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Istanbul, diario di viaggio: primo giorno

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1 Maggio 2019
Lasciamo la Cappadocia e Goreme di primo mattino per raggiungere Kayseri da dove partiremo con un volo Turkish airlines operato da AnadoluJet. Riconsegniamo la macchina noleggiata nel garage dell'aeroporto. Ci sono gli addetti RentGo che verificano che sia tutto a posto e ci dirigiamo verso le partenze domestiche.
Il terminal è davvero piccolo, dopo aver superato i controlli di sicurezza all'ingresso del terminal, nella piccola area check in, nella quale c'è solo un bar ed un piccolo negozietto. Attendiamo l'apertura del check in e passiamo i controlli di sicurezza. Nell'area dei gate c'è solo una piccola rivendita. L'imbarco avviene a piedi sulla pista. In circa un'ora di volo siamo all'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul.
La consegna dei bagagli è abbastanza veloce.
Per andare in hotel alla fine abbiamo optato per uno shuttle privato prenotato direttamente su Booking al costo di 44€. Siamo in 4 ed è una comoda opzione. Probabilmente lo è anche prendere un taxi direttamente dall'aeroporto, dovrebbe costare circa la metà. Anche l'hotel vi proporrà il transfer a circa 30 € con lo shuttel (a coppia) e 50€ per un taxi privato.
Arrivati quasi in centro, subito ci confrontiamo col proverbiale traffico di Istanbul, ma dai suoi ponti e lungo le strade iniziamo a scorgere anche le sue bellezze e la sua vivacità.
Impieghiamo circa un'ora e 10 minuti per arrivare al nostro albergo a Sultanahmet.
Ad Istanbul c'è una scelta infinita di hotel, molti sono piccoli ed i prezzi davvero buoni! Alla fine abbiamo deciso di stare nella parte della città vecchia, vicini a tante attrazioni. Da qui potremo muoverci spesso anche a piedi, ma essendo comunque la città molto grande, è più o meno inevitabile (e comodo) anche servirsi dei mezzi pubblici, come tram e metropolitana.
L'albergo che abbiamo scelto è un delizioso boutique hotel, l'Albinas hotel old city. Abbiamo pagato 320 € per 4 notti. E' un hotel moderno, con arredo di design. La nostra camera è davvero molto carina e spaziosa. Anche qui ci vengono offerte due bottigline d'acqua al giorno, c'è comunque il frigobar. Il bagno è delle giuste dimensioni, comodo e dotato di tutto. L'albergo affaccia su una stradina tranquilla ed è silenzioso.





La colazione viene servita al quarto piano dove si accede tramite una breve rampa di scala. La sala colazioni è davvero molto carina, la proposta è soprattutto salata ma non mancano i dolci. C'è anche una terrazza superiore all'aperto ed una bella vista sulla moschea blu che è molto vicina all'hotel.





Visto che sono le 14, ci fermiamo a mangiare qualcosa in un ristorante nelle vicinanze con vista sul Bosforo, il Marbella restaurant. Prendiamo una moussaka rivisitata ed una pita, la tipica pizza turca a barchetta.


Siamo pronti ad iniziare ad esplorare la città. Vista la vicinanza e che abbiamo solo il pomeriggio a disposizione, iniziamo dalle attrazioni vicine all'hotel, anche per iniziare ad orientarci, capire le distanze.
Subito ci rendiamo conto che ad Istanbul faremo tante salite e camminate a piedi (vedrete, un bell'allenamento!). In pochissimi minuti siamo all'Ippodromo.
 E' stato il centro della vita di Bisanzio per tantissimi secoli. Presentava due livelli di gallerie. Purtroppo molte delle statue che l'adornavano furono razziate durante le Crociate. Qui vedrete l'Obelisco in pietra grezza e quello di Teodosio scolpito in Egitto (lo capirete dalle figure illustrate). Il piccolo gazebo verso l'ingresso della Moschea blue invece è la fontana dell'Imperatore Guglielmo. Oggi si presenta come una grande piazza frequentata dai turisti che si accingono a visitate la Moschea blu.
Su un lato della piazza troverete anche delle antiche case in legno colorate.








Anche noi in effetti siamo qui per questo. La Moschea blu è sicuramente uno dei monumenti più visitati ed assolutamente da vedere. Qui, come in tanti altri posti purtroppo troveremo impalcature e lavori in corso. Fu voluta dal Sultano Ahmet I agli inizi del 1600 proprio per competere con la vicina Aya Sofya. E' la moschea che ha in assoluto più minareti ad Istanbul ed il cortile più grande di tutte le moschee ottomane. Il nome viene proprio dalle tantissime piastrelle blue che la ricoprono. C'è un'entrata per i turisti che sono invitati a mettere le scarpe all'interno di una busta (in altre moschee le lascerete all'esterno, prima della moquette oppure nelle apposite scarpiere). Molto belle le vetrate policrome e le piastrelle Iznik. Il Mausoleo del Sultano Ahmet si trova sul lato nord, di fronte al parco di Sultanahmet. Da qui avrete anche una bella vista sia sulla Moschea blu (un po' ostruita dagli alberi) sia su Aya Sofya.













Aya Sofya è sicuramente il monumento più famoso e conosciuto, la Chiesa della Divina Sapienza che invece è conosciuta come Santa Sofia. Era la chiesa più grande della cristianità finché poi non fu trasformata in moschea nel 1453. Infine fu convertita in museo da Ataturk nel 1934.









Tra la Moschea blue ed Aya Sofya (siamo fortunati, è l'ultimo giorno, domani smantelleranno tutto!) c'è un tappeto (il più grande al mondo) di tulipani.











Anche se c'è una grande impalcatura all'interno di Aya Sofya ed in effetti si vedono anche tante infiltrazioni sulle cupole, entrando qui dentro si resta letteralmente a bocca aperta! Basti pensare che ci sono tipo 30 milioni di tessere di mosaico! La cupola ha un diametro di 40 metri. Bellissime le vetrate istoriate. Nell'abiside ci sono raffigurati la Madonna col Bambino. I caratteristici (e molto suggestivi oltre che belli!) lampadari che scendono dal soffitto furono aggiunti in epoca ottomana. Verso l'ingresso troverete la colonna piangente con un rivestimento di rame che presenta un foro. Vedrete turisti inserire un dito e fare il giro completo con la mano. In realtà se infilando il dito questo ne uscirà bagnato, guarirete dai vostri malanni (o almeno così si narra). Vi consigliamo anche di salire al piano superiore per ammirare la struttura dall'alto e per vedere alcuni mosaici da più vicino. Davvero magnifica!


















Facciamo un giro nella vicina Soğuk Çeşme Sokak, Strada della fontana fredda con alcune tipiche abitazioni. Siamo nella zona tra Palazzo Topkapi e Aya Sofya. In sostanza sono delle antiche case Ottomane restaurate. Oggi sono tutelate dall'UNESCO. Carine, ma niente di che. Vi consiglio di vederle da Palazzo Topkapi, così farete la strada in discesa e non in salita.






Per ora il Palazzo Topkapi lo vediamo solo dall'esterno, lo visiteremo nei prossimi giorni.
Da qui si vede anche da un'altra prospettiva Aya Sofya.






Rientrando in hotel ci troviamo a passare per un bazaar poco segnalato ma che ci è piaciuto molto, si chiama Asana Bazaar. La sera è aperto fino alle 23 circa ed è bello passeggiare tra negozi di tappeti, di dolci tipici, artigianato e souvenir.
Torniamo verso il nostro hotel situato in una strada molto carina con un bel ristorante di pesce all'angolo tutto illuminato la sera.






Tutta la zona è davvero molto tranquilla e sorvegliata fino a tardi. Ci sono sempre tanti turisti in giro ed i negozi sono aperti fino a tardi come i tantissimi ristoranti.
A questo proposito, nei nostri giretti abbiamo adocchiato un ristorante, il The han e decidiamo di andare a cenare lì. Ci piace perché a parte avere una donna che in abiti tradizionali prepara "il pane" per i gozlem, tipica crêpe turca, si mangia anche a terra su tappeti e cuscini (oltre che a tavola) in un ambiente molto piacevole. Ordiniamo tante cose, soprattutto carne e paghiamo in 4 circa 700 lire turche, poco più di 100€.









Prima di ritirarci in hotel, scattiamo alcune foto notturne.









Questa comunque lunga giornata termina così, ci prepariamo al seguito del viaggio.

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella di Istanbul.

Fabio

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