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Torta Satine di Pierre Hermé

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Torta Satine di Pierre Hermé-Cheesecake arancia e frutto della passione

Satine, la famosa cheesecake di Pierre Hermé è sicuramente uno dei dolci più rappresentativi del pasticcere francese, tanto che egli stesso ha scritto addirittura un libro, "Satine" appunto, in cui declina questo suo dolce in tantissimi modi.
Ammetto che anche io da un po' di tempo sono molto affezionata a questa cheesecake, perché la mia versione, "Satine al piatto", mi ha portata a raggiungere il secondo posto nel contest indetto da Pinella Orgiana.
Ricordo bene quando lessi che il regolamento prevedeva la rivisitazione di un dolce di Hermé. Lì per lì pensai che ce ne sono talmente tanti, tutti meravigliosi, che già scegliere sarebbe stato difficile se non impossibile. Poi pensai che non fosse proprio il caso di cimentarmi in un concorso simile, vedevo delle torte spettacolari sul web e immaginavo anche la difficoltà che avrebbero trovato i giudici nello sceglierne una da decretare come vincitrice.
Eppure, più pensavo che non dovevo partecipare, più la mia mente tornava ad Hermé ed ai suoi dolci e nella mia mente riecheggiava solo un nome, Satine. In contemporanea la mia immaginazione mi mostrava un dolce al piatto, stava prendendo forma nella mia mente il dolce con cui avrei partecipato al concorso.
Alla fine decisi di cedere, era "semplicemente" un contest, come in tutte le gare l'importante è partecipare,  ma soprattutto era la mia passione per la pasticceria che mi diceva di provarci.
Quando dissi a Fabio che volevo preparare Satine e che esisteva un libro intero di ricette su questo dolce, lui mi chiese se ne fossi certa, dato che non conoscevo le altre versioni del dolce, ma solamente quella classica,  ma ormai avevo deciso.
Il resto della storia ve l'ho già raccontato, ma quello che non ho detto ancora è che quel secondo posto è stata la più grande gioia che mi ha regalato il 2017.
Vi domanderete perché tanta gioia per un secondo posto, neanche fossi arrivata prima, ed ecco il perché.
Pinella pubblicò su Facebook i nomi dei vincitori e subito iniziarono a fioccare i complimenti sulla bacheca. Io non ero al computer, Fabio venne da me sorridendo, quasi ridendo e mi disse "Mariella ha scritto sulla tua bacheca...Complimenti, sei arrivata seconda al contest di Pinella". Non so di preciso che faccia feci, ma cominciai a saltare ed urlare per la gioia, e la mia felicità aumentò ancora di più quando lessi come era stato annunciato il mio secondo posto:
"(I giudici)

La incantevole Fiorella Baserga, Direttrice di Italia Squisita
La meravigliosa Livia Chiriotti, Direttrice di Pasticceria Internazionale
Uno dei nostri Pasticceri più amati. Il Maestro Diego Crosara.
Hanno visto i vostri dolci per giorni.
Li hanno osservati, valutati, ammirati.
E…sono stati costretti , fortemente costretti  dal regolamento,  a decidere  che uno è impercettibilmente migliore dell’altro.
Hanno dovuto fare una scelta difficile
Tanto difficile che nello spazio di poche ore si è pensato  quanto fosse “giusto” e importante rendere merito al  secondo classificato che tanto ha entusiasmato i giurati trovandoli cosi concordi sulla bellezza e originalità del lavoro presentato.


2.  Satine al piatto di Anna Luisa Vingiani

E’ stata una decisione sul filo di lana. I giudici hanno impiegato alcuni giorni prima di arrivare alla decisione che assegna il 2° posto ad Anna Luisa. Il dolce presentato è piaciuto a tutti e tre i giudici che hanno messo in evidenza caratteri di innovazione e originalità con la presentazione e l’impiattamento. Il dolce è apparso come una sorta di viaggio che ha fortemente caratterizzato il lavoro della concorrente."

Ammetto che tutt'ora rileggendo queste parole, mi viene ancora la pelle d'oca e capirete quindi quanto sia stata grande la mia gioia.

E' passato un po' di tempo da allora, ma mi pareva giusto scrivere questo post di ringraziamento a Pinella che è stata un po' un angelo custode, che mi ha incoraggiata a partecipare quando ero indecisa ed ha dedicato tanto tempo a tutti noi concorrenti, ma soprattutto per le parole che ha scritto sulla mia vittoria. Devo ringraziare ovviamente anche i giudici che hanno voluto che anche il secondo e terzo classificato fossero premiati, ma soprattutto perché hanno dedicato il loro preziosissimo tempo a noi che amiamo la pasticceria pur non essendo professionisti, ma solo appassionati.
Ovviamente un ringraziamento al grande maestro Pierre Hermé che ha creato questa cheesecake meravigliosa che oggi vi propongo nella versione classica.
Torta Satine di Pierre Hermé - Cheesecake arancia e frutto della passione

"Satine" di Pierre Hermé

Dose per 10-12 persone

Per la Pate sucrée:
125 g di farina
50 g di zucchero a velo
75 g di burro a temperatura ambiente
15 g di farina di mandorle
½ uovo
0,5 g di fior di sale di Guèrnande
0,5 g di vaniglia in polvere o ¼ di bacca di vaniglia incisa e raschiata

Setacciare separatamante la farina e lo zucchero a velo.

Aprire le uova in una ciotola.

Mettere il burro tagliato a pezzi nella ciotola di un mixer con lama di plastica. Mescolare fino a che il burro diventi cremoso.
Aggiungere in ordine lo zucchero setacciato, la farina di mandorle, il fior di sale, la polvere o i semi di vaniglia, l’uovo e la farina setacciata.
Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo, se si prosegue, la pasta perderà di friabilità.

Avvolgere la pasta in una pellicola per alimenti e lasciarla riposare in frigo per almeno 4 ore. 
 
Per la pate sucrée cotta e burro
250 g di pate sucrée
95 g di burro morbido

Preriscaldare il forno ventilato a 170°C.

Rivestire una placca  con carta da forno.

Stendere sul piano di lavoro infarinato la pate sucrée dello spessore di 2 mm, eliminare l'eccesso di farina ed aiutandosi con il matterello, spostarla sulla carta da forno. 

Cuocere per 20 minuti, finché avrà assunto un colore bruno dorato. Eventualmente prolungare il tempo di cottura.

Una volta cotta, lasciare raffreddare completamente la pasta e metterla in un mixer con le lame in plastica.
Ridurre in polvere e trasferire in una ciotola.
Aggiungere il burro fuso e mescolare finché non siano ben amalgamati.

Disporre su una placca rivestita di carta da forno un cerchio di 4 cm di altezza e 24 cm di diametro.

Disporre l'impasto di pate sucrée e burro nel cerchio e pressare con le mani.
Lasciare raffreddare in forno per 2 ore.

Riscaldare il forno a 170°C e cuocere la base della cheesecake per 20 minuti.

Estrarre dal forno e lasciare raffreddare dentro il cerchio.
 
Per il biscuit à la cuillère
73 g di albumi
40 g di tuorli
45 g di zucchero semolato
25 g di farina 00
25 g di fecola
4 g di zucchero invertito oppure miele d'acacia

100 g di succo del frutto della passione

Montare gli albumi aggiungendo progressivamente lo zucchero fino ad ottenere una meringa lucida e soda.
Mescolare sommariamente i tuorli con lo zucchero invertito e aggiungerli a filo alla meringa.
Setacciare la farina con la fecola e unirla a mano all'impasto lavorando dall'alto verso il basso.
Versare in una sac à poche con beccuccio liscio e riempire un cerchio o una teglia di 24 cm di diametro.
Velare con una spolverata di zucchero al velo e infornare a 170°C fino a doratura.
Una volta raffreddato bagnare il disco con il succo di passion fruit e disporlo sulla pate sucrée.
 
Per la crema alla crema di formaggio

425 g d formaggio Philadelphia
125 g di zucchero semolato
20 g di farina
2 uova
1 tuorlo
30 ml di panna liquida

Preriscaldare il forno a 90°C.

Mettere la crema di formaggio in una ciotola e mescolare aggiungendo il tuorlo, le uova e la panna.
Continuare a mescolare finché la preparazione sia liscia.
Aggiungere la farina setacciata. Mescolare per amalgamare il tutto.
Versarla crema nel cerchio in cui stiamo preparando la cheesecake ed infornare per circa un'ora.

Una volta cotta, lasciare raffreddare la cheesecake e riporla in frigorifero.


Marmellata di arance fatta in casa
750 g di arance non trattate
1 limone non trattato
600 g di zucchero semolato
150 ml di acqua minerale
1 pizzico di cardamomo verde in polvere
1,5 g di zenzero fresco

Lavare  e spazzolare le arance ed il limone.
Metterli in un tegame e ricoprire di acqua. Portare ad ebollizione e lasciare cuocere per 30 minuti.

Prelevare le arance ed il limone con una schiumarola e metterli a sgocciolare.

Raffreddarli sotto un filo d’acqua per 15 minuti.

Scolarli e tagliare le arance a fette eliminando le estremità ed i semi.

Raccogliere il succo in una pentola.

Mettere da parte un quarto delle fette di arancia e tagliarle a metà.

Tagliare le fette restanti a cubetti e metterli in un colino posto sul tegame contenente il succo. Lasciarli sgocciolare per  20 minuti.

Versare in un tegame l’acqua minerale e lo zucchero  e lasciare cuocere a 115°C .
Aggiungere il succo di arancia e limone.
Portare nuovamente ad ebollizione a 112°C.
Incorporare i cubetti di arancia e di limone ed un pizzico di cardamomo.
Aggiungere lo zenzero pelato e grattugiato.
Portare ad ebollizione e lasciare cuocere per 25 minuti, fino alla temperatura di 106°C.
Versare nei vasetti sterilizzati, tapparli e lasciarli raffreddare capovolti.
Conservare a riparo dalla luce.

Per la composta di arance e frutto della passione
4-5 arance
250 g di marmellata di arance
50 g di polpa e succo di frutto della passione (2 o 3 frutti)

Pelare le arance a vivo, tagliare in quattro parti eliminando la membrana bianca.
Tagliare ciascun quarto in tre pezzi.
Portare la marmellata di arance ad ebollizione, quindi toglierla dal fuoco.
Tagliare a metà i frutti della passione, estrarre il frutto e versarlo nella marmellata di arance bollente .
Incorporare i pezzi di arancia, mescolare e lasciare raffreddare

Montaggio e decorazione

Ricoprire la cheesecake con la confettura di arance e frutto della passione e riporla in congelatore.
Al momento di servire scaldare un paio di cucchiai di gelatina neutra a freddo, unire due cucchiai di succo di passion fruit e un cucchiaino di semi dello stesso frutto.
Velare la superficie con la gelatina e far scongelare il cheesecake in frigorifero.

Torta Satine di Pierre Hermé - Cheesecake arancia e frutto della passione

Satine è un dolce incredibile, meraviglioso, un'unione di consistenze e sapori contrastanti tra di loro, ma che si sposano perfettamente in un equilibrio perfetto che solo un grande pasticcere come Hermé poteva creare, ma ora è anche il mio dolce del cuore.

Anna Luisa




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Mercatini di Natale a Londra: secondo giorno (seconda parte)

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Una seconda giornata intensa, dopo la prima parte di giornata, spuntiamo su Whitechapel e percorriamo tutta la strada per arrivare al Borough market, un altro luogo del cuore. Qui abbiamo messo piede per la prima volta a Londra diversi anni fa ed è stato amore a prima vista. Un luogo davvero speciale con tanti venditori di street food. Assolutamente da non perdere! Tra l'altro, per gli amanti dei formaggi, proprio qui dietro c'è pure il negozio di Neal'sYard dove portete acquistare ottimi formaggi inglesi.

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Ristorante "Il Comandante", hotel Romeo, chef Salvatore Bianco

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Arrivando a Napoli dal mare, oppure in macchina percorrendo via Marina, non si può fare a meno di notare uno dei più begli alberghi della città, l'Hotel Romeo. Un cinque stelle che mostra già dall'esterno di volersi differenziare per una linearità che gli conferisce un'eleganza come pochi altri e per l'architettura decisamente di stampo più moderno rispetto ai palazzi storici del centro di Napoli, quasi a voler rappresentare la rinascita che sta vivendo la città.

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La chiesa di San Giovanni a Carbonara a Napoli ed i dolci natalizi napoletani

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Recentemente ho visitato la Chiesa di San Giovanni a Carbonara a Napoli, in via Carbonara appunto.
L'occasione è stata la presentazione di alcuni dolci tipici natalizi della tradizione napoletana realizzati da Raffaele Capparelli della pasticceria Il Capriccio a pochi passi dalla chiesa, a cui è seguita una visita guidata tenuta dalla guida Barbara de Blasi dell'Associazione culturale Mani e Vulcani.


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Crostata ai frutti rossi e cioccolato

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Crostata di Natale ai frutti rossi e cioccolato

Una crostata può essere un' ottima alternativa ai classici dolci di Natale, ma questa è anche la mia torta di compleanno. Ebbene si, sono giunta alla veneranda età di...rullo di tamburi...44 anni!
Forse non si dovrebbe dire e forse arrivata a questa età dovrei cominciare a festeggiare con un po' di discrezione in più, ma a dire il vero, ne sono felice. La bambina che è in me mi porta a gioire del mio compleanno, tanto che mi sveglio la mattina con quell'emozione e quella curiosità di chi sa che sta per ricevere dei regali. Ovviamente il mio modo per ricambiare è quello di preparare una torta come si deve. Ogni anno ne faccio una diversa, sempre abbastanza complicata e composta da varie basi, ma quest'anno ho optato per la semplicità. Mi è appena arrivato il cioccolato della Valrhona e non ho resistito ad utilizzarlo; d'altro canto torta semplice sì, ma deve essere comunque goduriosa!


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Mercatini di Natale a Londra: primo giorno

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Siamo stati a Londra per il ponte dell'Immacolata appena passato e ne abbiamo approfittato per visitare i suoi mercatini di Natale ma anche dei posti che ancora non avevamo visitato tipo lo Shard e lo Sky garden, oltre ad alcune zone meno turistiche ma non per questo meno affascinanati come Hampstead e Bermondsey/Rotherite. Ma non ci siamo fatti mancare il giro per le strade dello shopping addobbate per Natale.


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Le graffette napoletane con patate per una tradizione stabiese

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Le graffette napoletane con patate

Oggi vi parlerò della mia città, Castellammare e della tradizione delle graffette napoletane per l'Immacolata.
Ormai il Natale si avvicina, ma si può dire che le festività natalizie iniziano l'8 Dicembre con la festa dell'Immacolata Concezione. A Castellammare questa festa è particolarmente sentita e ci sono molte tradizioni legate ad essa.

Tutto ebbe inizio, come narra la storia, in una notte tra il 7 e l'8 Dicembre, quando un marinaio fu sorpreso da una tempesta e la nave su cui si trovava naufragò. Mentre il malcapitato era in balia delle onde, gli apparve la Madonna che lo salvò facendolo approdare sulle rive di Castellammare.
Il naufrago, grato per il miracolo ricevuto, iniziò a chiamare a gran voce tutti gli stabiesi perché si riunissero a  recitare insieme il rosario intorno ad una fuoco come ringraziamento alla sua salvatrice.

Le graffette napoletane con patate

Da questa storia nascono una serie di tradizioni. La prima è che a partire da dodici giorni prima della festività dell'Immacolata vengono organizzate per la città delle processioni notturne che si svolgono tra le 4 e le 5 del mattino (si avete letto bene), durante le quali vengono chiamati a gran voce "Fratelli e sorelle", come aveva fatto il marinaio quella notte, affinché scendano in strada a pregare la Madonna. In particolare la voce viene accompagnata da fuochi d'artificio e dalla banda musicale, però quest'ultima solo la prima e l'ultima notte. Capirete che questa tradizione non è ben vista da tutti. Al termine di ogni processione viene recitato il rosario e celebrata la Messa.
Le graffette napoletane con patate

La seconda tradizione sono i falò che vengono accesi durante la notte. Ogni quartiere della città ha il suo falò e per chi ha avuto la possibilità di ammirarli dall'alto, costituiscono un vero spettacolo. Purtroppo però ogni anno ci sono delle discussioni se permetterli oppure no a causa dell'origine dubbia della legna utilizzata e del rischio che si corre dato che non sono controllati da esperti.
Sempre perché la notte dell'Immacolata è una notte speciale, i ragazzi, ma a volte anche gli adulti, si riuniscono e passano la notte a giocare a tombola, a vedere film, a chiacchierare ed a mangiare, senza dormire, fino ad arrivare all'indomani, quando si accoderanno ad una processione.
Forse proprio legata a quest'ultima usanza se ne lega un'altra, quella di preparare le graffette, magari da consumare insieme ad una tazza di cioccolata calda durante la lunga nottata oppure per rinfrancarsi dopo la Messa mattutina.

Le graffette napoletane con patate

Solitamente queste piccole leccornie possono essere servite in modo tradizionale, dopo averle fritte e ripassate in un mix di zucchero e cannella, oppure ricoperte di miele e zuccherini colorati, similmente a come si fa per gli struffoli napoletani, dolce tipico natalizio. Ammetto che però io preferisco le graffette classiche per l'effetto "croccante" dello zucchero e per il sapore di cannella che amo.
Le graffette napoletane con patate

Graffette napoletane con patate


Ingredienti:

500 g di farina di forza
150 g di latte intero
60 g di burro
60 g di zucchero
3 patate piccole
3 uova
1 cubetto di lievito di birra
1 pizzico di sale
olio per friggere (preferibilmente evo)
zucchero
cannella

Mettere le patate in un tegame, coprirle di acqua e portare ad ebollizione.
Cuocere per circa 30 minuti, finché risultino morbide.
Pelare le patate ancora calde, schiacciarle e metterle da parte a raffreddare.
Riscaldare leggermente il latte fino a renderlo tiepido.
Sciogliervi un cucchiaino di zucchero e il cubetto di lievito.
Impastarlo con metà farina in una ciotola, fino ad ottenere un impasto semiliquido, ma uniforme. Coprire con la pellicola per alimenti e lasciare lievitare per 20 minuti.

Aggiungere al primo impasto la restante farina, lo zucchero, le patate schiacciate ed il sale ed iniziare ad impastare.
Aggiungere quindi le uova uno alla volta e per ultimo il burro ammorbidito sempre poco alla volta. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico.
Trasferire l'impasto in una ciotola coperta di pellicola e lasciare lievitare fino a che l'impasto sia triplicato di volume (note mie: per ragioni di tempo l'ho riposto in frigo e dopo 4 ore era perfetto).
Sgonfiare leggermente l'impasto, prelevarne una piccola quantità e formare un cordoncino (sarà più facile se se infarinano leggermente le mani, ma non si deve infarinare il piano di lavoro, altrimenti il cordoncino non riesce a rotolare).
Unire le due estremità del cordoncino sovrapponendole leggermente.

Disporre le graffette su una teglia rivestita di carta da forno e lasciare lievitare per circa un'ora, fino al raddoppio del volume.

Riscaldare a 170°C abbondante olio e friggervi le graffette per circa 3 minuti, girandole a metà cottura.

Scolarle su una carta assorbente, eliminare l'olio in eccesso e passarle nel mix di zucchero e cannella.

Servire le graffette preferibilmente calde.

Le graffette napoletane con patate

Sicuramente, come avviene in molte città d'Italia, nelle tradizioni c'è un po' di sacro ed un po' di profano, ma io credo che le tradizioni, anche agli occhi di qualcuno possono sembrare bizzarre, caratterizzino i luoghi, per questo ci sono molto legata, come lo sono alla mia città.
E voi, avete della tradizioni particolari da raccontarci legate a questo periodo?

Anna Luisa

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Il pane dolce del sabato ed un saluto ad un amico

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Il pane dolce del sabato

L'ho detto tante volte, internet è proprio un posto strano, un posto dove le distanze si azzerano, tanto che un'amica che sta in India sembra essere la tua vicina di casa. Un posto dove si incontrano persone, almeno virtualmente, che mai avresti incontrato e con cui, fosse solo per la differenza di lingue, mai avresti interagito. Eppure tutto ciò è possibile grazie alla rete.
Ci sono momenti di allegria, momenti in cui si condividono le gioie della vita e quelli in cui si condividono anche i momenti tristi. Questo purtroppo è uno di questi perché di recente ci ha lasciati un amico.


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Lo street food in Italia e nel mondo

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Lo street food ci ha sempre affascinati e incuriositi. Per molti è un fenomeno degli ultimi anni, ma in realtà è sempre esistito in tutte le sue forme, che cambiano a seconda del Paese dove nasce.
Esistono luoghi dove esso occupa un ruolo marginale e comunque minore rispetto alla ristorazione in senso classico, ma anche posti, come Bangkok, dove lo street food è non solo limitato ad essere un’alternativa ai ristoranti, ma è alla base dell’alimentazione quotidiana, dei cittadini, come ovviamente anche dei turisti. Durante il nostro viaggio in Thailandia, ci siamo resi conto di quanto fosse sviluppata l’abitudine di acquistare dei piatti pronti dai venditori ambulanti, ma è solo leggendo questo articolo che abbiamo scoperto che addirittura molte abitazioni non sono neanche dotate di cucina, tanto sia considerato marginale ed addirittura poco conveniente preparare un piatto in casa propria.


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Taberna del Principe - chef Giovanni Arvonio

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Può un piatto raccontare un territorio? La risposta è sì. Certo, ciò non accade sempre purtroppo, ma nell'ultimo periodo molti chef stanno valorizzando il territorio utilizzando i prodotti locali nei loro piatti, portando un beneficio non solo ai propri ristoranti, ma a tutto il territorio dove essi lavorano.
Un esempio di questa simbiosi tra territorio e piatti è il ristorante La Taberna del Principe a Sirignano, piccolo comune dell'avellinese che sorge al confine tra le province di Napoli e Caserta.


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Gnocchi alla sorrentina un comfort food della cucina campana

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Gnocchi alla sorrentina

Giovedì gnocchi...ma personalmente sarei d'accordo a mangiarli anche tutti gli altri giorni della settimana e qualcosa mi dice che non sono neanche l'unica.
Gli gnocchi sono decisamente un ottimo comfort food, nella loro morbidezza e contemporaneamente nella scioglievolezza del sugo che solitamente li accompagna, piacciono a grandi e piccini e ricordo chiaramente che tutte le volte che da piccola mi veniva chiesto cosa avrei voluto mangiare la domenica a pranzo, la mia risposta è sempre stata "gnocchi alla sorrentina!".


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Starbucks Pumpkin bread un dolce facile e veloce

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La mia passione per gli Stati Uniti è viscerale. Fin da piccola guardavo i film e sognavo di stare lì, di giocare nei loro giardini, di andare nelle loro scuole dove ogni ora si cambiava classe ed ognuno aveva un proprio armadietto, di vedere un film al Drive Inn, di avere in casa uno di quei frigoriferi enormi con tanto di distributore del ghiaccio, e soprattutto sognavo di essere seduta a tavola a consumare quelle magnifiche colazioni con molte cose dall'aspetto fantastico ma dal sapore e dal nome a me ancora sconosciuti. Ammiravo i  piccoli panini tondi, che solo dopo ho scoperto chiamarsi english muffins, che venivamo accompagnati con la marmellata o ancora meglio, usati come appoggio per una fetta di prosciutto tagliata un po' spessa ed un uovo che al taglio avrebbe rilasciato il tuorlo ancora morbido. Guardavo con l'acquolina quelle meravigliose "frittelline" impilate le une sulle altre su cui veniva poi fatto cadere a filo uno "sciroppo dall'aria zuccherina", ma anche le bottiglie di latte e di succo di arancia enormi attiravano la mia attenzione.


Starbucks Pumpkin bread



Eppure la prima volta che siamo andati negli Stati Uniti non sono riuscita a consumare una colazione salata, ero ancora troppo ancorata al concetto del dolce a colazione. Non temete, ovviamente in breve tempo ho imparato ad apprezzare anche il salato, tanto che ora se ci capita di trovare la colazione internazionale anche in un albergo italiano, Fabio ed io non stentiamo a scegliere per prime le uova strapazzate con del bacon croccante.
Per quanto abbia "studiato" le colazioni americane attraverso la televisione e per quanto ne abbia anche consumate tante, mi ritrovo ancora a scoprire qualche piatto nuovo. E' successo ad esempio durante il nostro recente viaggio negli USA. Essendo il mese di Ottobre, si vedevano ovunque zucche decorative di ogni tipo ed anche nei piatti venivano usate spesso. Una mattina, a colazione appunto, ci trovavamo nel Vermont e abbiamo trovato una sorta di ciambella dal colore leggermente aranciato e di una bontà infinita tanto che Fabio non ha esitato a chiederne il nome alla cameriera, la quale non si è limitata a dirci il nome, ma ci ha fornito anche la ricetta, spiegando che era quella utilizzata da Starbucks, ed ecco il mio primo Pumpkin bread.
Per prepararlo ho utilizzato lo stampo Nordic Ware comprato negli USA, ma nessuno vieta di utilizzare uno stampo a ciambella classico, piuttosto che uno da plumcake o anche farne dei muffins.
Per la zucca, dopo avere eliminato la buccia l'ho tagliata a cubetti, lavata e cotta a vapore finché non è risultata morbida. Una volta fredda l'ho frullata.

Starbucks Pumpkin bread




Starbucks pumpkin bread

Ingredienti:

180 g di farina 00
200 g di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
5 g di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di cardamomo
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaio di allspice
1 cucchiaino di cannella
2 uova sbattute
200 g di purea di zucca cotta al vapore
100 ml di olio di riso
1/2 bacca di vaniglia

Starbucks Pumpkin bread


Procedimento:

In un recipienti mescolare insieme la farina setacciata, lo zucchero, il sale, il bicarbonato e le spezie .

In un altro recipiente sbattere leggermente le uova, aggiungervi la purea di zucca e quando il composto sarà diventato omogeneo, aggiungere i semi estratti dalla bacca di vaniglia e l'olio a filo, continuando a mescolare.

Versare l'impasto a base di uova nel recipiente con la farina e mescolare giusto fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Versare in un ruoto a ciambella della capacità di 14 l oppure in 2 da 7 litri, che avremo precedentemente imburrato.

Cuocere a 180°C per 45 minuti nel primo caso e per 30 minuti nel secondo caso o comunque finché uno stuzzicadenti infilato nel centro del dolce, ne esca pulito.

Fare raffreddare completamente ed estrarre il pumpkin bread dallo stampo.

Starbucks Pumpkin bread

Io credo che non smetterò mai di essere grata a quella cameriera per questo magnifico dolce e sono certa che quando lo proverete, ve ne innamorerete anche voi.

Anna Luisa