in

Pizzeria Luigi Cippitelli: recensione

- - Nessun commento


Recentemente sono stato alla pizzeria di Luigi Cippitelli a San Giuseppe Vesuviano (NA) in occasione della presentazione del nuovo menu.
Già precedentemente alla visita avevo letto buone recensioni e le foto delle pizze sembravano confermarle. Ma ovviamente, bisogna sempre provare di persona.
Il menu che abbiamo degustato era così articolato: due antipasti, 4 assaggi di pizza ed un dolce per finire.

Il primo antipasto è stato la Fellata benedetta. E' un piatto che riprende un po' la tradizione dell'antipasto pasquale, compresa la benedizione da parte del capofamiglia ad inizio pranzo. Il piatto si compone di ricotta di fuscella di Sant'Anastasia, salsiccia di salame stagionato sul Vesuvio, mozzarella artigianale di Somma Vesuviana con tocchetti di pane di San Sebastiano al Vesuvio.
La ricotta viene presentata proprio nella fuscella, cosa che raramente capita di trovare, trovandosi ormai sempre e solo nelle formine di plastica. Unica deviazione rispetto alla tradizione è la mozzarella, comunque buona.







Poi abbiamo proseguito con un fritto: la Pettola indorata e fritta. E' una pettola di pasta ripiena di ricotta setacciata profumata al conciato romano adagiata su una salsa al basilico.
L'idea di questo piatto viene dal fatto che il Conciato romano, presidio Slow food del casertano, si lava proprio con l'acqua di cottura delle pettole e da qui Luigi Cippitelli ha avuto l'ispirazione per questo antipasto.





.
E' la volta delle pizze.

La prima che abbiamo modo di provare è la Marinara gialla Vesuviana con polpa di pomodorini gialli "Giagiù", pistilli di zafferano del Vesuvio e olio extra vergine di oliva di Terzigno aromatizzato all'aglio e all'origano. E' una pizza interessante. Lo zafferano sprigiona tutti i suoi profumi. Qui abbiamo il primo impatto con una pizza leggera e ben lievitata.




La seconda pizza che abbiamo modo di provare è quella che mi ha colpito di più. Si tratta della Pizza  fritta della vendemmia con ragù contadino di maiale, pepe nero, pecorino grattugiato e basilico ricco. Questa pizza viene accompagnata da acini di uva Regina. Questa idea nasce dal fatto che quando si macellava il maiale a Settembre era anche tempo di vendemmia e si mangiava uva e queste due tradizioni le ritroviamo in questo piatto. Visto che il ragù di maiale è mooolto robusto e saporito, devo dire che alternando pizza e acini d'uva, si riesce a pulire bene la bocca e a prepararla al prossimo assaggio. Il ragù è qualcosa di davvero straordinario. Difficilmente si può provare una cosa più buona. Anche la pizza fritta fritta dà l'idea di essere "leggerissima".






Forse proprio perché la pizza precedente era particolarmente saporita, lascia qualche dubbio la Mare e monti Vesuviana con spuma di baccalà di Somma Vesuviana allo zafferano, funghi porcini del Vesuvio, bucce di pomodorini gialli Giagiù fritte, gocce di fonduta di Conciato romano e granella di nocciole. I funghi dominano nel sapore, il baccalà si perde un po'.




L'ultima pizza che proviamo è una vera novità ispirata alla forma del nostro Vesuvio. E' il Gran cono o 'A vocc ro Vesuvio. Un mezzo calzoncino fritto ripieno di ricotta setacciata e pepe nero, che poi viene irrorato dall'esterno con del ragù napoletano caldo, a simboleggiare la lava. Sul piatto una sbriciolata di olive nere disidratate a ricordare la cenere del Vesuvio.






Concludiamo la degustazione con la Tortina di pane di San Sebastiano con cioccolato, zucchero a velo e confettura fatta in casa di albicocca pellecchiella del Vesuvio. Un dolce squisito, da gran ristorante, servito in maniera molto elegante! Ottima la consistenza, intenso il sapore di cioccolato che perfettamente si accompagna alla confettura di albicocche.



Difficilmente esco così entusiasta da un locale. Sul blog non facciamo tante recensioni, se non quando riteniamo che un locale meriti veramente. Cosa ha in più questa pizzeria?
Il locale è moderno, spazioso ed accogliente. I tavoli bianchi sono la base di una mise en place colorata e curata in ogni dettaglio, dai bicchieri alle tovagliette.
Il servizio è attento e professionale, come in un ristorante di alto livello, anzi, a volte anche in ristoranti qualificati non si trova così.













Luigi Cippitelli ha una preparazione di base da chef e questo si vede chiaramente: dalla preparazione delle basi, all'ordine e al rispetto dei ruoli, all'ideazione dei piatti e agli abbinamenti.
Un'altra cosa lodevole, a parte l'utilizzo degli straordinari prodotti del Vesuvio e la valorizzazione di artigiani che gli forniscono materie prime eccellenti è il riuso degli ingredienti. Così lo zafferano viene utilizzato ance in altri modi, le bucce dei pomodorini gialli, fritte, diventano elemento di un'altra pizza. Il dolce è preparato col pane.,anzi, con l'ottimo pane di San Sebastiano al Vesuvio.
Eccellente la lievitazione della pizza, con pasta di riporto e di almeno 12 ore cosa che conferisce all'impasto una leggerezza notevole!





Come ci dice Luigi Cippitelli, per lui la pasta della pizza è come un contenitore per i suoi piatti. Non serve pizze, ma piatti. In effetti è un po' così, perché la pizza è leggera e serve solo ad accompagnare e ad esaltare i sapori che combina per le sue pizze.
Dando un'occhiata al menu della pizzeria, i prezzi delle pizze, visti anche il sapore e la qualità, sono più che onesti e ragionevoli!
Insomma, io un salto, fossi in voi, lo farei!

Fabio

Nessun commento

Posta un commento