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Ristorante 1Q84 Villaricca (Napoli) - chef Antonio Andreozzi

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Quando proviamo un ristorante che ci colpisce per l'atmosfera, per il servizio in sala, ma specialmente per la sua cucina, ci piace parlarne anche sul blog. D'altro canto questo spazio è nato e sempre resterà come un diario personale aperto a tutti e quindi ben vengano anche i racconti dei nostri pranzi (o cene) fuori.

Oggi vi descriveremo la nostra esperienza al ristorante 1Q84 di Villaricca in provincia di Napoli, ma per raccontarvelo dobbiamo partire proprio dal nome, che trae ispirazione dal libro di un famoso scrittore giapponese, Murakami Haruki, che si intitola 1Q84. Il libro racconta di una ragazza che pian piano si accorge di stare vivendo tra la realtà vera del 1984, ed una parallela di 1Q84 e di essere forse l'unica in grado di attraversare la sottile barriera che le divide, ma allo stesso tempo intuisce che la barriera  si sta infrangendo, rendendo i due mondi uno solo.
Una trama sicuramente interessante quella del capolavoro di Muramaki Haruki, ma perché chiamare un ristorante come il titolo di questo libro? Semplicemente perché da 1Q84 si fondono due realtà non solo geograficamente, ma anche culturalmente distanti, quella italiana e quella giapponese, accomunate però da radici ben salde ognuna nella propria storia. Questo mette in risalto anche l'esistenza di due realtà cronologicamente differenti, quella del passato che rivive nei piatti della tradizione, e quella di una cucina moderna in continua evoluzione.
Ecco, nel ristorante 1Q84 coesistono queste due realtà in un'armonia che fa crollare le barriere per fare nascere una cucina in continua evoluzione.





Ma partiamo dall'inizio, il ristorante si trova in un palazzo storico di Villaricca, cittadina della provincia nord di Napoli, a dimostrazione che non solo Napoli, ma tutta la Campania, sta vivendo un periodo d'oro per tutto ciò che ruota intorno al food.
Il locale è su due piani, attraversando l'ingresso e la sala al piano terra  ben illuminata dalle ampie vetrate che conferiscono uno stile moderno, si nota in fondo una grande credenza quasi a voler fare capire subito al cliente che il passato qui è sempre "presente", nonostante la modernità. Di fronte alla credenza la foto dello scrittore Giapponese Murakami Haruki, autore del libro 1Q84.
Veniamo accompagnati al nostro tavolo da Giuseppe Ferrara, proprietario del ristorante, che ci chiede se preferiamo vedere il menu giapponese e quello italiano. Siamo venuti qui in realtà per provare la cucina giapponese, ma l'inaspettata domanda ci porta a chiedere entrambi i menu per visionarli e , nonostante ci sia anche la possibilità di iniziare con un antipasto giapponese per poi continuare con un pranzo italiano, dirottiamo la nostra scelta interamente sul menu italiano, con la promessa che la prossima volta torneremo a provare la cucina giapponese, semmai di sera invece che a pranzo.
Il menu propone due percorsi di degustazione da 4 portate a € 45 ed uno da 7 portate ad € 80, che con l'abbinamento dei vini diventano da € 60 e € 110. Solitamente ci facciamo condurre dallo chef, ma questa volta decidiamo di scegliere noi per poter assaggiare più piatti.
Lo chef Antonio Andreozzi ci fa iniziare la scoperta della sua cucina con il benvenuto, polpetta di fassona, arancino di riso ed hamburger di tonno con maionese di tartufo.





Proseguiamo con un'entrée: salmone scottato al caffè e peperoncino in salsa di anice stellato con cialda al nero di seppia.
Degli abbinamenti anche coraggiosi se vogliamo, ma qui ben riusciti in un ottimo equilibrio di sapori.




Gamberi e ricotta: crudo di gamberi rossi marinati alla vaniglia su cremoso di ricotta di bufala e crumble di pane alla soia.
in questo antipasto l'unione dei gamberi con la ricotta  è un tripudio di delicatezza, tutti i componenti del piatto si distinguono perfettamente in una dolcezza che viene ben contrastata dal sapore degli agrumi, che tuttavia non risulta invadente.




Tartare o non Tartare? Battuto di manzo podolico leggermente affumicato, pistacchi di Bronte e yuzu.
In questo piatto c'è l'unione delle realtà geografiche di cui parlavamo e si passa dall'una all'altra, dai pistacchi di Bronte al sapore dello yuzu, con una disinvoltura che non è da tutti, creando dei piacevoli contrasti con la carne, ulteriormente valorizzata dal sentore di affumicato.





Gnocchi e cannolicchi: chicche di patate mantecate con salsa al basilico, lime e cannolicchi arrostiti.
La morbidezza degli gnocchi viene bilanciata dalla piacevole consistenza dei cannolicchi serviti qui in una veste inusuale, arrostiti.



Spaghettone Furai: spaghettone monograno Felicetti, broccoli al wasabi, crudo e cotto di branzino e polvere ai frutti rossi.
Un piatto di pasta non può che fare parte del menu italiano, eppure la doppia consistenza del branzino qui in versione sia cruda che cotta e la presenza del wasabi, possono mettere in dubbio questa affermazione.




Carré di agnello: carré di agnello della Nuova Zelanda alle erbe spontanee, cicoria ripassata e salsa olandese.
L'agnello non è mai facile, è una carne delicata che va trattata con le dovute accortezze, e dal sapore che può essere aggressivo. Qui lo chef è riuscito a creare un'armonia di sapori e consistenze in grado di valorizzare l'agnello, tanto che non mi stupirebbe se conquistasse anche i palati più restii a provare questo tipo di carne. Cottura della carne perfetta.




Baccalà: filetto di baccalà Rafols in oliocottura, zuppetta di olive verdi, concassé di pomodori e  peperoncini verdi.
Baccalà e peperoncini verdi, sembrerebbe quasi un'antitesi, il baccalà ha un sapore delicatissimo che rischia di essere sovrastato da quello dei peperoncini verdi, ed invece così non è, anzi, la dolcezza del baccalà è addirittura esaltata dalla presenza di questo ortaggio.






Il porfumo delle foglie di limone: crostatina all'orzo con crema di limone, variazione di fragole e meringa bruciata.
Limitarsi a definire questo dolce un crostatina, sarebbe riduttivo, la croccantezza della frolla, la dolcezza della meringa e delle fragole e la nota acida della crema di limone ti fa venire voglia di ordinarne un'altra.




Terre di nocciole: cioccolato, biscotto alla nocciola, mousse di formaggio dolce, cremoso di nocciola e gelato alla nocciole
Un'ode alle nocciole, qui presenti in varie consistenze e temperature, un paradiso per i golosi come noi.


Per concludere, la piccola pasticceria.



Siamo felici di aver pranzato da 1Q84, e fin dal momento in cui abbiamo iniziato a vedere i due menu abbiamo capito che torneremo sicuramente qui, per provare il menu nipponico, ma non solo.
1Q84 è un ristorante per chi ama provare cose nuove partendo dalla nostra tradizione, ma allo stesso tempo anche per trovare spunti in una cucina così lontana dalla nostra come è quella giapponese.
Un ristorante desideroso di continuare nella sua crescita nonostante i livelli già raggiunti, e di affermarsi sempre di più come si evince dalla frase con cui lo staff stesso si descrive sul sito:

"Chi pensa che in provincia (nel nostro caso, Villaricca, piccola città a nord di Napoli) non possa esserci fermento culturale si sbaglia di brutto e noi di 1Q84 abbiamo voglia di stravolgere questi orribili pregiudizi".

Giusto il conto, circa 150 euro in due, compresi due calici di vino.

Anna Luisa e Fabio

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4 commenti

  1. Non sono mai stata in un ristorante stellato e questi piatti sono un'utopia per me..non sai che darei x poter bucare lo schermo e fare l'assaggio :-P

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    1. Ciao, fortunatamente non c'è bisogno di andare in ristoranti stellati, già in quelli che fanno una cucina moderna, come appunto 1Q84 puoi trovare dei piatti belli da vedere e soprattutto buoni ed innovativi ;-)

      Anna Luisa

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  2. Una cucina intelligente e audace anche se con qualche sbrodolo alla moda.
    Non so perché ma al ristorante la pasta sembra sempre la cosa meno originale.
    Ma perché meringa bruciata?

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  3. posso dire che nutro una sana invidia o fa brutto?? :D

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