giovedì 23 febbraio 2017

Salisburgo e dintorni (prima parte)


Quale appassionato di viaggi non sogna di andare un giorno a visitare Salisburgo? Basta infatti vedere qualche foto della città, dominata dalla fortezza, con le sue strade e palazzi eleganti per innamorarsene a prima vista. Più difficile semmai è trovare l'occasione ed il modo per andarci. Dall'Italia infatti non ci sono voli diretti per la cittadina austriaca. Ma vediamo come arrivare a Salisburgo, perché ci sono diverse opzioni. A parte uno scalo aereo, Salisburgo è raggiungibile dall'Italia col treno, ma essendo molto vicina al confine tedesco, c'è un'altra comoda alternativa, volo su Monaco di Baviera e poi relativamente breve e piacevole trasferimento in treno. Quest'ultima è l'opzione che abbiamo scelto noi e tra poco vi dirò come raggiungere Salisburgo da Monaco.
Ma prima vi racconto come e quando abbiamo deciso di andarci. L'amica Flavia, con cui condividiamo la passione per i viaggi, un giorno mi scrive in chat che è indecisa tra tre destinazioni. Vorrebbe un posto dove trascorrere il suo compleanno, con la neve. Le alternative in effetti sono tutte e tre meritevoli, ma alla fine cede anche lei al fascino di Salisburgo e me lo comunica. Io mi faccio prendere dal mio istinto di preparare i bagagli ad ogni buona occasione e mi lancio in un "dai,veniamo anche noi!" che quasi sembra buttato lì un po' per gioco. Evidentemente l'amica Flavia ancora non mi conosceva bene. Dopo averne parlato con Anna Luisa ed aver valutato le diverse ipotesi su come raggiungere Salisburgo, facciamo anche noi il biglietto aereo e prenotiamo l'hotel. E quindi, dopo aver visitato Vienna l'anno scorso (potete leggerne nella pagina dei diari di viaggio), si torna in Austria!
Per l'hotel la scelta è stata semplice, perché Flavia già l'aveva scelto e quindi abbiamo prenotato presso la stessa struttura, anche per comodità, oltre che per il piacere di condividere in maniera piena la vacanza. Il più era fatto.
E questo poco più di un mese prima della partenza, che è una cosa che mi piace molto, visto che di solito i viaggi li prenotiamo con largo anticipo e l'attesa di conseguenza è sempre lunga.
Come dicevo precedentemente, alla fine abbiamo volato su Monaco. Un volo alle 6 di mattina non è mai il massimo, ma ha il vantaggio di avere comunque poi tutta la giornata davanti a disposizione. Arriviamo così verso le 8 a Monaco. Da qui avevamo visto che ci sono diverse alternative per arrivare a Salisburgo. O un bus LH per raggiungere il centro di Monaco e da qui un treno per Salisburgo o (come abbiamo fatto noi) i treni suburbani S1 o  S8 direttamente dal terminal dell'aeroporto di Monaco per la stazione di München Ost (Ostbanhof) e da qui poi treno diretto per Salisburgo. La S1 e la S8 si alternano ogni 15 minuti circa, fanno un percorso leggermente diverso e anche la durata del viaggio per arrivare a München Ost è leggermente diversa (circa 40-50 minuti), ma comunque conviene prendere la prima che parte.
Da München Ost, in circa 1 ora e 40 minuti di piacevole viaggio tra paesaggi innevati e piccoli paesini che scorrono lentamente, arriviamo alla stazione centrale di Salisburgo (la Hauptbahnhof).
Il nostro albergo, contrariamente al nome, che indica "City center", non è esattamente in centro, è vicino alla stazione Gnigl, a circa 25 minuti a piedi dalla Hauptbanhof e ad una mezz'ora a piedi dal centro. Alla fine è una piacevole passeggiata, che visto il prezzo per le due notti (davvero ottimo!), il personale giovane e molto disponibile, le camere semplici, ma molto carine, spaziose e dotate di tutto ed il grosso vantaggio di avere a due passi le fermate del bus n° 4 per raggiungere il centro e del n° 2 per raggiungere la stazione centrale e l'aeroporto, è comunque una buona scelta. La colazione è a parte, costa 6,90€ a persona ed il buffet è più che sufficiente per fare una abbondante e varia colazione. In più nella hall ci sono dei distributori di cibo e bevande.











Il tempo di lasciare i bagagli in camera e siamo subito in strada, perché abbiamo appuntamento per ricongiungerci coi nostri compagni di viaggio, Flavia e Massimo, presso un ristorante tradizionale in centro, lo Zwettler's, a due passi dalla Mozartplatz. Loro sono arrivati a Salisburgo con un comodo volo diretto da Londra e hanno gironzolato già un po' per la città. Quale modo migliore di iniziare a scoprire una città dai suoi piatti tipici? Qui abbiamo avuto modo di assaggiarne diversi. Oltre alla cotoletta (di vitello o di pollo) alla viennese, i canederli (knodel) accompagnati dal goulash. A completamento, il dolce tipico che avevamo visto da casa e che già sognavamo di gustare sul posto, il Salzburger Nockerl, ovvero lo gnocco di neve. Un soufflé leggerissimo, abbinato ad una crema ai lamponi. Il tutto accompagnato da una birra locale, servita in boccali di ceramica. Diciamo che il primo impatto con la città è stato decisamente positivo.




Ma vediamo cosa c'è da vedere a Salisburgo. Un consiglio che mi sento assolutamente di dare per visitare Salisburgo, è di acquistare la Salzburg card. Si tratta di una carta che consente per uno, due o tre giorni, di utilizzare tutti i mezzi pubblici e di entrare nella maggior parte dei musei e di avere sconti in altre strutture indicate (trovate tutte le indicazioni in questo pdf). Basta verificare i prezzi di ingresso di una/due attrazioni della città per capirne subito la effettiva convenienza, a parte la possibilità di saltare le eventuali file, essendo già muniti di biglietto. Vi basterà solo scrivere sulla stessa il vostro nome, la data e l'ora di inizio di utilizzo della stessa.
Noi però abbiamo iniziato la nostra visita con una guida. Francesco è un italiano che si è trasferito a Salisburgo da quasi 30 anni ormai, conosce molto bene la città e ci porta a visitarne i principali punti di interesse. Innanzitutto ci mostra il monte dei monaci, sul quale si erge la Fortezza ed il monte dei cappuccini, dall'altro lato del fiume, che poi i ponti sullo stesso hanno permesso di collegare. Salisburgo prende il suo nome proprio dal sale, o meglio, dal salgemma che si estrae nelle vicine miniere di Hallein che sono anche visitabili al pubblico; sale che ha conferito alla città una grande importanza, dato l'utilizzo dello stesso per la conservazione dei cibi, in epoche in cui non c'erano di certo i frigoriferi. La storia di Salisburgo è un po' particolare, perché è stata dominata dai principi arcivescovi e quindi ha sempre mantenuto una sua autonomia, pur essendo poi un po' sballottata tra la Germania e l'Austria all'inizio dell'800, salvo poi essere annessa definitivamente all'Austria.
Come dicevo, siamo a due passi dalla Mozartplatz, la piazza con al centro la statua di Mozart, compositore e musicista prodigio che tutti conosciamo e Francesco ci parla della sua storia e del suo rapporto con la città. Ma anche di come nel tempo sia cambiata la piazza sulla quale affacciano la Residenz ed il Duomo. Qui è anche possibile prendere una carrozza con i cavalli per fare un giro diverso della città, proiettati indietro nel tempo.




 

 Basta attraversare gli archi e si è sulla Domplatz, la piazza antistante il Duomo, tipico esempio di primo barocco. Francesco ce ne racconta la storia, dalla originaria pianta romanica fino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrussero la cupola, oggi ricostruita. All'interno c'è anche una cripta con una installazione moderna che ricorda lo scorrere inesorabile del tempo e la fonte battesimale nella quale fu battezzato anche Mozart. Anche i 4 organi che sono attorno alla zona della cupola sono stati ricostruiti e ognuno è progettato per un suono diverso dall'altro. Nella piazza antistante il Duomo c'è il Domquartier, interessante museo che si snoda nei palazzi che circondano la piazza, anch'esso compreso nella card e che merita senz'altro una visita. Noi lo visiteremo nei prossimi giorni.





















Ci spostiamo nella adiacente Kapitel platz (piazza del capitolo), dominata dalla fortezza di Salisburgo, la Festung Hohensalzburg, in posizione dominante, sulla sommità della collina, cosa che le ha consentito di rimanere inespugnata nel tempo e da un'opera d'arte moderna, la Sphaera dell'artista tedesco Stephan Balkenhol con in cima un uomo. L'opera non ha un significato specifico, l'artista lascia l'interpretazione libera.


 

 Da qui raggiungiamo la Stiftsbackerei St. Peter, ovvero la panetteria annessa alla Stiftskirche Sankt Peter e proviamo le loro tipiche brioches. Annesso alla chiesa c'è anche un suggestivo cimitero, il  Petersfriedhof, reso ancora più struggente dal velo di candida neve che ricopre le sepolture. Qui le guide non possono entrare, ma avremo modo di tornarci e di visitare anche le catacombe. Però un'occhiata veloce la diamo lo stesso.













Il nostro tour ci porta al teatro di Salisburgo. La città è legata a doppio filo alla musica, a Mozart e  alla concertistica in generale e qui si svolge anche un importantissimo festival.
Passiamo dinanzi alla Franziskanerkirche, dove avremo modo di ritornare la domenica, visto che neanche qui le guide possono entrare, passiamo per il retro della Residenz nel quale è esposta un'opera di Jaume Plensa, Awilda, che rappresenta un volto di donna.






 








 Questa strada è un passaggio per arrivare nella Alter Markt (piazza del vecchio mercato), la piazza nella quale ci sono due istituzioni per i golosi, il caffè Tommaselli ed il Cafè Konditorei Fürst. Il primo prende il nome da un celebre tenore, Tommaselli appunto ed è gestito ancora dalla stessa famiglia. Qui si respira un'aria di altri tempi, quella che l'ha resa luogo di incontri tra intellettuali dagli inizi del '700, il periodo in cui nacque.
All'esterno ancora è presente il chiosco dove i nobili potevano deliziarsi all'aperto senza prendere però sole.
Altra istituzione cittadina è il Cafè Konditorei Fürst. Qui sono state inventate le famose palle di Mozart che tutti conosciamo. Pur essendo loro gli inventori, non avendo brevettato e registrato la ricetta, oggi possono proporla anche altri. Si tratta di una boule di cioccolato con all'interno un pezzetto di marzapane, il tutto avvolto da una carta con l'immagine del viso del musicista. Noi ne abbiamo provate diverse (e ti pareva!) e devo dire che quelle di
Fürst le abbiamo trovate le migliori. Una palla costa 1,20€, poi ci sono diverse confezioni da diversi pezzi.






 

 Ultima tappa della nostra visita guidata è la vicina Kollegienkirche (la chiesa dell'Università) caratterizzata dal fatto di essere rimasta incompleta, come dimostrano tante zone vuote, dalla presenza delle cappelle delle singole facoltà, ma anche da opere molto interessanti, come quella dedicata al Cardinale Carlo Borromeo.
 Proprio qui di fronte c'è il retro della Mozart's Geburtshaus, la casa natale di Mozart, che ha mantenuto gli affreschi originali sulla facciata. L'ingresso per visitarla (sempre compreso nella card) è sulla Getreidegasse, elegante strada piena di negozi con le tipiche insegne in ferro battuto per identificare la categoria merceologica, oggi mantenute anche da catene e marchi moderni.
E' stata una guida intensa, interessante e piena di dettagli. Sicuramente Francesco ci ha fatto vedere la città con occhi diversi, e ci ha portato a scoprirla rendendo tutto sempre interessante, con cenni storico/artistici, ma anche con aneddoti divertenti. Da prendere sicuramente in considerazione. Trovate comunque tutte le indicazioni sul sito Salzburg.info
Lo salutiamo in un bel cortile, uno dei tanti passages che ci sono in città, che invogliano ad entrare e ad andare a scoprirli.











 

 Salutato Francesco, dopo 3 ore di tour e la stanchezza per la levataccia, visto che la casa natale di Mozart ha chiuso nel frattempo, ci mettiamo poco ad accordarci per una pausa ristoratrice da Fürst. Mi sembra chiaro che tutti non vedevamo l'ora di provare le loro palle di Mozart.




 

 Sempre in quest'ottica di relax, ci spostiamo su uno dei ponti principali della città, che collega il centro dalle due sponde del fiume Salzach (Staatsbrücke) e ne approfittiamo per scattare qualche foto notturna.










Si sa che in vacanza non si perde occasione per provare un po' di cibi tipici e qui a Salisburgo la scelta non manca di certo. Ci facciamo tentare da un ristorante che incontriamo lungo la strada; anche qui c'è una bella atmosfera. Ordiniamo alcuni piatti tipici, come gli spatzli e gli stinchi di maiale.




Dopo cena, rientriamo volentieri a piedi in albergo. Stanchi per l'intensa giornata e già proiettati al giorno seguente, visto che abbiamo in programma un giro nella zona dei laghi, appena fuori Salisbugo, tra il Salisburghese e l'Alta Austria (ve ne parlerò presto!), andiamo a riposare.







A presto col seguito!

Fabio