martedì 23 maggio 2017

Rolls alla frutta per l'MTChallenge di Maggio


Mi sono sempre piaciuti i rolls per la loro versatilità e per il loro modo di presentarsi molto scenografico. Quando Fabio ed io ci siamo sposati, non c'era pranzo o cena con parenti ed amici in cui potessero mancare questi simpatici antipastini, che riscuotevano sempre un enorme successo.
Poi, come tutte le cose, ad un certo punto ho smesso di prepararli, senza una ragione, forse semplicemente perché sono stata inghiottita dal vortice del cambiamento ogni volta che invitavo qualcuno.
Quando ho letto che i rolls erano il tema della sfida dell'MTChallenge di questo mese proposta da Giovanna, mi sono tornati alla mente tutti quelli che preparavo, ma nessuno di loro mi pareva all'altezza della sfida. L'idea di come partecipare alla sfida mi è venuta guardando proprio i rolls di Giovanna. A prima vista non sembravano degli antipasti, ma dei mignon dolci. Così ho pensato di giocare sul filo del rasoio tra dolce e salato.Volevo che i miei rolls avessero non solo l'aspetto dei dolcetti, ma anche un sapore che al primo morso facesse pensare ad un dolce, ma che solo continuando a mangiare svelassero il vero spirito salato dei rolls.


Mi sono ricordata che Montersino preparava un sushi utilizzando l'ananas al posto dell'alga, dopo averlo fatto riposare per almeno 12 ore in una soluzione di zucchero al 70%. Mi è così venuto in mente di preparare dei rolls con la frutta. L'ananas è stato il primo frutto che ho deciso di utilizzare e cercando nel web ho scoperto che si sposa alla perfezione con i formaggi erborinati. Mi è venuto naturale pensare che il terzo elemento dei miei rolls all'ananas potevano essere le noci.
Il secondo tipo di  rolls è più legato alla tradizione, melone e prosciutto è un abbinamento che ho sempre amato e che in estate può costituire una cena leggera e gustosa. Questa volta ho scelto di legare questi due ingredienti con il caprino.
Per ultimo mi è venuto in mente di preparare dei rolls forse più azzardati, ma la tentazione di utilizzare le fragole era troppo forte e l'idea di fare tre rolls, uno giallo, uno arancione ed uno rosso mi piaceva troppo. Con le fragole rischiavo però di preparare un dolce vero e proprio. Per evitarlo, ho usato la ricotta di bufala mescolata al parmigiano grattugiato ed ho preparato una gelatina di aceto balsamico che costituisce il cuore dei rolls alle fragole.
Le basi mi sono venute naturali, dei biscotti sablè sarebbero stati perfetti. Per il rolls di ananas, gorgonzola e noci, i biscotti sablè alle noci di Maria Pia ci sarebbero stati benissimo. Per i rolls prosciutto, melone e caprino ho scelto dei biscotti sablé al rosmarino ed infine, per i rolls alle fragole, ricotta ed aceto balsamico, i biscotti sablé ai pistacchi.
Ed ecco la nostra proposta per questa sfida MTC.

Rolls alla frutta


Rolls all'ananas, gorgonzola e noci su sablée alle noci
Ingredienti:
1 ananas
300g di gorgonzola
150 g di noci tagliate grossolanamente

Pulire l'ananas eliminando la parte esterna ed il cuore legnoso. Tagliarlo quindi a fettine sottile con l'aiuto di una mandolina. Disporre le fette in un contenitore a chiusura ermetica, ricoprirle di sciroppo di zucchero al 70% e lasciare riposare in frigorifero per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo, prelevare le fette di ananas, sgocciolarle e poggiarle su della carta assorbente. Tamponare con altra carta assorbente, in modo da eliminare quanto più liquido possibile.
Inumidire il piano di lavoro e stendervi un foglio di pellicola per alimenti. Disporvi sopra le fette d'ananas leggermente sovrapposte, in modo da formare un rettangolo. Spalmare il gorgonzola sull'ananas e fare una riga di noci sul lato lungo del rettangolo più vicino a voi. Arrotolare partendo dal lato dove si trovano le noci e formare un cilindro. Disporre 2 fogli di pellicola leggermente sovrapposti un piano inumidito, porvi il cilindro da cui avremo eliminato il primo foglio di pellicola, avvolgerlo stretto e farlo rotolare in modo da avere un cilindro perfetto. Metterlo in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore prima di tagliarlo a rondelle. Decorare con una noce.

Biscotto sablé alle noci
150 g di farina
100 g di burro
70 g di noci macinate
50 g do fecola
30 g di nocciole macinate
15 g di zucchero a velo
1 albume
un pizzico di sale

Mescolare insieme tutti gli ingredienti, formare un panetto e metterlo a riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti. Stenderlo dello spessore di 1/2 cm, tagliare con un coppapasta ed infornare a 180°C per circa 15 minuti.




Rolls al melone prosciutto e caprino su biscotto sablé al rosmarino
1/2 melone
50 g di prosciutto crudo
3 caprini

Pulire il melone eliminando la parte esterna ed i semi. Tagliarlo quindi a fettine sottile con l'aiuto di una mandolina. Disporre le fette in un contenitore a chiusura ermetica, ricoprirle di sciroppo di zucchero al 70% e lasciare riposare in frigorifero per almeno 12 ore.
Trascorse le 12 ore, prelevare le fette di melone, sgocciolarle e poggiarle su della carta assorbente. Tamponare con altra carta assorbente, in modo da eliminare quanto più liquido possibile.
Inumidire il piano di lavoro e stendervi un foglio di pellicola per alimenti. Disporvi sopra le fette di melone leggermente sovrapposte, in modo da formare un rettangolo. Spalmare il caprino sul melone e quindi disporre le fette di prosciutto leggermente sovrapposte anche loro. Arrotolare partendo dal lato più lungo e formare un cilindro. Disporre 2 fogli di pellicola leggermente sovrapposti un piano inumidito, porvi il cilindro da cui avremo eliminato il primo foglio di pellicola, avvolgerlo stretto e farlo rotolare in modo da avere un cilindro perfetto. Metterlo in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore prima di tagliarlo a rondelle. Decorare con un rametto di rosmarino.

Biscotti sablé al rosmarino

150 g di farina
100 g di burro
50 g do fecola
100 g di nocciole macinate
15 g di zucchero a velo
1 albume
un pizzico di sale
1 rametto di rosmarino

Mescolare insieme tutti gli ingredienti comprese le foglie ri rosmarino tritate grossolanamente, formare un panetto e metterlo a riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti. Stenderlo dello spessore di 1/2 cm, tagliare con un coppapasta ed infornare a 180°C per circa 15 minuti.


Rolls alle fragole, ricotta di bufala e aceto balsamico

1 vaschetta di fragole
200 g di ricotta di bufala
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
250 ml di aceto balsamico
15 g di gelatina in fogli

Riscaldare l'aceto balsamico in un pentolino, portandolo a 60°C. Aggiungervi la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e strizzata, versare in un contenitore rettangolare rivestito di pellicola per alimenti e fare raffreddare in abbattitore o in frigorifero.
Pulire le fragole e tagliarle quindi a fettine sottile con l'aiuto di una mandolina. Disporre le fette in un contenitore a chiusura ermetica, ricoprirle di sciroppo di zucchero al 70% e lasciare riposare in frigorifero per almeno 12 ore.
Trascorse le 12 ore, prelevare le fette di fragola, sgocciolarle e poggiarle su della carta assorbente. Tamponare con altra carta assorbente, in modo da eliminare quanto più liquido possibile.
Inumidire il piano di lavoro e stendervi un foglio di pellicola per alimenti. Disporvi sopra le fette di fragola leggermente sovrapposte, in modo da formare un rettangolo. Mescolare la ricotta con il parmigiano e spalmarla sulle fragole. Tagliare una striscia di gelatina all'aceto balsamico e disporla in prossimità del lato più lungo del rettangolo di fragole. Con l'aiuto della pellicola arrotolare  ad ottenere un cilindro con la gelatina di aceto al centro. Disporre 2 fogli di pellicola leggermente sovrapposti un  piano inumidito, porvi il cilindro da cui avremo eliminato il primo foglio di pellicola, avvolgerlo stretto e farlo rotolare in modo da avere un cilindro perfetto. Metterlo in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore prima di tagliarlo a rondelle. Decorare con un po' di granella di pistacchi.
 

Biscotti sablé ai pistacchi

150 g di farina
100 g di burro
50 g do fecola
100 g di pistacchi tritati
15 g di zucchero a velo
1 albume
un pizzico di sale

Mescolare insieme tutti gli ingredienti, formare un panetto e metterlo a riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti. Stenderlo dello spessore di 1/2 cm, tagliare con un coppapasta ed infornare a 180°C per circa 15 minuti.



Sciroppo di zucchero al 70%
550 g di zucchero semolato
130 g di sciroppo di glucosio
290 g di acqua

Mettere l'acqua, lo zucchero ed il glucosio in un pentolino, portare a 85°C, fare raffreddare completamente ed utilizzare subito oppure conservare in un barattolo in frigorifero. 






Con questa ricetta partecipiamo all'MTChallenge di Maggio:







giovedì 18 maggio 2017

Fiori ai lamponi del maestro Giorilli e la giornata inizia alla grande


La colazione è il pasto più importante della giornata. Da essa traiamo le energie per lavorare, per studiare e tutti gli esperti sostengono che non ci sia niente di più sbagliato che saltarla.
Tutto verissimo, ma diciamolo, facciamo la colazione soprattutto perché è un piacere farla.
E' l'unico pasto completamente dolce della giornata, almeno per la maggior parte degli italiani. Può essere a base di biscotti, brioches, cornetti accompagnati da burro e marmellata, da cioccolata, il tutto rigorosamente accompagnato da un bel caffè che dà la carica di inizio giornata o da un bel cappuccino con la schiuma che la lascia i "baffi" quando lo bevi. Se poi si ha tempo, nessuno resiste alla tentazione di preparare dei pancackes o dei muffins, sconfinando nella colazione anglosassone, ma sempre nella sua declinazione dolce.
E quante volte si sente qualcuno rammaricato dire che ha dovuto prendere solo un caffè di corsa perchè era in ritardo oppure qualcun altro raccontare che la domenica mattina si coccola con la colazione al bar?
Insomma, fare colazione farà bene, ma è soprattutto una gioia.
Ancora di più lo è se si prepara qualcosa in casa, che sia una crostata, dei biscotti o delle brioches, magari accompagnate da una marmellata preparata con le proprie mani.
E' già da qualche anno che sto crescendo il mio lievito madre, e lo utilizzo sicuramente più per preparazioni dolci che per fare lievitati salati. Di tanto in tanto però mi pace anche utilizzare il lievito di birra, proprio come nella ricetta di oggi, firmata dal maestro Giorilli.
Mi sono innamorata di queste brioche appena le ho viste e, benché sia l'ultima ricetta nell'indice, è la prima che ho voluto provare dal suo libro.
Questi fiori sono state un successo e non saprei se sono piaciuti di più al maritino o alle nipotine.


Fiore ai lamponi (da "La lievitazione lenta" di P. Giorilli)

1000 g di farina
35 g di lievito compresso
20 g di sale
200 g di zucchero
500 g di latte
2 uova
2 tuorli

Per la crema pasticcera
150 g di tuorli
100 g di zucchero
40 g di farina
500 g di atte
la scorza di 1/2 limone non trattato
1/2 bacca di vaniglia
100 g di lamponi

Tempi di impasto:
Planetaria
4 minuti in I velocità - 6 minuti in II velocità
Impastatrice a spirale
5 minuti in I velocità -7 minuti in II velocità
Impastatrice a braccia tuffanti
5 minuti in I velocità - 9minuti in II velocità

Per la crema pasticcera: miscelare in modo omogeneo i tuorli, lo zucchero e la farina. Bollire il latte con gli aromi, incorporare la miscela di tuorli, zucchero e farina e completare la cottura.
Lasciare raffreddare. Per ottenere una crema pasticcera ai lamponi aggiungere lamponi passati al setaccio.
Iniziare l'impasto con la farina , il latte ed il lievito. A metà impasto aggiungere lo zucchero e successivamente il sale; quando questi ingredienti saranno stati assorbiti, aggiungere le uova e poi, lentamente, il burro.
Terminato l'impasto, dividerlo in 2 parti di uguale peso. In una delle 2 parti incorporare 25 g di pasta di lamponi e impastare ancora per qualche minuto, finché la pasta ai lamponi non sarà stata completamente assorbita.
Questo impasto può essere preparato il giorno precedente e messo a lievitare  a una temperatura di 4°C per un massimo di 12 ore. Per un utilizzo immediato lasciarlo lievitare per un'ora a temperatura ambiente e per 2 ore a 4°C.
Dopo il riposo al freddo, stendere la pasta a uno spessore di 6 mm. Con un coppapasta della forma desiderata (Note mie: ne ho utilizzato uno a forma di stella) ritagliare dei pezzi che serviranno da base ed avranno una forma più grande.
Dall'altro pezzo di pasta, usando un coppapasta con la stessa forma ma più piccolo, ricavare altri pezzi, con un coppapasta rotondo creare un foro nella parte centrale., quindi posare questi pezzi su quelli più grandi (nel foro centrale verrà inserita la crema all'uscita dal forno).
Posare le forme negli stampi e farle lievitare ad una temperatura di 26-27°C per 70-75 minuti. dopo averle lucidate con uovo, latte ed un pizzico di sale o zucchero.
Lucidare una seconda volta ed infornare ad una temperatura di 200°C per 16 minuti circa.
All'uscita dal forno lucidare con pari peso di acqua e zucchero a velo, da utilizzare bollenti sul prodotto caldo.
Lasciare raffreddare, poi decorare con crema pasticcera e lamponi.


Non mi resta che augurarvi una buona colazione ed una buona giornata.

Anna Luisa




martedì 16 maggio 2017

Visita al rione Sanità a Napoli e cimitero delle fontanelle


Colonna sonora: Sanità    
(di Fede'n'Marlen)                                                                                             
 E' sempre difficile parlare della propria città, perché è inevitabile che i sentimenti prendano il sopravvento, soprattutto se si parla di un luogo, di un rione complesso ed affascinante allo stesso tempo come la Sanità. Uno di quei luoghi dove si vive la contraddizione, ma anche la speranza e forse la certezza che le cose siano finalmente cambiate o comunque stiano cambiando, in meglio. E' il luogo dove tutto è possibile, può essere un nuovo inizio o l'inizio della fine. Ma di sicuro è un luogo dove ci lascerete il cuore, come ce l'ho lasciato io. Quindi mi sembra chiaro però che se venite a Napoli, a parte tutte le bellezze classiche che potete vedere e di cui vi ho parlato QUI, inserite anche una visita (meglio se guidata) al rione Sanità. Per lungo tempo luogo non sicuro e da evitare, questo quartiere, come altri della città sta lentamente rifiorendo e mostrando le sue bellezze ai visitatori che decidono di andarci. Lo ammetto, essendo cresciuto con l'idea che fosse un posto da evitare, ci sono stato la prima volta lo scorso dicembre. Da quella volta ci sarò tornato almeno altre 3-4 volte e per motivi diversi. Infatti in questo post cercherò un po' di unire le varie visite fatte e le cose apprese in ognuna di esse.
Il giro può iniziare concretamente all'esterno del quartiere, cioè su via Foria, all'altezza della porta di San Gennaro. Per raggiungerla, le fermate della metro più comode sono Museo sulla linea 1 (la nuova, quella delle fermate dell'arte) e Cavour della linea 2 (la vecchia stazione dei treni metropolitani delle ferrovie dello Stato). Entrambe portano a Piazza Cavour, nelle vicinanze del museo archeologico nazionale.
Dicevo che il giro può partire dalla Porta San Gennaro, una delle tantissime porte della città, ma soprattutto la più antica. Troviamo delle testimonianze della sua presenza già nel 928. Si tratta di una porta che segnava il confine della città con la zona fuori le mura ed è stata dedicata a San Gennaro perché guarda in direzione delle catacombe che portano il nome del Santo, ma anche dei lazzaretti esistenti all'epoca, uno sguardo protettivo verso i più deboli. La porta ha una storia un po' particolare perché oggi si trova incastrata tra due edifici civili in quanto fu spostata e quindi perse i due torrioni laterali che possiamo invece vedere in altre porte della città come porta Capuana o porta Nolana.
La porta presenta un affresco del 1656 del pittore calabrese, Mattia Preti. Aveva ucciso un uomo e per questo motivo fuggì da Roma e andò a rifuguarsi a Napoli. Invece di essere condannato al carcere, la pena che gli fu inflitta fu quella di affrescare tutte le porte di Napoli. Sono rappresentati San Gennaro, San Francesco Saverio e Santa Rosalia. Inoltre ci sono un quadro della Vergine ed un busto di San Gaetano, inserito come ex voto.




Da qui, attraversando la strada, ci si può inoltrare nel quartiere Vergini. Subito ci si immerge nell'atmosfera del quartiere con le tante bancarelle del mercatino. Dopo pochissimi passi troviamo due edifici interessanti. Sulla destra, la chiesa di Santa Maria dei Vergini, dove fu battezzato Totò. Quest'anno ricorre il cinquantenario della morte dell'attore napoletano e ci sono state diverse iniziative di cui vi parlerò. Una delle visite guidate che abbiamo fatto infatti è stata dedicata proprio al popolare attore organizzata dall'Associazione culturale Artemis.



Di fronte alla chiesa invece troviamo il bellissimo Palazzo dello Spagnolo progettato dall'architetto Fernando Sanfelice. A partire dal '700 infatti si iniziò a vivere anche fuori dalle mura cittadine e per questo motivo furono costruiti bei palazzi sulla strada che portava alla Reggia di Capodimonte. Il palazzo è così chiamato perché fu acquistato da uno spagnolo, appunto, Atiensa, che poi purtroppo per lui, lo perse al gioco. Il palazzo è conosciuto anche come casa del fante, per un cavallo che vi è raffigurato o palazzo 'ro fascio (del fascio), in quanto qui si stabilirono dei gendarmi fascisti. Il palazzo dello Spagnuolo avrebbe dovuto ospitare il museo dedicato a Totò, ma attualmente  è in uno stato di fermo e di abbandono. Ovviamente c'è la speranza che venga aperto quanto prima.







Proseguendo, passiamo per la pizzeria Concettina ai 3 Santi. Concettina era la nonna dell'attuale proprietario, Ciro Oliva, che fa un'ottima pizza. Provate le sua pizza gourmet, ma anche le classiche, non ve ne pentirete. La pizzeria, dicevo, prende il nome dalla signora Concettina che la fondò, ma anche dall'edicola che raffigura 3 Santi, San Vincenzo, Sant'Alfonso e Sant'Anna, oltre alla Vergine che si trova proprio accanto all'entrata principale. Vi consiglio di andarci presto, soprattutto nel fine settimana perché spesso si creano lunghe code e attese.














Proprio nella strada di fronte alla pizzeria, precisamente in via Santa Maria Antesaecula, salendo un po' e tenendosi sulla sinistra, si trova la casa natale di Totò. La riconoscete dai cartelli affissi ai balconi, da una insegna in marmo attacata al palazzo e dai volontari che stanno cercando di mantenerne viva la memoria attraverso alcuni gadget dedicati all'attore che vendono sulle bancarelle. Salendo ancora, si trova una recentissima installazione con una delle sue frasi tipiche ("Signori si nasce, ed io lo nacqui"). Ancora più avanti si arriva a Via dei cinesi, dove sono state girate alcune scese dei suoi film. Coloro che conoscono bene i suoi film individueranno facilmente quali sono. Inoltre, subito dopo il ponte della Sanità troverete un'altra installazione con la sagoma di Totò, il principe della risata, chiamato così proprio per le sue nobili origini che cercherà di rivendicare nel corso della sua vita.













Tornando su via Sanità, subito dopo la pizzeria, sulla sinistra sempre, troverete Palazzo Sanfelice, progettato dallo stesso architetto e  che fece da modello per il palazzo dello Spagnuolo, dal quale si differisce per i colori e per alcune piccole modifiche che fuorono apportate nel tempo al progetto. Questo palazzo infatti alle spalle presenta un giardino che doveva esserci anche nel palazzo dello Spagnuolo ma che è presente solo qui. Salite per le sue scale e troverete anche un bel murales di un autore francese disegnato sul muro di una porta murata. La caratteristica di questi palazzi sono le scalinate ad ali di falco che danno quasi l'impressione che il palazzo possa collassare da un momento all'altro su se stesso. Da qui il soprannome dell'architetto "Ferdinà, liev't a sott", cioè, Ferdinando, togliti da lì sotto in quanto il palazzo sta per crollare. Fatevi raccontare del munaciello e della bella 'mbriana. Due personaggi molto popolari nella cultura locale.





Tra palazzo dello Spagnuolo e Palazzo Sanfelice merita una visita anche il palazzo nella curva, con la sua pianta ottagonale ed una bellissima doppia scalinata a chiocciola che era un'altra interessante novità.




Proseguendo, sempre sulla sinistra incontriamo vico Lammatari, un vicolo in cui i palazzi sono stati costruiti con dell'amido e si dice che il vicolo per questo motivi emani un cattivo odore.


Arriviamo in piazza Sanità, dominata dalla basilica di Santa Maria alla Sanità col suo bellissimo altare barocco, rialzato, la pianta a croce greca con 5 navate come le basiliche paleocristiane. Qui, degni di note, una sedia miracolosa per le donne che vogliono rimanere incita ed una statua di San Vincenzo Ferreri, detto il Monacone, con una serie di ex voto posti dalle mamme che hanno avuto un bambino per sua intercessione. Inoltre qui c'è il quadro della Madonna più antico presente in Campania. Lo riconoscerete dalla cornice dorata. All'interno della Basilica anche un quadro di Luca Giordano, prolifico autore di cui si trovano quadri eccelsi in tantissime chiede di Napoli, frutto del suo modo di lavorare estremamente celere. Merita una visita anche il chiostro esterno, sovrastato dal cosidetto ponte della Sanità che collega via Toledo con Capodimonte e arricchito da affreschi fatti con la tecnica del graffito. All'interno della Basilica ci sono anche le catacombe di San Gaudioso, visitabili solo attraverso una visita guidata. Ci si può iscrivere all'interno della Basilica. A sinistra dell'altare che il banco dell'associazione che fa le visite guidate.

























Sulla piazza è possibile ammirare altri 2 bei murales, di cui uno è dedicato ai bambini della Sanità.
Proseguendo sempre sulla strada principale, dopo il ponte troviamo un'altra piazzetta che è stata dedicata a Totò con una recentissima installazione con la sua inconfondibile sagoma.



Continuando, notiamo i bassi, le tipiche abitazioni popolari che avevano l'entrata sul livello stradale e che era anche l'unica fonte di luce e di aria per le stesse.
Con una passeggiata di 10 minuti circa si raggiunge il cimitero delle Fontanelle. Prima notiamo una casa in cui sono stati recuperati dei vecchi pozzi per la raccolta dell'acqua piovana (pozzi di acquaquiglia) ed una chiesa affrescata da un artista cileno, dal titolo "La primavera".












Il cimitero delle fontanelle è davvero un luogo unico e molto suggestivo. Non lasciatevi influenzare dal fatto che ci siano ossa e teschi dappertutto. Ma fatevi rapire dalle storie che sono legate ad alcuni di essi, come il Capitano ed i due fidanzati, Concettina, il teschio che suda ed altri. Il cimitero nacque proprio dall'esigenza di dare sepoltura a tantissime persone durante il priodo della peste. Poi le ossa furono catalogate e sistemate in una sorta di muretti a secco. Le persone cominciarono a prendersi cura di queste anime bloccate nel purgatorio, curando anche fisicamente questi teschi ( detti "capuzzelle") e dando loro anche un nome. In cambio di ciò, ovviamente si chiedeva una grazia o anche solo la fortuna nel gioco del lotto. Così, poi, per riconoscenza, venivano costruite delle casette (le "scarabattole"), all'interno delle quali venivano posti i teschi, in segno di ringraziamento e come ex voto.























Dopo questa intensa visita del quartiere, vi suggerisco una sosta da Poppella, sia dal padre, per provare i suoi taralli sugna e pepe, sia dalla pasticceria del figlio che produce i fiocchi di neve, dolce che sta spopolando in città. Una brioscina leggerissima con dentro una saporita crema di latte. Ora c'è anche un punto vendita in centro a Napoli, a via Santa Brigida.






Insomma, i motivi per dedicare una mezza giornata in giro per il rione Sanità ci sono tutti, quindi non perdetevela!
Ci sono diverse associazioni che fanno fare queste visite guidate, io vi consiglio anche la mia amica Ludovica, guida turistica campana.
Ovviamente, se venite a Napoli, fate un fischio per consigli e altro.


Fabio