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Christmas Angel cake

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Christmas Angel cake

Quando immagino un dolce di Natale, lo immagino sempre bianco. Non ne conosco precisamente la ragione, forse perché penso al classico "Bianco Natale" o forse perché il Natale viene spesso associato alla neve...ok, sicuramente non dalle nostre parti date le temperature di questi giorni, o forse perché mi piace pensare che il colore bianco sia associato agli angeli. Tenete presente quelli che si mettono nel presepe sopra la grotta a vegliare sul bambinello appena nato? Proprio quelli.


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Cosa vedere a Cracovia in un fine settimana coi mercatini di Natale

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Cracovia è una città relativamente piccola che si gira bene a piedi ed è piacevole camminare per le sue strade principali e non. Noi l'abbiamo visitata in un fine settimana lungo (da venerdì a martedì), a ridosso dei mercatini di Natale che erano in fase di allestimento. Approfittando del fatto che siamo arrivati il venerdì mattina e che siamo ripartiti il martedì sera, abbiamo visitato anche Auschwitz e le miniere di sale di Wieliczka.


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Mercatini di Natale

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I diari di viaggio nei principali mercatini di Natale

New York

Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
Parte quinta


Londra (fine settimana lungo/mercatini di Natale) (2017)

Primo giorno
Secondo giorno (prima parte)
Secondo giorno (seconda parte)
Terzo giorno

Francoforte sul Meno e dintorni

Primo giorno: Francoforte
Secondo giorno: Francoforte
Terzo giorno: Francoforte e dintorni, Hofheim e Höchst


Alsazia e Berna: Berna, Colmar ed Eguisheim

Prima parte: Colmar
Seconda parte: Colmar
Terza parte: Eguisheim
Quarta parte: Berna

Dresda (mercatini di Natale-Weekend)

Primo e secondo giorno (prima parte)
Primo e secondo giorno (seconda parte)
Terzo giorno

Parigi: long weekend

Primo giorno
Secondo giorno
Terzo giorno
Quarto giorno
 

Bruxelles e Bruges (mercatini di Natale)

Primo giorno: Bruges
Secondo giorno: Bruges
Secondo giorno: Bruxelles
Terzo giorno: Bruxelles

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Lodz: secondo giorno

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Normalmente ci saremmo limitati alla visita di Varsavia, invece in questa nostra vacanza polacca di fine Agosto abbiamo visitato anche la vicina città di Lodz (che si legge Wuch, non chiedetemi il perché!). Il motivo è presto detto. In realtà abbiamo organizzato questo viaggio in Polonia per partecipare al matrimonio del cugino di Anna Luisa che si è sposato proprio a Lodz.


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Varsavia: primo giorno

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A volte occorre solo un buon motivo per visitare un posto. L'occasione per andare per la prima volta in Polonia è stata data dal fatto che un cugino di Anna Luisa si sia sposato a Lodz. Così abbiamo preso la palla al balzo ed in una sola volta abbiamo visitato due città dove non eravamo mai stati, Varsavia e Lodz appunto. Ed in più abbiamo vissuto l'esperienza di un matrimonio in Polonia, che non capita proprio tutti i giorni.


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Crostata alle nocciole e cioccolato

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Crostata alle nocciole e cioccolato


Non so di preciso quando sia iniziata la mia passione per la pasticceria, forse quando da piccola guardavo mia zia preparare i dolci o mia nonna mescolare la crema pasticcera mentre cuoceva sul fuoco. Sicuramente l'attenzione che io ponevo a ciascuno dei loro gesti era dovuto alla mia golosità, ma mentre le guardavo all'opera e creare ogni leccornia, certo non pensavo che un giorno avrei rivisto quei movimenti nella mia mente ogni qualvolta mi fossi accostata alla preparazione di un dolce. Eppure è così.
 A ripensarci è anche strano, non sono immagini legate a qualche evento particolare, ma sono scene di vita quotidiana, eppure le vedo chiaramente, anche se risalgono alla mia prima infanzia.
Si, tutto è iniziato lì, è stato un lento percorso che mi ha portato molti anni dopo a preparare un dolce a settimana a Fabio durante i primi anni di fidanzamento (in realtà a pensarci bene, lo faccio anche ora) e forse senza la passione per la pasticceria non sarebbe nato neanche questo nostro blog, almeno per quanto riguarda la parte food. 
Ma la pasticceria come ogni cosa è sempre in evoluzione ed ammetto che mi piace molto scoprire cose nuove, sperimentare, creare ed ovviamente condividere con voi i miei successi e soprattutto le mie ricette.
Uno stampo nuovo, una ricetta, un'immagine vista in giro, tutto mi riconduce alla pasticceria ed è così che è nata questa crostata nocciolosa, una vera coccola per il palato.

Crostata alle nocciole e cioccolato

Crostata nocciolosa


Cremoso al cioccolato al latte (ricetta di L. Di Carlo)
38,5 g di latte intero fresco
38,5 grammi di panna fresca al 35% m.g.
8 grammi di zucchero semolato
15 grammi di tuorli
0,6 grammi di gelatina animale in fogli
67,5 grammi di copertura al latte
1 cucchiaino di cannella

Portare a bollore il latte e la panna, stemperare i tuorli sbattuti con lo zucchero semolato e la cannella, unire il tutto e cuocere a a 83°-85° C max.
Fuori dal fuoco, inserire la gelatina ammorbidita e strizzata, mescolare fino a completo scioglimento, filtrare con un passino a maglia fine direttamente sulla copertura tritata finemente. Emulsionare con un minipimer a immersione evitando di incorporare bolle d'aria.
Mettere in un contenitore pulito, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo a + 4°C per 12-24 ore prima dell'utilizzo.

Trascorso il tempo, riscaldarlo leggermente in modo da renderlo più morbido e versarlo nello stampo (in questo caso è lo stampo "Honorè" di Pavoni). Porre il cremoso in congelatore, fino al momento di utilizzarlo.

Pasta frolla alle nocciole (dose per 1000 g) (ricetta di G. Fusto)
210 g di burri 82% di materia grassa
5 g di fior di sale
175 g di zucchero a velo
60 g di farina di nocciole
100 g di uovo intero
120 g di farina per frolla
340 g di farina per frolla

Pesare separatamente gli ingredienti.
Ammorbidire il burro a 25°C.
Aggiungere le uova, lo zucchero a velo e la farina di nocciole in una planetaria munita di foglia.
Amalgamare senza aggiungere bolle d'aria.Legare il tutto con la prima quantità di farina.
Amalgamare ancora ed aggiungere gradualmente il resto della farina, sempre mescolando con la planetaria.
Conservare in frigorifero a 4°C.

Con l'aiuto di una sfogliatrice stendere l'impasto a 2,5 mm di spessore.
Fare riposare nuovamente per 15 minuti in frigo.
Cuocere in forno ventilato a 160°C a valvola aperta. Il tempo di cottura si aggira intorno ai 19-21 minuti, ma può variare in base alla dimensione, altezza e forma del forno

Pasta frolla pressata
546 g di pasta per fondi alle nocciole
130 g di farina di nocciole Piemonte
180 g di zucchero
2 g di fior di sale
350 g di burro

Pesare separatamente gli ingredienti.
Dopo aver cotto la frolla alle nocciole passarla prima al robot e infine setacciarla.
In una planetaria munita di foglia mettere la polvere ottenuta in precedenza, lo zucchero ed il burro.
Con l'aiuto di una matterello internazionale stendere il biscotto a 3,5 mm di altezza e rivestire lo stampo da crostata con il fondo amovibile.
Conservare in frigo per fare rapprendere.

Ganache alle nocciole:
400 g di cioccolato bianco
200 g di panna
100 g di pasta di nocciola

Riscaldare la panna portandola quasi ad ebollizione.
Versarla in 3 volte sul cioccolato tritato, emulsionando con il mixer ad immersione.
Alla fine unire la pasta di nocciole ed emulsionare ancora.


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Spaghetti alla Nerano

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Spaghetti alla Nerano

Nerano
è una frazione di Massa Lubrense, paese che si trova tra la Penisola Sorrentina e la costiera Amalfitana, praticamente di fronte alla splendida isola di Capri. E' proprio qui, in questa minuscola frazione, in particolare a Marina del Cantone, una striscia di terra dove d'estate si susseguono file di ombrelloni ed i bagnanti nuotano in un mare colore smeraldo, che nel 1700 nacque uno dei piatti tipici della cucina campana più apprezzati, gli Spaghetti alla Nerano.

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Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

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In questi giorni Fabio ed io abbiamo ben due ricorrenze da festeggiare, uno è il compleanno del nostro blog.
Sono infatti ben 9 anni che condividiamo con tutti voi le ricette, i racconti dei nostri viaggi, le foto e tutti i nostri ricordi più belli.
Sembra ieri, ma gli anni passano e quello che era nato come "passatempo", dettato dalla voglia di condividere la nostra esperienza, si è trasformato in un filo che ci rannoda a tutti voi, .
Ormai "Assaggi di viaggio" è a tutti gli effetti un membro della famiglia di cui non sapremmo più fare a meno.




Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella


L'altro anniversario che festeggiamo non è di certo da meno, infatti sono ben 24 anni che Fabio ed io stiamo insieme.
Ci siamo conosciuti all'università, presentati da un amico comune che riteneva che fossimo fatti l'uno per l'altra. Ed infatti appena presentati...gli abbiamo detto entrambi che era fuori di testa. Si, perché il nostro sicuramente non è stato quello che si può definire un colpo di fulmine.
Ci siamo conosciuti, siamo divenuti amici e alcuni mesi dopo quell'incontro in facoltà eravamo abbracciati a parlare di progetti futuri, di come sarebbe stata la nostra vita insieme.
A Fabio sono bastate due settimane per decidere di chiedermi di sposarlo. Ci ha visto lungo lui, ma io da parte mia non ho esitato a dirgli di sì...ed il resto lo avrete capito.
Sono passati i giorni, i mesi, gli anni e noi ci amiamo come quei primi giorni insieme, supportandoci nei momenti difficili e gioendo in quelli belli.
Sembra strano pensare che, considerando che avevamo circa 20 anni quando ci siamo fidanzati, abbiamo trascorso insieme più della metà della nostra vita.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Con tutti questi festeggiamenti non potevo che preparare una torta, questa volta ai mirtilli con un cuore cremoso al cioccolato a latte e cannella, una coccola per il blog ed una coccola per il mio amore.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella


Cremoso al latte e cannella (ricetta di L. Di Carlo)

38,5 g di latte intero fresco
38,5 grammi di panna fresca al 35% m.g.
8 grammi di zucchero semolato
15 grammi di tuorli
0,6 grammi di gelatina animale in fogli
67,5 grammi di copertura al latte
1 cucchiaino di cannella

Portare a bollore il latte e la panna, stemperare sui tuorli sbattuti con lo zucchero semolato e la cannella, unire il tutto e cuocere a a 83°-85° C max.
Fuori dal fuoco, inserire la gelatina ammorbidita e strizzata, mescolare fino a completo scioglimento, filtrare con un passino a maglia fine direttamente sulla copertura tritata finemente. Emulsionare con un minipimer a immersione evitando di incorporare bolle d'aria.
Mettere in un contenitore pulito, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo a + 4°C per 12-24 ore prima dell'utilizzo.
Trascorso il tempo di riposo, mettere il cremoso in uno stampo di silicone ad anello per avere l'inserto oppure, con una sac à poche formare un cerchio su un foglio di carta da forno e congelare.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Dacquoise alle mandorle (ricetta di L. Montersino)
Ingredienti:
67,5 g di albumi
42,5 g di zucchero
62,5 g di farina di mandorle
45 g di zucchero
15 g di farina

Preparare la dacquoise: in una ciotola montare a neve gli albumi con la prima quantità di zucchero.
Incorporare mescolando dall'alto verso il basso la farina, la farina di mandorle ed il restante zucchero, che avremo precedentemente mescolato.
Stendere su una teglia rivestita di carta da forno dando alla dacquoise lo spessore di 2 cm e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti.
Appena tolta dal forno, coppare la dacquoise con un coppapasta della misura della base della torta e successivamente con uno della misura del foro centrale, in modo da ottenere un anello.




Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Mousse ai mirtilli (ricetta di G. Fusto)

180 g di polpa di mirtilli
3,3 g di gelatina in polvere
16,5 grammi di acqua per la gelatina
245 grammi di copertura cioccolato bianco
370 g di panna al 35% m.g.


Pesare separatamente gli ingredienti.
Reidratare la gelatina con l'acqua fredda.
In una planetaria montare la panna a velocità costante, fino ad arrivare al massimo del suo volume. La panna dovrà risultare leggera, brillante e areata, tecnica chiamata "becco d'uccello". Riporla in frigorifero a temperatura positiva per 10 minuti.
In una casseruola da un litro, scaldare la polpa di mirtilli a 50°C e sciogliere la gelatina girando continuamente.
Nel microonde sciogliere il cioccolato a 45°C.
Versare una piccola parte del liquido sul cioccolato e frizionale energicamente.
Ripetere l'operazione fino a ottenere una consistenza liscia e brillante. Controllare la temperatura, che deve essere sopra i 3°C.
Mixare per affinare la struttura.
Controllare che il composto a base di cioccolato sia 38°-45°C, in base alla quantità, e unirlo alla panna montata in precedenza.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Con una sac à poche riempire a metà lo stampo (ho utilizzato lo stampo Queen di Pavoni) con la mousse ai lamponi.
Prelevare dal congelatore l'anello di cremoso al latte e poggiarlo sopra la mousse.
Riempire ancora con la mousse arrivando quasi al bordo dello stampo.
Poggiare la dacquise premendo leggermente in modo che affondi un poco nella mousse.
Porre in abbattitore o in congelatore.
Un paio d'ore prima di servire, prelevare la torta dal congelatore, sformarla sul piatto da portata e decorarla con mirtilli e foglioline di menta.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Il tempo vola, ma credo che l'importante sia godere di ogni singolo istante e di ogni singola gioia ci regali la vita, in modo da poterla assaporare in pieno proprio come una torta.

Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

Anna Luisa




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Fall foliage in New England on the road: decimo giorno

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Il programma di giornata è molto semplice. Oggi abbiamo da visitare solo due posti, Providence e Newport. Diciamo che questa giornata in origine non era prevista nel programma di viaggio. Tagliando alcune cose i primi giorni di viaggio e soprattutto col trasferimento lungo a Falmouth dei giorni scorsi, sono riuscito a fare uscire questa giornata per visitare queste due belle città. E devo dire che se non le avessi viste, mi sarei perso qualcosa.


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Le pere nel vin brulè per il Club del 27

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Le pere nel vin brulè


Tutti gli anni in questo periodo mi prende un po' di tristezza per l'estate che sta finendo, portando con sé le vacanze, il mare, le passeggiate all'aria aperta, le lunghe giornate e lasciandoci solo un ricordo oltre a quel senso di attesa per l'anno prossimo.
Purtroppo l'estate non porta con sè solo questo, ma anche tanti tipi di frutta che fanno gola al pari di un dessert.
Proprio per questo ogni anno preparo delle confetture o delle conserve, per portare a tavola un raggio di sole estivo durante le fredde giornate invernali.
Solitamente preparo la confettura di fichi e mandorle e quella di prugne e vaniglia, o altre che mi vengono in mente strada facendo, come quella di pesche tabacchiere e lavanda o quella di albicocche e rosmarino, ma quest'anno non c'è stato il tempo, per cui già mi davo per vinta, rinviando con rammarico all'anno prossimo la preparazione delle mie amate confetture.
Per fortuna è stato scelto come tema del Club del 27 di questo mese, proprio le conserve e così, invece di rinviare all'anno prossimo, ho scelto una ricetta da eseguire ed in men che non si dica, ero già ai fornelli per prepararla.

Le pere nel vin brulè

Il libro da cui sono tratte le ricette delle conserve è "Preserving" di  Emma Mecdonald e tra tanti tipi di conserve, scegliere non è stato affatto facile.
Alla fine ho deciso, invece della confettura classica, di preparare le pere al vino.
In sostanza sono delle pere cotte nel vino speziato (tipo vin brulé per intenderci) e poi imbarattolate per essere consumate con calma.
Questa sarebbe la teoria, ma una volta provate vi assicuro che le pere non dureranno a lungo perché non resisterete alla tentazione di mangiarle.
Questo tipo di conserva, proprio per le spezie utilizzate, possono essere un bel regalo di Natale e le pere così preparate si prestano ad essere servite in vari modi, in accompagnamento con il formaggio, oppure come dessert.
Oggi ho deciso di servirle sul loro vino fatto addensare, accompagnandole con mandorle a lamelle e ciliegie candite, un modo carino di presentarle, che potrà essere usato anche come jolly quando si hanno ospiti a cena.

Le pere nel vin brulè


Pere nel vin brulè


Ingredienti:

1kg di pere pelate, eliminato il torsolo e tagliate in quarti (ho utilizzato le pere coscia tagliate a metà)
325 ml di vino rosso (consigliato un Merlot, un Cabernet Sauvignon o Shiraz)
500 g di zucchero semolato
buccia grattugiata e succo di 1 limone
1 fascio di spezie per vin brulè (allspice, buccia di arancia, cassia, chiodi di garofano e noce moscata)
1 anice stellato


Procedimento:

Mettere le pere in un tegame coperta con acqua bollente e cuocere dolcemente per circa 5 minuti finché non saranno quasi morbide. Asciugarle bene.
Sterilizzare i vasetti, mettendoli capovolti in una pentola contenente dell'acqua bollente e lasciandoli per alcuni minuti. Asciugarli bene prima di utilizzarli.
Mettere in una casseruola dal fondo spesso il vino, lo zucchero, la buccia ed il succo di limone, le spezie, l'anice stellato e 230 ml di acqua.
Portare ad ebollizione, mescolare finché lo zuccherò si sia sciolto, cuocere a fuoco basso per 5 minuti.
Aggiungere le pere e continuare a cuocere per circa 5 minuti finché le pere saranno appena morbide. Testare la cottura delle pere bucandole con un coltello. Se entrerà facilmente, le pere saranno pronte.
Usare un cucchiaio forato per prelevare le pere dal tegame e metterle nei vasetti sterilizzati e caldi.

Rimuovere dal vin brulè le spezie, tranne l'anice stellato.

Versare il vin brulè nei barattoli in modo da coprire completamente le pere, lasciando chiuderli con 1 cm dal bordo di ciascun barattolo.
Battere delicatamente sul tavolo per rimuovere l'aria.
Chiudere con coperchi e capovolgerli.
Lasciare che si raffreddino completamente prima di conservarli in frigorifero.
Consumare entro un mese.

Le pere nel vin brulè


Queste pere mi hanno dato una bella sferzata per affrontare l'inverno e soprattutto mi hanno fatto ricordare che a breve arriverà anche Natale!

Anna Luisa

https://www.mtchallenge.it/2018/09/27/preserves-ovvero-le-conserve-club-del-27/



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Fall foliage in New England on the road: ottavo giorno

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Ieri sera non abbiamo capito bene dove si trova la sala colazione. Abbiamo visto una saletta dove c'erano delle persone riunite tipo in un salottino, ma non ci siamo addentrati. Quindi usciamo all'esterno e ci dirigiamo verso questa saletta. Ci sono delle persone ed effettivamente la colazione è lì. C'è tutto sui banchi ed il latte nel frigo, come ci è capitato sempre durante questo viaggio. Diciamo che non è di certo la migliore colazione che abbiamo fatto in vita nostra, anzi.

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Fall foliage in New England on the road: settimo giorno

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Il programma di oggi è stato in sospeso praticamente fino all'ultimo. Avevo oviamente stilato tutto un programma dettagliato di giornata che poi, con un lungo trasferimento, oltrepassata Boston che ci siamo riservati per la fine del viaggio, ci avrebbe portato nella penisola di Cape Cod dove resteremo nei prossimi due giorni per visitare Martha's Vineyard e Cape Cod.


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Cosa vedere a Procida in una giornata

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Procida è il gioiellino poco conosciuto delle isole del golfo di Napoli. Sicuramente meno famosa di Capri e della vicina Ischia, ha però a suo vantaggio un'anima che la caratterizza e la contraddistingue dalle sorelle maggiori. Lo capisci subito, da quando il traghetto o l'aliscafo fanno sosta qui prima di proseguire per Ischia, guardando le case colorate di Marina Grande.


Cosa vedere a Procida in una giornata




Procida è un insieme di cose che la rendono unica: casette colorate, antichi palazzi, panorami mozzafiato, vigneti, limoneti, e poi spiagge di sabbia, insenature, sentieri, stradine, mare blu, gabbiani, odori e profumi. Insomma, imperdibile. Ed una volta che ci sarete stati, vi chiederete perché le avete dedicato un solo giorno o perché non avete scelto di dormirvi almeno una notte.
Procida è un'isola dai ritmi lenti, qui nessuno ha fretta. Non è modaiola, ma è per chi vuole godersi le cose semplici e genuine. Procida è la classica isola dei pescatori che tutti sogniamo di visitare.



Come arrivare a Procida

Procida è facilmente raggiungibile da Napoli e da Pozzuoli tramite traghetto o aliscafo.
Partendo da Napoli si può scegliere di andare in traghetto da Calata di Porta Massa (molo molto vicino al varco Pisacane) con i traghetti della Caremar (circa 1 ora di viaggio) oppure dal Molo Beverello, nei pressi di Piazza Municipio (fermata Municipio della metro Linea1), praticamente accanto al porto principale dove attraccano le navi da crociera ed i traghetti più grandi.

Dal Molo Beverello partono gli aliscafi Caremar o Snav (circa 40 minuti di viaggio). Per questo a Procida si può andare anche in giornata da Napoli molto faclmente. Ma dormire su quest'isola, viverla nella tranquillità della sera, quando la maggior parte dei turisti provenienti da Ischia o da Napoli sono andati via è sicuramente un lusso. Potrete godervi le casette illuminate di notte, i ristoranti, i bar. Avrete l'isola tutta per voi (o quasi). Noi vi consigliamo La casa sul mare dove abbiamo alloggiato in occasione di un fine settimana.

I biglietti dei traghetti e degli aliscafi si possono comprare sia direttamente ai moli d'imbarco che on line su diversi siti. Semmai fuori stagione o durante la settimana non c'è bisogno di prenotare, ma nei fine settimana estivi lo consiglio vivamente. Ad Agosto anche.

Se arrivate in macchina (è inutile sull'isola e dalla primavera all'estate anche vietato se residenti in Campania), lasciatela ad uno dei parcheggi all'interno del porto di Napoli (o a Pozzuoli) o nelle vicinanze.

Napoli vista dal mare


Da Pozzuoli invece ci sono gli aliscafi della Caremar e le motonavi o traghetti della Caremar e della Gestur. Da qui l'isola di Procida è ancora più vicina.

Marina Grande-Sent' Co vista dal mare-Procida

Procida infatti anche geologicamente è collegata all'area dei Campi Flegrei ed ha origine vulcanica, come dimostrano anche il tufo giallo e bianco che caratterizzano la piccola isola di meno di 4 km² circa di estensione ed una costa di circa 16 km. E' formata sostanzialmente dall'Isola di Procida e dall'isolotto di Vivara, collegato dal ponte di Santa Margherita.

Il punto più elevato è Terra Murata, a circa 91 m slm che ospita un borgo fortificato di origine medioevale.
La costa a tratti è bassa e sabbiosa, in alti punti a picco sul mare, ha permesso la creazione di 3 porti principali. Gran parte del suo litorale si trova all'interno dell'area naturale marina protetta Regno di Nettuno.

Il centro abitato è diviso in 9 contrade, dette grancìe: Terra Murata, ovvero il borgo più antico, la Corricella (il coloratissimo borgo dei pescatori), Sent' cò, il primo che si incontra arrivando a Marina Grande, San Leonardo, Santissima Annunziata (che viene detta anche Madonna della Libera), Sant'Antuono, Sant'Antonio e la Chiaiolella (dove si trova un altro porto turistico ed una spiaggia attrezzata con ristoranti nella parte sud dell'isola).

L'isolotto di Vivara invece è di proprietà della Fondazione "Albano Francescano" e dal 2002 è stato fatto riserva naturale statale per preservarne la tipica flora e fauna del Mediterraneo. Sull'isolotto sono stati rinvenuti anche dei resti di un villaggio miceneo del XV sec. a.C. Attualmente però non è visitabile, dopo un periodo in cui era stata riaperta al pubblico, sebbene solo con visita guida riservata a gruppi limitati di visitatori.

Quello che colpisce di più dell'isola è sicuramente la sua architettura sviluppatasi soprattutto tra l'alto Medioevo ed il XVIII sec. Tra gli elementi architettonici più caratteristici ci sono  l'arco e la scala rampante (o a dorso d'asino). E' facile infatti trovare ingressi o finestre ad arco.

Ma quello che colpisce di più di Procida sono le tipiche case colorate dei pescatori. Le potrete vedere soprattutto nella zona di Marina Grande (il porto dove probabilmente attraccherete) e alla Corricella.
Lo scopo era quello di differenziare visivamente le case vicine e quindi queste mai avevano lo stesso colore. Si dice che fosse anche un modo per i pescatori che rientravano per identificare più facilmente la loro casa, ma probabilmente è solo una leggenda metropolitana.

L'isola, proprio per queste sue caratteristiche è stata protagonista del libro "L'isola di Arturo" di Elsa Morante, vincitore del premio Strega, ma anche di tanti film tra cui sicuramente vanno ricordati Il Postino di Massimo Troisi e Il talento di Mr. Ripley con Matt Demon.
Sull'isola ci sono cartelli esplicativi di entrambi i film per riconoscere le zone in cui sono state girate alcune scene. Particolarmente caro a noi napoletani è il Postino, l'ultimo lavoro di Massimo Troisi che ha girato diverse scene alla Corricella ma anche sulla spiaggia del Pozzo Vecchio ora conosciuta come spiaggia del Postino.

Eventi religiosi molto seguiti sull'isola sono quelli legati alla Settimana Santa che precede la Pasqua.
Molto suggestive sono la Processione degli Apostoli che si tiene il Giovedì Santo e la Processione dei Misteri del Venerdì Santo, con carri allegorici che rappresentano scene del Vecchio e del Nuovo testamento a cui i procidani lavorano tutto l'anno, seguiti dalle statue della Madonna dell'Addolorata e dal Cristo morto.

Ultima nota per il cibo. Uno degli ingredienti caratteristici dell'isola sono sicuramente i limoni di Procida che sono poco aspri e che si possono apprezzare, oltre che nel classico limoncello, anche in insalata. Sì, il limone di Procida ha la parte bianca (l'albedo) molto sviluppata e viene tagliato a tocchetti e condito con olio, sale, aglio, menta e peperoncino.
Per la parte dolce invece, caratteristica e la lingua di bue o lingua di Procida, ovvero una "lingua" di pasta sfoglia con ripieno di crema pasticcera, semplice o al limone.



Come muoversi a Procida

Essendo relativamente piccola l'isola, se avete tempo, potrete anche scoprirla tutta a piedi. Sicuramente è facile raggiungere la zona di Terra Murata col fantastico panorama sulla Corricella dalla zona di Marina Grande, anche se c'è una bella salita da fare. Ma con tutte le soste che farete per fare foto o per ammirare il centro storico ed il panorama non ve ne accorgerete nemmeno. In alternativa potrete prendere un taxi (anche per fare un giro turistico dell'isola, volendo) o noleggiare un motorino o una bicicletta. Sempre da Marina Grande è facilissimo raggiungere la Corricella con le sue case colorate.
Una volta sbarcati sull'isola a Marina Grande, sulla destra troverete il piccolo ufficio della Pro Loco dove potrete prendere una cartina dell'isola, ma anche lo stazionamento dei minibus (ci sono 4 linee) e dei taxi per raggiungere la vostra destinazione. Se il tabaccaio che vende i biglietti è chiuso, potrete comprarli al botteghino della Caremar. Costo della corsa singola, 1,50 €.



Cosa vedere a Procida




Terra Murata

E' la parte più alta dell'isola. Dal porto di Marina Grande prendete via Vittorio Emanuele, quindi via Principe Umberto ed imboccate Salita castello, così attraverserete il centro storico e pian piano arriverete al castello. Ammirerete panorami mozzafiato sulla Corricella e passerete per il Santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata, infine giungerete a Terra Murata. La rivalutazione di questa zona dell'isola è collegata a quella di Palazzo D'Avalos, all'interno del borgo di Terra Murata. Sede per tantissimi anni di un carcere, dal 2013 proprietà nel comune che lo sta trasformando in polo ricettivo e museale. Trovate qualche info in più per le visite sul sito del comune di Procida.

Terra murata vista dal mare-Procida 

Terra murata vista dal mare-Procida
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Terra murata-Procida

Terra murata-Procida



 

 

Abbazia di San Michele Arcangelo

Fondata nell'XI sec. dai Benedettini nel borgo di terra Murata, distrutta e ricostruita più volte, la sua attuale architettura risale al '500. Presenta una struttura a stratificazione che è avvenuta nel tempo. Oltre alla chiesa che merita sicuramente una visita (a pagamento), da vedere c'è anche un presepe permanente con pastori in terracotta e legno della scuola napoletana del XVII sec.

All'interno dell'abbazia anche una importante biblioteca con testi del XVI sec. Quello più antico infatti risale al 1534.

 
 Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

Abbazia di San Michele Arcangelo-Procida

 
 


 

 Monastero di Santa Margherita

Il Monastero di Santa Margherita invece lo troverete subito accanto alla terrazza panoramica sulla Corricella dove sono presenti cannoni.

Monastero di Santa Margherita-Procida



Santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata

Si trova a Piazza dei martiri, al bivio dove, proseguendo diritto, in salita, si va verso Terra Murata, mentre scendendo a destra si arriva alla Corricella. Fu costruita nel 1679 su una preesistente cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, è in stile barocco e presenta una pianta a croce greca. La piazza accanto alla chiesa è un ottimo punto panoramico sulla Corricella e su Terra Murata ed in passato veniva chiamata semmarezio, proprio per il collegamento a Santa Maria. Sull'altare centrale si trova il dipinto dedicato alla Vergine.

 
Santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata-Procida
 
 
 
Santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata-Procida



La Corricella

Senza alcun dubbio una delle zone più belle e più fotografate dell'isola, più instagrammabili come si dice oggi.
E' qui che troviamo le tipiche case colorate dei pescatori di Procida e le caratteristiche architetture delle volte e delle scale di cui parlavo prima. Per un panorama dall'alto, raggiungete il borgo di Terra Murata. Troverete una bella terrazza con dei cannoni da dove si gode la vista migliore. Saliteci anche di sera, al tramonto col sole che cala proprio alle spalle della Corricella. Da qui si vede anche il mare dall'altra parte dell'isola.

La Corricella vista da Terra Murata:
 
La Corricella vista da Terra Murata-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida

Terra murata e Corricella-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida

La Corricella vista da Terra Murata-Procida
 
Invece per raggiungerla, da Salita Castello potete prendere una delle stradine con scale piuttosto ripide per scendere giù, oppure più semplicemente scendete per via San Rocco e poi per Discesa Graziella. Qui troverete anche la piazzetta dedicata a Massimo Troisi, una serie di ristoranti e punti di ristoro dove prendere qualcosa di fresco da bere tra una foto e l'altra. Da qui parte anche una barca che fa da navetta verso la spiaggia di Chiaia, altrimenti raggiungibile con 200 scalini circa. Qui troverete anche un porticciolo con le barche dei pescatori e le reti ammassate.

La Corricella vista dal basso:
 
La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

 
La Corricella-Piazza Massimo Troisi-Procida
 

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida

La Corricella vista dal basso-Procida
 



Chiesa di Santa Maria della Pietà e di San Giovanni Battista

Essendo i procidani un popolo di navigatori (molti abitanti dell'isola sono imbarcati in giro per il mondo oltre che sulle imbarcazioni locali), hanno come loro riferimento a due passi dal porto di Marina Grande questa Parrocchia dalla facciata gialla.



Chiesa di Santa Maria della Pietà e di San Giovanni Battista-Procida

Chiesa di Santa Maria della Pietà e di San Giovanni Battista-Procida


Il centro storico che sale verso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Torre Murata e la Corricella.

 
Centro storico di Procida

Centro storico di Procida



Marina Grande-Sent' Co

E' la zona del porto dove arrivano e partono i traghetti e gli aliscafi, da e per Napoli e Pozzuoli, ma anche per Ischia. Da qui partono anche tante escursioni giornaliere in barca. Ci sono le biglietterie delle principali compagnie di navigazione, lo stazionamento dei bus, il punto informazioni turistiche.


Marina Grande-Sent' Co vista dal mare-Procida

Marina Grande-Sent' Co-Procida


Qui inoltre già troverete le caratteristiche case colorate, non mancano bar, ristoranti e pescherie oltre a negozi vari. Percorrete tutta via Roma per ammirare le tipiche case colorate.

Marina Grande-Sent' Co-Procida

Marina Grande-Sent' Co-Procida

Marina Grande-Sent' Co-Procida

Marina Grande-Sent' Co-Procida



Spiagge

Capitolo a parte per le spiagge di Procida. Vediamo quali sono le principali.

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)

E' il litorale più lungo e frequentato di Procida con le spiagge attrezzate, i ristoranti, alberghi ed un piccolo porticciolo. Si trova tra Punta Serra ed il Promontorio di Santa Margherita vecchia. Il vero nome è Ciraciello. I fondali sono bassi, in alcune zone rocciosi e la macchia circostante è la tipica mediterranea. Qui sono presenti anche due faraglioni tufacei. Il sole arriva a tutte le ore. Però è facile che al pomeriggio si alzi il maestrale che può agitare un po' il mare.

Da qui si possono vedere Vivara ma anche l'isola di Ischia. E' bello venire al mare di giorno e farsi una passeggiata di sera. Per raggiungerla, dal porto di Marina Grande prendete il minibus linea L1.

 Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia della Chiaiolella (o del Ciracciello)-Procida

Spiaggia del Postino (o del Pozzo Vecchio)

Situata sul versante ovest dell'isola, è una delle spiagge più belle. E' ormai nota a tutti come la spiaggia del Postino in quanto qui fu girata la scena in cui i personaggi interpretati da Massimo Troisi e della Cucinotta, Mario e Beatrice, si innamorarono. Questa spiaggia a forma di ferro di cavallo pressoché libera si raggiunge costeggiando il cimitero. Questa spiaggia, come la Chiaiolella ha una sabbia di colore scuro, segno dell'origine vulcanica. anche qui avrete il sole per tutta la giornata.

Spiaggia della Chiaia

Anche questa è una grande spiaggia situata sotto ad un costone. Come ho detto in precedenza, si può raggiungere in due modi: a piedi o via mare con una barca. Per raggiungerla a piedi bisogna percorrere una scalinata di quasi 200 scalini che parte da piazza Olmo, oppure si può prendere via dei Bagni da Piazza San Giacomo. Alla fine della discesa anche qui troverete dei gradini.

Troverete anche una spiaggia attrezzata (2 lidi) ed un ristorante oltre alla spiaggia libera. Ed in più, sulla sinistra vedrete la Corricella e le sue case colorate. Prendere la barca che in pochi minuti vi porta qui dalla Corricella è anche l'occasioni per vedere la Corricella dal mare. Uno spettacolo unico! Informatevi sugli orari di partenza della navetta via mare.

La Corricella vista dal mare-Procida

Spiaggia della Chiaia-Procida



Isolotto di Vivara

Si tratta di una riserva naturale protetta situata su un isolotto a pochissima distanza dall'isola di Procida a cui è collegata col ponte di Santa Margherita. Anche se per un breve periodo era stata consentita la visita della riserva solo con guida e per un numero limitato di persone, al momenmto dell'aggiornamento di questo post (Ottobre 2018), l'isolotto non era visitabile.

Isolotto di Vivara-Procida

 
Isolotto di Vivara-Procida

Isolotto di Vivara-Procida

Isolotto di Vivara-Procida





Palazzo d'Avalos

Il bel palazzo, ormai abbandonato, ha ospitato le carceri fino al 1988. E' oggi visitabile con visita guidata, prenotando a questo indirizzo email: isitedavalos@comune.procida.na.it

Palazzo d'Avalos-Procida

Palazzo d'Avalos-Procida

Palazzo d'Avalos-Procida

Insomma, se non fosse chiaro, Procida è uno dei mie posti del cuore. Ci sono stato molte più volte che ad Ischia e a Capri ed ogni volta mi resta nel cuore e spero di tornarci quanto prima. Un posto magnifico e magico.

 

 

Mappa di Procida


Questa è una mappa di Procida:
Mappa di Procida

Di Procida puoi leggere anche un altro post relativo ad un fine settimana: QUI

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Fabio