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Sfincia di San Giuseppe

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Per la festività di San Giuseppe o festa del papà, se a Napoli si preparano le zeppole, a Palermo si prepara la sfincia.
Abbiamo conosciuto questo meraviglioso dolce l'anno scorso, grazie alla nostra amica Fabiola del blog Olio e aceto che, sapendoci a Palermo proprio nel week-end di San Giuseppe, ha insistito perché andassimo a Terrasini a provare la sfincia.
Fortuna per noi, perché è stato amore al primo morso per questo meraviglioso dolce della tradizione siciliana.
A Terrasini in particolare, San Giuseppe viene festeggiato in un modo speciale, addobbando "le mense" ed offrendo il pranzo alle famiglie bisognose proprio il giorno in cui si festeggia il Santo (per la storia dettagliata e per le foto vi invito a leggere il post di Fabio dell'anno scorso, scoprirete una tradizione veramente bella).
La sfincia di San Giuseppe non viene preparata solo a Terrasini, ma anche a Palermo ed in tutta la provincia.
Il dolce nasce per opera delle suore del Monastero delle Stimmate prendendo spunto da un dolce arabo e modificandolo.


Inizialmente queste frittelle che traggono il nome dalla spugna per la loro morbidezza, erano condite solo con il miele. Successivamente al dolce furono aggiunti la ricotta con le gocce di cioccolato, la granella di pistacchi ed i canditi, dando vita alla versione come la conosciamo oggi.
Non si può non notare la somiglianza con le zeppole di San Giuseppe (al forno e fritte) che si preparano a Napoli per la medesima festività. Entrambi i dolci partono da una base di pasta bignè fritta, entrambi presentano una crema a farcirle ed alla ciliegia candita che sovrasta la sfincia corrisponde l'amarena sulla zeppola.
Insomma, un'altra prelibatezza proveniente dalla storia del meridione d'Italia.
Tornati a casa, l'anno scorso raccontavo a tutti di aver provato un dolce buonissimo e per fare capire come fosse, dicevo di immaginare la zeppola di San Giuseppe fritta farcita con il ripieno del cannolo.
Tutti quelli a cui l'ho detto hanno sbarrato gli occhi e mi hanno chiesto di farglielo provare e così li ho accontentati (l'ho fatto solo per loro, sia chiaro, non perché Fabio ed io è da un anno che ci sognavamo questo dolce anche la notte).
Data la somiglianza, ho preparato la pasta bigné con la ricetta delle zeppole fritte e come unica modifica alla ricetta originale della sfincia, ho utilizzato sia la ricotta di pecora che quella di bufala che amo particolarmente nei dolci.


Sfincia di San Giuseppe siciliana

Ingredienti
Per la pasta bignè
250g di acqua
100 g di burro
6 g di sale
250 g di farina 00
400 g di uova intere (11 uova)
Olio per friggere o strutto

Portare ad ebollizione l'acqua con il burro ed il sale. Togliere dal fuoco ed incorporare la farina aggiungendola tutta in una volta. Rimettere su fuoco basso e mescolare con un cucchiaio fino ad ottenere un impasto che si stacca dall pareti.
Metterlo in planetaria con la frusta K ed impastare fino a completo raffreddamento.Aggiungere le uova uno alla volta, aspettando che sia stato completamente assorbito il precedente prima di aggiungere il successivo. Alla fine si dovrà ottenere un impasto che per consistenza assomiglia alla crema pasticciera.
Riscaldare l'olio a 180°C ed aggiungere qualche cucchiaiata di composto. Dopo un minuto picchiettare con un cucchiaio le zeppoline, in modo da fargli prendere una forma allungata.
Friggere fino a completa doratura, cercando di tenerle immerse nell'olio.
Scolarle su carta assorbente ed eliminare l'olio in eccesso.


Per la crema
1 kg di ricotta di bufala
500 g di ricotta di pecora
500 g di zucchero a velo
100 g di gocce di cioccolato

Per la decorazione
Granella di pistacchi
Scorzette d'arancia candita
Ciliegie candite

Mettere la ricotta in una garza e quindi in un colino, quindi riporla in frigorifero per 2 ore in modo che perda il liquido in eccesso.
Trascorso il tempo, setacciare la ricotta in una ciotola, unirvi lo zucchero a velo e mescolare prima a mano e poi con una frusta elettrica in modo da renderla leggera.
Unire le gocce di cioccolato.
Con una sac à poche farcire di crema le sfince, quindi versarne una generosa cucchiaiata sopra e spalmarla leggermente.
Decorare con la granella di pistacchi, le scorzette d'arancia e le ciliegie candite.
Conservare in frigo.



Ora la domanda nasce spontanea, meglio le zeppole o le sfince di San Giuseppe?
Io mentre ci penso le mangio entrambe.


Anna Luisa




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