in

Per San Valentino un Dolce...Cuore

- - 18 commenti
Dolce cuore per San Valentino


Quest'anno le festività si sono letteralmente accavallate, non abbiamo neanche finito di friggere i dolci di Carnevale, che stiamo già parlando di San Valentino.

Lo so, ogni anno vi dico che Fabio ed io non lo festeggiamo e vi assicuro che è così, ma ammetto che quest'aria piena d'amore, o forse a causa dei cuori che si vedono in giro a decorare tutte le vetrine dei negozi, o le pubblicità che ricordano l'avvicinarsi di questa ricorrenza, un po' mi fanno pensare a San Valentino, e così vengo risucchiata anche io nel vortice di cuori e cuoricini.

Giuro che cerco in ogni modo di distogliere lo sguardo quando ne vedo uno, ma si sa che San Valentino esercita un'azione simile ad un lavaggio del cervello e così inizio a pensare ed elaborare e tutto quello che immagino...è a forma di cuore!

Quest'anno ho pensato di lavorare di psicologia e di fare un lavoro inverso. Mi sono chiesta se, nel caso in cui mi fossi "piegata" a questa festività e mi fossi lasciata scivolare in un fiume di cuori, magari sarei riuscita a salvarmi ed a pensare ad altro.

Così ho annunciato che quest'anno si sarebbe festeggiato San Valentino anche a casa nostra, che avrei preparato un dolce pieno di cuori, continuando a girare per casa e proclamare quanto sia bello il giorno di San Valentino (vi lascio immaginare la faccia sbigottita di Fabio) e, dopo tutto questo parlare...sorpresa, sono rimasta fregata dalla mia stessa psicologia e così, invece di fare un dolce che nulla doveva avere a che vedere con San Valentino, ho preparato realmente un dolce che non poteva avere più cuori di così!

Ma passiamo alla descrizione, così mi distraggo e non penso a tutti questi cuori...
Giusto perché noi NON festeggiamo San Valentino, ho preparato un dolcino a forma di cuore (ed ecco il primo!) a base di mousse al cioccolato fondente con il cuore (ed ecco il secondo) di frutti di bosco.

Dato che mi sembrava di aver pensato poco a forma di cuore, ho racchiuso il dolce in una cupola di cioccolato bianco (ok, questa è semplicemente una semisfera), in cui ho fatto dei fori a forma di cuore (e qui abbiamo raggiunto l'apice perché ce ne sono tre tutti insieme!) ed ho colorato di rosso metallizzato la cupola...e certo, rosso come il cuore...

Passiamo alla ricetta che è meglio, altrimenti divento sdolcinata.

Dolce cuore per San Valentino


Un dolce cuore per San Valentino

Ingredienti

per 6 persone:

Per la mousse al cioccolato:
65 g di zucchero semolato
35 g di acqua
135 g di tuorli
225 g di cioccolato fondente 70% di cacao Guanaja di Valrhona
70 g di burro
200 g di panna

Per il cuore ai frutti di bosco:
250 g di frutti di bosco
50 g di burro
100 g di zucchero

Per la glassa al cioccolato
(ricetta di C. Felder)
8 g di gelatina in fogli
120 g di acqua
145 g di zucchero semolato
50 g di cacao in polvere
100 g di panna liquida al 30% di massa grassa
1 goccia di colorante rosso

Per ciascuna cupola di cioccolato:
200 g di cioccolato bianco Opalys Valrhona
Spray per alimenti rosso metallizzato


Dolce cuore per San Valentino


Preparare la mousse al cioccolato fondente: miscelare l'acqua, lo zucchero ed i tuorli in una ciotola e riscaldarli a microonde a 650W mescolando ogni 30 secondi, fino ad arrivare alla temperatura di 85°C.
Trasferirli nella planetaria e montare fino a raffreddamento.
Unire il burro ammorbidito e montare ancora.
Aggiungere il cioccolato fondente fuso, ma non troppo caldo e continuare a montare.
Incorporare delicatamente la panna semimontata. Coprire con la pellicola ed abbattere.

Preparare il cuore di frutti di bosco: mettere in una padella il burro ed appena si sarà sciolto, aggiungere i frutti di bosco e spolverizzarli di zucchero semolato.
Cuocere fino ad ottenere una salsa densa e leggermente gelatinosa. Fare raffreddare.

Mettere la mousse in una sac à poche e riempire il fondo e le pareti degli stampini a forma di cuore e fare raffreddare in congelatore.versare nel centro di ciascun cuore i frutti di bosco e fare nuovamente raffreddare in congelatore.
Prelevare nuovamente i dolci e chiuderli con la restante mousse al cioccolato.
Riporre in congelatore fino al momento di glassarli

Preparare la glassa: mettere i fogli di gelatina in acqua fredda.
Versare in una casseruola l'acqua, lo zucchero semolato, il cacao in polvere (setacciato) e la panna e fare cuocere a fuoco dolce, mescolando con delicatezza per non fare incorporare delle bolle d'aria.
Quando il composto sarà arrivato ad ebollizione, togliere la casseruola dal fuoco. aggiungervi la gelatina strizzata e mescolare.
Aggiungere il colorante e mescolare.
Coprire con un foglio di pellicola per alimenti e lasciare raffreddare.

Dolce cuore per San Valentino


Preparare la cupola: mettere in una ciotola i 2/3 del cioccolato e scioglierlo a microonde a 650W mescolando ogni 30 secondi.
Quando il cioccolato sarà completamente sciolto, aggiungervi il restante terzo e mescolare fino a completo scioglimento anche di quest'ultimo.
Versare nello stampo a forma di cupola rivestendone completamente l'interno ed eliminare il cioccolato in eccesso.
Capovolgere lo stampo su carta da forno e  fare raffreddare completamente.
Mettere altro cioccolato nella semisfera e fare un secondo strato.
Eliminare nuovamente l'eccesso e capovolgere la semisfera su un foglio di carta da forno.
Quando il cioccolato sarà completamente freddo, con un colpo secco fare uscire la cupoletta di cioccolato.

Dolce cuore per San Valentino


Riscaldare una padella e poggiarvi dentro uno stampo tagliabiscotti a forma i cuore.
Quando sarà caldo, prenderlo con i guanti da cucina e poggiarlo sulla cupola, aspettando che il cioccolato si sciolga lasciando un foro a forma di cuore sulla cupola stessa (se lo stampino si raffredda, pulirlo, riporlo nella padella e ripetere
l'operazione ricalcando il segno lasciato in precedenza). Ripetere l'operazione anche per gli altri cuori. Mettere la cupoletta su un foglio di carta da forno e spruzzarla con lo spray colorato. Mettere da parte.

Estrarre i dolci dagli stampini e metterli su una gratella.
Riscaldare la glassa a bagnomaria o a microonde, fino a renderla fluida, ma ancora fredda.
Versarla sui dolci ed impiattarli.
Conservare i dolci in frigo fino al momento i servirli.

Prima di servirli, porre una cupola di cioccolato su ciascun dolce.

Dolce cuore per San Valentino

Non posso concludere che augurando un buon San Valentino a tutti!

Anna Luisa








in

Tortelli alla ricotta di Iginio Massari per il Calendario del Cibo Italiano di Aifb

- - 11 commenti


Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Ci siamo, finalmente dopo tanto tempo senza feste ed un lungo periodo di astinenza è arrivato Carnevale!  

Come dite? Praticamente è appena passato Natale ed abbiamo mangiato l'inverosimile fino a ieri, e vogliamo parlare dei panettoni che (almeno noi) stiamo ancora consumando? Ma questi sono solo particolari, soprattutto quando si ha voglia di festeggiare e di mangiare leccornie. Se a questo aggiungiamo che il mio amore per la cucina mi porta a sperimentare continuamente nuovi piatti, in particolare dei bei dolcini come quelli di oggi, si capisce perché io sia così contenta dell'arrivo di questa festa.

Si aggiunga anche che tutta la blogosfera questa settimana festeggia la settimana del Carnevale come indicato dal Calendario del Cibo di Aifb, ed anche io ho voluto dare il mio contributo, preparando questi piccoli bignè fritti che portano la firma di Iginio Massari, il maestro dei maestri.

Sono un po' reticente di solito a preparare dei dolci fritti, per una serie di ragioni, perché si sporca molto di più, perché vanno consumati appena fatti, perché se non si frigge bene si rischia di rovinare tutto. In realtà questi piccoli bignè non richiedono neanche un uso eccessivo di pentole e pentoline e ci si può organizzare bene il lavoro grazie alla planetaria che impasterà, mentre noi avremo il tempo di dedicarci alla preparazione della crema di ricotta.

Per quanto riguarda la frittura, il maestro Massari è molto chiaro e consiglia una temperatura ben precisa di 176°C che garantisce una cottura interna del bignè senza rischiare di bruciarne la parte esterna.

La cosa che più stupisce è che anche il giorno dopo (ok, non ne erano rimasti molti, ma sono riuscita a tenerne qualcuno da parte), questi dolcini fritti sono buonissimi e rilasciano il loro cuore cremoso avvolgendo il palato con la loro dolcezza.

Giusto per non farci mancare nulla ho usato la ricotta di bufala che è un po' più delicata di quella di pecora, ma più saporita di quella di mucca...insomma, la giusta via di mezzo.

Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Tortelli alla ricotta

(da "Non solo zucchero II" di I. Massari)

Ingredienti


Per i Tortelli
250 g di acqua
12 g di zucchero
4 g di sale
125 g di burro
225 g di farina 00
la scorza grattugiata di 1/2 limone 
300 g di uova

zucchero vanigliato

Per la crema di ricotta
500 g di ricotta di bufala
125 g di zucchero a velo
100 g di gocce di cioccolato

Preparare la crema di ricotta: mescolare la ricotta con lo zucchero a velo, quindi setacciarla ed aggiungere le gocce di cioccolato.
Mettere in frigo fino al momento di utilizzarla.

Preparare i tortelli: in un tegame fate bollire l’acqua con lo zucchero, il sale, il burro.
Raggiunta l’ebollizione incorporare la farina precedentemente setacciata mescolandola in continuazione fino ad ottenere una polenta da cuocere per circa due minuti.

Trasferire la polenta in una planetaria con lo scudo e incorporare la scorza di limone grattugiata e, pian piano, anche le uova, fino ad ottenere una pasta liscia, lucida, e omogenea.

Una volta che l’impasto avrà raggiunto la densità ideale, modellare su carta da forno della grandezza della friggitrice; prima immergere nell'olio la carta, poi con una bocchetta n°10 formare tante palline. Si prende la carta per i lembi e si immerge nella friggitrice in olio a 176°C ed appena i tortelli si staccano, si toglie il foglio di carta.
Coprire con una rete metallica fino alla doratura.
Quindi togliere, lasciare scolare le frittelle su una rete e poi su un foglio di carta assorbente in modo da eliminare l'unto in eccesso poi tagliarle a metà e farcirle con una sac à poche con bocchetta liscia n°6 com crema di ricotta. Infine spolverare con lo zucchero.

Note mie:

ho messo la carta da forno con i bignè direttamente nella friggitrice senza il cestello ed ho utilizzato quest'ultimo come rete per tenerli immersi.

Dopo aver eliminato l'unto in eccesso dai bignè li ho fatti rotolare nello zucchero vanigliato (ne tengo sempre un barattolo con un baccello di vaniglia di cui ho già utilizzato i semi) e poi li ho tagliati e farciti con la crema di ricotta.

Tortelli alla ricotta di Iginio Massari


Ho solo un appunto da fare, va bene inventare ricette così, ma andrebbe indicato anche che è molto difficile fermarsi e smettere di mangiare questi tortelli perché quando si comincia, uno tira l'altro...potrebbe andare bene un cartello del tipo "Pericolo! Questi dolci danno dipendenza!".

Anna Luisa

in

Filetto di manzo cotto a bassa temperatura con salsa al Porto e funghi trifolati

- - 21 commenti
Filetto di manzo cotto a bassa temperatura con salsa al Porto e funghi trifolati

E' stata un decisione lunga e sofferta, quasi al pari di un parto plurigemellare.

Erano anni che Fabio mi proponeva di acquistare l'abbattitore, dicendomi che avrei risparmiato tantissimo tempo nella preparazione dei dolci, ma l'idea di avere un altro elettrodomestico, con l'ingombro che ne consegue, solo per svolgere una funzione che poteva fare anche il congelatore, se pur in modo diverso, mi aveva sempre indotta a rifiutare la sua proposta.

La svolta è avvenuta parlando con Juri e Daniela, i quali avevano da un po' il Fresco e lo utilizzavano (tra le altre cose) per la cottura a basse temperatura.

Questo aspetto non lo avevo considerato perché per me l'abbattitore era come una cella frigorifera più o meno, ma che potesse svolgere anche altre mansioni, lo ignoravo completamente. Ed il Fresco ha davvero tante funzioni interessanti.

E' da qualche anno che gli chef si sono orientati verso alla cottura a basse temperature, in particolare per carni magre e pesci. Questo tipo di cottura infatti, non altera le proprietà ed il gusto del prodotto, e pur richiedendo una quantità di grasso ridottissima, riesce a dare come risultato finale delle carni tenerissime.

Insomma, l'idea di poter cuocere a basse temperature in casa e di avere il tanto desiderato abbattitore mi entusiasmava. Aggiungendo anche il fatto che il Fresco svolge anche la funzione di camera di lievitazione, si capisce che sono capitolata, questa volta abbastanza facilmente, davanti all'ennesima proposta di Fabio di acquistarlo.

Appena arrivato il nuovo "giocattolino" è stato messo subito all'opera e nel giro di due settimane abbiamo utilizzato tutte le sue funzioni.

Purtroppo ho però notato in giro che non si trovano molte ricette di cotture a bassa temperatura e così mi sono data alla sperimentazione, tanto per cominciare con la cottura di un bel filetto magro che ho deciso di accompagnare con dei funghi trifolati ed una salsa al Porto.

Filetto di manzo cotto a bassa temperatura con salsa al Porto e funghi trifolati


Filetto di manzo cotto a bassa temperatura con salsa al Porto e funghi trifolati


Ingredienti:


1 filetto di manzo di circa 1,2 kg
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

500 g di funghi puliti e tagliati a pezzetti
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
sale

100 ml di Porto

Preparare la carne: versarvi sopra un filo d'olio, un pizzico di sale ed una spolverata di pepe e massaggiare la carne.
Legare il filetto con lo spago da cucina, metterlo in un sacchetto per la cottura in forno e cuocerlo a 70°C per circa 3 ore e 1/2, finché la temperatura del cuore della carne non avrà raggiunto i 56°C (si potrà verificare con un termometro a sonda).

Appena la carne sarà cotta, potrà essere abbattuta subito per poi essere rigenerata e servita in un secondo momento, oppure essere servita direttamente.

Mentre la carne cuoce, preparare i funghi trifolati: mettere n una padella un filo d'olio e, quando sarà caldo, fare rosolare lo spicchio d'aglio.
Aggiungere i funghi e cuocere per circa 15-20 minuti, finché avranno generato un sugo denso.
Quando saranno cotti, eliminare lo spicchio d'aglio, salare, spolverizzare di prezzemolo e mescolare.

Mettere da parte i funghi, lasciando il loro sugo nella padella.

Aggiungere al sugo il fondo di cottura della carne ed il Porto e cuocere fino a che la salsa si sarà addensata (occorreranno circa 10 minuti).

Prelevare la carne dal sacchetto e rigirarla in una padella caldissima per fare avvenire la reazione di Maillard, ovvero la rosolatura della parte esterna del filetto.

Eliminare lo spago e tagliare la carne a fette spesse.

Servirla accompagnata dai funghi trifolati e dalla salsa al Porto.

Filetto di manzo cotto a bassa temperatura con salsa al Porto e funghi trifolati

La ricetta è abbastanza semplice, ma come primi tentativi di cottura a bassa temperatura, ne sono decisamente soddisfatta...soprattutto vedendo Fabio che mangiando continuava ad emettere un verso tipo "mmmmhhhhh".

Anna Luisa

in

Insalata di Cavoli per il Calendario del Cibo Italiano di Aifb

- - 15 commenti
Insalata di Cavoli

Ammetto che da quando è stato creato il Calendario del Cibo Italiano dai soci fondatori dell'Associazione Italiana Food Blogger, per me è diventato una vera fonte di ispirazione.

Vi ho già detto quanto questo progetto mi entusiasmi e quanta voglia ho di farne parte attivamente.
Dato che però la settimana di cui sarò ambasciatrice è ancora lontana, partecipo al Calendario con delle ricette legate al tema della giornata o della settimana, come appunto è avvenuto oggi.

Ieri infatti è stata inaugurata la Settimana dei Cavoli, ed ho pensato di preparare un'insalata con varie specie di questo ortaggio.

Esistono infatti varie piante appartenenti alla famiglia del cavolo. Subito viene in mente il cavolfiore, ma anche il broccoletto, poi c'è il cavolo romano così bello da poter fungere anche da centro tavola, il cavolo viola, anch'esso di rara bellezza, i cavoletti di Bruxelles, il cavolo verza e si potrebbe continuare con una lunghissima lista di ortaggi che ci accompagnano per tutto l'inverno.

Un classico della cucina campana è la pasta e cavolo (bianco) insaporita da una spolverata di pepe che dona anche un bel contrasto cromatico, prima di essere servita a tavola.

Come dicevo, oggi però vi propongo questa insalata di cavoli perché anche in una stagione lunga ed un po' triste come l'inverno, un'insalata può costituire un comfort food al pari di una zuppa e regalare un po' di allegria con la sua bellezza, tutta donata da Madre Natura.

Insalata di Cavoli

Insalata di Cavoli


Ingredienti:

1 cavolfiore
1 cavolo romano
1 broccolo
100 g di olive bianche
100 g di olive nere
50 g di pomodori secchi
1 barattolo di giardiniera (possibilmente fatta in casa)
olio extravergine d'oliva

Pulire i cavoli, eliminando le foglie esterne e dividendo ciascun cavolo in cimette.
Lavarle bene ed incidere a croce la base di ciascuna infiorescenza in modo da assicurarsi una cottura uniforme.

Disporre le cime in un cestello per la cottura a vapore e cuocere 10-15 minuti (dipende dal cavolo e dalla grandezza delle cime).
Una volta cotti i cavoli, metterli a raffreddare su un vassoio.

Nel frattempo mettere i pomodori secchi in ammollo in acqua calda per 10 minuti.

Trascorso questo tempo scolarli e tamponarli, quindi tagliarli a strisce o a quadretti.

Mettere in una capiente insalatiera i pomodori, le olive e la giardiniera sgocciolata e condire con olio extravergine d'oliva.
Aggiungere i vari cavoli e mescolare.

Servire l'insalata di cavoli fredda o tiepida.


Insalata di Cavoli

Ecco un contorno con il quale si farà una bellissima figura con gli ospiti.

Anna Luisa



in

MTChallenge di Gennaio: la Zuppa della nonna

- - 14 commenti
Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Ricomincia l'anno e torna il nostro appuntamento mensile con l'MTchallenge.
Ormai conoscete tutti questo gioco che dà una sorta di dipendenza. In palio ci sono automobili di lusso, vacanze ai Carabi o gioielli, vi domanderete, ed invece no, nulla di tutto ciò. Vincendo l'MTChallenge si vince solo la scelta della ricetta per la sfida successiva (tradotto, catapultarsi a decidere quale ricetta proporre, prepararla, fotografarla e scrivere il post in tempi record) e l'onere/onore di  essere il terzo giudice nella sfida proposta.

La vincitrice di questo mese è Vittoria, vincitrice per la seconda volta dell'Mtchallenge, secondo lei senza idee di quale ricetta proporre, ma secondo me ciascuna di noi la ricetta da proporre per questo gioco la porta con sé, dentro il suo cuore, è un ricordo, un piatto che è piaciuto particolarmente, insomma la nostra Vitto non si è lasciata scoraggiare ed ha tirato fuori dal cilindro magico non una sola, ma ben due ricette della tradizione genovese la Mesc-ciua ed il minestrone, ma non uno qualsiasi, quello di casa sua.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Ad una sfida così non potevo che rispondere con la zuppa della nonna. Anche qui ci sono delle cosa da precisare: mia nonna faceva la zuppa il martedì per la precisione. Mi sono sempre chiesta perché i legumi andassero quel giorno, ma lei da vecchia massaia, sapeva come cambiare quotidianamente l'alimentazione ed allo stesso tempo per non aver da pensare troppo a cosa cucinare, utilizzava un tipo di ingrediente sempre nello stesso giorno della settimana. Dicevo che il martedì si mangiavano legumi in vario modo tra cui le zuppe. Purtroppo non esiste una ricetta codificata della nonna perché solitamente era un insieme delle verdure che offriva...il frigo (mica avrete pensato l'orto?).

Mia nonna chiamava mia zia Letizia:" Letì, guarda cosa c'è in frigo" e così iniziava la preparazione.
Ho davanti a me l'immagine di mia nonna che sfronda verdure, mentre mia zia senza neanche brontolare (santa donna) le lavava tutte e le tagliava se necessario.
I legumi erano stati messi in ammollo la sera prima, ma come ho detto, si sapeva che il lunedì sera erano da "ammollare" i legumi di turno.

Per la zuppa che vi preparo io invece, non ho svuotato il frigo, ma saccheggiato il mercato, si. Neanche un mercato qualsiasi, ma il Mercato della Terra organizzato da Slow food. E ne siamo usciti non solo carichi di prodotti, ma arricchiti anche da nuove nozioni. Una di queste è che la campagna della mia città, in particolare la zona di Schito,  nota per la produzione dei Carciofi violetti di Schito, presidio Slow Food, produce anche una qualità di fagioli: il Fagiolo Canario di Schito.

Questo fagiolo piccolo e di colore giallo paglierino veniva seminato e consumato dai contadini in quanto alternando le file di carciofi con le file di fagioli, i carciofi ne traevano beneficio. I fagioli prodotti però non erano destinati alla vendita. Tutto ciò fino a poco tempo fa, quando è stato deciso dai contadini di fare conoscere anche all'esterno delle proprie case la bontà e la dolcezza di questo fagiolo.
Ovviamente non ho potuto non utilizzarlo nella zuppa per l'MTchallenge.

Un'altra variazione alla zuppa di mia nonna è stata l'aggiunta dei funghi porcini secchi al soffritto iniziale per dare maggiore sapore alla zuppa stessa. Mentre un segreto insegnatomi da mia nonna è quello di frullare una parte dei fagioli riducendoli in crema per donare densità alla zuppa.
Un'altra variante che ho introdotto è il trito di aglio, prezzemolo e noci che esalta ancora di più i sapori della zuppa.

Ogni zuppa merita un degno accompagnamento e, per restare in zona, ho scelto il "vascuotto" (in italiano sarebbe biscotto) di grano di Agerola, sempre per rimanere nei confini più prossimi. 

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna:


Ingredienti

per 6 persone:

150 g di Fagioli Canari di Schito
1 fascio di bietole
1 cavolo nero
1 fascio di cardi
1 fascio di cicoria
10 pomodori piccadilly
2 teste d'aglio
10g di funghi porcini secchi
prezzemolo
50 g di noci sgusciate
Vascuotti di grano di Agerola
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

La sera mettere in ammollo in acqua fredda i fagioli e lasciarli riposare una notte.

La mattina successiva scolare i fagioli dall'acqua e metterli in un tegame, possibilmente di coccio,
coperti d'acqua fredda.
Portare ad ebollizione e cuocere per circa due ore.

Quando i fagioli saranno cotti, sgocciolarli dall'acqua di cottura conservando quest'ultima.

Prelevare un paio di mestoli di fagioli con uno della loro acqua di cottura e frullarli. Metterli da parte.

Nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a pezzi.

Preparare un trito con prezzemolo, un aglio e noci e metterlo da parte.

Tagliare anche i pomodori.

Mettere i funghi in ammollo per circa un quarto d'ora in acqua calda, quindi strizzarli e tritarli.
In una altro tegame di coccio, riscaldare l'olio e, quando sarà caldo, aggiungervi i funghi secchi tritati e la testa d'aglio.
Lasciare cuocere fino a che l'aglio si sia imbiondito, quindi eliminarlo ed aggiungere i pomodori.
Dopo 5 minuti cominciare ad aggiungere le verdure iniziando dal cardo e dalla cicoria e mescolare, quindi unire il cavolo nero e le bietole quando le prime si saranno ridotte di volume ed avranno iniziato a cuocersi.
Quando anche le ultime verdure si saranno ridotte di volume, iniziare ad aggiungere l'acqua del fagioli, 2-3 mestoli all'inizio e continuare aggiungendo un mestolo alla volta man mano che si sarà concentrata la zuppa. Dopo circa venti minuti aggiungere la crema di fagioli e mescolare.
Aggiungere i fagioli e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Salare e pepare.

Servire la zuppa  con un cucchiaino di trito, accompagnandola con i vascuotti di grano di Agerola ed irrorata con un filo d'olio extravergine d'oliva.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Il problema maggiore della sfida lo abbiamo trovato al momento dell'impiattamento, quando io volevo proporvi una presentazione tradizionale (la solita minestra insomma :-D) e Fabio voleva provare a giocare anche un po' con un impiattamento più moderno o comunque diverso. A voi la scelta di quale preferite perché ovviamente veli presentiamo entrambi, anche se alla sfida partecipa quella tradizionale.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi




Buon appetito

Anna Luisa e Fabio


in

Crostata frangipane con arance glassate per il Calendario del Cibo Italiano

- - 28 commenti
Crostata frangipane con arance glassate


Vi ho già parlato del Calendario del Cibo Italiano creato da Aifb per valorizzare i prodotti ed i piatti italiani. Ho già partecipato a questa iniziativa preparando i baci di dama al limone, per la giornata dei Baci di Dama. In realtà oltre alle giornate, data la vastità di piatti della nostra cucina, il Calendario celebra anche le settimane, dedicate ad un tema più ampio.

Questa settimana in particolare è la settimana degli agrumi (link funzionante dalle 14:30 di oggi) e l'ambasciatore è la nostra cara amica Aurelia.

Crostata frangipane con arance glassate

In questo periodo il mercato è ricco di agrumi di ogni specie: arance, mandarini, limoni e kumquat.
Nella ricetta che vi propongo oggi ho scelto di utilizzare le arance tarocco, una qualità particolarmente dolce che rientra tra le Arance rosse di Sicilia Igp. Questa denominazione viene data alle arance che, a parte dei canoni di misura e peso ben precisi, sono facilmente riconoscibili per le venature rosse che si possono vedere nella polpa, ma anche sull'estero della buccia.

Ricordo quando ero bambina ed andavo al mercato con mia zia, appena vedevo le arance avvolte nella carta, le chiedevo subito di comprarle perché ne conoscevo la dolcezza.
Mi è sembrato quindi il frutto più adatto per festeggiare questa settimana degli agrumi e, dato che l'arancia si abbina benissimo con le mandorle, ho pensato di preparare una crostata frangipane con arance candite che può essere servita magari accompagnata da un tè fumante donando un tocco di colore e di allegria a questi freddi pomeriggi invernali.

Crostata frangipane con arance glassate

Crostata frangipane con arance glassate


Ingredienti:


Per la pasta frolla:

150 g di  burro
150 g di zucchero
1 uovo
1/4 di baccello di vaniglia
300 g di farina
un pizzico di sale

Per la crema frangipane:

200 g di burro
200 g di zucchero
1 uovo
200 g di farina di mandorle
60 g di farina
100 ml di succo d'arancia

2 arance non trattate
230 g di zucchero
750 ml di acqua

mandorle a lamelle

Crostata frangipane con arance glassate

Preparare la frolla: impastare bene a mano il burro a pezzetti insieme con lo zucchero, aggiungere l'uovo, il sale, la vaniglia.
Aggiungere la farina e impastare il tutto.
Porre la palla ottenuta in frigorifero avvolta nella pellicola per alimenti per almeno 2 ore prima di utilizzarla.

Preparare le arance: Tagliarle a fette di circa mezzo centimetro raccogliendo il succo che utilizzeremo in un secondo momento. In un tegame sciogliere lo zucchero nell'acqua e metterlo sul fuoco fino ad ebollizione.
Continuare a cuocere per 10 minuti, quindi aggiungere le fette di arancia e cuocere per 15 minuti.
Farle raffreddare nello sciroppo di zucchero.
Quando lo sciroppo e le arance saranno completamente fredde, scolare le arance e rimettere lo sciroppo di zucchero sul fuoco per altri 15 minuti per farlo addensare e formare una gelatina.
Lasciare raffreddare

Preparare la crema frangipane: montare in una ciotola con l'aiuto di una frusta il burro e lo zucchero. Aggiungere l' uovo ed il succo d'arancia (quello che avremo raccolto tagliando le arance ed eventualmente altro fino ad arrivare a 100 ml) e continuare a mescolare.
Unire la farina, la farina di mandorle.
Conservare l'impasto in frigorifero fino al momento di utilizzarlo.

Tirare con il mattarello la frolla e foderare una tortiera imburrata.
Forare la frolla con i rebbi di una forchetta.
Riempire la tortiera con la crema frangipane distribuendola uniformemente sulla superficie della frolla.
Cuocere in forno a 180°C per 30 minuti.

Quando la crostata sarà raffreddata pennellarne la superficie con la gelatina di arance che avremo preparato, disporvi sopra le fette di arance glassate e decorare con le lamelle di mandorla.

Crostata frangipane con arance glassate


La crostata è pronta, il tè anche, cosa aspettate a servirvi?

Crostata frangipane con arance glassate

Anna Luisa

in

Baci di dama al limone per la Giornata Nazionale dei Baci di Dama

- - 27 commenti
Baci di dama al limone

Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei Baci di Dama secondo il Calendario del Cibo Italiano promosso dall'AIFB, Associazione Italiana Food Blogger.


Il progetto si propone di diffondere la cultura e la tradizione gastronomica dell’Italia, attraverso l’istituzione di un calendario in cui si celebrano, in 366 giornate e 52 settimane nazionali, i nostri  piatti e i prodotti più tipici, scelti sulla base della loro diffusione e dei loro legami con la cultura popolare e organizzati sulla base del calendario delle stagioni e delle ricorrenze litugiche o istituzionali.

Sono entusiasta di questa iniziativa, infatti alcune giornate nazionali già venivano celebrate all'estero, ma la cucina italiana, con tutti i suoi piatti, i suoi prodotti, le ricorrenze a cui è legato ciascun piatto, le tradizioni, ha permesso di creare un calendario che impegnasse tutti i giorni, addirittura di un anno bisestile. Non è un'iniziativa che coinvolge solo i soci Aifb, ma l'istituzione delle Giornate Nazionali ed il loro festeggiamento riguarda tutti i foodblogger che vogliano ancora di più esaltare la cucina italiana e diffonderne la conoscenza.

Oggi per la prima volta, ma sicuramente la prima di tante, partecipiamo al festeggiamento di una giornata nazionale ed ammetto di essere anche anche un po' emozionata.
Come prima partecipazione ho scelto i baci di dama,  biscotti piemontesi che la leggenda vuole "nati nel 1852 su richiesta di Vittorio Emanuele II che, desideroso di provare qualcosa di nuovo, chiese al suo cuoco di preparare un dolce".

In realtà pare che questi buonissimi pasticcini siano originari di Tortona in provincia di Alessandria.
La ricetta originale prevede la farcitura di cioccolato fondente tra due biscotti alle nocciole, ma nella mia versione ho preferito utilizzare le mandorle e porre tra i biscotti una farcitura ai limoni di Sorrento. Ne sono usciti dei pasticcini irresistibili, con l'unico difetto che uno tira l'altro (proprio come i baci!) e resistere dal mangiarli è cosa tutt'altro che facile.

Baci di dama al limone


Baci di dama al limone


Ingredienti

Per i Baci di Dama:

115 g di farina
40 g di farina di mandorle
30 g di fecola di patate
50 g di zucchero
90 g di burro
1 uovo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
1/2 baccello di vaniglia
scorza grattugiata di un limone di Sorrento

Per la ganache al limone:

250 g di cioccolato bianco
100 g di panna
60 g di crema di limoncello
50 g di burro

Preparare i baci di dama: in una ciotola unire il burro ammorbidito, lo zucchero, il sale, la vaniglia e la scorza grattugiata del limone e montare per 5 minuti utilizzando una frusta elettrica.
Unire  l'uovo e continuare a sbattere.
Unire quindi la farina, la fecola di patate, la farina di mandorle ed il lievito setacciati e mescolare fino ad ottenere una crema uniforme.
Coprire la ciotola con un foglio di pellicola per alimenti e lasciare riposare in frigo per almeno mezz'ora.

Trascorso il tempo, riprendere l'impasto e prelevandone una piccola quantità, girandolo tra le mani, formare delle palline grandi quanto nocciole.
Disporle su una teglia rivestita di carta da forno tenendole ben distanziate e cuocere a 170°C per 13-14 minuti, rigirando la teglia a metà cottura.
Estrarli dal forno e lasciarli raffreddare.

Preparare la ganache al limone: Riscaldare la panna portandola quasi ad ebollizione e versarla in tre riprese sul cioccolato tritato, mescolando fino a sciogliere completamente il cioccolato.
Unire il burro a pezzetti e continuare a mescolare.
Lasciare riposare per 10 minuti ed unirvi la crema di limoncello, mescolando fino ad ottenere una crema di colore uniforme.
Coprire con il cellophane e lasciare riposare in frigo per almeno 12 ore.

Preparare i baci di dama: Riempire una sac à poche con la ganache al limoncello e farcire la metà del baci di dama dal lato piatto.
Accoppiare ciascuna metà ad un'altra metà senza farcitura e disporre su un piatto da portata. Spolverizzare di zucchero a velo e servire.
Se non vengono consumati subito, vanno conservati in frigorifero in una scatola d latta.
Si conservano per 3-4 giorni.

Baci di dama al limone


Come dicevo, questa è la nostra prima partecipazione al Calendario del Cibo Italiano e vi comincio ad annunciare che sono ambasciatrice non solo di una giornata, ma anche di una settimana, ma per questo c'è tempo e ve ne parlerò più avanti.

Anna Luisa