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Le graffette napoletane con patate per una tradizione stabiese

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Le graffette napoletane con patate

Oggi vi parlerò della mia città, Castellammare e della tradizione delle graffette napoletane per l'Immacolata.
Ormai il Natale si avvicina, ma si può dire che le festività natalizie iniziano l'8 Dicembre con la festa dell'Immacolata Concezione. A Castellammare questa festa è particolarmente sentita e ci sono molte tradizioni legate ad essa.

Tutto ebbe inizio, come narra la storia, in una notte tra il 7 e l'8 Dicembre, quando un marinaio fu sorpreso da una tempesta e la nave su cui si trovava naufragò. Mentre il malcapitato era in balia delle onde, gli apparve la Madonna che lo salvò facendolo approdare sulle rive di Castellammare.
Il naufrago, grato per il miracolo ricevuto, iniziò a chiamare a gran voce tutti gli stabiesi perché si riunissero a  recitare insieme il rosario intorno ad una fuoco come ringraziamento alla sua salvatrice.

Le graffette napoletane con patate

Da questa storia nascono una serie di tradizioni. La prima è che a partire da dodici giorni prima della festività dell'Immacolata vengono organizzate per la città delle processioni notturne che si svolgono tra le 4 e le 5 del mattino (si avete letto bene), durante le quali vengono chiamati a gran voce "Fratelli e sorelle", come aveva fatto il marinaio quella notte, affinché scendano in strada a pregare la Madonna. In particolare la voce viene accompagnata da fuochi d'artificio e dalla banda musicale, però quest'ultima solo la prima e l'ultima notte. Capirete che questa tradizione non è ben vista da tutti. Al termine di ogni processione viene recitato il rosario e celebrata la Messa.
Le graffette napoletane con patate

La seconda tradizione sono i falò che vengono accesi durante la notte. Ogni quartiere della città ha il suo falò e per chi ha avuto la possibilità di ammirarli dall'alto, costituiscono un vero spettacolo. Purtroppo però ogni anno ci sono delle discussioni se permetterli oppure no a causa dell'origine dubbia della legna utilizzata e del rischio che si corre dato che non sono controllati da esperti.
Sempre perché la notte dell'Immacolata è una notte speciale, i ragazzi, ma a volte anche gli adulti, si riuniscono e passano la notte a giocare a tombola, a vedere film, a chiacchierare ed a mangiare, senza dormire, fino ad arrivare all'indomani, quando si accoderanno ad una processione.
Forse proprio legata a quest'ultima usanza se ne lega un'altra, quella di preparare le graffette, magari da consumare insieme ad una tazza di cioccolata calda durante la lunga nottata oppure per rinfrancarsi dopo la Messa mattutina.

Le graffette napoletane con patate

Solitamente queste piccole leccornie possono essere servite in modo tradizionale, dopo averle fritte e ripassate in un mix di zucchero e cannella, oppure ricoperte di miele e zuccherini colorati, similmente a come si fa per gli struffoli napoletani, dolce tipico natalizio. Ammetto che però io preferisco le graffette classiche per l'effetto "croccante" dello zucchero e per il sapore di cannella che amo.
Le graffette napoletane con patate

Graffette napoletane con patate


Ingredienti:

500 g di farina di forza
150 g di latte intero
60 g di burro
60 g di zucchero
3 patate piccole
3 uova
1 cubetto di lievito di birra
1 pizzico di sale
olio per friggere (preferibilmente evo)
zucchero
cannella

Mettere le patate in un tegame, coprirle di acqua e portare ad ebollizione.
Cuocere per circa 30 minuti, finché risultino morbide.
Pelare le patate ancora calde, schiacciarle e metterle da parte a raffreddare.
Riscaldare leggermente il latte fino a renderlo tiepido.
Sciogliervi un cucchiaino di zucchero e il cubetto di lievito.
Impastarlo con metà farina in una ciotola, fino ad ottenere un impasto semiliquido, ma uniforme. Coprire con la pellicola per alimenti e lasciare lievitare per 20 minuti.

Aggiungere al primo impasto la restante farina, lo zucchero, le patate schiacciate ed il sale ed iniziare ad impastare.
Aggiungere quindi le uova uno alla volta e per ultimo il burro ammorbidito sempre poco alla volta. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico.
Trasferire l'impasto in una ciotola coperta di pellicola e lasciare lievitare fino a che l'impasto sia triplicato di volume (note mie: per ragioni di tempo l'ho riposto in frigo e dopo 4 ore era perfetto).
Sgonfiare leggermente l'impasto, prelevarne una piccola quantità e formare un cordoncino (sarà più facile se se infarinano leggermente le mani, ma non si deve infarinare il piano di lavoro, altrimenti il cordoncino non riesce a rotolare).
Unire le due estremità del cordoncino sovrapponendole leggermente.

Disporre le graffette su una teglia rivestita di carta da forno e lasciare lievitare per circa un'ora, fino al raddoppio del volume.

Riscaldare a 170°C abbondante olio e friggervi le graffette per circa 3 minuti, girandole a metà cottura.

Scolarle su una carta assorbente, eliminare l'olio in eccesso e passarle nel mix di zucchero e cannella.

Servire le graffette preferibilmente calde.

Le graffette napoletane con patate

Sicuramente, come avviene in molte città d'Italia, nelle tradizioni c'è un po' di sacro ed un po' di profano, ma io credo che le tradizioni, anche agli occhi di qualcuno possono sembrare bizzarre, caratterizzino i luoghi, per questo ci sono molto legata, come lo sono alla mia città.
E voi, avete della tradizioni particolari da raccontarci legate a questo periodo?

Anna Luisa

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Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo e Carnevale sia!

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Carnevale è alle porte e non possono mancare assolutamente i fritti. Questa volta ho preparato i bomboloni o krapfen del maestro Massari, giusto per non farsi mancare nulla.
Ci sono molte feste durante l'anno in cui veniamo letteralmente presi per la gola. Una su tutte è il Natale, ricco di manicaretti di ogni specie, dolci e salati, che ci accompagnano per più di un mese. Poi si arriva all'Epifania che si porta via le feste, ma lascia una calza, il cui contenuto si protrae per un altro mese. E quando finalmente pare di essere venuti a capo delle mille tentazioni di gola, ecco arrivare il Carnevale con le maschere, le feste, ma soprattutto i fritti!

Non c'è Carnevale senza fritti, giusto perché finora eravamo stati light. D'altro canto se il martedì di Carnevale si chiama martedì grasso, ci sarà una ragione e poi ci aspetta la Quaresima, con le privazioni che la caratterizzano, quindi siamo pienamente giustificati, per cui via libera ai fritti!

Le chiacchiere sono sicuramente il dolce per antonomasia di questa festa, ma non so, non mi danno tanta soddisfazione come altri dolci fritti. Poi c'è da dire che Fabio ed io non friggiamo quasi mai, o, per meglio dire, io non friggo mai perché quelle rarissime volte in cui friggiamo, questa operazione è affidata totalmente alle mani d'oro di mio marito, il quale ha un occhio impeccabile per verificare la cottura.

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo

Quindi, se dobbiamo cedere alla tentazione di un bel fritto, tanto vale fare le cose fatte per bene e cosa c'è di più godurioso di un krapfen? Ne vogliamo parlare?
Già l'aspetto è meraviglioso. Circolare, ma non sferico, con quella riga più chiara che lo circonda, data dalla crescita a contatto con l'olio e lo zucchero a velo che gli conferisce un aspetto quasi etereo. Poi lo si prende tra le mani e si avverte la morbidezza, la stessa che si sente al primo morso. Infine il suo contenuto, che sia crema di cioccolato, crema pasticcera o confettura di frutta, quella dolcezza, quelle scioglievolezza e quella freschezza che si avverte quando si raggiunge il cuore, è il colpo di grazia per fare innamorare chiunque dei krapfen.

Per prepararli mi sono rivolta al top della pasticceria, il maestro Massari, di cui ho utilizzato sia la ricetta dei krapfen che quella della crema pasticcera...ma Fabio li preferisce al cioccolato, dopo che ha tanto fritto non posso deluderlo, ed allora ho preparato la crema spalmabile al cioccolato del maestro Di Carlo.
Il risultato è davanti ai vostri occhi ed ahimè, sui nostri fianchi...

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo

Krapfen (Bombolone)  da "Non solo zucchero II" di I. Massari


Ingredienti:

500 g di farina Manitoba (forte in glutine)
60 g di zucchero
80 g di burro
25 g di lievito di birra fresco
8 g di sale
200 g di uova intere
20g di tuorli
80 g di latte a 30°C
20 g di Rum
Scorza grattugiata di 1/2 limone
1 baccello di vaniglia

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo

Dopo aver messo da parte 70 g di uova, il Rum e il latte, lavorare tutti gli ingredienti in una piccola planetaria (5 minuti a velocità media e 6 minuti alla massima velocità) fino a formare una pasta liscia ed elastica.
A questo punto incorporare i due liquidi (latte, uova e Rum) in tre volte, facendo ogni volta assorbire e incorporare un terzo dei liquidi.
Lavorare ancora la pasta rendendola elastica ed asciutta (mentre lavorate deve staccarsi dalle pareti della bacinella).
Controllare la consistenza che non deve essere eccessivamente dura (può capitare quando le farine sono eccessivamente stagionate).
La temperatura ideale finale dell'impasto è 26°C.

Fare lievitare la pasta coperta da un cellophane a una temperatura di 24°C per 2 ore circa, finché il volume iniziale si sarà triplicato.

Suddividere l'impasto in mucchietti da 35-40 g, che andranno arrotolati pressandoli col palmo della mano su tavolo con un movimento rotatorio planetario.
Disporre su un canovaccio leggermente spolverato di farina le palline ottenute, a 3 cm l'una dall'altra.
Coprire i krapfen con un cellophane e farli lievitare ancora finché raggiungeranno tre volte il volume iniziale.
Saranno pronti, cioè lievitati, dopo circa 90 minuti in un ambiente a 24-26°C. Se il clima è più freddo impiegheranno più tempo a lievitare.

Friggerli quindi in olio di arachidi o palmisto bollente alla temperatura di 176°C.
A metà cottura (dopo circa 3 minuti), la parte immersa avrà assunto un colore nocciola dorato; servendosi di un cucchiaio di legno rigirarli con una leggera pressione sul bordo per completare la cottura. Il dolce è perfetto se, a cottura ultimata, avrà sulla circonferenza un disegno di un anello chiaro di mm10-15. Questa riga chiara si forma quando il krapfen è lievitato regolarmente. Un krapfen troppo lievitato diventa grinzoso; uno poco lievitato non avrà l'anello e rimarrà pesante e gommoso.

A cottura ultimata i krapfen vengono farciti con crema pasticcera o con confetture varie, siringandoli con l'aiuto di una sac à poche con bocchetta sottile e lunga.
La farcitura non deve superare il terzo del peso del krapfen.
Una spolverata di zucchero a velo completa l'opera.

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo


Crema Pasticcera (da "non solo zucchero II " di I.Massari)

Ingredienti

240 g di tuorli
140 g di zucchero
40 g di amido di riso
500 g di latte intero fresco
1/2 baccello di vaniglia del Madagascar
Scorza grattugiata di 1/2 limone

Portare a bollore in una bacinella il latte, la vaniglia e la scorza di limone.
A parte mescolare con un frustino i tuorli, lo zucchero e l'amido di riso.
Dopo l'ebollizione, filtrare  il latte e incorporarlo ancora bollente nella massa appena ottenuta.
Cuocere il tutto mescolando in continuazione con un piccolo frustino a bagnomaria, oppure se il composto verrà cotto direttamente sul fuoco, usare una pentola antiaderente o di rame, per evitare che la crema si attacchi sul fondo e bruci.
Non appena la crema si sarà formata, cioè comincerà ad addensarsi, toglierla dal fuoco.

Per evitare la sua granulazione, raffreddarla velocemente, versarla in un tegame freddo e mescolare fino alla perdita del calore di cottura (fino a 50°C).

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo

Crema alla nocciola spalmabile di L. Di Carlo

Ingredienti:

106 g di burro chiarificato al 99.9%
442 g di pasta di nocciole chiara
62 g di copertura Coeur de Guanaja 80%
389 g di copertura Satilia latte 35% (note mie: sostituita con Biskelia)

Unire gli ingredienti alla temperatura di 22°C ed invasare.
Riempire i vasetti da 250g e lasciare riposare a 6°C per 2 ore circa senza tappo.

Chiudere e conservare alla temperatura di 18-20°C.

Krapfen di Massari e Crema spalmabile al cioccolato di Di Carlo


Note mie:

per fare i krapfen della stessa misura, ho appiattito l'impasto dello spessore di due dita e l'ho coppato con il coppapasta da 3 cm, poi ho dato loro la forma sferica.
Li abbiamo fritti per 3 minuti (uno e mezzo per lato), nella friggitrice, col cestello, posizionando ciascun krapfen sul cestello prima di immergerlo, con la carta da forno, perché se immersi nell'olio, si gonfiano nella parte superiore e poi sarà impossibile girarli e friggerli anche dall'altra parte.

Anna Luisa e Fabio



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Tortelli alla ricotta di Iginio Massari per il Calendario del Cibo Italiano di Aifb

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Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Ci siamo, finalmente dopo tanto tempo senza feste ed un lungo periodo di astinenza è arrivato Carnevale!  

Come dite? Praticamente è appena passato Natale ed abbiamo mangiato l'inverosimile fino a ieri, e vogliamo parlare dei panettoni che (almeno noi) stiamo ancora consumando? Ma questi sono solo particolari, soprattutto quando si ha voglia di festeggiare e di mangiare leccornie. Se a questo aggiungiamo che il mio amore per la cucina mi porta a sperimentare continuamente nuovi piatti, in particolare dei bei dolcini come quelli di oggi, si capisce perché io sia così contenta dell'arrivo di questa festa.

Si aggiunga anche che tutta la blogosfera questa settimana festeggia la settimana del Carnevale come indicato dal Calendario del Cibo di Aifb, ed anche io ho voluto dare il mio contributo, preparando questi piccoli bignè fritti che portano la firma di Iginio Massari, il maestro dei maestri.

Sono un po' reticente di solito a preparare dei dolci fritti, per una serie di ragioni, perché si sporca molto di più, perché vanno consumati appena fatti, perché se non si frigge bene si rischia di rovinare tutto. In realtà questi piccoli bignè non richiedono neanche un uso eccessivo di pentole e pentoline e ci si può organizzare bene il lavoro grazie alla planetaria che impasterà, mentre noi avremo il tempo di dedicarci alla preparazione della crema di ricotta.

Per quanto riguarda la frittura, il maestro Massari è molto chiaro e consiglia una temperatura ben precisa di 176°C che garantisce una cottura interna del bignè senza rischiare di bruciarne la parte esterna.

La cosa che più stupisce è che anche il giorno dopo (ok, non ne erano rimasti molti, ma sono riuscita a tenerne qualcuno da parte), questi dolcini fritti sono buonissimi e rilasciano il loro cuore cremoso avvolgendo il palato con la loro dolcezza.

Giusto per non farci mancare nulla ho usato la ricotta di bufala che è un po' più delicata di quella di pecora, ma più saporita di quella di mucca...insomma, la giusta via di mezzo.

Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Tortelli alla ricotta

(da "Non solo zucchero II" di I. Massari)

Ingredienti


Per i Tortelli
250 g di acqua
12 g di zucchero
4 g di sale
125 g di burro
225 g di farina 00
la scorza grattugiata di 1/2 limone 
300 g di uova

zucchero vanigliato

Per la crema di ricotta
500 g di ricotta di bufala
125 g di zucchero a velo
100 g di gocce di cioccolato

Preparare la crema di ricotta: mescolare la ricotta con lo zucchero a velo, quindi setacciarla ed aggiungere le gocce di cioccolato.
Mettere in frigo fino al momento di utilizzarla.

Preparare i tortelli: in un tegame fate bollire l’acqua con lo zucchero, il sale, il burro.
Raggiunta l’ebollizione incorporare la farina precedentemente setacciata mescolandola in continuazione fino ad ottenere una polenta da cuocere per circa due minuti.

Trasferire la polenta in una planetaria con lo scudo e incorporare la scorza di limone grattugiata e, pian piano, anche le uova, fino ad ottenere una pasta liscia, lucida, e omogenea.

Una volta che l’impasto avrà raggiunto la densità ideale, modellare su carta da forno della grandezza della friggitrice; prima immergere nell'olio la carta, poi con una bocchetta n°10 formare tante palline. Si prende la carta per i lembi e si immerge nella friggitrice in olio a 176°C ed appena i tortelli si staccano, si toglie il foglio di carta.
Coprire con una rete metallica fino alla doratura.
Quindi togliere, lasciare scolare le frittelle su una rete e poi su un foglio di carta assorbente in modo da eliminare l'unto in eccesso poi tagliarle a metà e farcirle con una sac à poche con bocchetta liscia n°6 com crema di ricotta. Infine spolverare con lo zucchero.

Note mie:

ho messo la carta da forno con i bignè direttamente nella friggitrice senza il cestello ed ho utilizzato quest'ultimo come rete per tenerli immersi.

Dopo aver eliminato l'unto in eccesso dai bignè li ho fatti rotolare nello zucchero vanigliato (ne tengo sempre un barattolo con un baccello di vaniglia di cui ho già utilizzato i semi) e poi li ho tagliati e farciti con la crema di ricotta.

Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Ho solo un appunto da fare, va bene inventare ricette così, ma andrebbe indicato anche che è molto difficile fermarsi e smettere di mangiare questi tortelli perché quando si comincia, uno tira l'altro...potrebbe andare bene un cartello del tipo "Pericolo! Questi dolci danno dipendenza!".

Anna Luisa

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Una festa di Carnevale e le frittelle uvetta e pinoli

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Le prime volte che da adolescente son andata alle feste di Carnevale, mi era concesso parteciparvi solo se accompanata da mio fratello. Ricordo discoteche con la musica a palla, vestiti da mille e una notte, trucchi spaziali, con tutti i colori esistenti ed in tutte le gradazioni, ricordo che si faceva l'alba senza neanche accorgersene, ricordo sfilate con tanto di premi, ricordo la genialità delle mamme che si inventavano dei vestiti particolarissimi, uno tra tutti quello di una mia amica vestita da abat jour, con tanto di luce che si accendeva quando si tirava la cordicella!

Mi è presa un po' di nostalgia e così quest'anno, felice di essere invitata ad una festa di Carnevale, vi ho partecipato, pur senza travestirmi. E si, non era proprio il caso che ci travessissimo anche noi, seppure ci era stato detto che volendo, avremmo potuto.
Siamo arrivati in questo locale e ci aspettava niente poco di meno che la principessa di Frozen, accompagnata da Wonder Woman e da Peppa Pig...e si, era la festa di compleanno della mia nipotina numero due, che ha compiuto ben 6 anni!

Non avrei mai creduto di potermi divertire tanto ad una festa di bambini, ma vedere quei nanetti, o per meglio dire quelle piccole donne e quei piccoli uomini (perchè mi sembrano veramente delle miniature a volte), travestiti dai loro eroi preferiti è stato troppo divertente. Ce ne erano per tutti i gusti, dagli eroi Marvel, come Capitan America e ben due Iron man, alle principesse, alla ballerina brasiliana, al coniglietto e chi più ne ha più ne metta, anche se ovviamente quelle più belle erano proprio le mie nipotine e non lo dico perché sono di parte (si vede, no, che non sono di parte?).

Hanno giocato, si sono rincorsi, la nipotina festeggiata ed il fidanzatino si sono lanciati giù dallo scivolo anche mano nella mano e vedere un bimbo ed una bimba di 6 anni così affiatati mi ha fatto una tenerezza infinita. Insomma, posso dire di aver partecipato alla più bella festa di Carnevale della mia vita.

Ma a Carnevale si sa che a farla da padrone è il fritto e con esso tutte le golosità che è possibile immaginare, prima di osservare i precetti della Quaresima. Così ci siamo messi a sfogliare libri e riviste e alla fine Fabio è stato conquistato da queste frittelle e devo dire che ci ha visto bene, perché sono irresistibili. Il problema è stato che Fabio ha iniziato a friggerle e a provarle per vedere se fossero cotte bene, ma poi non si è fermato alle prime. Per me era tutta una scusa...

frittelle uvetta e pinoli

Frittelle con uvetta e pinoli


Ingredienti:

1 l di latte
250 g di semolino
5 uova
1 limone non trattato
1 arancia non trattata
100 g di zucchero
50 g di uvetta
50 g di pinoli
120 g di farina
1 bicchierino di rum
olio per friggere
sale

frittelle uvetta e pinoli

Portare ad ebollizione il latte in una casseruola.
Versare a pioggia il semolino e cuocere per 2-3 minuti, mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno; levare dal fuoco e lasciare intiepidire.

Ammollare l'uveta nel rum.

Sgusciare le uova separando i tuorli dagli albumi.

Incorporare al semolino tiepido i tuorli, la scorza grattugiata del limone e dell'arancia, 50 g di zucchero, l'uvetta sgocciolata, asciugata e infarinata, i pinoli e la farina rimasta.
Amalgamare bene, mescolando con un cucchiaio di legno o con una frusta a mano.

Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale, usando le fruste elettriche, ed incorporarli al composto di semolino, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto con una spatola.

Scaldare abbondante olio in una padella per fritti.
Con un cucchiaio raccogliere una porzione di composto e lasciarla cadere nell'olio ben caldo; continuare così friggendo poche frittelle per volta, finché sono gonfie e dorate uniformemente (circa 2 minuti, due minuti e mezzo); sgocciolare man mano su carta assorbente da cucina perché perdano l'unto in eccesso. Spolverizzare con lo zucchero rimasto e servire preferibilmente tiepide.

Note mie:

per cucere le frittelle ho utilizzato la friggitrice a 176°C.

frittelle uvetta e pinoli

Che dite, l'anno prossimo ci potremmo travestire anche Fabio ed io?

Anna Luisa