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Istanbul, diario di viaggio: secondo giorno

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2 Maggio 2019
Abbiamo appuntamento con i nostri compagni di viaggio alle 8 in sala colazione. 
Avendo già visto ieri due pezzi da novanta di Istanbul, vale a dire la Moschea Blu ed Aya Sofya (se vi siete persi il post trovate qui il primo giorno del diario di viaggio ad Istanbul), iniziamo la nostra visita da una moschea nelle vicinanze dell'hotel, vale a dire la Moschea Sokollu Mehmet Pasa Camii del 1571. Intitolata al Gran Visir dell'epoca in realtà fu finanziata dalla figlia del Sultano Selim II. E' opera di Sinan di cui si può apprezzare sempre l'armonia delle linee. La sua particolarità sta nel fatto che contrariamente al solito, la medrese, la scuola coranica, non è separata dalla Moschea ma si trova al suo interno. Noi infatti abbiamo anche potuto vedere i bambini sui banchi. Colpisce oltre che per le linee armoniose, per i marmi e le piastrelle Iznik tra le più belle mai realizzate. Custodisce anche alcuni frammenti della Pietra Nera della Kaaba che si trova alla Mecca. Un'altra particolarità è che le colonne ruotano su se stesse in caso di terremoto come segnale di allarme.






Prossima meta è la Basilica cisterna (Yerebatan Sarnici) che sogno di vedere da tantissimi anni. Qui paghiamo un biglietto di 20 Lire turche (non è compresa nel Meseum pass). Fu fatta costruire da Giustiniano nel 532 ed è la più grande cisterna di Istanbul. Il tetto è largo 65 metri e lungo 143 e presenta 336 colonne divise su 12 file. Poteva contenere 80 mila metri cubi di acqua. Da notare la colonna con la testa di Medusa rovesciata e quella con un decoro a forma di goccia. Anche qui c'è un foro dove i turisti inseriscono il dito come buon augurio. La particolarità è che si presenta bagnata. Deve il suo nome al fatto che era situata sotto la Stoa Basilica.








Subito dopo questa meraviglia, decidiamo di andare a vedere un'altra cisterna che si trova nelle vicinanze, vale a dire  la Cisterna di Teodosio (Serefiye Sarnici). Qui non si paga nessun biglietto, l'ingresso è nella struttura in vetro che vedrete nella piazzetta. Ci infiliamo subito al suo interno anche perché ha iniziato a piovigginare. Questa, a differenza della Basilica cisterna che ha una particolare atmosfera cupa ed è stata svuotata (mentre un tempo ricordo che c'era l'acqua a terra) è  molto ben illuminata e davvero suggestiva con l'acqua  a terra sotto le passerelle. Davvero bellissima!





Da qui raggiungiamo la vicina piazza che ospita una famosa colonna, la Cemberlitas (conosciuta anche come Pietra cerchiata o fasciata o come Colonna bruciata) eretta da Costantino nel 330. In zona c'è anche il Cemberlitas Hamami se volete concedervi un bagno turco.



Prima di recarci nel vicino Gran Bazar, merita una visita la Moschea della Luce di Osman (Nuruosmaniye Camii). Costruita in stile barocco ottomano intorno alla metà del 1700, presenta forti somiglianze con Aya Sofya e pur essendo a due passi dal Bazar è comunque un luogo tranquillo.










Siamo finalmente in un altro luogo simbolo di Istanbul, il Gran Bazar.
Il Gran Bazar è il Suk più famoso al mondo. Sinceramente, me lo sarei aspettato più brulicante di persone, angusto, chiassoso. Invece è spazioso con strade larghe, negozi curati (e non bancarelle), non abbiamo trovato persone che insistessero particolarmente a venderci qualcosa. Probabilmente anche perché non ci siamo avvicinati a chiedere prezzi, che ne so, di tappeti o gioielli. Considerate che sono circa 4000 negozi. Le strade sono bene indicate e tutto sommato ci si orienta piuttosto bene (nel caso aiutatevi anche col GPS del cellulare). Quello che mi ha colpito di più invece sono state proprio l'architettura, gli affreschi al soffitto, gli archi, le persone che consegnano il tè ai negozianti sui caratteristici vassoi. Qui ci siamo anche fermati a mangiare, precisamente da Gul Ebru Kantin che ci ha ispirati al momento col suo kebab cotto a legna, buonissimo (abbiamo pagato 130 lire turche in 4).


























Dopo la visita al Gran Bazar visitiamo la Beyazit Camii, ovvero la Moschea del Sultano Beyazit II dell'inizio del 1500. Fu la seconda moschea imperiale e funse da modello per altre moschee costruite successivamente. Da notare l'uso di marmi pregiati all'interno e bella la vista sulla città con le cupolette in primo piano.
















Ci spostiamo verso il quartiere di Eminonu (vicino al Ponte di Galata e l'imbarcadero) per visitare un'altra bellissima moschea, quella del Sultano Solimano il Magnifico (Suleymaniye Camii). Si trova in una fantastica posizione panoramica sul Bosforo e sul Corno d'Oro, in cima ad una collina della città. E' davvero imponente! E' della metà del 1500, ha vissuto momenti difficili, tra cui un incendio, ma dal 2009 è stata restaurata e riportata all'antico splendore. L'interno è tutto sommato semplice e luminoso come da progetto di Sinan. Belle le vetrate istoriate.












Notiamo dei bar con terrazza panoramica e ne raggiungiamo uno, il Mihrisah café dove prendiamo un tè godendoci il panorama sui tetti di Istanbul.












Da qui cerchiamo di andare alla Moschea Rustem Pascià che si trova all'interno (questo sì!) brulicante e popolare mercato, ma purtroppo la troviamo chiusa per lavori.Ma girare per il mercato è sicuramente un'esperienza!









Sempre belli i mercati! Da qui ne raggiungiamo un altro bellissimo che va assolutamente visitato, vale a dire il Bazar delle Spezie o Mercato egiziano (Misir Carsisi). Anche qui, come al Gran Bazar per entrare troverete un metal detector con un poliziotto a fare i doverosi controlli. Qui troverete spezie e frutta secca a volontà. Fa parte della Yeni Camii (Moschea Nuova) ed infatti i proventi degli affitti sostengo le attività della Moschea. L'edificio che lo ospita è davvero molto bello.
Proprio la Yeni Camii (Mosche nuova) è interessata da lavori e chiusa al pubblico (o almeno c'è solo una parte aperta per i fedeli che possono comunque pregare, anche all'aperto, come vedremo nei giorni seguenti).








Tornando verso l'hotel ci fermiamo alla Stazione ferroviaria Sirkeci. Si tratta di una stazione di fine 1800 che era il capolinea delle linee europee, tipo dell'Orient Express e altri treni storici di quei tempi. E' un ottimo esempio di eclettismo islamico. Oggi ci arriva la metropolitana.



Torniamo verso il porto (Eminonu) per informarci circa le crociere sul Bosforo con la compagnia Turyol che faremo domani. Qui davvero c'è tanta gente ed un bel panorama sul quartiere Karakoy e sulla torre di Galata. Inoltre tutti i ristoranti che vedete sulla banchina servono il classico panino con lo sgombro (balik ekmek).















Qui sarete circondati dai gabbiani in cerca di cibo, dalle bancarelle che vendono simit (il tipico pane a ciambella) e le castagne arrostite. Torniamo in hotel.


Stasera abbiamo voglia di pesce e ceneremo da La Romantica, grazioso ristorante di pesce e di carne a due passi dall'hotel che ha anche buone recensioni. Diciamo nella media, personale molto attento e carino.




Una intensa giornata in giro per Istanbul è terminata e siamo pronti alle prossime visite.

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella dedicata ad Istanbul.

Fabio

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