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Pinzolo, dintorni e...un dolce in bianco e nero...

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Il ritiro della Juventus a Pinzolo è stato la scusa per incontrare un caro amico, Ricky di Ci Sono Stato e suo figlio Francesco e per fare un mini giro nei dintorni della graziosa cittadina. Già l'anno scorso c'era in programma di andare a trascorrere qualche giorno tra queste belle valli, poi saltò tutto. Quest'anno invece, causa concomitante impegno a Milano, sono riuscito a trascorrere un paio di giorni per vedere la preparazione della mia squadra del cuore e per iniziare a visitare il meraviglioso Trentino. Inutile dire che quel poco che ho visto mi ha convinto che le bellezze del posto meritano di tornarci per più giorni...e per più volte. Inoltre qui si mangia anche molto bene e i prodotti locali, salumi, insaccati e formaggi, ma anche confetture e dolci sono genuini ed ottimi.
Il primo impatto con questa splendida natura nordica è stato con i laghi di Toblino e di S.Massenzia. Dalla strada che lo costeggia non si può altro che rimanere incantati davanti alla sua bellezza.








Dopo avere assistito all'allenamento pomeridiano, faccio un giretto per il piccolo centro di Pinzolo. Vetrine e balconi sono tutte bianconere. Gigantografie dei campioni del passato si vedono in giro e sulle facciate dei palazzi.





















L'indomani, dopo esserci recati all'allenamento del mattino, andiamo a mangiare qualcosa. Purtroppo la tipica birreria in cui mi voleva portare Ricky era chiusa per turno, così ci inerpichiamo ancora un po' prima di seguire le indicazioni per alcuni rifugi. Giunti al rifugio Nambrone, la breve attesa è ampiamente ripagata dall'ottimo cibo bagnato da una radler. Per me è la prima volta che la provo, mi piace molto.










Per smaltire il lauto pranzo, facciamo due passi verso il vicino fiume. Leggiamo che a 10 minuti c'è la cascata Amola e la raggiungiamo lungo un bel sentiero.

















Ricky mi vuol far visitare la Val Genova ed in particolare le cascate del Nardis. Una passeggiata di una ventina di minuti lungo il sentiero ci porta fin sotto la stessa. Ne approfittiamo per goderci gli spruzzi della cascata per rinfrescarci un po'.

















Il tempo a nostra disposizione sta terminando. Ma prima di lasciare il Trentino, facciamo sosta alla Chiesa di San Vigilio dove è ben conservata sulla facciata esterna una danza macabra dipinta da Simone Baschenis de Averara nel 1539. Il significato di questo affresco è che la morte è uguale per tutti, ricchi e poveri. Il custode ci fa una dettagliata spiegazione di tutta la rappresentazione.









Questa è stata l'ultima emozione di questo angolo di Trentino che ho potuto assaporare in questi due giorni. Sicuramente da approfindire in un prossimo futuro.
A sugellare questa parentesi juventina, ci ha pensato Anna Luisa che mi ha preparato degli ottimi dolcini...ovviamente bianconeri...

segue...

Fabio

3 commenti

  1. mamma mia che meraviglia! che foto fantastiche!
    adoro questi posticini di montagna, dove l'aria è "leggera"! :)))
    buon w.e.

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  2. Fabio le tue foto m emozionano sempre, s sono stata nei luoghi fotografati, rivivo le emozini della scoperta, se non ho mai visto i luoghi, provo comunque l'impressione di esserci.
    Bravo e grazie veramente di farmi sognare

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  3. @Betty: niente di meglio in questi periodi in cui in città si fatica a respirare ;-)
    @Maria:i tuoi complimenti mi fanno sempre un sacco di piacere. Grazie a te che ci segui sempre con tanto affetto ;-)
    Fabio

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