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Singapore: diario di viaggio, terzo giorno

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20 Settembre 2018

Iniziamo la giornata subito con una chicca, una di quelle cose che difficilmente i turisti vanno a vedere a Singapore: il Labrador nature & coastal walk. Il parco si trova proprio a due passi dalla fermata omonima Labrador park della metropolitana, quindi facilissimo da raggiungere. La particolarità di Singapore è proprio questa. Quasi in pieno centro potete trovare una foresta di mangrovie, potete vedere uccelli tropicali e se siete fortunati anche lontre e se siete meno fortunati, anche serpenti.
Il parco si attraversa percorrendo una comoda passerella lungo la quale troverete anche dei punti di osservazione. Dopo il primo tratto, andando sulla destra, all'imbocco del porto troverete una replica del Long Ya Men o Dragon's teeth gate che serviva ad aiutare i marinai ad entrare nel porto. Distrutto nella metà dell'800 da un vascello inglese, il governo l'ha ricostruito a memoria della storia di Singapore. Bellissimo il grattacielo Reflections.









La nostra passeggiata prosegue verso Kebbel bay marina. Si tratta di un grazioso porticciolo circondato da bellissimi palazzi moderni. Qui le case devono costare tanto. E' tutto curatissimo ed i canali sono pieni di piante fiorite.






Arriviamo al centro commerciale Vivo, dalla cui terrazza è possibili vedere l'isola di Sentosa e le sue originali costruzioni. L'isola è una sorta di grande parco. Noi non l'abbiamo visitata, sia per mancanza di tempo che di interesse. Si può raggiungere con la funivia dal monte Faber park, oppure con la monorotaia, a piedi o con l'autobus. Le cose da vedere eventualmente sono il S.E.A., l'acquario più grande del mondo con una vetrata di 36 metri. Il cinema multimediale 4D Magix. Poi è possibile fare la Tiger sky Tower, con una discesa da paura da un'altezza notevole. Oppure si può fare la Nature walk tra tempietti  e dragoni. Per chi ama questo genere di attività, ci si può cimentare nella discesa in go-kart del Sentosa Luge 6 Skyride. Da Beach station si possono raggiunger invece le spiagge. Qui è proibito anche portare via un solo granello di sabbia, essendo tutto artificiale. C'è anche un delfinario con l'acquario Underwater world che si può visitare con lo stesso biglietto e che trovandosi da un'altra parte dell'isola, si può raggiungere col bus.



Prendiamo la metropolitana e scendiamo a Raffles place. Ci dirigiamo verso Bras Basah e Bugis.













Siamo a Padang, il quartiere coloniale. Nelle vicinanze del quartiere finanziario coi grattacieli, si trovano infatti diversi edifici coloniali che sono stati lasciati dagli inglesi che avevano colonizzato queste terre. Il quartiere si sviluppa attorno al Cricket club, nato nel 1852 che è circondato dal Padang, un grosso campo di gioco ancora utilizzato per le partite. Qui potete vedere diversi palazzi interessanti come il Victoria Theatre, la City hall, la vecchia sede del Parlamento, la Corte Suprema, la St. Andrews Cathedral e l'Empress Place Building, un edificio vittoriano che attualmente ospita l'Asian Civilisation museum. Diamo un'occhiata anche all'interno della bellissima National gallery. In zona ci sono ancora le tribune e tutte le strutture per il GP di Formula 1 di Singapore che si è svolto pochi giorni prima.
























Un'altra chicca da non perdersi è la chiesetta di Chijmes. Si pronuncia Chimes ed è una chiesetta che ospita il Convento cattolico del Bambin Gesù e si trova in Victoria st.







Un altro pezzo di storia di Singapore è il Raffles hotel. Attualmente (a Setembre 2018) l'hotel è in ristrutturazione, quindi non potremo apprezzarlo in tutta la sua bellezza. Ma una parte, almeno all'esterno è completata e possiamo solo immaginare come sarà bello quando i lavori saranno terminati. Il bar storico, dove immergersi in atmosfere di altri tempi, con personaggi in abiti storici, è però aperto e ne approfittiamo per bere il cocktail inventato qui, il Singapore Sling. Su tutti i tavoli c'è un sacco pieno di arachidi. Certo, si paga un bel po', ma è da fare.













Sono ormai quasi le 14 e ci spostiamo verso il quartiere arabo. La guida segnala di vedere Arab street che ci sembra piuttosto anonima. Alessandra invece ci porta nella ben più caratterista Haji lane. Qui è una esplosione di colori. Tutti i localini sono coloratissimi e le facciate sono ricoperte di murales colorati. Alcuni bellissimi!



















Qui siamo nel quartiere Kampong Glam dominato dalla moschea Masjid Sultan, dalla cupola dorata ed i caratteristici minareti. Non la visitiamo all'interno in quanto chiusa. Comunque l'accesso in alcune aree è riservato solo ai fedeli e bisogna entrare con un abbigliamento decoroso. L'interno non offre niente di particolare. La sera è tutta illuminata anche con colori sgargianti.
Proprio di fronte la moschea parte Bussorah st. Una strada pedonale lastricata sui cui lati ci sono tantissimi ristoranti etnici, soprattutto turchi. All'esterno vi proporranno tutti di andare a mangiare da loro. Consiglio di girare questo quartiere liberamente, non è grande, si gira in poco tempo e soprattutto di tornarci la sera visto che c'è una bellissima atmosfera. Noi ci torneremo infatti domani sera, come ultima sera del nostro viaggio.















Visto che il tempo sembra reggere, decidiamo di allungarci a Little India che non è molto lontana a piedi. Percorriamo Dunlop st per dirigerci a Serangoon st, lo stradone principale. Immancabile un giro nei mercati, sia di alimentari che di abbigliamento, con le stoffe dai colori sgargianti degli abiti tipici indiani.Ci sono anche una chiesa cristiana ed una moschea bellissima che visitiamo indossando il loro abito tipico.
























Prendiamo la Downtown line della metro, stazione Bayfront per andare a vedere i Gardens by the bay. Questo è un'altra attrazione imperdibile a Singapore. Si tratta infatti di un parco enorme, con fiume, pagode, lanterne, dragoni cinesi ed i famosissimi e fotografatissimi Supertree Grove. Questi alberi artificiali ricoperti di vegetazione che la sera si illuminano in un imperdibile spettacolo di luci e suoni che si tiene alle 19:45 e alle 20:45. L'ingresso al parco è libero e gratuito. Si paga invece un biglietto per salire sulla Overseas skyline, una passerella che collega diversi supertree, lunga 128 m. Il biglietto costa 8$ ed il tempo massimo di permanenza è di 15 minuti che sono più che sufficienti e che servono a garantire un certo ricambio di gente sulla stessa, viste anche le dimensioni contenute. Ovviamente avvicinandosi all'orario dello spettacolo l'affluenza aumenta e potrebbero esserci code. L'ultima salita è alle 20. In caso di maltempo (come è successo a noi) viene chiusa al pubblico.

















Altre due attrazioni imperdibili, sempre all'interno dei Gardens by the bay sono la Flower dome e la Cloud forest. Due grandi serre, anzi, la più grande al mondo all'interno delle quali sono ricostruiti diversi ambienti di vegetazione. Nella Cloud Forest troverete una cascata artificiale ricoperta di vegetazione ed è possibile salire con l'ascensore al Lost World , quindi si arriva su una passerella panoramica scendendo la quale ritornerete all'ingresso. Purtroppo, mentre le stiamo visitando, il tempo cambia molto rapidamente e comincia un forte acquazzone tropicale.
















Per fortuna dopo poco termina e possiamo comunque vedere lo spettacolo di luci e suoni, seppure sotto una pioggerella.























Siamo stanchi e decidiamo di cenare nel bel food court del Marina bay Sands. Qui ci sono tantissimi ristoranti e si può prendere una cosa da uno, un'altra da un altro e poi si va a mangiare nei tavoli comuni a tutti. Le bevande si prendono invece da un unico venditore che si occupa solo di quelle.




Stanchissimi ma felici per l'intensa giornata, rientriamo a casa.

Fabio

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei diari di viaggio ed in quella dedicata a Singapore.

2 commenti

  1. Ho adorato il post e tutte le immagine bellissime di corredo al racconto, in particolare quelle della Kebbel bay marina e delle due serre. Immagino che l'ispirazione per l'albero della vita dell'Expo milanese, sia arrivato da qui?! Complimenti, siete bravissimi!
    Monica

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    1. Grazie mille davvero! La Kebbe bay marina è davvero una chicca al di fuori dei circuiti turistici.sì, l'albero della vita si è ispirato proprio a questi super alberi.

      Fabio

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