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Bali, diario di viaggio: secondo giorno

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Oggi ci attende la prima giornata intera in giro per Bali, inizieremo finalmente a scoprire quest'isola.
Ci svegliamo quasi ad un orario normale a causa della stanchezza accomulata per il lungo viaggio ed andiamo a fare colazione nella bellissima sala all'aperto dell'hotel Alaya, con vista sulle risaie e sulle piscine. Ne approfitto per vedere l'alba dalla camera alle 6 anche se il paesaggio non è dei più belli.



Per oggi scegliamo la colazione indonesiana e quella healthy che sono nel menu della colazione.











Alle 9 abbiamo appuntamento con la guida ed il nostro driver. Siamo molto curiosi anche di conoscere la coppia che inaspettatamente ci farà compagnia in questo viaggio. Per fortuna sono due ragazzi con cui ci troviamo molto bene e trascorreremo assieme queste giornatae alla scoperta di Bali.




La guida, uno degli "amici di Coco" di chiama Sàdia ed il driver Madi. Vi dico subito che l'autista è davvero in gamba, guida molto bene, fa anche tanti sorpassi ma sa il fatto suo e non si rischia mai. La guida forse lascia un po' a desiderare. Cioè, ci porta in tanti posti interessanti, ci dice qualcosa ma spesso dobbiamo essere noi a spingerlo a parlare con delle domande. Diciamo che non vi dovete aspettare una guida turistica come l'abbiamo in mente noi. Ci inizia a spiegare che circa l'80% della popolazione è musulmana. Hanno cinque fondamenti, un solo Dio, l'umanità, l'unità nazionale, la democrazia e la giustizia sociale. L'isola è bagnata da due oceani, il Pacifico e l'Indiano.
Quando vedrete delle offerte a terra (e ne vedrete dappertutto), sono per gli spiriti bassi, quando sono in alto sono per il Dio. La popolazione è divisa in 4 caste. Per fortuna è possibile tramite un matrimonio migliorare la propria casta. Certo, sentire parlare di caste al giorno d'oggi fa davvero effetto.
Oggi visiteremo la parte centro-nord dell'isola di Bali.
Dopo circa 1 ora e 10 minuti di macchina arriviamo al primo tempio, il Pura Luhur Batukau. Qui troviamo diverse signore che stanno preparando le offerte per il tempio. E' un lavoro certosino. Troviamo la prima caratteristica porta, è un tempio complesso, c'è anche un laghetto e ci sono le fontane dove svolgere i riti per purificarsi. Il biglietto di ingresso costa 20 mila rupie e ci viene dato il sarong, una specie di pareo da mettere attorno alla vita per coprire le gambe e presentarsi in maniera decorosa al tempio. Questo dovrete farlo praticamente sempre. Ci siamo talmente abituati a tenerlo che a volte ce ne stavamo andando senza lasciarlo.

















Situato alle pendici del Gunung Batukau, presenta un meru con 7 tetti dedicato a Maha Dewa che è il protettore della montagna. Inoltre ci sono santuari dedicati ai laghi Bratan, Buyan e Tamblingan. E' uno dei templi in cui si può entrare che ha maggiore spiritualità. Troviamo anche delle persone intente a pregare. In queste zone l'ingresso ci è interdetto.









La prossima tappa è una di quelle più attese di tutto il viaggio, vale a dire le bellissime risaie di Jatiluwih. Già il nome che significa "veramente meraviglioso" la dice lunga. E' un sito tutelato dall'UNESCO e questo già ci fa comprendere l'importanza dello stesso. Per accedere a questa zona, già lungo la strada si paga un pedaggio di 40 mila rupie. A parte limitarsi a fotografare le risaie dalla strada, scendete nei campi per ammirare questi stupefacenti terrazzamenti da vicino con tutti i canali per l'irrigazione (sono proprio quelli in realtà Patrimonio UNESCO). Sono paesaggi completamente diversi da quelli a cui siamo abituati e per questo restiamo ammaliati. Sono tante tante foto, lo so, ma è la vera star di giornata.

























































Arriviamo al lago Danau Bratan dove dobbiamo visitare il bellissimo tempio sull'acqua Ulun Danu Bratan. Il biglietto costa 50 mila rupie. Fondato nel XVII secolo, è un tempio hindu-buddista ed è talmente iconico da essere raffigurato sulle banconote da 50 mila rupie. Sorge in mezzo al lago in quanto è dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque. Qui i devoti pregano proprio per garantire l'acqua ai propri campi, per mantenere quel sistema di irrigazione che si chiama subak che garantisce a tutte le risaie l'acqua necessaria e che è tutelato dall'UNESCO. Nel tempio è possibile vedere anche tanti altri meru.























Dopo una sosta al ristorante a buffet (spesso pranzeremo così, niente di imperdibile ma neanche così male), ci rechiamo ai vicini laghi gemelli: il Danau Buyan ed il Tamblingan. Raggiungiamo il punto più alto, dove c'è la porta in mezzo alla strada e da qui il panorama è favoloso. Lungo la strada vediamo anche delle scimmiette che aspettano banane e cibo dai turisti.













Su nostra richiesta, ci fermiamo per un fuori programma alla Porta Andara. E' talmente un simbolo la porta di questo che ora è un resort con campo da golf, che si paga un biglietto di 30 mila rupie per accedere e scattarsi delle foto ricordo.






Prossima tappa, anche questa frutto di un cambio di programma è la sosta a Baturiti, per vedere una piantagione di caffè Luwang. Questo è il caffè più caro al mondo ed il perché è facile capirlo. I chicchi di caffè vengono mangiati e digeriti dagli zibetti e poi vengono recuperati dalle feci di questi ultimi. A noi vengono offerti una serie di caffè diversi, quello Luwang va comprato a parte e costa 50 mila rupie, ovvero meno di 3 euro.








Dopo questa lunga ed affascinante prima giornata, rientriamo ad Ubud e ne approfittiamo per vedere il Palazzo di Ubud. Si trova proprio su uno degli incroci principali della città e comprende anche il Puri Saren Agung. E' ancora oggi residenza della famiglia reale. Da vedere anche il Pura Marajan Agung, poco a nord, dall'altra parte della strada. La sera anche qui si tengono spettacoli di danza tradizionale che costano 100 mila rupie. E' aperto dalle 8 alle 19. Non si paga il biglietto e al momento della nostra visita era parzialmente chiuso a causa di lavori in corso.






Facciamo una passeggiata su Raya Ubud street e ceniamo da Ibu Rai su Monkey road che ci ha consigliato la guida. Buono, ma ci sembra un po' turistico. Anche se dobbiamo dire che tanti ristoranti cucinano i piatti di tanti Paesi diversi. A noi già solo trovare un menu di piatti italiani accanto a quello balinese fa un po' rabbrividire e non parliamo della pizza. Qui paghiamo circa 270 mila rupie.







Torniamo in albergo e visto che è molto suggestivo anche di notte, scatto qualche foto.






Come prima giornata direi che è andata più che bene. Le ore di luce sono state sfruttate tutte, abbiamo visto tante cose interessanti ed è solo il primo giorno.
Non ci resta che andare a dormire e prepararci ad un'altra intensa giornata alla scoperta di Bali.
La mappa interattiva dei luoghi toccati in questa giornata:



Fabio

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei diari di viaggio ed in quella di Bali.

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