in

Ristorante "Il Comandante", hotel Romeo, chef Salvatore Bianco

- - Nessun commento
Arrivando a Napoli dal mare, oppure in macchina percorrendo via Marina, non si può fare a meno di notare uno dei più begli alberghi della città, l'Hotel Romeo. Un cinque stelle che mostra già dall'esterno di volersi differenziare per una linearità che gli conferisce un'eleganza come pochi altri e per l'architettura decisamente di stampo più moderno rispetto ai palazzi storici del centro di Napoli, quasi a voler rappresentare la rinascita che sta vivendo la città.
Entrando nella hall non si può fare a meno di notare la ricchezza che lo caratterizza, dai decori orientaleggianti, alla fontana che dà il benvenuto coi suoi giochi d'acqua.





Sono già stata qui a Maggio per fare parte della giuria del Premio Laudemio, riunitasi per gustare e valutare la proposta dallo chef Salvatore Bianco del ristorante dell'hotel, "Il Comandante". Per la sua partecipazione al concorso, lo chef propose un intero menu abbinando sapientemente vari tipi di olio a diversi ingredienti e dando vita a dei piatti meravigliosi che lo hanno condotto a vincere questo prestigioso premio.
Purtroppo durante quella serata non ero accompagnata da Fabio, quindi ci eravamo ripromessi di tornare insieme e quale migliore occasione ci poteva essere che festeggiare il mio compleanno ed avere così anche l'occasione per complimentarci con lo chef per la meritata vittoria?
Il ristorante "Il Comandante" si trova al decimo piano dell'hotel e deve il suo nome ad Achille Lauro, soprannominato il comandante appunto, che fu a capo della Lauro lines i cui uffici risiedevano nell'edificio dove oggi sorge l'hotel Romeo.
Appena arrivati notiamo subito una cantina a vista con numerose etichette eccellenti. Al di là della cantina, la sala con un tavolo centrale apparecchiato per 8 persone in stile moderno e raffinato. Oltre la sala, davanti ai nostri occhi, un panorama mozzafiato, il golfo ed il porto di Napoli in tutta la loro bellezza.  Sono i giorni che precedono Natale, per cui le canzoni natalizie in filodiffusione accompagneranno tutta la nostra cena.








 I festeggiamenti non potevano che iniziare con un calice di spumante, un Ferrari rosè. Ci viene portata la carta delle acque provenienti da diversi Paesi e simultaneamente con il benvenuto che ci viene servito, siamo catapultati nel mondo dello chef. Si inizia con una tartelletta al parmigiano con maionese al pistacchio, mousse di mortadella ed un disco di gelatina di aceto balsamico; un cubetto di daikon; una brandade di baccalà con sferificazione di olive nere e cavolo; un tacos di canapa con sgombro marinato, insalatina fonduta ed una ciliegina in agrodolce; una gelatina di riso bianco con crema di melanzane, pomodoro fresco, mozzarella di bufala ed una seppiolina marinata al cavolo viola; i taralli al finocchietto e vino bianco ed infine i grissini integrali e semi misti ad accompagnare la crema all'olio extravergine d'oliva.










Un grande chef si riconosce subito dalla sua abilità nel saper esaltare i sapori ed abbinarli sapientemente in modo da permettere che ogni ingrediente sia valorizzato nell'insieme del piatto, ma contemporaneamente sia anche distinguibile singolarmente. Le consistenze, i contrasti ed i sapori ci fanno subito rendere conto della bravura dello chef Bianco.
Dopo il benvenuto ci viene portato il menu. La scelta spazia tra 4 tipologie di piatti per ciascuna portata oppure per chi non vuole trovarsi nell'imbarazzo della scelta, tra 2 menu degustazione da 6 o 8 portate tutte a scelta dello chef, rispettivamente da 130 e 150 €.
Optiamo per il menu da 6 portate dando spazio allo chef Bianco per esprimersi come meglio crede, convinti che proporrà dei piatti di altissimo livello, e così è.
Come entrée ci viene portato un fusillone di patate su crema di totano e nero di seppia. A prima vista sembrerebbe un vero fusillo, ma guardando meglio le sue forme tondeggianti e soprattutto la consistenza all'assaggio, ci permette di riconoscere la patata e si capisce che il tradizionale totani e patate è stato rivisitato in modo del tutto originale.









Ad accompagnare tutta la cena ci viene portata una selezione di sali e spezie.
Continuiamo con un piatto il cui ingrediente cardine è particolarmente caro allo chef, ovvero l'uovo, inteso come fonte di vita e qui declinato in modo del tutto originale. Cotto a 65° per circa 45 minuti assume una consistenza cremosa che alla vista può farlo sembrare crudo, anche se così non è. Viene adagiato su una fonduta di mozzarella affumicata, pane integrale tostato e a completare una spuma di patate sormontata da una spolverata di un mix di spezie e tartufo banco. Nulla è lasciato al caso ed il piatto viene accompagnato da unaoriginale tazza di acqua nera, che nasce così in natura e che pulisce perfettamente il palato preparandolo a continuare nella degustazione dei piatti.






Il primo piatto è stato pensato dallo chef per un concorso tenutosi a Milano, dove era richiesta una rivisitazione della cucina milanese e così è nato il risotto "il mare a Milano" mantecato con cavolo nero, servito con un'emulsione di limone salata, crema di ostriche e tre tipologie di frutti di mare, avalone, occhio di Santa Lucia ed arca di Noè, tipologie poco conosciute ma dal sapore intenso di mare.





Scampo scottato da un solo lato, servito con una papacella (peperone locale) ripiena di zampette di scampo, insalatina di quinoa, tacos con astice ed insalatina.








Piccione marinato all'anice servito con salsa all'ibisco ripieno di tutte le parti del piccione, una foglia di spinacio e mostarda.
Decisamente un abbinamento nuovo per noi quello dell'ibisco con il piccione, ma è incredibile come i due sapori si sposino alla perfezione.






Lo chef decide di farci provare un extra-menu e così ci viene servito il capocollo di maialino con crudo di capocollo, maionese, funghi e mostarda con delle verdurine.




 Lo stacco dal salato al dolce è mediato dal predessert, una sfera di cioccolato bianco con kalamansi e spuma al cetriolo.
Assaggiando la sfera si viene sopraffatti dall'acidità del frutto, per questo va mangiata subito la spuma al cetriolo che mitiga l'acidità ed esalta la nota agrumata del kalamansi.







Guardando i dolci ci troviamo innanzi a vere opere d'arte.
Mousse di limone con cuore al limoncello, salsa di liquirizia, capperi dolci e gelato all'olio extravergine di oliva.
Anche qui esistono numerosi contrasti tutti perfettamente in equilibrio, la voluttuosità della mousse, l'acidità del limone, l'aroma intenso della liquirizia ed infine la morbidezza del gelato all'olio. Li proviamo prima singolarmente e poi insieme ed in entrambi i casi questo dolce ci rapisce.




Uovo di zucchero con cuore di spuma di cocco, mango e passion fruit su crumble di cacao e frutti rossi.



Piccola pasticceria: una tartelletta in gel di arancia e passion fruit, una tartelletta  con ricotta, pera, gelatina di birra ed olive essiccate; un cioccolatino al caramello salato; un macaron al cioccolato e caramello e l'altro al cioccolato al latte e passion fruit; dei chops di cioccolato al latte ripieni di timo e macè.
Stiamo festeggiando il mio compleanno e lo chef ci prepara una minitorta con tanto di candelina, una sorpresa che ho molto gradito, un'attenzione per la quale non posso che ringraziare lo chef Salvatore Bianco e tutto il team di sala de "Il Comandante".







La cena al "Comandante" è una vera esperienza emozionale che coinvolge tutti e cinque i sensi.
Dal primo momento ci si rende conto dell'altissimo livello del posto in cui ci si trova ed altrettanto alte sono le aspettative che non vengono assolutamente deluse, anzi. Lo chef Salvatore Bianco è in grado di condurvi con  una escalation di sapori in un vero viaggio gustativo, giocando sapientemente con gli ingredienti che la Campania offre, abbinati alle tecniche di preparazione apprese durante il suo percorso formativo. Nulla è lasciato al caso ed ogni piatto è preparato con meticolosità estrema, eppure si intuisce la naturalezza con cui lo chef li elabora.
Il mio giudizio su di lui viene confermato dalla cena che abbiamo fatto, lo chef  Salvatore Bianco del ristorante "Il Comandante" ha saputo ancora una volta conquistarmi con i suoi piatti ed ha reso il mio compleanno indimenticabile.

Anna Luisa

Nessun commento

Posta un commento