giovedì 21 settembre 2017

Cous cous fiorito con pollo alla curcuma e pesche per salutare l'estate


Alcuni piatti sono strettamente legati ad uno specifico periodo dell'anno o ad una specifica stagione, non perché non possano essere preparati anche in altre stagioni, ma è come se perdessero di gusto. Ad esempio se si mangia il panettone d'estate o la pastiera in inverno risultano sicuramente entrambi ottimi ma sembra di riuscire a gustarli solo a metà, perdono un po' del loro spirito legato a quel determinato periodo dell'anno.
Qualcosa di simile accade anche per alcuni piatti estivi, uno fra tutti il cous cous. Certo si può preparare durante tutto l'anno, ma come si gusta bene d'estate quando è accompagnato da un abbondante intingolo di pesce oppure servito freddo all'insalata, non si può gustare il resto dell'anno.
Ormai l'estate sta terminando e Fabio ha avuto da ridire, anche giustamente, visto che è uno dei suoi piatti preferiti, sull'assenza del tutto ingiustificata a detta sua, di un cous cous all'insalata durante i mesi più caldi.
Così prima che terminasse del tutto la bella stagione ed approfittando degli ultimi giorni di tepore, ho pensato di accontentarlo.
In farmacia avevo un cous cous particolare, misto a fiori di ibisco, rosa, fiordaliso e lavanda che faceva proprio al caso mio. In particolare sono stati proprio i fiori di lavanda a darmi l'idea di come abbinarlo. Anni fa preparai una torta alle pesche e lavanda che mi piacque tantissimo e questo abbinamento mi è rimasto nel cuore. Certo che solo con le pesche sarebbe stato un cous cous dolce, per cui ho pensato di accompagnarlo a dei bocconcini di pollo saltati in padella ed insaporiti con la curcuma e la cannella. Il risultato è stato un piatto dai sapori un po' mediorientali, bello a vedersi, ma soprattutto che è piaciuto tantissimo a Fabio.


Cous cous fiorito con pollo alla curcuma e pesche
Ingredienti:
250 g di cous cous ai fiori (ibisco, rosa, fiordaliso e lavanda)
200 g di pollo
4 pesche piccoline
2 bicchieri di brodo vegetale
1/2 cipolla
1 noce di burro chiarificato
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaino di cannella
3 foglie di basilico
olio extravergine d'oliva
sale


Tagliare a fette sottili la cipolla e farla rosolare in padella a fuoco basso. Tagliare a dadini il pollo, unirlo alla cipolla ed alzare la fiamma. Quando il pollo si sarà rosolato, unirvi il brodo in cui avremo sciolto la curcuma e la cannella. Proseguire la cottura fino a che il liquido si sarà ristretto, diventando una salsina densa. Salare. Sminuzzare il basilico ed aggiungerlo al pollo.
Pelare le pesche, eliminare il nocciolo e tagliarle a fette. Fare sciogliere il burro in una padella ed unirvi le pesche. Cuocere per circa 5 minuti, fino a che saranno diventate morbide, ma ancora sode ed avranno iniziato a dorarsi leggermente. Metterle da parte.
portare a bollore una tazza da latte di acqua e versarla sul cous cous che avremo messo in una ciotola. Coprire e lasciare riposare per 5 minuti. Sgranare con l'aiuto di una forchetta.
Disporre il cous cous in una piatto da portata, formare un incavo al centro, disporvi i dadini di pollo ed infine le pesche. Servire a temperatura ambiente o freddo.


Anna Luisa





martedì 19 settembre 2017

Fuerteventura, diario di viaggio, primo giorno: Caleta de Fuste



Dopo avervi parlato un po' in generale dell'isola e di cosa vedere in una settimana, cominciamo il diario di viaggio di Fuerteventura vero e proprio.
L'isola, come dicevo nel post introduttivo, per quanto non grandissima è comunque grande, quindi è importante scegliere bene dove alloggiare. O si divide il soggiorno tra nord e sud, se si vuole anche girarla un po', oppure, come abbiamo fatto noi, si sceglie una sistemazione nel centro dell'isola per tutto il soggiorno, che può esserem per sempio a Puerto del Rosario o a Caleta de Fuste. Noi abbiamo scelto quest'ultima, ma anche la prima va benissimo.
Eravamo indecisi tra un paio di hotel, poi alla fine, pur pagando un pochino di più, abbiamo deciso per lo Sheraton che è appena fuori dal centro di Caleta de Fuste (raggiungibile in pochissimi minuti, meno di 5 di auto o con una passeggiata a piedi, lungo la strada principale o percorrendo il piacevole lungomare in circa 15 minuti. Non è comunque in una zona isolata. Nella strada infatti in cui si trova, ci sono anche altri hotel e centri commerciali. Ma è una zona molto tranquilla, c'è un ampio parcheggio gratuito all'esterno e quindi non si fa fatica a trovare posto. E anche questo è importante.
L'hotel poi è splendido, sicuramente uno dei più belli dell'isola.
Non essendoci neanche da Roma dei voli diretti per Fuerteventura, alla fine dobbiamo optare per forza per uno scalo. All'andata lo faremo a Barcellona (volando con Vueling) e al ritorno a Madrid (volando con Iberia).
Il volo per Barcellona parte molto presto, quindi già dalla sera prima siamo a Fiumicino. Tutto sommato sono due tratte relativamente brevi, quindi è anche piacevole. Alle 13 siamo già a Fuerteventura!
Mentre Anna Luisa va a ritirare il bagaglio, io vado a prendere la macchina che abbiamo noleggiato con Goldcar (dimenticate e cancellate per sempre questo nome, ora vi spiego il perché) attraverso Rentalcars. Ci sono per fortuna solo 2 persone davanti a me e ci sono due addetti allo sportello. Risultato, prenderò la macchina dopo un'ora! Non oso immaginare a che ora se ne siano andate le (tante) persone in fila dietro di me! Al banco mi viene proposta un'assicurazione integrativa per coprire la franchigia. Io l'avevo già stipulata con Rentalcars e glielo faccio vedere. Mi viene spiegato (in maniera subdola!) che in realtà la protezione di Rentalcars è solo per la metà della franchigia! Mi sembra strano, ma non sapendo soprattutto la condizione delle strade sull'isola, accetto. Così come accetto (questa volta volontariamente) un'assicurazione integrativa per percorrere anche sterrati, per raggiungere la spiaggia di Cofete. Ho visto che è una delle più belle dell'isola, in rete ci sono notizie contrastanti sullo stato della strada e quindi la faccio. Ovviamente dico all'addetto che al ritorno chiederò a Rentalcars. Così, appena tornato, li telefono. In realtà mi viene spiegato che la loro protezione è completa, nel senso che in caso di danni mi avrebbero rimborsato la franchigia a carico mio e che la compagnia in realtà vende una polizza per non bloccare il deposito cauzionale sulla carta di credito. Ma questo non mi è mai stato detto! Ovviamente ciò che mi ha detto l'addetto resta lì, mentre il contratto dice così. Ma uno si fida anche delle persone, chi si è mai letto una polizza di queste con tutta le gente dietro che aspetta? Risultato, prima mi lamento con loro e poi con Rentalcars. Quest'ultima prima sembra voler approfondire, soprattutto quando gli giro la risposta che mi hanno dato, in cui si dice chiaramente che Rentalcars offre solo metà copertura (!), ma poi sostanzialmente li appoggia! Per loro è normale che il noleggiatore in tutti i modi cerchi di vendere prodotti aggiuntivi! Assurdo e veramente mi è scaduta anche Rentalcars con la quale ho sempre noleggiato. Visto che comunque avevo protetto anche la franchigia, a me cosa cambiava farmela bloccare per qualche giorno? Niente. Non avrei mai pagato di più per questo. Ovviamente il noleggio era finito e nessun rimborso era possibile. Rentalcars per scusarsi comunque mi ha offerto uno sconto su un prossimo noleggio. Ma io mi sono sentito truffato! Pensate che ho scoperto che addirittura c'è una pagina su Twitter di tutti quelli che si sono trovati male con Goldcar! Quindi, quando leggete questo nome, scappate! Molti sull'isola noleggiano con Cicar. Complimenti a tutti e attenzione! Probabilmente un giorno scriverò un post proprio sui noleggi auto.









Ma torniamo alla vacanza. Finalmente prendiamo la macchina, in poco più di 10 minuti siamo in hotel. Veniamo accolti benissimo, ci viene offerto un succo d'arancia. Purtroppo la camera ancora non è pronta, quindi lasciamo le valigie alla reception ed iniziamo ad esplorare l'hotel. Mentre l'isola è vulcanica e piuttosto brulla (non aspettatevi isola con vegetazione tropicale), qui dentro c'è un bellissimo giardino, curatissimo. Arriviamo nella zona delle piscine, vediamo i bar ed i ristoranti e ci rendiamo conto che basta attraversare il lungomare per essere sulla spiaggia! Davvero ottimo.
Si fanno le 15, la nostra stanza è pronta e veniamo accompagnati. E' bellissima, che più bella non potrebbe essere, in stile coloniale, con un bagno composto da tre ambienti separati, enorme, bellissimo e dotato di tutto. La camera da letto è fresca e spaziosissima ed affacciamo sul giardino e sulle piscine, forse una delle camere migliori di tutto l'hotel! Vediamo in lontananza anche il mare. Non poteva andarci meglio.
Oggi però siamo stanchi per il viaggio, vogliamo anche rilassarci un po' prima di girare l'isola e quindi andiamo subito in spiaggia. Non prendiamo un ombrellone coi lettini e ci mettiamo sul bagnasciuga. Il mare qui davanti, quello de la Playa de la guirra vista una barriera artificiale creata, è tranquillo e molto bello! C'è anche una passerella che conduce ad un bar.












Rientrati in hotel, visto che c'è anche la SPA e non sappiamo quanto la potremo sfruttare nei giorni seguenti, ci andiamo subito. Ci viene proposto un abbonamento settimanale a persona di 40€ per accedere illimitatamente. Lo facciamo, in quanto una singola visita costa 20 €. Ci basterà tornare una sola volta ancora per ammortizzare la spesa. Davvero conveniente! Prima del tramonto, facciamo un altro giro in hotel nella zona delle piscine ormai vuota.
Durante la nostra permanenza, solo gli ultimi giorni vedremo un paio di tramonti abbozzati. Purtroppo c'è la calima, ovvero la sabbia che arriva dal deserto del Sahara che pur non dando fastidio durante la giornata (il cielo è terso se è bel tempo), all'alba e al tramonto si staglia all'orizzonte e diventa tutto giallo o bianco. Pur avendo l'alba praticamente di fronte all'hotel e pure ad orario comodo (alle 7), non riuscirò a vederne una. Dopo le prime levatacce ci rinuncio. Il tramonto invece è alle 21, ma la foto della prima sera rende bene l'idea. Non proprio un bel vedere.










Per la prima cena non vogliamo muoverci molto. Come sempre ormai, abbiamo fatto una selezione di ristoranti prima di partire. Stasera staremo a cena da Tapas 1966 a Caleta de Fuste. Si trova in una zona dove ci sono altri localini e soprattutto tante case vacanza ed un albergone. Non ci piace tantissimo, ma solo nei giorni seguenti, tornandoci a cena, scopriremo che in realtà c'è un'altra zona di Caleta de Fuste molto più carina! Avendone poi mangiate altre nei giorni seguenti, la paella che ordiniamo alla fine è buona, ma ottimo è soprattutto il queso majorero, tipico formaggio di capra, grigliato. Buono anche il tonno. La sangria bella tosta, più alcolica di quanto pensassi.





Ormai è tempo di rientrare in hotel, da domani inizieremo ad esplorare l'isola, le sue bellezze, i paesaggi, le cittadine e le spiagge, oltre a provare diversi altri ristoranti.

Fabio

giovedì 14 settembre 2017

Josè restaurant - chef Domenico Iavarone



Quando si entra in un posto che non si conosce, si tende ad essere un po' intimiditi e ci vuole un po' prima di prendere familiarità con quel luogo. Solitamente ciò accade anche entrando in un ristorante per la prima volta, soprattutto se è un ristorante di un certo livello che vede in cucina uno chef stellato.
Ci sono delle eccezioni però ed una di queste è il Josè Restaurant, un luogo dove ci si sente da subito a proprio agio ed al piacere conviviale si aggiunge il piacere di essere in una bellissima villa.
Il ristorante di recente apertura, si trova a Torre del Greco, alle pendici del Vesuvio nella Tenuta Villa Guerra. A capo della cucina lo chef Domenico Iavarone, già stella Michelin presso il ristorante Maxi di Vico Equense.
Il ristorante di recente apertura, si trova a Torre del Greco, alle pendici del Vesuvio nella Tenuta Villa Guerra. A capo della cucina lo chef Domenico Iavarone, già stella Michelin presso il ristorante Maxi di Vico Equense.







Attraverso il cancello di ingresso della tenuta, tra il limoneto, l'uliveto e l'orto, si vede alla fine del viale la villa del'700 dalle bianche mura, sede del ristorante. Veniamo accolti all'ingresso ed accompagnati subito a visitarla. Il piano di sopra con un bel terrazzo vista Vesuvio, è dedicato ai ricevimenti, mentre al pian terreno si trova il ristorante à la carte. Nella zona sottostane la villa, una volta utilizzata per la vinificazione, si trova la cantina, mentre esternamente si trova una postazione per un aperitivo da gustare all'aperto prima di sedersi a tavola.
Il ristorante ha un'apparecchiatura che ci colpisce molto. L'ambiente è elegante, ma al tempo stesso non austero. Le lunghe tovaglie bianche mettono in risalto le variopinte riggiole disegnate a mano da Lucio Coppola, fratello dello chef del ristorante "La Galleria" di Gragnano, che sono poste sui tavoli una per ciascun posto dei commensali. In una saletta a parte con un unico tavolo da 12 posti, le mattonelle raffigurano  gli stemmi delle antiche ville vesuviane di Torre del Greco.
Veniamo accompagnati al nostro tavolo dove ci viene subito offerto un bicchiere di acqua aromatizzata alla mela verde e zenzero. Fuori fa caldo, ma dentro la villa c'è una temperatura meravigliosa e questa bevanda è quello che ci vuole.
In sala il Maitre Enrico Moschella ed il sommelier Daniele Barbato ci illustrano il menu e ci presentano la lista dei vini che accanto a nomi più noti, dà spazio a piccole cantine anche con vini biologici e biodinamici.


Il ristorante oltre al menu à la carte prevede 2 menu degustazione, da 5 e 7 portate rispettivamente a 60 € e 90 €. Decidiamo di prendere il secondo.

Ci viene servito il benvenuto, una montanara, una mini melanzana dell'orto della villa farcita con gamberi e provola su crema di melanzane e semi di cacao, un mini buns farcito con prosciutto di maialino nero casertano, maionese allo zafferano e polvere di olive nere e o' per' e o' muss, testina i maiale con salsa al limone e basilico e biscotto.






Segue una mousse di patate, una nuvola che cela il polpo scottato, accompagnato da mandorle e polvere di olive.



Insieme al benvenuto ci viene servito un Franciacorta dell'Azienda Bosco.
Vengono portati a tavola vari tipi di pane, integrale, bianco, focaccia all'origano e grissini, tutti preparati nella cucina del ristorante, ed accompagnati invece che dal burro, dalla lattica, una deliziosa crema di latte delle mucche rosse.


Il menu inizia con l'ombrina, insalata di pasta, pomodoro e agrumi.


Ci viene servito il secondo antipasto, tonno, ricotta e ciliegie. Il tonno viene scottato solo da un lato e lasciato crudo dall'altro e viene servito accompagnato dalla ricotta e dalle ciliegie marina in aceto di Xeres.



Segue la pasta mista in guazzetto di totani, patate, pesto di olive e prezzemolo.


E' la volta dei fagottelli con provola affumicata, gamberi rossi, melanzane e alghe fritte ed una schiuma di latte affumicato.




Come secondo il menu prevede lo scorfano in zuppa con peperoni verdi e cozze.




Per terminare la parte salata del menu, pancia di maiale con sedano fondente, albicocche e salsa di grani di senape.



Ed infine il dolce, preparato dal pasticcere Andrea Marano, consistenze di limone che ovviamente utilizza i frutti dell'orto della villa, dopo un delizioso predessert.




Non può mancare la piccola pasticceria, la classica frolla napoletana, le graffette zucchero e cannella, bignè al pistacchio, tartellette con cioccolato bianco e ribes e gelée al frutto della passione.



Josè restaurant si posiziona sicuramente nella lista dei nostri ristoranti preferiti, per la location, elegante, ma allo stesso tempo non "pesante", per il personale di sala che sa spiegare i piatti facendone comprendere non solo la composizione, ma anche lo spirito e la passione che c'è dietro ed infine, ma non per importanza, per lo chef Iavarone che mette tutta la sua passione e l'amore per la materia prima nei suoi piatti, conducendo l'ospite attraverso un'esperienza gustativa indimenticabile.
Lasciare un ristorante stella michelin può sembrare una scelta ardita, ma siamo certi che lo chef abbia fatto la scelta giusta per andare avanti nella suo percorso in cucina e crescere ancora di più.
Lo chef Domenico Iavarone

Se vi trovate da queste parti, non perdete l'occasione di provare la cucina dello Josè restaurant.



Josè restaurant
Via Nazionale, 414
Torre del Greco (NA)
081 883 6298