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Varsavia: primo giorno

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A volte occorre solo un buon motivo per visitare un posto. L'occasione per andare per la prima volta in Polonia è stata data dal fatto che un cugino di Anna Luisa si sia sposato a Lodz. Così abbiamo preso la palla al balzo ed in una sola volta abbiamo visitato due città dove non eravamo mai stati, Varsavia e Lodz appunto. Ed in più abbiamo vissuto l'esperienza di un matrimonio in Polonia, che non capita proprio tutti i giorni.

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Crostata alle nocciole e cioccolato

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Non so di preciso quando sia iniziata la mia passione per la pasticceria, forse quando da piccola guardavo mia zia preparare i dolci o mia nonna mescolare la crema pasticcera mentre cuoceva sul fuoco. Sicuramente l'attenzione che io ponevo a ciascuno dei loro gesti era dovuto alla mia golosità, ma mentre le guardavo all'opera e creare ogni leccornia, certo non pensavo che un giorno avrei rivisto quei movimenti nella mia mente ogni qualvolta mi fossi accostata alla preparazione di un dolce. Eppure è così.
 A ripensarci è anche strano, non sono immagini legate a qualche evento particolare, ma sono scene di vita quotidiana, eppure le vedo chiaramente, anche se risalgono alla mia prima infanzia.
Si, tutto è iniziato lì, è stato un lento percorso che mi ha portato molti anni dopo a preparare un dolce a settimana a Fabio durante i primi anni di fidanzamento (in realtà a pensarci bene, lo faccio anche ora) e forse senza la passione per la pasticceria non sarebbe nato neanche questo nostro blog, almeno per quanto riguarda la parte food. 
Ma la pasticceria come ogni cosa è sempre in evoluzione ed ammetto che mi piace molto scoprire cose nuove, sperimentare, creare ed ovviamente condividere con voi i miei successi e soprattutto le mie ricette.
Uno stampo nuovo, una ricetta, un'immagine vista in giro, tutto mi riconduce alla pasticceria ed è così che è nata questa crostata nocciolosa, una vera coccola per il palato.


Crostata nocciolosa

Cremoso al cioccolato al latte (ricetta di L. Di Carlo)
38,5 g di latte intero fresco
38,5 grammi di panna fresca al 35% m.g.
8 grammi di zucchero semolato
15 grammi di tuorli
0,6 grammi di gelatina animale in fogli
67,5 grammi di copertura al latte
1 cucchiaino di cannella

Portare a bollore il latte e la panna, stemperare i tuorli sbattuti con lo zucchero semolato e la cannella, unire il tutto e cuocere a a 83°-85° C max. Fuori dal fuoco, inserire la gelatina ammorbidita e strizzata, mescolare fino a completo scioglimento, filtrare con un passino a maglia fine direttamente sulla copertura tritata finemente. Emulsionare con un minipimer a immersione evitando di incorporare bolle d'aria. Mettere in un contenitore pulito, coprire con pellicola a contatto e porre in frigo a + 4°C per 12-24 ore prima dell'utilizzo.
Trascorso il tempo, riscaldarlo leggermente in modo da renderlo più morbido e versarlo nello stampo (in questo caso è lo stampo "Honorè" di Pavoni). Porre il cremoso in congelatore, fino al momento di utilizzarlo.

Pasta frolla alle nocciole (dose per 1000 g) (ricetta di G. Fusto)
210 g di burri 82% di materia grassa
5 g di fior di sale
175 g di zucchero a velo
60 g di farina di nocciole
100 g di uovo intero
120 g di farina per frolla
340 g di farina per frolla

Pesare separatamente gli ingredienti. Ammorbidire il burro a 25°C. Aggiungere le uova, lo zucchero a velo e la farina di nocciole in una planetaria munita di foglia. Amalgamare senza aggiungere bolle d'aria.Legare il tutto con la prima quantità di farina. Amalgamare ancora ed aggiungere gradualmente il resto della farina, sempre mescolando con la planetaria. Conservare in frigorifero a 4°C. Con l'aiuto di una sfogliatrice stendere l'impasto a 2,5 mm di spessore. Fare riposare nuovamente per 15 minuti in frigo. Cuocere in forno ventilato a 160°C a valvola aperta. Il tempo di cottura si aggira intorno ai 19-21 minuti, ma può variare in base alla dimensione, altezza e forma del forno

Pasta frolla pressata
546 g di pasta per fondi alle nocciole
130 g di farina di nocciole Piemonte
180 g di zucchero
2 g di fior di sale
350 g di burro

Pesare separatamente gli ingredienti. Dopo aver cotto la frolla alle nocciole passarla prima al robot e infine setacciarla. In una planetaria munita di foglia mettere la polvere ottenuta in precedenza, lo zucchero ed il burro. Con l'aiuto di una matterello internazionale stendere il biscotto a 3,5 mm di altezza e rivestire lo stampo da crostata con il fondo amovibile. Conservare in frigo per fare rapprendere.

Ganache alle nocciole:
400 g di cioccolato bianco
200 g di panna
100 g di pasta di nocciola

Riscaldare la panna portandola quasi ad ebollizione. Versarla in 3 volte sul cioccolato tritato, emulsionando con il mixer ad immersione. Alla fine unire la pasta di nocciole ed emulsionare ancora.

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Come fotografare l'aurora boreale e dove vederla a Rovaniemi

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Dopo avervi dato tutte le informazioni su cosa vedere in Lapponia da Rovaniemi, ho ritenuto giusto creare un post a parte perché sicuramente avrete un sacco di curiosità su come fotografare l'aurora boreale e su dove andare a vederla da Rovaniemi che è uno dei posti più gettonati assieme alla Norvegia e all'Islanda per vederla.
Scrivo questo post dopo aver letto a mia volta i consigli di altri blogger ed appassionati di fotografia e soprattutto dopo la mia esperienza diretta e personale.
Diciamo che una regola generale non c'è. A volte si leggono anche cose un po' contrastanti tra di loro, ma essendo la fotografia anche un'arte, ognuno la interpreta come meglio preferisce.
Innanzitutto vi suggerisco di andare a vedere di giorno il posto o i posti in cui pensate di andare a vedere l'aurora boreale la sera. E questo per un motivo molto semplice, potrebbe non esserci la Luna o comunque, essendo un posto fuori città potrebbe essere molto buio. A questo proposito vi consiglio di portare con voi una lampada da testa o una torcia per illuminare il percorso, ma anche per aiutarvi ad aprire il treppiede, metterlo in posizione stabile e non rischiare di scivolare sul fondo eventualmente ghiacchiato, o in qualche sasso, radice di albero o nello stesso treppiede.
Inoltre vi suggerisco di dotarvi di un abbigliamento adeguato alle temperature che troverete. Potrebbe fare molto freddo, e dovendo stare praticamente fermi e all'aperto anche qualche ora, meglio isolarsi bene. E quindi non lesinate su calzini termici, pantaloni e sotto pantaloni termici e felpati, maglie termiche, felpe, guanti e sotto guanti, sciarpa, cappello. Poi magari non saranno necessari o non sarà necessario utilizzare tutto, ma meglio averli con sé.
Noi ci siamo portati anche un thermos con un tè caldo, per riscaldarci e per brindare o consolarci a seconda delle situazioni.




Ma veniamo alla parte più tecnica. Potrete leggere che sono consigliati obiettivi molto luminosi (anche f/2-f/2.8). Sicuramente se li avete, molto bene, perché vi aiutano a tenere i tempi più facilmente sotto controllo (e bassi se l'aurora è intensa) rispetto ad un obiettivo meno luminoso. Io avevo con me il Canon 10-22 mm f/3.5-5,6, il Canon 24-70 mm f/2.8 ed il Canon 35 mm f/2. Alla fine ho utilizzato il primo che aveva l'angolo di campo più ampio e che quindi mi permetteva di inquadrare una porzione di scena maggiore. Ovviamente alla massima apertura, ovvero f/3.5.
Il bilanciamento del bianco, scattando in RAW (cosa che comunque vi consiglio di fare), l'ho lasciato in automatico per regolarlo in post produzione anche se molti consigliano di impostarlo tra 2800 e 4000 Kelvin (se scattate in JPEG semmai fatelo prima).
Impostate la macchina su M (manuale) per regolare tempi, ISO e diaframma.
Come vi dicevo, il diaframma l'ho lasciato a f/3.5. Trattandosi di un grandangolare e mettendo a fuoco piuttosto lontano (e quindi su infinito. Controllate la ghiera sull'obiettivo se è indicato) è risultato tutto a fuoco.Se potete aprirlo di più, anche a 2.8, ma fate attenzione alla messa a fuoco in quanto la profondità di campo è minore.
Per quanto riguarda i tempi per fotografare l'aurora invece bisogna tener conto del contesto (ivicino la città o fuori, quindi più o meno luce ambiente), ma anche di com'è l'aurora (debole, più intensa, che si muove veloce o piano). Si consiglia di tenersi su tempi relativamente veloci (diciamo da 2 a 10 secondi) se l'attività è intensa o se l'aurora si muove velocemente per evitare che venga tutta impastata e che non si colga la figura come la vedete ad occhio nudo. Invece meglio impostare tempi lunghi (diciamo fino a 25 secondi per evitare che poi le stelle invece di venire puntiformi vengano come una breve linea) se è poco intensa o poco mobile.
Per quanto riguarda gli ISO invece, dovendo registrare delle luci anche tenui, oltre ovviamente alle stelle, consiglio di impostarli tra 1600 e 3200. Io avendo fotografato in un posto luminoso li ho impostati su 1600.
Ovviamente impostate l'autoscatto sulla macchina fotografica (con ritardo di 2 o meglio ancora di 10 secondi) e disattivate lo stabilizzatore (se c'è) dell'obiettivo visto che siete su cavalletto. Ovviamente, se riuscite a portarlo, meglio un treppiede solido e robusto (potrebbe esserci vento).Io ho dovuto usare il mio da viaggio, più leggero, per ingombro e peso in valigia.
Vi consiglio comunque di fare delle prove sul posto e vi renderete conto se sia il caso o meno di alzare gli ISO, piuttosto che di abbassare o aumentare i tempi.
Inoltre, se volete vedere come evolve l'aurora dovrete creare un time lapse. Fate una serie di foto con un intervallometro, distanziando di poco ogni foto dall'altra (diciamo 2 secondi). Ogni minuto avrete circa due foto, quindi ci vorrà almeno un quarto d'ora per avere un minimo di foto (una trentina) come potete vedere nel mio video qui sotto. Ma meglio ovviamente farne di più. Così avrete un video più lungo, ma anche più scelta tra diverse foto.
Sono quasi 40 foto fatte in meno di 20 minuti. Ho poi creato il time lapse con un apposito programma (ce ne sono diversi anche free).



La cosa più difficile probabilmente è la messa a fuoco. Nel primo posto in cui sono stato (vicino l'Apukka resort) era buio buio. La Luna ancora non era sorta e pareva di toccare le stelle da tante ne erano e così vicine. Il difficile era però mettere a fuoco. Ho sfruttato qualche luce accesa per un attimo, una macchina che passava in lontananza sulla strada per mettere a fuoco con l'autofocus e poi disattivarlo ed impostare la messa a fuoco su manuale in maniera tale che non si muovesse più.
Se cercate di mettere a fuoco manualmente ruotando la ghiera dell'obiettivo, fate molta attenzione. Aiutatevi anche col live view. E dopo lo scatto, zoomate la foto per controllare la messa a fuoco.
Quindi tutto sommato avere qualche luce in lontananza o un po' di illuminazione della Luna, per mettere a fuoco non è male! Ovviamente se c'è la Luna, regolatevi per ISO e tempi, abbassandoli un po'.

Capitolo batterie. Leggerete ovunque che il freddo le fa scaricare molto velocemente. Quindi il consiglio è di portarvi le pile di scorta che riuscite a portarvi e di tenerle al caldo, semmai in una tasca dei pantaloni. Le lunghe esposizioni e le temperature basse le consumano velocemente. Noi eravamo intorno agli 0 gradi ed ho usato la stessa batteria tutta la serata. Sicuramente con temperature più basse è peggio, si scaricano più velocemente.

A parte l'attività solare che potete monitorare su diverse app (noi abbiamo usato "My aurora forecast"), controllate l'altro elemento fondamentale per vedere l'aurora, ovvero il meteo. Un sito molto affidabile è yr.no, quello dell'Istituto meteorologico norvegese.

L'aurora boreale può avere diverse intensità. Di solito sono indicate su una scala che va da 0 ad 8 K. Ovviamente verso 8 è più intensa. Prendete queste app con le molle, sia per quanto riguarda la copertura del cielo che per la possibilità di avvistare l'aurora. A noi dava cielo limpido ed attività 5 ma non ci è arrivato l'alert che invece è arrivato il giorno dopo. Invece l'abbiamo vista e pure bene.
Un altro consiglio, se in un posto è chiuso il cielo, a volte basta spostarsi di poco per trovare una situazione diversa.

Un'altra cosa a cui dovete fare attenzione è la condensa dovuta al passaggio da ambienti caldi a freddi e viceversa. Soprattutto se siete stati molto al freddo ed entrate in un posto caldo, l'obiettivo della vostra macchina fotografica si appannerà. Quindi riponetela in un sacchetto di plastica, magari in uno zaino, prima di entrare in un posto caldo in maniera che la condensa si faccia sulla busta eventualmnete. Prima di cacciarla nel posto caldo, fatela acclimatare un po'. E comunque controllate sempre che l'obiettivo non sia appannato. Sarebbe un peccato tornare a casa con foto tutte appannate che pensavamo buone!

Non so se quella che ho visto io non era molto intensa o se è sempre così, ma sicuramente ad occhio nudo non vedevo l'aurora come la potete vedere in queste fotografie. La prima quasi non la vedevo, la seconda si vedeva, si muoveva, era decisamente più evidente, ma non pensate che la vedessi come si vede nelle foto e nel time lapse. Infatti, se cercate di fotografarla con un cellulare non viene niente. Sembrano quasi delle nuvole più luminose che si muovono nel cielo.




Ma veniamo a dove vedere l'aurora a Rovaniemi. Ho indicato sulla mappa delle cose da vedere a Rovaniemi anche dove avvistare l'aurora con i segnalini di colore lilla.



Alcuni posti fortunatamente sono facilmente raggiungibili da Rovaniemi, addirittura a piedi.
Sulla mappa ne troverete indicati anche altri. Io vi parlerò di quelli che abbiamo visitato di giorno ed anche di sera/notte.
Il primo posto che mi viene da suggerirvi per vedere l'aurora boreale a Rovaniemi è l'Apukka resort.
Diciamo che potreste anche parcheggiare nel parcheggio dell'hotel ed avvicinarvi al lago, ma comunque siete all'interno di un hotel e lo spazio vicino al lago non è tantissimo.
Vi consiglio invece di procedere un altro po' lungo la strada (ma davvero poco! Su google maps potete cercare "Ounasvaara winter trail"). Qui troverete un comodo parcheggio, sarete in riva al lago e c'è anche un pontile. Pure essendo a soli 15 minuti di macchina di Rovaniemi (se non c'è Luna) vi troverete nel buio più assoluto!
Altro posto che mi sento sicuramente di consigliare è l'Arktikum's park. E' il parco che si trova proprio accanto all'omonimo museo. Lasciate la macchina nel comodo parcheggio di cui troverete le indicazioni lungo la strada. Da qui prendete la stradina che col sottopassaggio che passa sotto la strada principale vi condurrà nel parco (fate attenzione che la strada potrebbe essere ghiacciata).
Da qui vi si apre la vista verso il ponte della strada principale e verso est. Ci sono anche degli alberi che ben possono essere inseriti nelle foto. Questo è il posto più semplice da raggiungere, anche a piedi dal centro di Rovaniemi in 15 minuti. Ed è da qui che ho fatto il time lapse ed ho scattato le foto migliori, nonostante la vicinanza della città.



Un altro posto che viene consigliato per vedere l'aurora boreale a Rovaniemi è la collina Ounasvaara che si trova dall'altra parte del ponte di Rovaniemi rispetto al centro.
Pur essendo raggiungibile anche a piedi in circa 45 minuti, essendoci comunque una bella salita da fare, consiglio di raggiungere la cima, verso lo Sky hotel, in macchina. Alle sue spalle, andando verso sinistra, troverete la stazione dello skilift Tottorakka. Qui avrete due possibilità: andare verso sinistra ed avrete il panorama sul fiume e sulla città. Oppure, andando verso destra, costeggiando alle spalle l'hotel, parte un sentiero che vi condurrà nella foresta. Ad un certo punto troverete una torretta di avvistamento che ben si presta anche per essere inclusa nelle foto. Noi abbiamo percorso il sentiero di giorno ed essendo un po' ghiacciato e roccioso, non è semplicissimo pensare di farlo di notte, trovando anche i segni blu del sentiero. E la torretta l'abbiamo solo intravista da lontano. Insomma, lascerei questa opzione come ultima. E comunque, visitatela prima di giorno per farvi un'idea più precisa.

Fabio


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Spaghetti alla Nerano

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Nerano
è una frazione di Massa Lubrense, paese che si trova tra la Penisola Sorrentina e la costiera Amalfitana, praticamente di fronte alla splendida isola di Capri. E' proprio qui, in questa minuscola frazione, in particolare a Marina del Cantone, una striscia di terra dove d'estate si susseguono file di ombrelloni ed i bagnanti nuotano in un mare colore smeraldo, che nel 1700 nacque uno dei piatti tipici della cucina campana più apprezzati, gli Spaghetti alla Nerano.
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Fall foliage in New England on the road: tredicesimo giorno, Boston

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20 Ottobre 2017

Siamo alla fine del nostro on the road nel New England. Ieri sera siamo arrivati a Boston. Purtroppo si è fatto tardi e non siamo riusciti a vedere proprio niente della città. Però da una parte questo mi piace. Oggi ci svegliamo in questa grande città americana della costa est ed avremo due giorni per espolarla per bene.
Ve lo dico subito, Boston mi è piaciuta tantissimo! Avevo un po' di timore, avevo visto alcune foto, i palazzi coi mattoni rossi, lo stile più british che americano e soprattutto temevo il confronto impietoso con la vicina New York, dove siamo stati già diverse volte e ne siamo innamorati.
Ma forse è stato meglio così, non c'erano grosse aspettative, se non quelle di visitare una città nuova e di rilassarsi un po' gli ultimi due giorni di viaggio prima del rientro in Italia.
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Mirtilla: Torta ai mirtilli e cremoso al cioccolato e cannella

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In questi giorni Fabio ed io abbiamo ben due ricorrenze da festeggiare, uno è il compleanno del nostro blog.
Sono infatti ben 9 anni che condividiamo con tutti voi le ricette, i racconti dei nostri viaggi, le foto e tutti i nostri ricordi più belli.
Sembra ieri, ma gli anni passano e quello che era nato come "passatempo", dettato dalla voglia di condividere la nostra esperienza, si è trasformato in un filo che ci rannoda a tutti voi, .
Ormai "Assaggi di viaggio" è a tutti gli effetti un membro della famiglia di cui non sapremmo più fare a meno.
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Fall foliage in New England on the road: undicesimo e dodicesimo giorno

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18 e 19 Ottobre 2017


Come dicevo nel precedente post, ci aspettano un paio di giorni di relax.
Siamo a Newport e oggi ci sposteremo verso North Haven dove abitano i parenti di Anna Luisa e staremo oggi e domani con loro prima di fare ritorno a Boston per gli ultimi due giorni di questo bellissimo viaggio in giro per il New England.
La mattina mi sveglio presto, anche qui la colazione è dalle 8 e allora ne approfitto per fare un giro. Vorrei vedere la cliff walk. Così prendo la macchina e torno dove stavamo ieri, alla fine di Bellevue Ave, su Ledge road. Qui ci sono decine di cartelli di divieto di sosta. Ed in effetti non c'è nessuno parcheggiato sulla strada e anche se è così presto e siamo fuori stagione, ho un po' di timore e quindi non mi allontano più di tanto dalla macchina. Ne approfitto per fare qualche foto all'alba.
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Fall foliage in New England on the road: decimo giorno

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17 Ottobre 2017
Il programma di giornata è molto semplice. Oggi abbiamo da visitare solo due posti, Providence e Newport. Diciamo che questa giornata in origine non era prevista nel programma di viaggio. Tagliando alcune cose i primi giorni di viaggio e soprattutto col trasferimento lungo a Falmouth dei giorni scorsi, sono riuscito a fare uscire questa giornata per visitare queste due belle città. E devo dire che se non le avessi viste, mi sarei perso qualcosa. Providence è a classica città americana con la downtown coi grattacieli, i negozi, il campus universitario. Newport è la città dei ricconi, col porto con le barche a vela e soprattutto una serie di mansion, ville da mille e una notte lungo la costa.
Ma partiamo dall'inizio di giornata. Come ci era stato preannunciato ieri, stamattina ci aspetta una bella e ricca colazione preparata al momento. Anche in questo caso abbiamo un orario minimo da rispettare anche se siamo pronti già da un po'. Ne approfitto per andare a fare qualche foto al mulino di fronte la guest house mentre Anna Luisa finisce di prepararsi e comincio a caricare a macchina.
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Le pere nel vin brulè per il Club del 27

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Tutti gli anni in questo periodo mi prende un po' di tristezza per l'estate che sta finendo, portando con sé le vacanze, il mare, le passeggiate all'aria aperta, le lunghe giornate e lasciandoci solo un ricordo oltre a quel senso di attesa per l'anno prossimo.
Purtroppo l'estate non porta con sè solo questo, ma anche tanti tipi di frutta che fanno gola al pari di un dessert.
Proprio per questo ogni anno preparo delle confetture o delle conserve, per portare a tavola un raggio di sole estivo durante le fredde giornate invernali.
Solitamente preparo la confettura di fichi e mandorle e quella di prugne e vaniglia, o altre che mi vengono in mente strada facendo, come quella di pesche tabacchiere e lavanda o quella di albicocche e rosmarino, ma quest'anno non c'è stato il tempo, per cui già mi davo per vinta, rinviando con rammarico all'anno prossimo la preparazione delle mie amate confetture.
Per fortuna è stato scelto come tema del Club del 27 di questo mese, proprio le conserve e così, invece di rinviare all'anno prossimo, ho scelto una ricetta da eseguire ed in men che non si dica, ero già ai fornelli per prepararla.


Il libro da cui sono tratte le ricette delle conserve è "Preserving" di  Emma Mecdonald e tra tanti tipi di conserve, scegliere non è stato affatto facile.
Alla fine ho deciso, invece della confettura classica, di preparare le pere al vino.
In sostanza sono delle pere cotte nel vino speziato (tipo vin brulé per intenderci) e poi imbarattolate per essere consumate con calma.
Questa sarebbe la teoria, ma una volta provate vi assicuro che le pere non dureranno a lungo perché non resisterete alla tentazione di mangiarle.
Questo tipo di conserva, proprio per le spezie utilizzate, possono essere un bel regalo di Natale e le pere così preparate si prestano ad essere servite in vari modi, in accompagnamento con il formaggio, oppure come dessert.
Oggi ho deciso di servirle sul loro vino fatto addensare, accompagnandole con mandorle a lamelle e ciliegie candite, un modo carino di presentarle, che potrà essere usato anche come jolly quando si hanno ospiti a cena.



Pere nel vin brulè

Ingredienti:
1kg di pere pelate, eliminato il torsolo e tagliate in quarti (ho utilizzato le pere coscia tagliate a metà)
325 ml di vino rosso (consigliato un Merlot, un Cabernet Sauvignon o Shiraz)
500 g di zucchero semolato
buccia grattugiata e succo di 1 limone
1 fascio di spezie per vin brulè (allspice, buccia di arancia, cassia, chiodi di garofano e noce moscata)
1 anice stellato

Mettere le pere in un tegame coperta con acqua bollente e cuocere dolcemente per circa 5 minuti finché non saranno quasi morbide. Asciugarle bene.
Sterilizzare i vasetti, mettendoli capovolti in una pentola contenente dell'acqua bollente e lasciandoli per alcuni minuti. Asciugarli bene prima di utilizzarli.
Mettere in una casseruola dal fondo spesso il vino, lo zucchero, la buccia ed il succo di limone, le spezie, l'anice stellato e 230 ml di acqua. Portare ad ebollizione, mescolare finché lo zuccherò si sia sciolto, cuocere a fuoco basso per 5 minuti.
Aggiungere le pere e continuare a cuocere per circa 5 minuti finché le pere saranno appena morbide. Testare la cottura delle pere bucandole con un coltello. Se entrerà facilmente, le pere saranno pronte.
Usare un cucchiaio forato per prelevare le pere dal tegame e metterle nei vasetti sterilizzati e caldi.
Rimuovere dal vin brulè le spezie, tranne l'anice stellato.
Versare il vin brulè nei barattoli in modo da coprire completamente le pere, lasciando chiuderli con   1 cm dal bordo di ciascun barattolo. Battere delicatamente sul tavolo per rimuovere l'aria. Chiudere con coperchi e capovolgerli. Lasciare che si raffreddino completamente prima di conservarli in frigorifero. Consumare entro un mese.



Queste pere mi hanno dato una bella sferzata per affrontare l'inverno e soprattutto mi hanno fatto ricordare che a breve arriverà anche Natale!

Anna Luisa

https://www.mtchallenge.it/2018/09/27/preserves-ovvero-le-conserve-club-del-27/


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Fall foliage in New England on the road: nono giorno

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16 Ottobre
Tutta la giornata di oggi sarà dedicata alla visita della penisola di Cape Cod che si trova a sud di Boston e che assieme a Martha's Vineyard è luogo prediletto dei vacanzieri e noi l'andremo a scoprire in una giornata d'ottobre. Come ho detto nel post iniziale, in questa giornata c'è tantissimo da fare, pure troppo per riuscire a vedere tutto prima che il Sole tramonti e quindi a malincuore un paio di posti che avrei voluto vedere, li saltiamo. Niente di imperdibile, comunque qui c'è tanta natura, tante spiagge da vedere e nel corso della giornata ne vedremo diverse. Diciamo che una giornata e mezza sarebbe l'ideale in bassa stagione. Probabilmente nei mesi estivi, prendetevi anche due giorni per visitarla per bene. E' una penisola grande, con tante cose interessanti.
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Fall foliage in New England on the road: ottavo giorno

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15 Ottobre 2017

Ieri sera non abbiamo capito bene dove si trova la sala colazione. Abbiamo visto una saletta dove c'erano delle persone riunite tipo in un salottino, ma non ci siamo addentrati. Quindi usciamo all'esterno e ci dirigiamo verso questa saletta. Ci sono delle persone ed effettivamente la colazione è lì. C'è tutto sui banchi ed il latte nel frigo, come ci è capitato sempre durante questo viaggio. Diciamo che non è di certo la migliore colazione che abbiamo fatto in vita nostra, anzi.

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Fall foliage in New England on the road: settimo giorno

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14 Ottobre 2017

Il programma di oggi è stato in sospeso praticamente fino all'ultimo. Avevo oviamente stilato tutto un programma dettagliato di giornata che poi, con un lungo trasferimento, oltrepassata Boston che ci siamo riservati per la fine del viaggio, ci avrebbe portato nella penisola di Cape Cod dove resteremo nei prossimi due giorni per visitare Martha's Vineyard e Cape Cod.

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Cosa vedere a Procida in una giornata

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Procida è il gioiellino poco conosciuto delle isole del golfo di Napoli. Sicuramente meno famosa di Capri e della vicina Ischia, ha però a suo vantaggio un'anima che la caratterizza e la contraddistingue dalle sorelle maggiori. Lo capisci subito, da quando il traghetto o l'aliscafo fanno sosta qui prima di proseguire per Ischia, guardando le case colorate di Marina Grande.
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Indian Style Burger per il Club del 27

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L'hamburger è per me e Fabio uno di quei piatti a cui non si può resistere.
In molti casi non è proprio il miglior cibo che ci sia, ma quando lo si prepara in casa utilizzando ingredienti di qualità e possibilmente di stagione, la musica cambia.
Già avevamo provato a preparane uno ai tempi della sfida n°49 dell'MTChallenge ed ora, per il Club del 27 ci si è ripresentata l'occasione.

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Palermo in due giorni (seconda parte)

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La prima parte di giornata (se ve la siete persa, la trovate QUI) è bastata per riempirci gli occhi con delle cose bellissime, la cappella palatina a Palazzo dei Normanni, la Cattedrale con la possibilità di salire sul tetto, le Chiese del SS. Salvatore e quella di Santa Caterina. Ma ormai è quasi ora di pranzo ed anche per questo motivo ritorniamo verso il mercato di Ballarò nel quartiere dell'Albergheria.

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Torta Fior di Fragola

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Ci sono a volte dei ricordi di gioventù che riaffiorano, non di cose importanti magari, ma con  immagini ben chiare. Uno di questi per me sono i gelati che mangiavo quando uscivo con le amiche ed il Fior di fragola era in assoluto il mio preferito.
Non ricordo bene neanche perché prendessi sempre lo stesso gelato, forse perché più "dietetico" di altri, forse perché alla fragola che comunque era uno dei miei gusti preferiti, fatto sta che credo di averne mangiati migliaia.

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Cosa vedere in due giorni o in un fine settimana lungo a Palermo

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Palermo è una città che si visita molto bene in due giorni o in un fine settimana lungo. La prima cosa da sapere è cosa vedere in questo lasso di tempo e per questo ho scritto una sorta di guida che comprende sia cosa vedere che cosa mangiare. Inoltre è importante sapere come spostarsi, in città e dall'aeroporto verso la città e viceversa e pure come raggiungere (e tornare da) Monreale e Mondello.
La città per fortuna è grande, ma non eccessivamente e tutto il centro storico si può girare agevolmente a piedi, le distanze non sono mai grandissime e soprattutto, visto che ci sono cose magnifiche ogni due passi, farete un sacco di soste e delle distanze non ve ne accorgerete proprio.
Palermo è ricchissima di arte e cultura che troverete nelle chiese sontuose, nei musei, ma ha anche tanti mercati dove troverete la vita di tutti i giorni ed è la patria dello street food.
In questo post cercherò di darvi una serie di consigli utili e di informazioni per programmare al meglio la vostra visita della città.
Cominciamo dalla prima questione. Come raggiungere a Palermo dall'aeroporto Falcone e Borsellino di Punta Raisi. Noi abbiamo trovato molto comodo il servizio di bus della ditta "Prestia e Comandè". La biglietteria è all'interno dell'area arrivi, il bus invece lo prenderete uscendo dal terminal, a destra, in fondo alla banchina. Sia dall'aeroporto che dalla Stazione centrale (altro terminale in centro), i bus partono ogni mezz'ora "precisa" (7:00-7:30...), consultate comunque sul sito gli orari in quanto in alcune fasce orarie c'è una frequenta diversa, soprattutto di primo mattino e la sera.
A seconda della fermata di discesa vi faranno sistemare i bagagli da una parte o dall'altra del bus.
I biglietti si possono comprare anche on line o sul bus pagando direttamente all'autista. In quest'ultimo caso credo ci sia una leggera maggiorazione.
L'intero percorso in un senso o nell'altro dura orientativamente 45 minuti, quindi anche meno se scendete ad una fermata intermedia. Le fermate sono:
Aeroporto, Via Belgio, via A. De Gasperi 187, Via Croce Rossa, 125, Via Libertà, 203 (angolo viale Lazio), via Libertà, 171 (angolo via Rutelli), via Libertà 95 (piazza A. Gentili), via Libertà, 45 (piazza Croci), Politeama, via E. Amarai, 5 (zona Porto), piazza Giulio Cesare (stazione centrale).

L'alternativa è una corsa in taxi, ne abbiamo visti anche di collettivi (costo 8 € a persona con un minimo di 4 passeggeri). Costo orientativo per taxi singolo, dai 35 ai 45€ a seconda della destinazione in città.

Cosa vedere a Palermo in due giorni o in un week end lungo?
Fare una selezione è difficile. Quindi vi indicherò le cose che ho visto che per me sono imperdibili. In due giorni si riesce a vedere davvero tanto! Alcune cose purtroppo non le abbiamo potute vedere perché chiuse la domenica o perché un po' più fuori dal centro. Io comunque ve le indicherò, se avete qualche giorno in più o se si tratta di una seconda visita e si vogliono scoprire altre meraviglie di questa fantastica città. Ovviamente le cose cambiano se la visita è durante i giorni feriali. In ogni caso vi consiglio sempre di controllare sui siti ufficiali delle varie attrattive orari, prezzi e giorni di apertura e chiusura. Anche i mercati per esempio è preferibile vederli durante la settimana. La domenica sono chiusi o sono aperti solo in parte e non si riescono a godere in pieno fermento con tutta l'atmosfera colorita e colorata.
Prima di elencarvi nello specifico cosa non perdere a Palermo, vi segnalo (noi purtroppo l'abbiamo scoperto solo sul posto) che esiste il cosiddetto "Circuito del Sacro" ovvero è possibile, una volta visitato un edificio del circuito, avere una riduzione sul prezzo di entrata di tutti gli altri.
Queste sono le chiese monumentali incluse: Oratorio di Santa Cita, Oratorio di San Domenico, Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, Chiesa di San Cataldo, Chiesa della Martorana (o dell'Ammiraglio), Oratorio di San Lorenzo, Oratorio San Mercurio, Chiesa del SS. Salvatore, Chiesa di San Matteo, Chiesa di Santa Maria del Piliere, Chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo, Chiesa di Santa Maria della catena, Basilica della Magione, Cattedrale di Palermo (Tombe reali, Tesoro e cripta), Museo e Duomo di Monreale (Cappella Roano).
Trovate tutte le info QUI.
Considerando che ne visiterete tante in quanto sono bellissime, essendo tutte a pagamento, alla fine avrete un bel risparmio!
Cosa vedere quindi a Palermo? I prezzi indicati sono relativi alla visita nel Marzo del 2018 e si intendono a persona.

1) Palazzo dei Normanni e cappella palatina, villa Bonanno (Piazza Indipendenza, 1)
Orario: Lun-sab 8:15-17:45 e dom 8:15-13:00
L'ingresso del palazzo dei Normanni si trova alle spalle del giardino che prende il nome di villa Bonanno. Qui potrete acquistare il biglietto (costo 8,50€). Per entrare dovrete superare i controlli di sicurezza coi metal detector. La spettacolare cappella palatina coi suoi mosaici dorati col Cristo Pantocratore, il soffitto ligneo a muqarnas ed il pavimento di marmo si trova al primo piano. Lascia a bocca aperta. Al secondo piano invece ci sono gli appartamenti reali con la sala d'Ercole, attualmente sede del Consiglio Regionale.




2) La Chiesa della Martorana (o Santa Maria dell'Ammiraglio) (piazza Bellini, 3)
Orario Lun-sab 9:00-13:00 e 15:30-17:30  e Dom 9:00-10:30, salvo cerimonie
La frutta martorana fu inventata proprio dalle suore dell'omonimo monastero annesso alla chiesa. La chiesa è del 1100 ed è uno splendido esempio di arte bizantina coi suoi magnifici mosaici e colonnati.
Un vero gioiello.
Di fronte la chiesa, sullo stesso piano, la Chiesa di San Cataldo, del 1160, con le caratteristiche 3 cupole rosse. L'ingresso è sul versante che affaccia su piazza Bellini (biglietto 1,50€ ridotto e 2,50€ intero). L'interno è semplice, se vogliamo, ma altamente affascinante. Purtroppo non è possibile fotografare all'interno.




Sempre su piazza Bellini, ma dall'altra parte c'è la Chiesa di Santa Caterina. Qui è possibile anche visitare il chiostro con una visita guidata (ingresso 5€)


3) Il Teatro Massimo (Piazza Verdi/Via Maqueda)
Della fine dell'Ottocento, in stile neoclassico, è il più grande teatro lirico italiano, il terzo in Europa dopo l'Opéra di Parigi e la Staarsoper di Vienna. E' dotato di un'acustica perfetta.
Attenzione, se vi trovate nella cosiddetta "rotonda del mezzogiorno, rischiate che tutti vi sentano.


Imperdibile anche il Teatro Politeama Garibaldi (Piazza Politeama)



4) Catacombe dei Cappuccini (piazza Cappuccini, 1)
Orario 9:00-13:00 e 15:00-18:00 tutti i giorni (la domenica, almeno a Marzo, aperte solo la mattina)
Queste per esempio non siamo riusciti a visitarle. Si trovano più all'interno, in posizione defilata.
Sono presenti all'interno circa 8000 salme perfettamente mummificate. Visitare i sotterranei della Chiesa di Santa Maria della Pace è un'esperienza forte.

5)  Santuario di Santa Rosalia-via Pietro Bonanno (pag. 158)
Orari da verificare sul sito 
Si trova anch'esso fuori dal centro, sul Monte Pellegrino, presenta una  facciata barocca. E' il Santuario della protettrice di Palermo. La Santa morì in una grotta, ora all'interno del Santuario. Fra il 14 e il 15 di luglio di ogni anno si svolge la celebrazione in onore di Santa Rosalia, con processioni e carri, e il 4 settembre si celebra la festa liturgica della Santa.

6) Quattro Canti-piazza Villena  e Chiesa San Giuseppe dei Teatini (orari 7:30-12 e 17:30-19, ma noi l'abbiamo trovata sempre chiusa) Il cuore della Palermo secentesca, punto di incontro dei 4 quartieri dell'Albergheria, Capo, Kalsa e Vucciria. Ognuna delle fontane che adornano i palazzi è dedicata ad una stagione.



7) Cattedrale di Palermo-(via Incoronazione, 9)
Orario Lun-sab dalle 9 alle 17:30 (tombe reali, tesoro, cripta e tetti). La domenica dalle 10 alle 17:30 (tombe reali e tetti) Ultima entrata mezz’ora prima della chiusura.
Tombe reali aperte tutti i giorni fino alle 19.
D'estate è possibile anche la visita in notturna (dalle 20:30 alle 24) PDF con orari
La visita sui tetti, attraverso una stretta scala a chiocciola, è imperdibile anche per godersi il panorama su Palermo dall'alto.
Custodisce i resti di Santa Rosalia. All'interno presenta anche una meridiana per individuare i segni zodiacali.



8) Palazzo Chiaramonte-Steri-piazza Marina, 61
Orari di apertura: Lunedì: chiuso. Dal martedì al venerdì: 9,30-18,30 (ultimo ingresso 17,30).
Sabato e domenica: 9,00-17,00 (fino alle 19,00 durante il periodo di ora legale). A metà fra un palazzo nobiliare e un austero castello, il palazzo Chiaramonte-Steri, costruito nel 1320 per volontà del conte Manfredi Chiaramonte, poi “casa” dei viceré spagnoli, oggi ospita il rettorato dell’Università di Palermo e la famosa "Vuccirìa" di Renato Guttuso.
Purtroppo anche questo non siamo riusciti a vederlo.

9) I mercati di Palermo
E dopo aver visto la Vucciria di Guttuso a Palazzo Chiaromente-Steri  appesa al muro, è bene vederla anche di persona: la Vuccirìa (8:30-17:30 lun-sab, qualche venditore aperto anche la domenica) è uno dei più celebri mercati di Palermo, insieme a Ballarò (orario 8:30-17:30, chiuso in parte la domenica), il Capo e Sant'Agostino (8:30-17:30, chiusi quasi tutti la domenica) e Borgo Vecchio. La Vuccirìa tra piazza Caracciolo e piazza Garraffello si anima anche di notte con tanti localini.
Vucciria-piazza Caracciolo
Ballarò-via Ballarò
Il Capo-via Cappuccinelle
Borgo vecchio-piazza don Luigi Sturzo





10) Santa Maria dello Spasimo-piazza Carlo Maria Ventimiglia
Orario: 9:30-18, chiusa il lunedìCiò che caratterizza questa chiesa spoglia è l'assenza del tetto, crollato a metà Settecento e mai ricostruito. Si trova nel quartiere della Kalsa e l'ingresso è libero. All'ingresso vi verrà dato un opuscolo informativo.


11) La spiaggia di Mondello
Ad una mezz'ora di autobus dal centro è la bellissima spiaggia dei palermitani che l'affollano durante i mesi estivi, ma non solo. L'autobus 806 parte da Piazza Don Luigi Sturzo, ma passa anche da Politeama (biglietto 1, 40€, valido 90 minuti). Dalla stazione centrale, linee 101 e 102.
Concedetevi un cannolo da Scimone e la visita dello stabilimento balneare in mezzo al mare.




12) La Zisa-piazza Zisa/Castello (pag.144)
Orario lun-sab 9:00-18:30 e la dom 9-13
Al-Azīza , in arabo, vuol dire “la splendida” e questo la dice lunga. E' un palazzo in stile arabo-normanno, edificato nel 1165 come residenza reale estiva. Una volta era circondato da un vasto parco di caccia, si trova a poca distanza dal centro di Palermo.
Noi l'abbiamo visitata in passato e quindi questa volta passiamo.

13) Oratorio di San Lorenzo-via Immacolatella  Orario dalle 10 alle 18
L’interno del barocco Oratorio di San Lorenzo è ricco di stucchi bianchissimi, decorazioni e statue di marmo.  L’Oratorio ospitava anche una preziosa pala di Caravaggio che è stata rubata nel 1969 e non è mai stata recuperata. Oggi se ne può vedere una riproduzione fotografica. Purtroppo all'interno non si possono fare fotografie senza autorizzazione della Curia.

14) Fontana Pretoria-piazza Pretoria
 Realizzata a Firenze, nel Cinquecento,  solo in seguito fu trasportata e riposizionata nell'omonima piazza. Giratele attorno, godetevi ogni dettaglio, e soprattutto notate le statue nude che le sono valse l'appellativo di "fontana della vergogna".



15) Duomo di Monreale
Non è proprio a Palermo, ma essendo relativamente vicino e di una bellezza unica, si può anche pensare di andare a visitarlo. Come raggiungere Monreale da Palermo? Autobus 389 (Indipendenza/Monreale), costo del biglietto 1,40€. Oppure autobus turistico da Piazzale indipendenza (solo da Aprile ad Ottobre, costo biglietto 15€)
Altrimenti, dalla Stazione Centrale, Monreale è raggiungibile con il servizio di autobus di linea urbana dell’Amat; uscendo nella piazza antistante la stazione occorre prendere l’autobus n. 109 che porta direttamente a Piazza Indipendenza. Qui occorre cambiare linea e prendere la linea dell’Ast che percorrendo Corso Calatafimi porta direttamente a Monreale in Piazza C. Inghilleri a ridosso di Corso P. Novelli a circa 200 mt. dal Duomo, o l’autobus n. 389 dell’Amat che fa capolinea in Piazza Vittorio Emanuele (Piazza Duomo), 11 corse al giorno, ogni 80 minuti circa.
Dal Porto, invece, arrivare al Teatro Politeama e da lì due possibilità per arrivare a Piazza Indipendenza da dove proseguire per Monreale: autobus di linea Amat n. 824 (Politeama-Sant’Erasmo) e n. 108 (Politeama-Ospedale Civico), fermata di Piazza Indipendenza.


Vi elenco inoltre altre cose che abbiamo visto, ed alcune un po' più fuori mano ma che comunque meritano per un elenco esaustivo e per chi avesse più giorni a disposizione:
Tesori della Loggia (biglietto 6€, orario 9-18 lun-sab, chiuso la domenica)
Orto botanico e villa Giulia (biglietto 6€, orario dalle 9 di mattina alle 17 o fino alle 20 a seconda della stagione)
Chiesa del Gesù (o Casa Professa) (biglietto 2€, orario 6:30-13 e 16-19 feriali; la chiesa 6:30-12:30 e 17-18:30 festivi; Invece museo, oratorio e cripta 9:30-13:30 lun-sab e fino alle 18:30 ad Agosto)
Basilica di San Francesco d'Assisi
Chiesa di San Giovanni degli eremiti
La palazzina cinese
Villa Trabia
Mercato ittico
Tonnara Florio
Piazza Marina e Giardini Garibaldi
Torre San Nicolò di Bari all'Albergherìa
Cripta delle repentite
Chiesa Di Sant'Ignazio all'Olivella
Chiesa dell'Immacolata Concezione
Chiesa del Santissimo Salvatore
Chiesa di San Matteo al Càssaro
Teatro Politeama Garibaldi
Palazzo Mirto (museo)
Palazzo Branciforte (museo)
Chiesa del Piliere

La cuba Poi ho raccolto un po' di informazioni su alcuni dei cibi da strada e non classici di Palermo, delle vere chicche che ogni amante del buon cibo non può perdersi.
Nella foto un mix di street food dell'Antica Focacceria San Francesco assieme ad un piatto di pasta alla Norma e ad una pasta all'anciova.





Alla Vucciria dal purparo: polpo fresco bollito da mangiare con limone e prezzemolo

Cicireddu: pesciolini fritti

Pani ca meusa:  E' il pani ca’meusa, milza, oppure polmoni o scannarozzato (trachea) di vitello, ripassati nella saimi (strutto) e mangiati nella vastedda (tipico panino tondo spolverato con semi di sesamo).




Ordinatelo maritato se lo volete con l'aggiunta di ricotta e caciocavallo, schietto se lo preferite semplicemente bagnato da gocce di limone. Il miglior pani ca’meusa lo fa la Focacceria di San Francesco (Alessandro Paternostro, 58), dal 1843. Prova anche la caponata alla Focacceria.
Franco 'U Vastiddaru (tra corso Vittorio Emanuele e piazza Marina) è un altro mago del panino con la milza e specializzato nei fritti di ogni tipo.
Nino u’ Ballerino è probabilmente il posto più popolare (nonché più tamarro) in cui provare il panino con la milza.

Arancine: In Piazza Don Bosco andate al Bar Alba dove sono eccezionali. Sempre calde e fragranti. Timballi di riso allo zafferano con piselli, carne macinata e caciocavallo. Nella versione originale le arancine sono fatte con il salame tritato piuttosto che con la carne, o con l'aggiunta di entrambe.
Oppure  a Mondello, da Spinnato in piazza Castelnuovo o in via Principe di Belmonte e da Scimone in via Imera  8 o a Mondello, si mangiano delle arancine ottime. Il costo indicativo di un’arancina è di 2 €.

Sfinciuni: pizza alta e soffice, condita con pomodoro, cipolla, acciughe e caciocavallo e la squisita panella forse la regina della cucina da strada palermitana.

Panelle e cazzilli: CAZZILLI - Questi deliziosi rettangoli di farina di ceci fritti a volte si accompagnano con i cazzilli, conosciuti anche come crocchè, crocchette di patate. Franco u Vastiddaru (tra corso Vittorio Emanuele e piazza Marina)

Stigghiola: Se vi trovate nel centro storico fate un giro tra i vicoli e le piazzette della champagneria, proprio di fronte al Teatro Massimo: qui troverete tanto street food etnico (kebab, felafel, etc.), ma anche i tradizionali stigghiulari: arrostiscono ogni tipo di carne, ma prendono il loro nome dalla stigghiola, e cioè budella (solitamente di agnello) alla brace, un cibo da strada solo per i forti di stomaco!

Anelletti al forno: Trattoria Tipica Altri Tempi, in via Sammartino 65

Pasta con la Glassa: Viene realizzato con il fondo della pentola dello spezzatino con le patate a cui viene aggiunta la pasta e il formaggio. Osteria lo Bianco, in Via Emerico Amari 104

Frittole: la frittola come un insieme eterogeneo di frattaglie di vitello che vengono bollite e successivamente rosolate nello strutto. Una cosina leggera, insomma :-D

 Il frittolaro si riconosce dal cesto di vimini che copre con un canovaccio da cui estrae, all’occorrenza, la dose necessaria di frittola per riempire un panino. Per Palermo se ne contano un po’.

E poi i dolci, cannoli e cassate su tutti.


Autista: E per digerire tutto questo? L’autista è quello che ci vuole. Si tratta di una bevanda estremamente digestiva a base di succo di limone, sciroppo di mandarino e acqua gasata, a cui viene aggiunto, un attimo prima di berlo praticamente alla goccia, un cucchiaino di bicarbonato. Un’esperienza da fare, soprattutto se pensate di andar giù pesante con lo street food palermitano. Ovviamente rutto libero. Nel chioschetto in piazza Beati Paoli, per 2,5 € potrete provare questa esperienza digestiva.

Mappa

Trovate tutte le attrazioni principali indicate e tanto altro (anche dove trovare lo street food) su questa mappa di Google che ho creato e che potete consultare anche off line.


Fabio