giovedì 1 dicembre 2016

Divino Amore: non un dolce di San Valentino, ma un dolce di Natale



Finalmente è arrivato Dicembre! Lo so, per molti significa dover correre ancora di più, trovarsi probabilmente nel traffico e nel caos, dover pensare ai regali di Natale ed a una serie di pranzi e cene...ma tutto questo è Natale, ed io amo il Natale, con tutte le sue sfaccettature: amo comprare i regali, amo addobbare la casa (ok, ora con i gatti non è più possibile), amo pensare a cosa cucinerò...forse il traffico non è proprio il lato che preferisco, ma evito semplicemente di prendere l'auto.
Insomma, per me Dicembre è il mese più bello dell'anno e come se non bastasse il Natale, c'è anche il mio compleanno!
Questo mese va festeggiato a dovere, per cui sono pronta a preparare una quantità di dolci di ogni tipo. Il panettone è già andato in produzione due volte, nei prossimi giorni farò la Fruit cake che a casa nostra non può mancare, poi la volta dei dolci napoletani, roccocò e mustacciuoli con la ricetta di fine '800 dello zio di mio padre, pasticciere,  i detù o pulci di monaco, dolce stabiese sempre preparati con la ricetta storica.
Quest'anno però ho deciso di andare oltre e provare a preparare altri dolci napoletani. Inizialmente avevo pensato di preparare i Susamielli, dolci a forma di "S" , ma poi cercando la ricetta, mi è caduto l'occhio su un altro dolce natalizio partenopeo, il Divino Amore, e a vederli capirete perché io ne sia stata attirata.
Vi domanderete cosa c'entri questo nome con il Natale. In realtà, come per la maggioranza dei nostri dolci natalizi, il Divino Amore nasce a Napoli in un convento, per la precisione quello del Divino Amore appunto, dove le suore li prepararono per la madre di Carlo II D'Angiò.
Questi dolcetti a base di mandorle e canditi e ricoperti da una glassa rosa, non possono mancare nel vassoio di dolci natalizi napoletani.


Divino Amore



Ingredienti (per 20 dolcini):
250 g di mandorle sgusciate non pelate
220 g di zucchero semolato
75 g di canditi misti
1 cucchiaio di essenza di vaniglia
buccia grattugiata di un limone
1 uova intere
1 tuorlo d’uovo
ostie

Gelatina di albicocche

Per la glassa:
125 g di zucchero a velo
60 g di acqua
Succo di limone
Colorante in gel rosa

Confettini argentati

Tritare finemente le mandorle con meta’ dello zucchero ed i canditi con l'altra metà di zucchero.
Unirli in una ciotola, aggiungere la vaniglia e la buccia di limone grattugiata, l'uovo ed il tuorlo ed impastare. 
Coprire la ciotola con la pellicola per alimenti e lasciar riposare per una notte
Il giorno seguente disporre le ostie su una placca da forno e formare delle palline di uguale misura con l'impasto. Dare loro la forma ovale e disporle sulle ostie.
Infornare per 15-20 minuti ne forno che avremo preriscaldato a 180°C. 
Estrarre i dolci dal forno ed appena saranno tiepidi, tagliare l'ostia in eccesso e spennellarli di gelatina di albicocche che avremo riscaldato un po'. 
Lasciarli raffreddare completamente.
Nel frattempo preparare la glassa: mettere in un pentolino lo zucchero a velo, l'acqua e qualche goccia di succo di limone e riscaldare fino a 38°C. Aggiungere il colorante rosa e mescolare bene.
Immergere i dolcetti capovolti nella glassa uno alla volta, quindi rigirarli e farli raffreddare sulla carta da forno. Prima che la glassa solidifichi disporre un confettino su ogni dolcetto.



Forse i Divino Amore sono meno noti di altri dolci natalizi, ma quando li avrete provati, vedrete che anche loro entreranno nel vostro menù di Natale.

Anna Luisa

martedì 29 novembre 2016

Norvegia on the road: undicesimo giorno, Lofoten (prima parte)



Dopo il primo assaggio di "ieri", siamo prontissimi a goderci un altro bel giorno in giro per le Lofoten.
Al mattino presto il tempo è buono, il cielo è azzurro e c'è solo qualche nuvoletta sulle montagne circostanti.
Nemmeno il tempo di fare colazione, sarà stato un quarto d'ora, non di più, usciamo e si sta annuvolando. Purtroppo, delle nuvole basse hanno completamente chiuso il cielo e per le foto non sarà il massimo, ma va bene, da queste parti va così (però un altro giorno di bel tempo non mi sarebbe proprio dispiaciuto viste le belle cose che andremo a vedere, uffa!).
Una prima deviazione la facciamo per raggiungere Eggum ed il suo castelletto, niente di imperdibile. Anche se i paesaggi circostanti non sono male.
















Da qui ci sarebbe anche un percorso panoramico a piedi per raggiure Unstad, ma visto anche il meteo, optiamo per andarci comodamente in macchina. Ad Unstad invece troviamo una bella spiaggia bianca ed una chiesetta davvero mini (immagino una delle più piccole al mondo), ma tanto carina. E' anche un centro per fare surf ed infatti non mancano surfisti, anche in giro per la campagna che divide la spiaggia dal paesino, il che è divertente.
Lungo la strada per tornare sulla E10, ovvero la strada principale, avevamo visto un caseificio e decidiamo di fermarci. La proprietaria ci chiede se siamo italiani. Lei parla un po' di italiano perché ha sposato un italiano. Dopo una chicchierata, prendiamo un po' di formaggio di capra che mangeremo nei prossimi giorni.













Sulla guida era segnalato un produttore artigianale di prodotti in vetro e lo cerchiamo. In effetti l'indicazione sulla strada principale è più che vistosa e deviamo per Vikten per raggiungere Glasshytta. Qui vediamo anche l'artista all'opera. Di fronte c'è anche un caffé e prendiamo un paio di cookies da sgranocchiare strada facendo.








Arriviamo a Nusfjord abbastanza presto, verso le 13 e speriamo ci diano il rorbu per proseguire il nostro giro e ritornarci direttamente dopo cena. Niente, non è pronto, ci dicono di aspettare un'ora (in effetti il ceck-in sarebbe alle 15) e ne approfittiamo per fare un giro tra i rorbuer di Nusfjord, le tipiche case dei pescatori delle Lofoten. Il posto è talmente bello e tenuto bene che è anche un museo visitabile. Gli ospiti possono accedere con la macchina e possono visitare il museo gratuitamente, altrimenti c'è un biglietto d'ingresso da pagare ed il parcheggio (un po' scomodo e piccolo), all'esterno. All'inizio non lo sappiamo e ci infiliamo proprio nel piccolo parcheggio, alla fine di una ripida salita, pieno di camper che facevano manovra e 4-5 macchine dietro di me. Un macello per uscire. A saperlo prima che avevamo il parcheggio all'interno...
























Però il posto è davvero incantevole e ce lo giriamo tutto, iniziando dai rorbuer più esterni. Qui si ha proprio l'idea di cosa doveva essere questo villaggio di pescatori. Ritorniamo alla reception, c'è anche altra gente che inizia a prendere i rorbu, arriviamo noi ed il nostro ancora non è pronto anche se sono da poco passate le 15. Ci viene detto che in 10 minuti sarà pronta. Ma considerando che siamo qui da 2 ore, non si poteva di dire di iniziare a fare il nostro invece che qualcun altro? No, troppo difficile evidentemente.































Inoltre la colazione non è compresa e ci costa altri 155 NOK a persona (evidenetemente il già alto prezzo del rorbu non era sufficiente).
Finalmente entriamo nel nostro rorbu che è proprio delizioso, ma abbiamo altri posti da visitare in giornata e quindi ci rimettiamo in macchina.





In questo VIDEO potete vedere tutto l'interno del rorbu.
A presto il seguito, con le spiagge bianche di Flakstad e Ramberg, le visite ad A i Lofoten, Moskenes, Sorvagen e Reine, per una full immersion nelle bellissime Lofoten.

Fabio