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...è scoccata L'ORA DEL paTE'

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Sono ormai più di 3 anni, praticamente dall'inizio, che con immenso  piacere e divertimento, partecipiamo al gioco di maggior successo nell'ambito dei blog che si occupano di food, ovvero l'MTChallenge. Più che un vero e proprio contest, lo si può definire anche una sfida con se stessi e soprattutto una sorta di scuola di cucina virtuale, perché ogni volta si scopre o ci si cimenta in qualche nuova sfida, tecnica o semplicemente ingrediente. Col tempo, questo che è nato semplicemente come un gioco, è cresciuto, nelle forme, nelle partecipazioni e soprattutto nei contenuti, diventando un date base ricco di informazioni storiche, culturali e tecniche, oltre che di tantissime ricette. In più, di non secondaria importanza, ha avuto un ruolo fondamentale nel cementare amicizie personali, fortificare quelle ormai nate da tempo, e farne nascere di nuove, sempre accomunate dalla passione per il cibo, cucinato e mangiato.


Ed è cresciuto talmente tanto che Alessandra, la mente ed il cuore di questo gioco, ha pensato bene di trasformare tutto questo in qualcosa di ancora più grande e più bello. Ovvero racchiudere in un libro il tema (per ora) di una sfida, selezionando alcune ricette che hanno trovato la loro collocazione tra le pagine del libro stesso. Il titolo del libro è L'ORA DEL paTE', edito da Sagep Editori di Genova (qui la pagina facebook)e si caratterizza anche per una grafica estremamente piacevole e moderna, curata da Roberta Sapino di Le chat egoiste e dalle splendide fotografie di Sabrina de Polo.
Non bastasse che il libro in sé già è bellissimo, legato in maniera ferrea allo stesso è la collaborazione con la Fondazione "aiutare i bambini". E ci teniamo a sottolineare che ogni copia venduta contribuirà a questa causa, ovunque la compriate.





Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto “cuore di bimbi”,della Fondazione“aiutare i bambini”: nata nel 2000, per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena, la fondazione si propone di  dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona, nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui  la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, appunto, c'è “cuore di bimbi”, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi, anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua.




Il libro lo potete trovare in libreria, se non l'avessero disponibile, chiedete di farvelo arrivare e non vi fermate al non è possibile dell'addetta/o che non ne ha voglia, perché possono. Lo potete comprare sul sito della casa editrice Sagep o su quello della Fondazione (cliccando andrete direttamente alla pagina dedicata al libro), ma anche on line sui vai Ibs, Amazon...
Altra cosa che ci fa amare ancora di più questo libro, che si compone di ben 41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissni,muffins, scones chips e tutto quanto fa 17° sfida dell'mtc, è che c'è anche una nostra ricetta! Quindi, cosa state aspettando? Andate subito a comprarlo, per voi, per regalarlo ad un amico/a. Non ci sono scuse!

Fabio e Anna Luisa







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Scozia 2013: i video

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Come mia abitudine, al ritorno da un viaggio o da un evento importante, seleziono alcune foto che trovo tra le più significative e creo dei piccoli video ricordo in cui inserisco come sottofondo musicale una canzone che ci ha accompagnati durante i tanti chilometri percorsi in macchina o comunque un autore locale o in mancanza delle precedenti, una canzone che si presta particolarmente bene.


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Le raviole del plin, la sveglia e la colazione.

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Capisco che leggendo il titolo di questo post qualcuno potrà pensare cosa possano avere in comune questi tre elementi. Ma qualcosa ce l'hanno, almeno nella versione che ho voluto dare io alle raviole del plin che Elisa, vincitrice dell'ultimo MTC, ha proposto per questa tornata. Devo dire che stavolta ho avuto un po' di difficoltà nel concretizzare la mia idea, perché diverse versioni mi sono passate per la testa, ma poi una ha avuto decisamente il sopravvento. Sia chiaro, è talmente impura (o quasi) che credo che sarò bandito da Piemonte e dintorni, ma io li ho visti così.


Dovete sapere che non ho un buon rapporto con la sveglia. O meglio, io un rapporto con la sveglia non ce l'ho proprio. E non perché faccia fatica a svegliarmi la mattina, ma al contrario. Perché sono io che di solito "sveglio la sveglia". Appena inizia a fare giorno tendo a svegliarmi e per quanti sforzi faccia per riaddormentarmi, di solito non ci riesco. E allora resto in attesa che suoni e che si svegli dal suo sonno beato la mia compagna di fase REM. Il tempo che (lei)  riprenda conoscenza (di solito si va dai 10 minuti al quarto d'ora, il quarto d'ira per me), a meno che non ricada tra le braccia di Morfeo, e si va a fare colazione.
A volte ho avuto il sospetto che il mio svegliarmi presto più che alla luce del giorno sia legato alla voglia di andare a fare colazione. E' uno dei pasti che mi piace di più, soprattutto perché mangio i dolci che durante la giornata difficilmente mi concedo. Ed io sono un golosone, è risaputo. Probabilmente è anche colpa del fatto che la sera apparecchiamo la tavola con le tovagliette, le posate e tutto ciò che già può essere messo in tavola. Insomma, già dalla sera ho quell'immagine davanti agli occhi. E' il richiamo degli zuccheri. Ma non solo. Devo dire che amo fare le colazioni all'inglese (o all'americana), non disdegno affatto il salato a colazione che va ad affiancarsi al classico cappuccino (dopo che degli amici mi hanno regalato la macchinetta per farlo in casa, non ne posso più fare a meno...) e a qualche dolcino.


Tutto questo per dirvi come sono arrivato a questa ricetta e l'equilibrio che ho cercato di creare nei sapori prima di tutto e poi nelle consistenze e nell'aspetto. Come carne avevo letto nel post di Elisa che a volte si usava anche il coniglio per questa ricetta ed ho subito pensato di utilizzarlo. Ma ho voluto dare un tocco di originalità alla pasta. Ho seguito scrupolosamente la ricetta di Elisa, ma invece di cuocerla nel modo tradizionale, ho ben pensato di friggerla, per dare al guscio esterno una consistenza croccante. Vista la correlazione che ho trovato con la colazione, ad insaporire ulteriormente l'impasto di carne di coniglio e salsiccia, ho pensato di aggiungerci della pancetta (fa un po' english, vero?). Non poteva certo mancare il mio cappuccino e così ho realizzato una spuma soffice al caffé con una decorazione al cacao, il cui gusto anche sposa perfettamente con il gusto della carne di coniglio. Anche perché io sono un po' vizioso ed il cacao sul cappuccino lo metto sempre.
Ritornando alle origini di questo piatto, l'ho servito semplicemente su un tovagliolo, per non coprirne il gusto e lasciare che la pasta ed il ripieno dessero il meglio di sé.



Purtroppo in questi giorni siamo davvero impegnatissimi e per realizzare la mia ricetta (e anche quella di Anna Luisa in verità),  abbiamo dovuto puntare la sveglia molto presto (anche stavolta mi sono svegliato prima di lei!) e le abbiamo realizzate praticamente di mattina, all'alba. E vista la ricetta, non poteva essere diversamente.
Tutto questo mi ha fatto venire in mente anche un personaggio, il coniglio bianco con l'orologio di Alice nel Paese delle meraviglie. E qualcuno sostiene che in effetti ci assomiglio anche, in quanto una delle espressioni che uso spesso è "E' tardi, è tardi!". Ma della mia puntualità vi parlerò un'altra volta.

Raviole del plin fritte con coniglio 'mbriaco e spuma di caffé



Ingredienti per 4 persone

Per la pasta (ricetta di Elisa)
200 g di farina di grano tenero 0
2 tuorli grandi
1 uovo intero (grande)

Per il ripieno*
1/2 coniglio
2 salsiccia di maiale (cervellatina)
100g di pancetta magra
2 carote
1/2 cipolla
1 costa di sedano
1 bottiglia di vino (preferibilmente piemontese)
olio q.b.
sale
pepe

Per la spuma al caffé
1 tuorlo d'uovo freschissimo
4 cucchiai di caffé amaro
50 ml di panna per dolci

*il ripieno è decisamente abbondante rispetto alla dose per la pasta di Elisa che consiglio di raddoppiare almeno. Tanto una volta fatto il lavoro, ci si trova delle raviole già fatte da conservare.


Preparazioni

La comodità di questo piatto è che si può prepare anche a tappe. Per prima cosa ho preparato il coniglio che richiede un po' di tempo. L'ho fatto marinare (già tagliato a pezzi dal macellaio) in un tegame con una bottiglia di Barbaresco, cipollee  carote tagliate grossolanamente, alloro e rosmarino (minimo 2 ore).  Ho preparato la classica base con sedano, cipolla e carote e l'ho fatto rosolare per bene in un po' di olio che avevo messo a riscaldare in una capiente padella. A rosolatura completa ho aggiunto un primo mestolo di vino, ho coperto controllando ogni tanto e, nel caso, aggiungendo altro vino per non farlo asciugare troppo. L'ho fatto cuocere circa un'ora-un'ora ed un quarto, e poi l'ho lasciato coperto affinché le carni fossero tenere. Dopo che si era raffreddato un po', l'ho spolpato e l'ho messo da parte.
Ho cotto in padella le salsicce, con un filo d'olio per farle rosolare per bene a fine cottura. Ho preferito le cervellatine con una pasta più fine rispetto a quelle a punta di coltello.
Infine in una padella, senza grassi aggiunti, ho fatto andare a fuoco medio le fette di pancetta per un paio di minuti, giusto il tempo di farle cambiare colore. Poi l'ho sminuzzata ed aggiunta al coniglio e alla salsiccia che ho tritato nel mixer assieme al fondo di cottura.
Per la preparazione della pasta ho seguito la ricetta di Elisa che riporto:
"Salare e tritare le biete. Togliere l’arrosto dal suo fondo di cottura e tritarlo finemente, insieme ai gusti. Unire i due composti ed incorporarvi la salsiccia sbriciolata. Aggiungere le uova, il sale, la noce moscata e il formaggio grattugiato. Mescolare bene con un cucchiaio di legno.
Mettere la farina a fontana e rompervi all’interno le uova. Mescolare le uova e la farina partendo dall’interno e incorporando poco per volta la farina. Impastare per una decina di minuti con i palmi delle mani finché si ottiene un composto liscio e compatto. Coprire con pellicola alimentare e far riposare per una trentina di minuti.
Tagliare pezzi di pasta e, che si scelga di usare la macchinetta o il mattarello, tirarla molto sottile .
Con l’aiuto di uno o due cucchiaini formare delle piccole palline di ripieno (grosse all'incirca come delle nocciole) e disporle sulla sfoglia, a poca distanza l’una dall’altra.
Piegare la sfoglia e pizzicare la pasta tra una pallina e l’altra. Dopodiché tagliare i ravioli con la rotella, partendo dalla parte chiusa e muovendosi verso i due lembi sovrapposti."
Ho fritto la pasta ripiena e chiusa col "plin" come Elisa mostra molto chiaramente nel suo video nella friggitrice, in olio alto, a 180°C per circa 2 minuti, togliendoli appena si erano dorati. Poi li ho messi a colare su carta assorbente da fritti.
Per la spuma al caffé ho messo in una ciotola un tuorlo d'uovo freschissimo, ci ho aggiunto 4 cucchiai di caffé amaro a temperatura ambiente e ho montato il tutto col frullino alla minima velocità. In un'altra ciotola ho montato la panna (fredda!) ben ferma e l'ho aggiunta all'altro composto. Ho amalgamato e versato il tutto in una tazzina da caffé e messo in frigo per almeno 3 ore. Ho guarnito con una sctriscia di cacao amaro e con un chicco di caffé ricoperto di cioccolato.
Ho servito in una classico vassoio da colazione, adagiando le raviole su un tovagliolo ed accostando la tazzina "di caffé". Il piatto si mangia col cucchiaino, prendendo una raviola alla volta ed intingendola leggermente nella spuma al caffé.



Insomma più che le raviole del plin, ho realizzato le raviole dle "drin". In alternativa, le raviole "col cappuccio".

Fabio



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Scozia 2013: preparazione, consigli ed itinerario

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Siamo appena rientrati dal nostro viaggio on the road di 3 settimane in Scozia. Inutile dire che con il pensiero siamo ancora lì, con ancora impresse nelle nostre menti e nei nostri occhi tutte le immagini di posti magnifici, di una natura rigogliosa e generosa, di animali ancora padroni del territorio, di ottimi piatti degustati durante la nostra permanenza.


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Olio, un mondo da scoprire.

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 Sono passati pochi giorni e ancora portiamo con noi l'entusiasmo di un bel fine settimana trascorso a Genova all'insegna dell'enogastronomia, ma soprattutto alla scoperta dell'olio, un prodotto usato quotidianamente da molti di noi ma di cui però conosciamo forse troppo poco. Ospiti dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio (ANCO) e l'Azienda olivicola Raineri di Imperia, abbiamo potuto trascorrere dei giorni all'insegna dell'amicizia, incontrando "vecchi" amici e conoscendone di nuovi, ma soprattutto abbiamo potuto visitare un'azienda produttrice di olio e seguire un corso base di degustazione. Ma partiamo dall'inizio.
Ci siamo trovati tutti presso la fiera di Genova nell'ambito della manifestazione Sapori da sfogliare dedicata alle eccellenze agroalimentari  e all'editoria enogastronomica. Qui abbiamo partecipato alla presentazione del progetto Starbooks che ha visto la partecipazione delle diverse blogger che vi collaborano e del Dr Enrico Lupi, presidente dell'Associazione nazionale città dell'olio. Inoltre è stato presentato l'interessante libro di Sergio Rossi "La cucina dei tabarchini", Sagep editore. Sono anche intervenuti diversi produttori presenti in fiera che ci hanno fatto degustare i loro prodotti, tra questi il carciofo di Perinaldo, la burrata di Andria, il formaggio ragusano.





































Dopo una presentazione presso lo stand della Puglia e la visita ai vari espositori, nel primo pomeriggio ci dirigiamo verso Imperia. Dopo esserci sistemati presso l'hotel Rossini al teatro, ci rechiamo presso l'azienda olivicola Raineri dove avremo la possibilità di visitare lo stabilimento, ci viene illustrato tutto il procedimento di produzione fino all'imbottigliamento finale. Pochi passo ci separano dal ristorante Le mignole dove degustiamo alcuni piatti della tradizione e dell'ottimo vino fornito da produttori locali.













Dopo cena qualcuno si intratterà a chiacchierare e a fare le ore piccole, sarebbe piaciuto tantissimo anche a noi, ma la sveglia aveva suonato troppo presto per non concederci un meritato riposo.
L'indomani mattina infatti abbiamo subito un impegno molto interessante. Un corso presso la sede dell'O.N.A.O.O. Qui ci vengono prima illustrate da Marcello Scoccia, panel leader ONAOO ed assaggiatore professionista le caratteristiche base dell'olio, pregi e difetti, zone di produzione, poi abbiamo la possibilità di degustarne alcuni e valutarli, nei pregi e nei difetti. Ci viene spiegato che la degustazione è regolamentata da un disciplinare ben preciso per fare in modo che per tutti i degustatori sia uniforme e ci viene mostrato il bicchierino blu (le cui caratteristiche anche devono essere ben precise) e la tecnica con la quale si effettua la degustazione. La lezione è interessante e coinvolgente e le due ore volano molto piacevolmente.
Rientriamo quindi in fiera a Genova e abbiamo la possibilità di visitare ulteriormente la stessa, provare i prodotti di alcuni stand che preparano panisse, farinata ed altre specialità non solo liguri. Non manca la consegna dei diplomi per il corso frequentato ed il saluto finale da parte dei nostri gentilissimi ospiti. Seguono lunghe e piacevoli chiacchierate con le altre blogger coinvolte fino a che pian piano tutti devono andare via per rientrare a casa.






 E' stata davvero una bella esperienza per noi che ci ha fatto venire voglia di approfondire ulteriormente la conoscenza di un mondo così interessante assieme a tanti altri appassionati di cibo come noi. Ringraziamo infine coloro che ci hanno ospitati e salutiamo gli altri blogger che hanno partecipato assieme a noi, ovvero Patty,  Stefania, Ale&Dani, Mapi, Mai, Roberta, Cristina, Alessandra, Aurelia,  Annarita, Mari e Cristian, Simona, Roberta, Sabina, Laura, Fabiana, Anna Maria, e Natascia che ci ha guidati e coordinati assieme alle altre ragazze dello stand delle città dell'olio.

Fabio e Anna Luisa