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Festa di Sant'Agata a Catania 2018: il giro esterno

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Uno dei momenti più interesanti della festa di Sant'Agata a Catania è sicuramente il "giro esterno" che la Santa compie in processione in giro per la città. All'uscita dal Duomo si dirige verso gli Archi della Marina, quindi piazza dei Martiri per arrivare a Piazza Iolanda prima di continuare ancora verso Piazza Stesicoro e fare la salita dei Cappuccini prima di completare il suo percorso.

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Sweet Smoke e l'affumicatura casalinga per l'MTChallenge di Febbraio

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Sweet Smoke

L'affumicatura Casalinga, una tecnica che praticamente fino all'altro ieri immaginavo assolutamente lontana da me ed impossibile da realizzare, ma grazie a Greta, vincitrice dell'ultima edizione dell'MTChallenge, mi si sono aperti nuovi orizzonti.
Mi sono resa conto che non solo è possibile affumicare "in" casa, senza tra l'altro affumicare "la"casa, ma è anche abbastanza semplice. Come ci ha spiegato Greta qui portandoci per mano in questo meraviglioso esperimento culinario, esistono due tipi di affumicatura, una a caldo ed una a freddo. In entrambi i casi non è necessario l'affumicatore, ma può bastare una pentola magari che non usate più e trasformarla nel vostro affumicatore domestico. Basta infatti disporre il necessario per l'affumicatura sul fondo della pentola, magari dopo averlo protetto con un foglio di carta alluminio ed aspettare che si formi il fumo. A questo punto le possibilità saranno due, optare per un'affumicatura a caldo, quindi inserire l'alimento da affumicare all'interno e tenerlo in caldo fino al termine del processo, oppure fare raffreddare l'affumicatore e disporre nell'interno della pentola l'alimento che avremo deciso di affumicare a freddo, facendo attenzione che la temperatura non superi i 25°C.
E' possibile affumicare praticamente tutto, carni bianche e rosse, pesce, formaggio, ma dato che questa è una sfida, ho pensato di fare una scelta un po' atipica, ho deciso di provare ad affumicare il cioccolato.

Sweet Smoke

Ovviamente dato l'ingrediente specifico, la logica mi ha portato a scegliere il metodo di affumicatura a freddo e, dato che tra le tante caccavelle che abbiamo, l'affumicatore ci mancava, abbiamo deciso di comprarne uno economico, ma assolutamente funzionale. Si tratta di un tubo forato, nel cui interno abbiamo messo riso, té oolong ed i legnetti per affumicare, che nello specifico abbiamo scelto di legno di mandorlo ed abbiamo tenuto in acqua 15 minuti prima di utilizzarli.
Il tubo va disposto all'inpiedi e, dopo aver dato fuoco al suo contenuto utilizzando un cannello, si aspettano 5 minuti, quindi si spegne il fuoco e si mette il tubo coricato nel barbecue chiuso o, come abbiamo fatto noi, in una lasagnera di metallo dotata di coperchio pesante e precedentemente foderata di carta alluminio. Si chiude bene, magari avvolgendola nella pellicola per alimenti e si lascia che si riempia completamente di fumo per 15 minuti, raffreddandosi. Una volta trascorso il tempo, abbiamo messo nella teglia i nostri gettoni di cioccolato raccolti in una contenitore forato, nel nostro caso abbiamo usato il vassoio di alluminio per la cottura al vapore. A questo punto non ci è restato che aspettare 2 ore e provare. Il risultato ottenuto è stato un cioccolato fondente con un sapore "caldo" ed intenso, un po' come quando si mangia del cioccolato mentre si sta comodamente sdraiati sul divano davanti al camino in una fredda serata d'inverno.
La mia idea è stata quindi di utilizzare il cioccolato per fare una mousse e creare un dessert al piatto in cui tutti gli ingredienti e tutti i sapori avessero come finalità l'esaltazione dell'affumicatura. Ho preparato quindi un crumble al cacao e mandorle, per richiamare la legna utilizzata, a cui ho aggiunto dei semi di cacao tritati per dare quella punta di amaro di fondo. Sul crumble ho disposto, oltre alle quenelle di cioccolato fondente affumicato, dei ciuffi di namelaka alla mandorla e Porto per dare più dolcezza e dei cubetti di Porto per dare una nuova consistenza ed un tocco di freschezza al piatto. Ho poi appoggiato delle "sigarette" di cioccolato fondente sulle quenelle per ottenere un'altra consistenza ancora.
Cercare di spiegare la sensazione o per meglio dire le sensazioni che si provano mangiando questo dolce, è molto difficile, mi limito a dirvi che la mousse era "vellutante" e che dopo questa sensazione "tattile" si avvertiva l'affumicato che faceva diventare il tutto una meravigliosa coccola.

Sweet Smoke

Sweet Smoke


Mousse al cioccolato fondente affumicato

Ingredienti:

65 g di zucchero semolato
35 g di acqua
135 g di tuorli
225 g di cioccolato fondente al 70% (Guanaja di Valrhona) affumicato
30 g di burro
350 g di panna al 35 % di materia grassa

Miscelare l'acqua, i tuorli e lo zucchero. Fare cuocere il tutto mescolando fino a 85°C.
Montare il composto in planetaria fino a completo raffreddamento.
Aggiungere direttamente in planetaria il burro ammorbidito e montare ancora.
Unire il cioccolato fondente fuso a bagnomaria e ancora tiepido.
Incorporare un paio di cucchiaiate di panna montata ed emulsionare con il mixer ad immersione.
Aggiungere delicatamente la restante panna montata.
Con una sac à poche riempire gli stampi da quenelle ed abbatterle in negativo o mettere nel congelatore.


Namelaka Ivoire alla mandorla e vaniglia

Ingredienti:

200 g di latte intero fresco
100 g di Porto bianco
10 g di sciroppo di glucosio
5 g di gelatina in polvere
25 g di acqua per la gelatina
245 g di cioccolato bianco 35%
130 g di pasta di mandorle bianca
440 g di panna fresca al 35% di materia grassa
1 stecca di vaniglia

Reidratare la gelatina nell'acqua fredda. In una casseruola portare a bollore il latte con i semi di vaniglia, lo sciroppo di glucosio e sciogliervi la gelatina mescolando continuamente, aggiungervi quindi il Porto.
Nel microonde sciogliere il cioccolato a 40°C insieme alla pasta di mandorle.
Versare una piccola parte del liquido sul cioccolato e frizionare energicamente.
Ripetere l'operazione fino ad ottenere una consistenza liscia e brillante. Controllare la temperatura che deve essere sempre sopra i 35°C.
Mixare per affinare la struttura ed unirvi la panna liquida fredda. Mixare nuovamente facendo attenzione a non inglobare aria. Fare cristallizzare in un contenitore coperto con pellicola a contatto in frigorifero per almeno 6 ore prima di utilizzarla.


Crumble al cioccolato e semi di cacao

Ingredienti:

80 g di farina
50 g di cacao
50 g di zucchero a velo
75 g di burro a pezzi congelato
15 g di farina di mandorle
½ uovo
0,5 g di fior di sale di Guèrnande
0,5 g di vaniglia in polvere o ¼ di bacca di vaniglia incisa e raschiata
10 semi di cacao tritati
Inserire nel boccale del frullatore il burro ed a seguire tutti gli altri ingredienti esclusi i semi di cacao. Azionare alla massima velocità per alcuni secondi, fino ad ottenere delle "briciole" di impasto.
Stenderle su una teglia foderata con carta da forno e cuocere a 160°C per 20 minuti.
Una volta che il nostro crumble sarà freddo, mescolarlo con i semi di cacao tritati.

Gelatina di Porto

Ingredienti:

250 ml di Porto bianco
10 g di colla di pesce

Riscaldare 50 ml di Porto e sciogliervi la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Unire il restante Porto e versare il tutto in uno stampo rettangolare. Riporre in frigorifero.
Quando la gelatina si sarà rappresa del tutto, estrarla dallo stampo e tagliarla in cubetti.

Sigarette di cioccolato:
Sciogliere il cioccolato e versarlo su un piano di marmo.
Quando si sarà rassodato ma non ancora solidificato del tutto, con un coltello tagliare delle strisce larghe, quindi con una spatola o un raschietto fare arrotolare le strisce per formare le sigarette di cioccolato.

Sweet Smoke

Impiattamento:

Disporre il crumble sul fondo del piatto formando una striscia centrale, disporvi sopra 3 quenelle di mousse al cioccolato e formare dei ciuffetti di namelaka con l'aiuto della sac à poche dotata di bocchetta a stella.
Aggiungere dei cubetti di gelatina al Porto e terminare decorando con le sigarette di cioccolato.
Per la mousse ho utilizzato una ricetta di Montersino, ovviamente sostituendo il cioccolato con quello che avevo affumicato, mentre la namelaka è una variante di una ricetta di Fusto.

Sweet Smoke

Fabio sosteneva che ci poteva stare anche un impiattamento tondo, per cui ho provato anche un'altra versione, a voi la scelta di quale vi piaccia di più.


Sweet Smoke

Dopo questa ricetta avrete la certezza che ci siamo fumati qualcosa.

Sweet Smoke

Con questa ricetta partecipiamo all'MTChallenge n°70


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Torta sorpresa per San Valentino

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Torta sorpresa per San Valentino

Questo accavallamento tra Carnevale e San Valentino non mi è piaciuto molto. Non ho neanche finito di friggere le Fascingraffe, che subito ho dovuto pensare ad un dolce romantico.
Lo so, lo ripeto tutti gli anni che Fabio ed io non festeggiamo San Valentino, ed è vero, considerando che non usciamo a cena, né ci scambiamo regali, ma una coccola mi piace sempre fargliela e dato che il modo migliore che conosco è preparare un dolce dedicandolo a lui, anche quest'anno ho voluto in inventarmi qualcosa, pur avendo poco tempo a disposizione.
Sono rimasta fino all'ultimo momento indecisa se preparare un dolce al piatto o una torta moderna, ma il tempo non c'era. Ho pensato ad un cioccolatino, ad un petit four, ad una crostata, ad una mousse, insomma, ho vagato tra i dolci in lungo e largo, pensando come potevo preparargli qualcosa che non si aspettasse, volevo fargli proprio una sorpresa.
E' stato proprio mentre pensavo a che "sorpresa "fargli, che mi sono ricordata di una delle poche puntate di "Bake off" che ho visto, in cui i concorrenti dovevano preparare una torta sorpresa e così ho deciso di farne una anche io.

Torta sorpresa per San Valentino

Prima che pensiate che è impossibile da fare, vi dico che è di una semplicità disarmante. In sostanza si tratta di preparare una torta che servirà per il centro del plumcake, nel mio caso una torta rosa, da cui con un tagliabiscotti ho ricavato dei cuori. Bisogna quindi disporre al centro dello stampo i cuori uno accanto all'altro e versarvi sopra l'impasto del plumcake. Cuocendo per 25-30 minuti solo, il "cuore" del dolce non cuocerà una seconda volta e manterrà il suo bel colore rosa che farà contrasto con il nero del plumcake al cioccolato...e certo, perché essendo il dolce di San Valentino per Fabio, mica potevo non mettere il cioccolato.

Torta sorpresa per San Valentino



Torta sorpresa per San Valentino

Ingredienti


Per il cuore rosa:
1 vasetto di yogurt alla fragola
3 uova
2 vasetti di zucchero
1/2 vasetto di olio di riso
3 vasetti di farina
2 cucchiai di latte
1/2 bustina di lievito in polvere
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
colorante alimentare rosso

Per la torta al cioccolato:
175 g di burro
300 g di cioccolato fondente (Guanaja di Valrhona)
150 g di farina
5 uova
200 g di zucchero

Per la decorazione
Cioccolato fondente
Cioccolato bianco
Colorante rosso liposolubile
Cuoricini di zucchero rosa


Preparare la torta rosa: preriscaldare il forno a 180 ° C.
Sbattere i tuorli e lo zucchero, quindi aggiungere lo yogurt alla fragola, il latte, l’olio, la vaniglia, la farina e il lievito setacciati.
Mescolare per ottenere una pasta omogenea.
Aggiungere il colorante e mescolare.
Montare gli albumi a neve ed aggiungerli al primo impasto, incorporandoli delicatamente con una spatola.
Versare l’impasto in una tortiera da 26 cm di diametro imburrata ed infornare per 30 a 40 minuti.
Lasciare riposare 15 minuti prima di sformare e lasciar raffreddare completamente.

Quando la torta è fredda, tagliarla a fette spesse 1 cm. Usando un tagliabiscotti, tagliare i cuori al centro di ogni fetta e mettili da parte.

Preparare la torta al cioccolato: fondere il cioccolato e il burro a bagnomaria.
Sbattere i tuorli con lo zucchero ed aggiungere a questa miscela il cioccolato fuso, quindi la farina setacciata.
In un'altra ciotola montate a neve gli albumi.
Aggiungerei i bianchi alla preparazione precedente, incorporandoli con delicatezza.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake 25x11, versare sul fondo e fare aderire alle pareti più piccole un po' di impasto al cioccolato, quindi disporre al centro dello stampo una fila di cuori uno affianco all’altro ben attaccati tra di loro.
Versare il restante impasto della torta al cioccolato nello stampo da plumcake, scuotendolo delicatamente affinché si distribuisca in modo uniforma attorno ai cuori e si livelli.
Cuocere 30-35 minuti in un forno preriscaldato a 180 ° C.
Lasciare raffreddare per 20 minuti prima di sformare.

Scogliere in due ciotole i due tipi di cioccolato ed aggiungere il colorante rosso al cioccolato bianco.

Versare ciascun cioccolato in una cono di carta da forno e disegnare delle righe sulla torta, quindi distribuirvi i cuoricini di zucchero.
Torta sorpresa per San Valentino

Non mi resta che augurare un felice San Valentino a tutti, a chi lo festeggia ed a chi non lo festeggia, suggerendo di fare almeno una "sorpresa" però.

Anna Luisa
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Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale

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Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale

Carnevale
è arrivato in men che non si dica e, dato che non c'è Carnevale senza fritto, oggi vi propongo una ricetta napoletana, i faschingkrapfen o fascingraffe detto alla napoletana.
Non conosco l'origine di questa ricetta ed a dire il vero fino a poco tempo fa ero convinta che le facingraff si preparassero solo nella mia famiglia, o più precisamente li preparasse solo mia zia, che vivendo con noi quando ero piccola, ci deliziava con i suoi manicaretti. Le fascingraff erano tra quelli che più spesso chiedevo, mi facevano impazzire con quel ripieno ed ero subito pronta a fare da cavia mentre lei le friggeva, giusto il tempo che si raffreddassero per evitare l'ustione e la prima era sicuramente la mia, d'altro canto essere la piccola di casa ha sempre avuto dei vantaggi.
Come dicevo, fino a poco tempo fa ero convinta che mia zia avesse inventato questa ricetta, ma poi, sfogliando i quaderni di ricette di suo zio, il famoso pasticcere di cui io sono depositaria delle ricette (invidiatemi per questo!), ho trovato la ricetta di questi bomboloni salati che però lui chiamava faschingkrapfen e, cercando su internet ho poi scoperto che doveva essere una ricetta della tradizione napoletana, forse un po' bistrattata, ma che vi assicuro vale la pena assaggiare e credo che questi ultimi giorni di Carnevale siano proprio il momento giusto per farlo.
Le fascingraffe sono dei bomboloni, con un impasto che risulta brioscioso all'interno, ma che forma una sottile crosticina quando viene fritto. All'interno il ripieno è di ricotta, salame napoletano e mozzarella che ovviamente filerà (non so voi, ma già a vedere il filo che si forma per me è già godimento allo stato puro). Andrebbero consumate calde come è d'uopo per tutti i fritti, ma quando rimangono, le vedo sparire una dopo l'altra ogni volta che le guardo e sono sicura che non siano i gatti a mangiarle...
Tornando alla ricetta, ve la riporto come l'ha sempre fatta mia zia, probabilmente si potrebbe ridurre il lievito aumentando i tempi di lievitazione, ma per me questa ricetta fa parte di quel tesoro affettivo che preferisco non toccare e poi sono talmente buone che non mi va di modificarla.

Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale

Fascingraff o fashingkrapfen


Ingredienti

per 18-20 pezzi
500 g di farina forte (Manitoba o simili)
200 ml di latte
80 g di burro
3 cucchiai di fecola di patate
3 uova
1 cucchiaio di zucchero
1 cubetto di lievito di birra
3 g di sale
olio di semi di mais

Per il ripieno:
400 g di ricotta (metà fiore di ricotta e metà ricotta più soda)
100 g di salame napoletano
200 g di mozzarella o provola affumicata
20 g di parmigiano grattugiato

Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale

Procedimento:

Sciogliere prima lo zucchero e poi il lievito nel latte tiepido.
Disporre a fontana sul piano di lavoro la farina e la fecola di patate setacciate ed al centro il latte, le uova ed il burro. Iniziare ad impastare dal centro ed aggiungere per ultimo il sale.
Impastare fino ad ottenere un impasto elastico, riporlo in una ciotola coperta con pellicola per alimenti e lasciare lievitare per un'ora a 25°-26°C, fino a che l'impasto abbia raddoppiato il suo volume.

Nel frattempo preparare il ripieno, mescolare la ricotta con il parmigiano ed aggiungervi la mozzarella o la provola ed il salame tagliati a cubetti.

Trascorsa l'ora di lievitazione, prendere l'impasto, metterlo sul piano di lavoro e sgonfiarlo, prelevare delle porzioni di circa 50-60 g l'una, appiattirle, disporvi nel centro il ripieno e chiuderle come un saccottino. sigillando bene i bordi.
Rotolarle tra le mani per dare loro nuovamente la forma tonda, riporle sul piano di lavoro leggermente infarinato.

Riscaldare l'olio a 180°C e friggere le fascingraffe non più di 3-4 alla volta per 3-4 minuti.

Scolarle su carta assorbente e servire calde.

Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale


Note mie: volendo preparare l'impasto con la planetaria, bisogna mettere nella ciotola la farina e la fecola setacciate, poi aggiungere il latte con lo zucchero ed il lievito ed iniziare ad impastare. Quando l'impasto inizierà a formare delle briciole, aggiungere metà delle uova leggermente sbattute poco alla volta, quindi il burro leggermente ammorbidito sempre un po' alla volta ed aspettando ogni volta che venga assorbito il precedente prima di aggiungerne altro ed alla fine le restanti uova ed un ultimo pezzetto di burro. Impastare per 10-15 minuti in totale, finché l'impasto sia ben incordato.

Fascingraffe o faschingkrapfen salate per Carnevale

Mi sono appena accorta di aver scritto molte volte che le fascingraffe sono buone...si è capito che le adoro?

Anna Luisa
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Budini di farro con arancia caramellata, tahini e pistacchi di Yotam Ottolenghi

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Budini di farro con arancia caramellata, tahini e pistacchi di Yotam Ottolenghi

Vi domanderete come possono essere questi budini di farro, ma credo che la firma che portano sia una garanzia, Yotam Ottolenghi.
Lo sapete, ho il suo libro da un po', ma è come quel vestito troppo importante per essere indossato in un'occasione qualunque, quello che solo se è una serata speciale si può mettere. Così è stato per me il libro "Nopi" di Ottolenghi, stava lì nella libreria in attesa della giusta occasione per inaugurarlo.

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Il sentiero degli dei

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Il sentiero degli dei-Costiera amalfitana


Il sentiero degli dei è uno dei percorsi escursionistici più famosi della costiera amalfitana.



Il nome di questo sentiero non è dato dal fatto che si sviluppa nella parte alta (intorno ai 650 m slm), con una bella vista panoramica sulla costiera amalfitana, ma in quanto, secondo una leggenda, qui sarebbero passate le divinità greche per salvare Ulisse dalle Sirene che si trovavano sugli isolotti de Li galli.

Il sentiero può essere intrapreso o partendo da Positano (o da Nocelle per chi non si vuole salire i mille e cinquecento e passa gradini dal livello del mare) oppure (come ho fatto io), nella direzione opposta, partendo da Bomerano, una frazione di Agerola. Se vi muovete con un mezzo vostro (lo consiglio. I collegamenti  pubblici non è che siano il massimo, forse ci sono solo i bus della Sita che arrivano ad Agerola), a Bomerano troverete un piccolo parcheggio gratuito che probabilmente nel fine settimana e nei giorni di maggiore afflusso troverete pieno.

Partendo da Bomerano si ha anche il vantaggio che una volta arrivati a Nocelle i gradini per raggiungere Positano sono da fare in discesa e poi una volta giunti a Positano si possono prendere i bus della Sita per fare la strada di ritorno (prendendo poi un altro bus ad Amalfi). Noi ci siamo fermati a Nocelle.

Andare da Positano o da Sorrento ad Agerola coi mezzi pubblici richiede di passare per Amalfi, prendere un altro bus, quindi non è proprio comodissimo. Ed è pure lunga (2-3 ore a seconda di dove si parte.)

Chiariamo subito una cosa, si tratta di un percorso classificato con difficoltà turistica, E, quindi tutto sommato abbastanza agevole. Però non aspettatevi di fare una passeggiata su un sentiero sempre pianeggiante, ben tenuto e percorribile con qualsiasi tipo di scarpe e di attrezzatura. Insomma, non è una passeggiata, nel senso stretto del termine. E' comunque un trekking. Per quanto le persone più agili ed esperte in fatto di trekking non avranno il minimo problema, comunque avere delle scarpe adatte, semmai anche i bastoncini da trekking, oltre a cibo e acqua è comunque consigliato. Leggi no infradito, no scarpe scivolose...).

Soprattutto portatevi almeno un litro d'acqua d'inverno ed ancora di più in estate, anche se lungo il percorso (all'inizio del percorso basso da Bomerano e alla fine, a Nocelle) ci sono delle fontanine pubbliche di acqua potabile.

Sentiero degli Dei

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Sentiero degli Dei-Agerola

Sentiero degli Dei-Agerola

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Bivio tra via bassa e via alta

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Il percorso inizia in maniera soft, quindi si arriva ad un bivio, troverete un muro di fronte. Qui si può andare a destra o a sinistra. Andando a sinistra si prende il percorso basso, quello più panoramico, il che significa anche qualche punto col sentiero che costeggia i burroni, quindi sappiatelo se soffrite di vertigini (come me :-). Solo due/tre punti richiedono di salire dei gradini di roccia un minimo più impegnativi.

A destra invece si prende il percorso alto, un po' più interno, con diversi tipi di terreno e di panorami, che anche qui comunque non mancano. Noi abbiamo fatto il percorso basso all'andata e quello alto al ritorno. E sinceramente consiglio di fare così.

Purtroppo, come vedete dalle foto, c'era un po' di foschia sul mare.

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Prendendo il percorso basso si ha anche la possibilità di prendere la deviazione per il convento di San Domenico (troverete l'indicazione). Da qui si può raggiungere anche il sottostante paese di Vettica maggiore che si vede giù. A dire il vero, nonostante questo sentiero sia frequentatissimo, soprattutto dagli stranieri, non è che sia mantenuto nel migliore dei modi. Questo sia per quanto riguarda le staccionate e le protezioni in genere, sia soprattutto la segnaletica.

Troverete le indicazioni in bianco e rosso a segnare il sentiero, non è che rischiate di perdervi, ma potrebbero essere tenute molto meglio. Diverse sono sbiadite. Le troverete sulle rocce e sugli alberi. Ogni tanto troverete delle ceramiche con indicato il numero di emergenza, il 118 ed il numero della posizione da comunicare eventualmente ai mezzi di soccorso. Inoltre abbiamo trovato un pezzetto chiuso per un leggero cedimento del terreno (c'era la deviazione) e un'altra piccola frana (che potete vedere nelle foto).

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Per andare da Bomerano a Nocelle, lungo il percorso basso, calcoltate 3 ore di cammino tranquillo.
Arrivati a Nocelle, piccola frazione sopra Positano molto carina con tanti B&b con vista mozzafiato, nella piazzetta troverete ad accogliervi, oltre a cani e gatti, anche una fontanina, ci sono pure un defribillatore ed un bagno da poter utilizzare. Oltre ad una bar proprio all'inizio del sentiero.
Dalla piazzetta è possibile iniziare la discesa verso Positano attraverso gli scalini.

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Sentiero degli Dei-Nocelle

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Il ritorno è comunque impegnativo, quindi mettetelo in conto. Subito inizierete a salire, prima i gradini e poi i gradoni rocciosi che all'andata erano in discesa. Quindi mettete in conto più di una sosta per riprendere fiato.
Ad un certo punto arriverete al bivio per prendere la parte alta (non segnato benissimo). Facile che proprio qui troverete un po' di gente ad ammirare il panorama su Positano.

Sentiero degli Dei

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Sentiero degli Dei
Il punto d'incontro tra sentiero alta o quello basso. A sinistra si prende quello alto, andando diritti, quello basso.

Sentiero degli Dei-Fiori

Sentiero degli Dei-Fiori

Sentiero degli Dei-Fiori

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La salita non è pesantissima né difficoltosa. Dopo il primo tratto più ripido spiana e si cammina più o meno sempre in piano. In genere comunque tutto il sentiero non ha grossi dislivelli. Ad un certo punto si tornerà al punto dove la strada si biforcava tra via alta e via bassa e si percorre l'ultimo tratto con vista sui terrazzamenti tipici della Costiera amalfitana.

Anche il ritorno richiede circa 3 ore o poco più per essere percorso. Quindi vi consiglio di partire abbastanza presto la mattina e di tenere conto della durata della giornata e dell'orario del tramonto. Considerate che è un percorso con tratti all'ombra, ma anche con tantissimi tratti al sole. Quasi più consigliabile d'inverno o in primavera ed in autunno, sempre che non faccia già troppo caldo.


Fabio