mercoledì 27 giugno 2018

Open Sandwich o Smørrebrød per il Club del 27


Cercate un'idea geniale per una cena d'estate tra amici? Questo mese il club del 27 ci ha proposto come tema gli Open sandwich, conosciuti nei Paesi scandinavi con il nome di smørrebrød, ideali proprio per una cena informale o magari quando ci si riunisce in questa calda estate a guardare l'Italia che gioca i Mondiali di calcio.
Mi sono sempre piaciuti tantissimo i sandwich in generale, per l'infinità di versioni e di ingredienti che si possono utilizzare nel prepararli e la versione "open" è ancora più divertente e bella in quanto tutti gli elementi sono messi in bella mostra ad invogliarti ancora di più.


Fabio ed io abbiamo avuto modo di conoscerli durante il nostro viaggio in Danimarca e poi abbiamo "approfondito la conoscenza" durante il viaggio in Svezia.
Gli smørrebrød sono infatti un piatto tipico dei Paesi Scandinavi (la parola deriva da smor og brod, tradotto burro e pane) e vengono serviti in tutti i buffet, da quello informale tra amici di cui parlavo prima, fino ad arrivare ai banchetti nuziali.
Essendo sostanzialmente delle fette di pane, solitamente di segale, farcite, possono essere declinati in un'infinità di modi a seconda dei propri gusti.
Tra le proposte fatte dal Club del 27 ho scelto tre varianti di open sandwich, quella con l'insalata russa, quella con le pesche, il blue cheese e l'aceto balsamico ed infine una versione dolce con la pasta di fichi.
Per le prime due ho utilizzato il pane di segale preparato da me con la ricetta di Paul Hollywood, mentre per l'ultima ho utilizzato del pane integrale che dal panettiere non manca mai.


Pain de campagne (da "La magia del forno" di P. Hollywood)
Ingredienti:
650 g di farina bianca forte
100 g di farina di segale
500 g di lievito madre
15 g di sale
3,5-4,5 dl di acqua tiepida
olio extravergine d'oliva

Mettere le farine, il lievito e il sale in una larga terrina.
Aggiungere 3,5 dl di acqua e mescolare bene con le mani unendo poca acqua se necessario, fino ad ottenere una pasta morbida e un po' grossolana, prelevando tutta la farina dai bordi.
Ungere leggermente il piano di lavoro, trasferirvi la pasta ed iniziare ad impastare.Proseguire per 5-10 minuti, finché l'impasto da umido non diventerà morbido e inizierà a formare una sottile pellicina.
Quando la pasta sarà morbida e setosa, metterla in una larga terrina unta, coprirla con un telo e lasciarla lievitare a 22-24°C per 5 ore o finché non raddoppia di volume.
Coprire due teglie con un telo ciascuna e spolverizzateli di farina o preparare due cesti di lievitazione.
Spolverizzare il piano di lavoro di farina e trasferirvi l'impasto. Fare uscire tutta l'aria dalla pasta ripiegandola ripetutamente finché non sarà morbida. Dividerla a metà e formare due ovali facendo un po' di pressione sulle estremità in modo che queste scendano leggermente e si formino delle punte.
Sistemare le due forme di pane sui teli e spolverizzarli ancora di farina.  Chiudere ogni teglia in un sacchetto di plastica e lasciare lievitare nuovamente a 22-24°C per almeno 13 ore, finché l'impasto non sarà raddoppiato di volume e tornerà subito indietro se lo si pizzica.
Quando la pasta è pronta, scaldare il forno a 190°C e foderare due teglie con carta da forno.
Trasferire i pani sulle teglie, poi praticare un taglio profondo al centro per tutta la lunghezza e due tagli in diagonale su ogni lato del primo.
Fare cuocere per 40 minuti, finché battendo la base del pane con le nocche non si senta un rumore sordo.
Lasciare infine raffreddare il pane su una gratella.


Open sandwich:

1-Insalata russa su pane di segale

Ingredienti:
1 mela acida (tipo Granny Smith)
1 gambo di sedano
50 g di barbabietola grattugiata grossolanamente
4 cucchiai da tavola di panna acida
4 cucchiaio da tavola di rafano grattugiato
4 cucchiaia di succo di limone
scaglie di sale marino e pepe nero macinato fresco
burro salato
4 cucchiai di crescione (sostituiti da me con la valerianella)

Tagliare mela e sedano a cubetti e metterli in una ciotola, aggiungere la barbabietola.
Incorporare la panna acida, il rafano e il succo di limone, quindi condire con il sale e il pepe.
Mettere le fette di pane di segale su un piano di lavoro e spalmare il burro in modo uniforme su ogni fetta.
Porre due cucchiai di insalata russa su ogni fetta di pane, quindi decorare con il crescione e spolverare con pepe nero macinato fresco.

Note mie: se non trovate la panna acida, potete tranquillamente farla in casa, mescolando 100 ml di panna, 100 ml di yogurt bianco ed 1 cucchiaino di succo di limone. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per un'ora.


2-Pesche, blue cheese e sciroppo balsamico

Ingredienti:
1 cucchiaio da tavola di miele
4 cucchiai da tavola di aceto balsamico
4 pesche
2 cucchiai da tavola di burro salato
1 cucchiaino di miele
4 fette di pane a lievitazione naturale
50 g di blue cheese
fiori di timo o maggiorana (facoltativi)

In una piccola casseruola sciogliere il miele ed aggiungervi l'aceto balsamico e lasciare cuocere a fuoco lento per 2-3 minuti.
Tagliare a metà le pesche, rimuovere il nocciolo e tagliare a fette.
In un padellino friggetene le fette nel burro da entrambi i lati a calore moderato, fino a quando diventano scure.
Tostate il pane e posizionatevi direttamente dalla padella le fette di pesca.
Sbriciolare il formaggio e disporlo sulle pesche.
Cospargere leggermente con lo sciroppo balsamico e decorare a piacere con i fiori.

Possono essere usati sia parmigiano che cheddar invece del blue cheese se preferite


3-Pasta di fichi

Ingredienti:
250 g di fichi secchi
200 g di datteri denocciolati
2 cucchiai da tavola di cocco disidratato non zuccherato
Fette di pane integrale

Tagliare ogni fico in quattro parti, metterlo in una ciotola e versarvi sopra l'acqua bollente fino a coprirli.
Lasciare riposare per 30 minuti, quindi scolare bene.
Mettere i fichi e i datteri denocciolati in un robot da cucina e frullare fino ad ottenere una pasta uniforme.
Formare con la pasta un salame di 5 cm di diametro.
Mettere la farina di cocco su un piatto, rotolarvi il salame di pasta di fico fino a che non sia tutto ricoperto di cocco, quindi avvolgerlo in un foglio di carta da forno e lasciarlo riposare in frigo tutta la notte.
Tagliare la pasta di fico a fette emetterle sulla superficie dei vostri open sandwich.


Come dicevo queste sono solo tre varianti, ma gli open sandwich possono essere preparati in infiniti modi, sta tutto alla vostra fantasia.


Che dite, potrebbe andare bene un piatto così per consolarsi della mancata partecipazione dell'Italia ai mondiali?

Anna Luisa

lunedì 25 giugno 2018

Palermo in due giorni (seconda parte)



La prima parte di giornata (se ve la siete persa, la trovate QUI) è bastata per riempirci gli occhi con delle cose bellissime, la cappella palatina a Palazzo dei Normanni, la Cattedrale con la possibilità di salire sul tetto, le Chiese del SS. Salvatore e quella di Santa Caterina. Ma ormai è quasi ora di pranzo ed anche per questo motivo ritorniamo verso il mercato di Ballarò nel quartiere dell'Albergheria.
A due passi dal mercato, c'è la Chiesa di San Nicolò di Bari all'Albergheria con l'annessa torre medioevale. La Chiesa in sé è in stato di abbandono e non è visitabile, però si può salire sulla torre (biglietto 2,50€) per ammirare un bel panorama sui tetti e sulle cupole che svettano sulla città. C'è anche una piccola visita guidata condotta da alcuni ragazzi che danno delle spiegazioni e mostrano cosa si vede dai tetti. Sul terrazzo all'aperto è installata l'opera di un artista moderno che ritrae Palermo nelle vesti di una bellissima donna ricoperta di stracci, con la mano puntata verso i palermitani, in segno di accusa e che nello stesso tempo cerca di togliersi quegli stracci di dosso per tornare all'antico splendore. Sarà rimossa quando Palermo tornerà a splendere in tutta la sua magnificenza. In effetti la città è bellissima, ha anche quel fascino del decadente che è fantastico, ma avrebbe bisogno di grandi interventi. Sotto un certo punto di vista mi ricorda tantissimo Napoli. Le ho trovate molto simili.







E' praticamente ora di pranzo (14:30), siamo a due passi dal mercato di Ballarò e che fai, non provi qualche cibo di strada? Così prendiamo un'arancina ed una vaschetta di sarde alla beccafico (2€+5€) e pranziamo al volo. Ovviamente facciamo seguire anche una visita al mercato.

























Torre di San Nicola di Bari all'Albergheria





Visto che è vicina, andiamo alla Chiesa del Gesù o Casa Professa (biglietto 2€) restaurata completamente nel 2009. Potremmo limitarci a vederla dall'ingresso anche senza biglietto, ma è così bella che entriamo a vederla dall'interno e più da vicino.












Decidiamo di tornare su Via Vittorio Emanuele per visitare la Chiesa di San Matteo al Càssaro (biglietto 1,50€), chiesa barocca del 1633. Passiamo per la strada delle biciclette, via Divisi, ripassiamo per la fontana pretoria, ce la godiamo col sole ora e quindi siamo alla Chiesa.




















 Sono quasi le 15:30 e quindi torniamo verso la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (La Martorana) che avevamo trovato chiusa (biglietto ridotto solo 1€, 2 quello intero. Pochissimo considerata la bellezza rispetto ad altre chiese). La chiesa affaccia su piazza Bellini. Per fortuna siamo tra i primi della fila e ce la godiamo. Camminare tra le colonne di marmo, con le volte a mosaico dorate è emozionante. E' la più famosa chiesa medioevale di Palermo.













A destra della Martorana c'è la piccola chiesa di San Cataldo del 1160, con le 3 cupole rosse. L'ingresso è sul versante che affaccia sulla piazza (biglietto 1,50€ ridotto, 2,50€ intero). L'interno è semplice, se vogliamo, ma altamente affascinante.







Visto che oggi e sabato e domani molti mercati saranno chiusi, decidiamo di andare a vedere gli altri mercati storici di Palermo.
Passiamo per la vicina Piazza Caracciolo ed attraversiamo il mercato della Vuccirìa. Molti negozi sono già chiusi, già l'avevamo visitato in passato e non ha il fascino di altri mercati. Anche se sappiamo che si anima la sera tra piazza Caracciolo e piazza Garraffello.
Sarebbe comunque meglio andarci sempre al mattino ai mercati quando sono più vivi.









Proseguiamo verso piazza San Domenico dove visitiamo l'omonima chiesa di San Domenico.
Attraversiamo Via Maqueda (all'angolo con via Sant'Agostino c'è il carretto ambulante di Mario che vende lo sfincione, focaccia tipica palermitana) andando verso il mercato di Sant'Agostino che poi diventa il mercato del Capo. Visitiamo la chiesa gotica di Sant'Agostino del XII secolo. Qui il mercato è ancora in attività e ci piace di più.






















Percorrendo via Volturno arriviamo al Teatro Massimo, assieme al Teatro Politeama Garibaldi i due più belli della città. Ci sono tanti ragazzi nella piazza e sulla scalinata.



Arriviamo al Teatro Politeama Garibaldi e facciamo un mezzo pensiero di andare a Mondello a vedere il tramonto visto che sono quasi le 17 ed il sole tramenterà verso le 18:20. Aspettiamo un bel po' il bus 806 ma purtroppo non passa. Il Sole inizia a calare e quindi rivediamo il nostro programma di giornata andando a visitare altre cose.



Andando verso Palazzo Branciforte visitiamo la Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella.





Proprio di fronte Palazzo Branciforte, sede di un museo, c'è la piccola chiesa del Piliere. Non è nemmeno segnalata sulla guida ma noi la troviamo molto affascinante! (biglietto 1,50€ ridotto).






Non sappiamo se visitare o meno il museo dei Palazzo Branciforte ma il tempo che ha retto fino ad ora ci dà un chiaro segnale. Inizia a piovigginare e quindi quale migliore cosa di una visita al coperto? Il biglietto costa 5 €. Ci accodiamo ad una visita guidata che dura circa 40 minuti ma è molto interessante. Ad una serie di reperti archeologici al piano terreno provenienti perlopiù da Selinunte, segue la visita alla biblioteca al primo piano con tanti libri, ma anche monete e francobolli oltre che interessanti sculture del Novecento. Bellissime le scaffalature in legno che custodivano gli oggetti del monte dei pegni che è stato attivo fino agli anni '80. Bello anche il museo dei pupi e la piccola collezione di ceramiche. Una visita che meritava sicuramente!

















Passiamo per Piazza Garraffello alla Vuccirìa dove vediamo alcuni murales, passiamo per piazza San Francesco dove l'oratorio di Sal Lorenzo è chiuso (lo vedremo domani), come la Chiesa di San Francesco d'Assisi (pure questa la visiteremo domani). Qui in piazza c'è l'imperdibile Antica focacceria San Francesco, mecca di tutti gli amanti del cibo tradizionale palermitano.














Passiamo all'esterno di Palazzo Mirto (è un museo, anch'esso chiuso, ultima foto sopra), quindi arriviamo in piazza Marina, col giardino Garibaldi che vediamo da fuori, come il Palazzo Chiaromonte Steri che ospita la famosa Vuccirìa di Guttuso che purtroppo ha già chiuso e che non riusciremo a vedere perché anche la domenica è chiuso (che cosa assurda!).






Sono le 19:30! Stiamo girando ininterrottamente da 9 ore! Abbiamo fatto il pieno della città e visto tantissimo. E' proprio ora di prenderci una pausa. Ci fermiamo su una panchina a rilassarci un po' prima di cena. Visto che domani sarà il mio compleanno (18 Marzo), abbiamo scelto un locale molto carino. Non fa proprio una cucina tradizionale, ma è più creativo, pur essendo legato comunque a prodotti locali e di buona qualità. E' l'Ottava nota, che tra l'altro è proprio qui vicino. Purtroppo la luce del locale non rende giustizia alla bellezza dei piatti. Ma per la bontà garantiamo noi, ci è piaciuto, anche se forse poteva essere ancora meglio. Rinunciamo ai dolci che non ci ispirano (troppo banali per un locale così).





Per fortuna il servizio è stato veloce e facciamo pian piano ritorno al nostro B&B. E' una bella passeggiata di una ventina di muniti. Strada facendo incontriamo un negozietto che vendo il pane con la meusa, il panino con la milza, tipico street food palermitano. Ci facciamo tentare e così al posto del dolce proviamo questa specialità locale. Capisco che non è per tutti, la consistenza può dare fastidio, come il sapore, ma a a me piace e sono contento di averlo provato! Che follia, dopo cena! Ma anche questa è Palermo!




 Ci godiamo il sabato sera della città fino al ritorno al B&B. Qui la piazzetta del mercato di Ballarò è piena di extracomunitari che ci abitano, un po' di timore c'è attraversando questa zona di sera, ma niente succede e rientriamo al B&B sfatti. Ci aspetta ancora domani, un'altra giornata piena di visita a Palermo e non solo, perché andremo a vedere la spiaggia di Mondello e prima di partire, anche Terrasini.
Trovate tutto il diario nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO.

Fabio