di Natale) (2017)

Primo giorno
Secondo giorno (prima parte)
Secondo giorno (seconda parte)
Terzo giorno

Francoforte sul Meno e dintorni

Primo giorno: Francoforte
Secondo giorno: Francoforte
Terzo giorno: Francoforte e dintorni, Hofheim e Höchst


Alsazia e Berna: Berna, Colmar ed Eguisheim

Prima parte: Colmar
Seconda parte: Colmar
Terza parte: Eguisheim
Quarta parte: Berna

Dresda (mercatini di Natale-Weekend)

Primo e secondo giorno (prima parte)
Primo e secondo giorno (seconda parte)
Terzo giorno

Parigi: long weekend

Primo giorno
Secondo giorno
Terzo giorno
Quarto giorno
 

Bruxelles e Bruges (mercatini di Natale)

Primo giorno: Bruges
Secondo giorno: Bruges
Secondo giorno: Bruxelles
Terzo giorno: Bruxelles
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Varsavia: primo giorno

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A volte occorre solo un buon motivo per visitare un posto. L'occasione per andare per la prima volta in Polonia è stata data dal fatto che un cugino di Anna Luisa si sia sposato a Lodz. Così abbiamo preso la palla al balzo ed in una sola volta abbiamo visitato due città dove non eravamo mai stati, Varsavia e Lodz appunto. Ed in più abbiamo vissuto l'esperienza di un matrimonio in Polonia, che non capita proprio tutti i giorni.

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Crostata alle nocciole e cioccolato

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Crostata alle nocciole e cioccolato


Non so di preciso quando sia iniziata la mia passione per la pasticceria, forse quando da piccola guardavo mia zia preparare i dolci o mia nonna mescolare la crema pasticcera mentre cuoceva sul fuoco. Sicuramente l'attenzione che io ponevo a ciascuno dei loro gesti era dovuto alla mia golosità, ma mentre le guardavo all'opera e creare ogni leccornia, certo non pensavo che un giorno avrei rivisto quei movimenti nella mia mente ogni qualvolta mi fossi accostata alla preparazione di un dolce. Eppure è così.
 A ripensarci è anche strano, non sono immagini legate a qualche evento particolare, ma sono scene di vita quotidiana, eppure le vedo chiaramente, anche se risalgono alla mia prima infanzia.
Si, tutto è iniziato lì, è stato un lento percorso che mi ha portato molti anni dopo a preparare un dolce a settimana a Fabio durante i primi anni di fidanzamento (in realtà a pensarci bene, lo faccio anche ora) e forse senza la passione per la pasticceria non sarebbe nato neanche questo nostro blog, almeno per quanto riguarda la parte food. 
Ma la pasticceria come ogni cosa è sempre in evoluzione ed ammetto che mi piace molto scoprire cose nuove, sperimentare, creare ed ovviamente condividere con voi i miei successi e soprattutto le mie ricette.
Uno stampo nuovo, una ricetta, un'immagine vista in giro, tutto mi riconduce alla pasticceria ed è così che è nata questa crostata nocciolosa, una vera coccola per il palato.

Crostata alle nocciole e cioccolato

Crostata nocciolosa


Cremoso al cioccolato al latte (ricetta di L. Di Carlo)
38,5 g di latte intero fresco
38,5 grammi di panna fresca al 35% m.g.
8 grammi di zucchero semolato
15 grammi di tuorli
0,6 grammi di gelatina animale in fogli
67,5 grammi di copertura al latte
1 cucchiaino di cannella

Portare a bollore il latte e la panna, stemperare i tuorli sbattuti con lo zucchero semolato e la cannella, unire il tutto e cuocere a a 83°-85° C max.
Fuori dal fuoco, inserire la gelatina ammorbidita e strizzata, mescolare fino a completo scioglimento, filtrare con un passino a maglia fine direttamente sulla copertura tritata finemente. Emulsionare con un minipimer a immersione evitando di incorporare bolle d'aria.
Mettere in un contenitore pulito, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo a + 4°C per 12-24 ore prima dell'utilizzo.

Trascorso il tempo, riscaldarlo leggermente in modo da renderlo più morbido e versarlo nello stampo (in questo caso è lo stampo "Honorè" di Pavoni). Porre il cremoso in congelatore, fino al momento di utilizzarlo.

Pasta frolla alle nocciole (dose per 1000 g) (ricetta di G. Fusto)
210 g di burri 82% di materia grassa
5 g di fior di sale
175 g di zucchero a velo
60 g di farina di nocciole
100 g di uovo intero
120 g di farina per frolla
340 g di farina per frolla

Pesare separatamente gli ingredienti.
Ammorbidire il burro a 25°C.
Aggiungere le uova, lo zucchero a velo e la farina di nocciole in una planetaria munita di foglia.
Amalgamare senza aggiungere bolle d'aria.Legare il tutto con la prima quantità di farina.
Amalgamare ancora ed aggiungere gradualmente il resto della farina, sempre mescolando con la planetaria.
Conservare in frigorifero a 4°C.

Con l'aiuto di una sfogliatrice stendere l'impasto a 2,5 mm di spessore.
Fare riposare nuovamente per 15 minuti in frigo.
Cuocere in forno ventilato a 160°C a valvola aperta. Il tempo di cottura si aggira intorno ai 19-21 minuti, ma può variare in base alla dimensione, altezza e forma del forno

Pasta frolla pressata
546 g di pasta per fondi alle nocciole
130 g di farina di nocciole Piemonte
180 g di zucchero
2 g di fior di sale
350 g di burro

Pesare separatamente gli ingredienti.
Dopo aver cotto la frolla alle nocciole passarla prima al robot e infine setacciarla.
In una planetaria munita di foglia mettere la polvere ottenuta in precedenza, lo zucchero ed il burro.
Con l'aiuto di una matterello internazionale stendere il biscotto a 3,5 mm di altezza e rivestire lo stampo da crostata con il fondo amovibile.
Conservare in frigo per fare rapprendere.

Ganache alle nocciole:
400 g di cioccolato bianco
200 g di panna
100 g di pasta di nocciola

Riscaldare la panna portandola quasi ad ebollizione.
Versarla in 3 volte sul cioccolato tritato, emulsionando con il mixer ad immersione.
Alla fine unire la pasta di nocciole ed emulsionare ancora.

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Spaghetti alla Nerano

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Spaghetti alla Nerano

Nerano
è una frazione di Massa Lubrense, paese che si trova tra la Penisola Sorrentina e la costiera Amalfitana, praticamente di fronte alla splendida isola di Capri. E' proprio qui, in questa minuscola frazione, in particolare a Marina del Cantone, una striscia di terra dove d'estate si susseguono file di ombrelloni ed i bagnanti nuotano in un mare colore smeraldo, che nel 1700 nacque uno dei piatti tipici della cucina campana più apprezzati, gli Spaghetti alla Nerano.
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Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

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In questi giorni Fabio ed io abbiamo ben due ricorrenze da festeggiare, uno è il compleanno del nostro blog.
Sono infatti ben 9 anni che condividiamo con tutti voi le ricette, i racconti dei nostri viaggi, le foto e tutti i nostri ricordi più belli.
Sembra ieri, ma gli anni passano e quello che era nato come "passatempo", dettato dalla voglia di condividere la nostra esperienza, si è trasformato in un filo che ci rannoda a tutti voi, .
Ormai "Assaggi di viaggio" è a tutti gli effetti un membro della famiglia di cui non sapremmo più fare a meno.
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Fall foliage in New England on the road: decimo giorno

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Il programma di giornata è molto semplice. Oggi abbiamo da visitare solo due posti, Providence e Newport. Diciamo che questa giornata in origine non era prevista nel programma di viaggio. Tagliando alcune cose i primi giorni di viaggio e soprattutto col trasferimento lungo a Falmouth dei giorni scorsi, sono riuscito a fare uscire questa giornata per visitare queste due belle città. E devo dire che se non le avessi viste, mi sarei perso qualcosa.

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Le pere nel vin brulè per il Club del 27

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Le pere nel vin brulè


Tutti gli anni in questo periodo mi prende un po' di tristezza per l'estate che sta finendo, portando con sé le vacanze, il mare, le passeggiate all'aria aperta, le lunghe giornate e lasciandoci solo un ricordo oltre a quel senso di attesa per l'anno prossimo.
Purtroppo l'estate non porta con sè solo questo, ma anche tanti tipi di frutta che fanno gola al pari di un dessert.
Proprio per questo ogni anno preparo delle confetture o delle conserve, per portare a tavola un raggio di sole estivo durante le fredde giornate invernali.
Solitamente preparo la confettura di fichi e mandorle e quella di prugne e vaniglia, o altre che mi vengono in mente strada facendo, come quella di pesche tabacchiere e lavanda o quella di albicocche e rosmarino, ma quest'anno non c'è stato il tempo, per cui già mi davo per vinta, rinviando con rammarico all'anno prossimo la preparazione delle mie amate confetture.
Per fortuna è stato scelto come tema del Club del 27 di questo mese, proprio le conserve e così, invece di rinviare all'anno prossimo, ho scelto una ricetta da eseguire ed in men che non si dica, ero già ai fornelli per prepararla.

Le pere nel vin brulè

Il libro da cui sono tratte le ricette delle conserve è "Preserving" di  Emma Mecdonald e tra tanti tipi di conserve, scegliere non è stato affatto facile.
Alla fine ho deciso, invece della confettura classica, di preparare le pere al vino.
In sostanza sono delle pere cotte nel vino speziato (tipo vin brulé per intenderci) e poi imbarattolate per essere consumate con calma.
Questa sarebbe la teoria, ma una volta provate vi assicuro che le pere non dureranno a lungo perché non resisterete alla tentazione di mangiarle.
Questo tipo di conserva, proprio per le spezie utilizzate, possono essere un bel regalo di Natale e le pere così preparate si prestano ad essere servite in vari modi, in accompagnamento con il formaggio, oppure come dessert.
Oggi ho deciso di servirle sul loro vino fatto addensare, accompagnandole con mandorle a lamelle e ciliegie candite, un modo carino di presentarle, che potrà essere usato anche come jolly quando si hanno ospiti a cena.

Le pere nel vin brulè


Pere nel vin brulè


Ingredienti:

1kg di pere pelate, eliminato il torsolo e tagliate in quarti (ho utilizzato le pere coscia tagliate a metà)
325 ml di vino rosso (consigliato un Merlot, un Cabernet Sauvignon o Shiraz)
500 g di zucchero semolato
buccia grattugiata e succo di 1 limone
1 fascio di spezie per vin brulè (allspice, buccia di arancia, cassia, chiodi di garofano e noce moscata)
1 anice stellato


Procedimento:

Mettere le pere in un tegame coperta con acqua bollente e cuocere dolcemente per circa 5 minuti finché non saranno quasi morbide. Asciugarle bene.
Sterilizzare i vasetti, mettendoli capovolti in una pentola contenente dell'acqua bollente e lasciandoli per alcuni minuti. Asciugarli bene prima di utilizzarli.
Mettere in una casseruola dal fondo spesso il vino, lo zucchero, la buccia ed il succo di limone, le spezie, l'anice stellato e 230 ml di acqua.
Portare ad ebollizione, mescolare finché lo zuccherò si sia sciolto, cuocere a fuoco basso per 5 minuti.
Aggiungere le pere e continuare a cuocere per circa 5 minuti finché le pere saranno appena morbide. Testare la cottura delle pere bucandole con un coltello. Se entrerà facilmente, le pere saranno pronte.
Usare un cucchiaio forato per prelevare le pere dal tegame e metterle nei vasetti sterilizzati e caldi.

Rimuovere dal vin brulè le spezie, tranne l'anice stellato.

Versare il vin brulè nei barattoli in modo da coprire completamente le pere, lasciando chiuderli con 1 cm dal bordo di ciascun barattolo.
Battere delicatamente sul tavolo per rimuovere l'aria.
Chiudere con coperchi e capovolgerli.
Lasciare che si raffreddino completamente prima di conservarli in frigorifero.
Consumare entro un mese.

Le pere nel vin brulè


Queste pere mi hanno dato una bella sferzata per affrontare l'inverno e soprattutto mi hanno fatto ricordare che a breve arriverà anche Natale!

Anna Luisa

https://www.mtchallenge.it/2018/09/27/preserves-ovvero-le-conserve-club-del-27/


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Fall foliage in New England on the road: ottavo giorno

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Ieri sera non abbiamo capito bene dove si trova la sala colazione. Abbiamo visto una saletta dove c'erano delle persone riunite tipo in un salottino, ma non ci siamo addentrati. Quindi usciamo all'esterno e ci dirigiamo verso questa saletta. Ci sono delle persone ed effettivamente la colazione è lì. C'è tutto sui banchi ed il latte nel frigo, come ci è capitato sempre durante questo viaggio. Diciamo che non è di certo la migliore colazione che abbiamo fatto in vita nostra, anzi.
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Fall foliage in New England on the road: settimo giorno

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Il programma di oggi è stato in sospeso praticamente fino all'ultimo. Avevo oviamente stilato tutto un programma dettagliato di giornata che poi, con un lungo trasferimento, oltrepassata Boston che ci siamo riservati per la fine del viaggio, ci avrebbe portato nella penisola di Cape Cod dove resteremo nei prossimi due giorni per visitare Martha's Vineyard e Cape Cod.

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Cosa vedere a Procida in una giornata

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Procida è il gioiellino poco conosciuto delle isole del golfo di Napoli. Sicuramente meno famosa di Capri e della vicina Ischia, ha però a suo vantaggio un'anima che la caratterizza e la contraddistingue dalle sorelle maggiori. Lo capisci subito, da quando il traghetto o l'aliscafo fanno sosta qui prima di proseguire per Ischia, guardando le case colorate di Marina Grande.

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Indian Style Burger per il Club del 27

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Indian Style Burger

L'hamburger è per me e Fabio uno di quei piatti a cui non si può resistere.
In molti casi non è proprio il miglior cibo che ci sia, ma quando lo si prepara in casa utilizzando ingredienti di qualità e possibilmente di stagione, la musica cambia.
Già avevamo provato a preparane uno ai tempi della sfida n°49 dell'MTChallenge ed ora, per il Club del 27 ci si è ripresentata l'occasione.

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Palermo in due giorni (seconda parte)

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La prima parte di giornata (se ve la siete persa, la trovate QUI) è bastata per riempirci gli occhi con delle cose bellissime, la cappella palatina a Palazzo dei Normanni, la Cattedrale con la possibilità di salire sul tetto, le Chiese del SS. Salvatore e quella di Santa Caterina. Ma ormai è quasi ora di pranzo ed anche per questo motivo ritorniamo verso il mercato di Ballarò nel quartiere dell'Albergheria.

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Torta Fior di Fragola

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Torta Fior di Fragola

Ci sono a volte dei ricordi di gioventù che riaffiorano, non di cose importanti magari, ma con  immagini ben chiare. Uno di questi per me sono i gelati che mangiavo quando uscivo con le amiche ed il Fior di fragola era in assoluto il mio preferito.
Non ricordo bene neanche perché prendessi sempre lo stesso gelato, forse perché più "dietetico" di altri, forse perché alla fragola che comunque era uno dei miei gusti preferiti, fatto sta che credo di averne mangiati migliaia.

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Cosa vedere in due giorni o in un fine settimana lungo a Palermo

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Palermo è una città che si visita molto bene in due giorni o in un fine settimana lungo. La prima cosa da sapere è cosa vedere in questo lasso di tempo e per questo ho scritto una sorta di guida che comprende sia cosa vedere che cosa mangiare. Inoltre è importante sapere come spostarsi, in città e dall'aeroporto verso la città e viceversa e pure come raggiungere (e tornare da) Monreale e Mondello.

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Perché fare un'assicurazione di viaggio

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In questo periodo molti di noi stanno programmando le proprie vacanze.
Spesso tendiamo a curare l'organizzazione dei nostri viaggi nei minimi particolari, studiamo a fondo cosa vedere, ci documentiamo, creiamo itinerari minuziosi. Sappiamo dove andare a mangiare, dove trascorrere una serata ma spesso tralasciamo un aspetto non meno importante, ovvero stipulare un'assicurazione di viaggio.