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Bali, diario di viaggio: sesto giorno

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15 Settembre 2018
Terminate le visite col driver e la guida utilizzando Ubud come base (e questo lo consigliamo vivamente!), abbiamo una giornata da dedicare alla visita della stessa Ubud prima di trasferirci nel pomeriggio a Sanur, nel sud dell'isola, per un altro tipo di vacanza e per vedere anche un altro aspetto di Bali.
Non sapevo cosa saremmo riusciti a vedere di Ubud nelle giornate precedenti, al termine delle visite guidate e per questo mi ero tenuto una giornata libera come jolly e bene ho fatto perché in effetti di tempo per visitare Ubud non c'è n'è stato nei giorni scorsi, se non per poche cose e poi soprattutto tante attrazioni sono chiuse di sera e nei templi si accede solo per assistere (a pagamento) alle tipiche danze balinesi.
Visto che ieri non eravamo riusciti ad entrare, decidiamo di andare all'apertura alla Monkey forest. Quindi, dopo aver fatto colazione in hotel che è distante tra i 5 ed i 10 minuti a  piedi dalla Monkey forest, siamo alla biglietteria. Il biglietto costa 50 mila rupie ed averlo fatto oggi sarà una fortuna, ma lo scopriremo solo nel corso della giornata.
Siamo fortunati anche perché la mattina gli inservienti di questo parco danno da mangiare alle scimmie che occupano questo spazio verde praticamente in centro dove vivono tante scimmie. Ma le scimmie non hanno confini e quindi spesso le troverete anche per strdada.  Pian piano, attirate dal cibo, iniziano ad arrivare tante scimmie, anche quelle coi cuccioli che portano sotto la pancia e che si arrampicano dappertutto. Il consiglio è quello di togliere occhiali e stare attenti ai propri effetti personali, anche ai cellulari e alle macchine fotografiche che le scimmie tendono a prendere. A noi si sono arrampicate anche addosso, a me attratte dalle cinghie dello zaino che pendevano e ad Anna Luisa sono salite anche in testa. Sono comunque animali selvatici e bisogna fare attenzione. Avere un morso da una scimmia non sarà una piacevole esperienza e la vacanza sarà rovinata. A questo proposito, non mostrate mai loro i denti (non ridete/sorridete) perché lo leggono come un segnale di aggressività.
La visita è piacevole, scattiamo tante foto e dopo un po' andiamo via.



































Percorriamo Monkey forest road, una delle due strade che assieme a Jl Honeman portano in centro.
Su entrambe le strade troverete tantissimi negozi, ristoranti, locali dove poter trascorrere una serata ed i chioschi dove prenotare qualsiasi tipo di tour in giro per l'isola ma anche verso altre destinazioni e verso le isole. Non mancano le SPA che propongo massaggi ai piedi, massaggi in genere ed altri trattamenti. Qui troverete anche tanti money change. Una chicca per la sera, non perdetevi la pedonale Jl Gootama dove troverete una splendida atmosfera e tanti locali.








Arriviamo di nuovo al mercato di Ubud che abbiamo visto ieri sera. Stamattina è meno movimentato di ieri.











Ripassiamo per il Palazzo di Ubud che fino ad ora abbiamo visto solo di notte. In realtà all'interno è un grosso cantiere, carpentieri e falegnami sono all'opera per ridare splendore a questo palazzo dove ancora oggi risiede la famiglia reale locale.







Più avanti passiamo per un altro tempio, il Pura Desa che però ha i cancelli chiusi e quindi ci limitiamo a vederlo dall'esterno. Poi proseguiamo lungo l'arteria principale dove si trovano tutte queste attrazioni di cui vi sto parlando, vale a dire Jl Raya Ubud.




Invece aperto anche di mattina è uno dei templi più belli di Ubud, il Pura Taman Saraswati. Nella parte anteriore presenta un laghetto alimentato dalle acque che scorrono dal templi con dei bellissimi fiori di loto. Il tempio è dedicato alla dea della saggezza e delle arti, Dewi Saraswati. La prima sera qui abbiamo assistito al nostro primo spettacolo di danze tipiche balinesi. E' molto gettonato dai turisti, quindi dovrete sgomitare un po' per fare qualche foto.













Si susseguono una serie di altri templi, come il Pura Lukisan, dove andremo dopo visto che è un museo ed il Pura Dalem, dove anche la sera si tengono degli spettacoli. Di giorno lo troviamo chiuso. E' molto suggestivo, all'entrata c'è Rangda che divora bambini.









Andando verso il museo Blanco, dal ponte è possibile vedere un altro bel tempio, il Pura Gunung Lebah. Vediamo che per arrivarci bisogna passare su delle passerelle sul fiume che non ci danno tanta sicurezza e ci limitiamo a vederlo da qui.




Arriviamo così al Blanco Renaissance museum. Blanco è un artista di origine spagnola, passato per le Filippine prima di approdare a Bali. E' un artista stravagante, sulla scia di Dalì, è famoso per le sue opere espressioniste ed anche per i suoi versi. Purtroppo all'interno non si potrebbero fare fotografie, un paio riesco a rubarle, giusto a testimonianza. Che poi sinceramente questa cosa che non si possono fare fotografie, nel mondo delle condivisioni social non la capirò mai. Anche noi blogger, parlando dei posti, gli facciamo solo pubblicità.  Ed anche le foto aiutano. All'interno del giardino ci sono degli uccelli esotici e compreso nel biglietto di 80 mila rupie c'è anche un drink dal colore inquietante al bar. Visto che vi viene servito con ghiaccio, prendete le giuste precauzioni (noi mettiamo un po' di Amuchina quando le bevande non sono confezionate, il gusto ne risente parecchio, ma almeno stiamo tranquilli). Merita comunque la visita.











Torniamo quindi indietro e andiamo ad un altro museo, il Pura Lukisan dedicato all'arte tradizionale e moderna balinese, quella che si separa dalla religione per raffigurare scene di quotidianità. La mostra si sviluppa in diversi edifici collocati attorno ad un bel giardino. Anche qui il biglietto di ingresso è abbastanza caro, cioè 85 mila rupie, ma comprende oltre al drink (vasta scelta) anche un dolcino tipico balinese. Si va da pitture su stoffa ai disegni a china fino alle opere di artisti occidentali che pure hanno contribuito allo sviluppo dell'arte balinese. Da vedere.






Torniamo in hotel per lasciare la camera entro le 12. Lasciamo le valigie qui e ci prepariamo ad assistere a qualcosa che mai avevamo visto prima: la cremazione hindu. Il tassista che ci ha riaccompagnati in hotel la sera precedente infatti ci ha dato questa notizia. Alle 13 ci sono le cremazioni e ci ha indicato anche la strada: Jl Sugriwa, una parallela di Jl Hanoman. Non è un evento comune, siamo stati davvero fortunati. All'inizio non sappiamo cosa aspettarci. Fin davanti al nostro hotel e fino in cima alla strada ci sono già un sacco di persone che attendono il passaggio del corteo funebre. Tutti sono vestiti con abiti da cerimonia. Chiediamo informazioni e ci dicono che i funerali sono due e passeranno entrambi per l'incrocio dove siamo. Da lontano vediamo arrivare un grosso corteo. Scusatemi il paragone indegno, ma sembrano quasi i carri allegorici di carnevale. In giro c'è un'atmosfera festosa che non ci saremmo aspettati. C'è la banda che suona musiche tipiche ed il baldacchino col feretro ed un altro con un grosso dragone/mostro vengono portati a spalla. Ogni due passi bisogna fermarsi, perché ci sono i cavi elettrici che vanno alzati per far passare il corteo.
E' davvero incredibile essere qui in mezzo e vivere questa esperienza!




































Molto lentamente ci avviciniamo alla Monkey forest dove avverrà la cremazione. Per strada qualche donna ci dice di comprare il sarong, altrimenti non ci faranno entrare nella Monkey forest. Vero, è necessario ma soprattutto c'è un altro piccolo particolare, ci chiedono il biglietto di ingresso per entrare. Noi per fortuna abbiamo quello del mattino, lo esibiamo e ci fanno entrare! Ho problemi a legare il sarong. Una persona occidentale mi si avvicina, mi dà la sua cintura e me lo sistema. Troppo carino! I due "dragoni" vengono aperti, all'interno vengono inseriti i feretri, poi vengono riempiti con tutte le offerte portate dai congiunti e vengono chiusi. E' un rito lento e tranquillo. Non c'è gente che si dispera, che piange, niente. Sembra quasi una festa. Ci era stato spiegato nei giorni scorsi che spesso le persone vengono prima interrate e poi quando si hanno i soldi necessari vengono cremate.
Quindi la cremazione può avvenire anche molto successiamente alla morte.
Una volta chiusi i dragoni, si inizia a dare fuoco agli stessi. Piano piano questi iniziano a bruciare, fin quando il feretro cade all'interno di due lastre di acciaio poste sui lati e continua a bruciare ardentemente. E' sicuramente questo il momento più forte della celebrazione per noi. Alte colonne di fumo si alzano nella foresta. Le pire bruceranno per ore. A questo punto decidiamo di andare via e di tornare in albergo che è qui vicino.


















Avevamo chiesto nei giorbni scorsi a qualche driver/taxi i prezzi per andare a Sanur e ci avevano chiesto dalle 250 mila alle 300 mila rupie. Ed è un'ora e mezza di macchina. Considerate che per fare una corsa in città di pochi minuti vi chiedono anche 80/100 mila rupie.
Alla fine ci accordiamo con un tassista per 270 mila rupie.
Arriviamo così a Sanur, sulla costa sud orientale di Bali, dove ci aspetta il nostro nuovo hotel, o meglio, la nostra nuova villa con piscina privata! Si, perché qui a Bali ci sono tantissimi alberghi che sono strutturati con delle ville con piscina privata. Noi qui abbiamo scelto il Mahagiri villas. Il personale è gentilissimo. Abbiamo un maggiordomo che possiamo chiamare 24h/24. Hanno una navettagratuita che porta sul lungomare di Sanur, da prenotare un quarto d'ora prima. Abbiamo 15 minuti di massaggio tipico balinese mani e piedi incluso, come anche l'afternoon tea ed un cocktail al bar ogni giorno. Purtroppo, essendo in giro, questi ultimi due non li proveremo.
All'ingresso della nostra villa c'è una piscina, un angolo cucina con frigorifero con tanta acqua che possiamo prendere liberamente, come il free minibar. C'è la doccia esterna e poi la camera all'interno è spaziosa con la zona divanetto, un bagno enorme che affaccia sul giardino. Insomma un lusso ad un costo anche accessibile. Fantastico! Fa caldo, non resistiamo e facciamo subito un tuffo in piscina.
Potete leggere qui la nostra recensione del Mahagiri villas a Sanur.




 










Abbiamo però voglia di andare a fare un giro e così, dopo aver bevuto il cocktail di benvenuto e mangiati gli aperitivi che ci hanno offerto, ci facciamo accompagnare sul lungomare. Il lungomare è lunghissimo, nei prossimi giorni lo percorreremo anche a piedi interamente. In tutto saranno 30-40 minuti a piedi, nemmeno tantissimo. Considerate che si può camminare anche sulla spiaggia oltre ce sul lungomare. Sulla spiaggia abbiamo percorso un breve tratto, non sappiamo se è tutta percorribile a piedi. Altrimenti c'è la strada principale (Jl. Danau Tamblingan) e da lì si può scendere sulla spiaggia. L'autista per cena ci aveva consigliato il Coco bistro, sul mare. Qui è un posto bellissimo, sulla spiaggia. Facciamo prima una passeggiata, ci sono tanti locali e già ci prefiguriamo l'atmosfera della sera. Prenotiamo al ristorante per le 20, così abbiamo modo di vedere con calma il tramonto. Qui in realtà siamo ad est, quindi è zona per vedere l'alba, ma di lato comunque riusciamo a vederlo. Ci sono anche delle tipiche pagode che si prestano benissimo.







































Il sole cala velocemente, alle 18:30 è già buio. Vogliamo fare due passi, ma verso destra si va in una zona buia, così ci spostiamo a sinistra, dove comunque si riesce a camminare e c'è un certo via vai di persone. Percorriamo un bel pezzo, poi torniamo indietro e decidiamo di anticipare la cena. Mangiamo a base di pesce, piatti molto buoni, conto un po' più salato, 487 mila rupie.






Ci facciamo chiamare l'autista dell'albergo dal ristorante e rientriamo in camera.

Fabio

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei diari di viaggio ed in quella dedicata all'Indonesia.



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