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Itinerario nelle Marche alla scoperta di Acqualagna, del Tartufo e di Fossombrone

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Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

L'entroterra delle Marche è una zona ricca di storia e di storie, di interessanti cittadine, di bellezze naturali e di eccellenze enogastronomiche, a partire dal tartufo di Acqualagna.

Itinerario nelle Marche alla scoperta di Acqualagna, del Tartufo e di Fossombrone

Il blog tour, organizzato da Copagri Marche e dalla Camera di Commercio delle Marche, alla scoperta di queste zone, non poteva che partire da una cantina.
Si sa che il vino è convivialità e quindi l'incontro direttamente in cantina ha avuto un sapore speciale.

 

 

Cantina Mochi

Qui siamo stati accolti da Simone Mochi, proprietario dell'azienda Cantina Mochi facente parte dell'Agriturismo Ca' le suore che assieme al suo collaboratore di origini tedesche ma innamoratosi delle Marche, Markus, ci ha illustrato la storia dell'azienda e le diverse tipologie di vino prodotte.
A guidarci nella degustazione è stato il Vice Presidente AIS Marche, Raffaele Papi.

In azienda al momemto, in attesa di un Sangiovese in purezza si producono 5 vini: 3 sono rossi, di cui due Sangiovese e Merlot (il Mochetto, antico vitigno ed il Massimo, che prende il nome dal padre di Simone) ed uno, il Burano, un Merlot in purezza.
Sono prodotti anche due bianchi: uno di Trebbiano e Malvasia che porta il nome dell'azienda agrituristica Ca' le suore e l'altro, il Donna Agnese (dal nome della mamma di Simone), di uvaggio Incrocio Bruni 54, frutto delle ricerche e delle selezioni del Dott. Bruni, un incrocio di Verdicchio e Sauvignon.

L'azienda ha aperto nel 1993 e la prima vendemmia è del 2006. Quindi un vitigno abbastanza giovane e produce circa 13000 bottiglie l'anno.

L'agriturismo Ca' le suore è dotato di 15 appartamenti, una sala ristoro all'interno della quale si possono organizzare anche incontri ed eventi (meditazione, danza, scuola di teatro e di fumetto) oltre a corsi di yoga in cui la struttura è specializzata.

Cantina Mochi-Agriturismo Ca' le suore-Cagli

Cantina Mochi-Agriturismo Ca' le suore-Cagli

Cantina Mochi-Agriturismo Ca' le suore-Cagli

Cantina Mochi-Agriturismo Ca' le suore-Cagli

 

 

Agriturismo La ferraia

Terminata la degustazione, abbiamo preso possesso delle nostre camere presso l'Agriturismo La Ferraia, in località Pianello, poco fuori Cagli, ai piedi dell'Appennino Umbro-Marchigiano.
L'agriturismo è totalmente immerso nella natura e si compone di diverse strutture, una dedicata alle camere, poi c'è il ristorante e non manca la piscina.
La camera è carina e spaziosa oltre che ben arredata.
Il top è la sala colazioni, in un bello stile rustico e di recupero, con tanto di caminetto a riscaldare i freddi inverni. I dolci sono di produzione locale e molto buoni, non mancano gli assaggi salati di formaggi e salumi vari, come anche yogurt, confetture e bevande varie. Il tutto è gestito con passione dal proprietario Loris Ceccarini che produce anche confetture e liquori che custodisce gelosamente nella sua cantina.

In zona, partendo anche dallo stesso agruiturismo, ci sono diverse possibilità di escursioni e trekking.
E' stata una buona base per muoversi nei dintorni.

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

Agriturismo La ferraia-Cagli

 

 

 

Agriturismo e ristorante La Cerca

Per completare la giornata, abbiamo cenato presso un locale nelle vicinanze, precisamente all'Agriturismo La cerca di Alessandro Benvenuti e della moglie Luigina, situato in collina, alle pendici del Monte Nerone.

Alessandro è un esperto tartufaio; i suoi lagotti, i cani che cercano i tartufi, sono bellissimi. Restiamo incantati nell'ascoltare storie e curiosità sui tartufi che sono funghi ipogei (e non tuberi!) e iniziamo ad entrare in questo mondo magico. Scopriamo che il tartufo bianco va servito a lamelle, mentre quello nero va grattugiato (o al limite a listarelle) per gustarli al meglio. Quello nero inoltre è meglio inserirlo all'interno della preparazione oltre che usarlo come decorazione e condimento ulteriore di un piatto caldo (il calore infatti ne enfatizza gli aromi e il profumo).

Magia che si ritrova anche nei piatti che ci vengono proposti e che, ognuno a modo suo, esalta le 5 tipologie di tartufi locali che andiamo ad assaggiare (bianco pregiato di Acqualagna, nero pregiato, uncinato, brumale e bianchetto). Gli abbinamenti col tartufo sono tutto sommato semplici, spesso con l'uovo o con prodotti che lo contengono per esaltarne il gusto. E ogni piatto appaga pienamente vista e palato.
Qui inoltre si possono anche acquistare vasetti di trasformati a base di tartufo biologico e anche formaggi.

Durante la cena il tema è stato "Il tartufo nero e l'incrocio Bruni 54" e siamo stati guidati in questo percorso dal proprietario dell'agriturismo, Alessandro Benvenuti mentre per il vino, abbiamo degustato una selezione di Incrocio Bruni 54 abbinando un vino diverso a ciascun piatto, vini che sono stati presentati da Raffaele Papi, vice Presidente AIS Marche.

Ricercate e di design le 4 camere doppie presenti nella struttura. Inoltre è presente una sala comune, sempre arredata con pezzi di design dove si svolgono anche lezioni di yoga al risveglio.
La colazione, a base di dolci e preparati con prodotti locali viene servita nella stessa sala del ristorante.

Ovviamente con l'azienda si può vivere anche l'esperienza della ricerca dei tartufi nel bosco.

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Tartufi: bianchetto, bianco pregiato, uncinato, nero pregiato e brumale

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Crostini con pane ai cereali con tartufo nero moscato



Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Polenta gratinata con tartufo nero uncinato

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Mezze maniche bio di grano duro Girolomoni alla carbonara con tartufo bianchetto

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Tortello di baccalà con crema di ceci bio e tartufo nero dolce

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli
Tuorlo fritto in crema di parmigiano reggiano e tartufo bianco pregiato

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

Agriturismo e ristorante La cerca-Cagli

 

 

 

Abbazia di San Vincenzo al Furlo

Al secondo giorno ci svegliamo con una leggera spruzzata di neve e ci concediamo una piacevole colazione nella bella sala colazioni dell'agriturismo La ferraia.

Agriturismo La ferraia-Cagli-Colazione

 Dopo l'ottima e abbondante colazione siamo pronti a raggiungere la prima meta di giornata, ovvero l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo alla Gola del Furlo.
Ad attenderci, Cesare Martelloni, guida e custode della struttura. Ci spiega che si tratta di una chiesa romanica con affreschi di San Sebastiano del 1400-1500. È l'espressione del monachesimo occidentale  del periodo bizantino.

Il Monastero benedettino infatti ha risentito sicuramente del passaggio di San Benedetto da Norcia e fu al centro degli scontri tra la Chiesa di Roma e quella di Ravenna. Deve molto ai viandanti che da qui passavano per attraversare la Gola del Furlo lungo la Via Flaminia.
Era abitata da abati olivetani (benedettini) dediti al culto Mariano. 

La particolarità di questa chiesa è che si presenta all'interno su due livelli. Nella parte bassa della cripta si effettuava una sorta di purificazione entrando da un lato e uscendo dall'altro. Nella parte alta c'è l'altare con altri interessanti affreschi, tra cui in particolare quello della Madonna del latte che rappresenta la Madonna mentre allatta il Bambino e a cui rivolgono le preghiere le devote.

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

Abbazia di San Vincenzo al Furlo-Gola del Furlo-Marche

 

 

 

Gola del Furlo e Museo del territorio Gola del Furlo

Da qui ci siamo spostati al vicino Museo del territorio Gola del Furlo della Riserva naturale statale Gola del Furlo. A farci da guida c'è Simona che ci spiega che la gola nasce per l'effetto erosivo del fiume Candigliano che separa il Monte Pietralata dal monte Paganuccio immettendosi poi nel fiume Metauro.
Diventa Riserva naturale statale nel 2001. È un'oasi per i rapaci (qui infatti dimora una coppia di aquile reali) e di una variopinta fauna locale di cui si possono ammirare anche alcuni animali impagliati.

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Museo del territorio Gola del Furlo

Dopo la visita dell'interessante Museo, veniamo accompagnati lungo la Gola del Furlo, in particolare alle Gallerie. La più grande fu realizzata sotto Vespasiano, la più piccola ed esterna un secolo prima e costeggiava l'ancora più esterna via Flaminia, importante via di comunicazione dell'epoca.

Gola del Furlo

Gola del Furlo

Gola del Furlo-Gallerie

 

 

 

Acqualagna

 

 

Museo del tartufo di Acqualagna

Da qui ci siamo spostati ad Acqualagna per la visita del Museo dedicato alla star locale, il tartufo.

Nel Museo del tartufo di Acqualagna, in cui ci ha fatto da guida Marina, è illustrato nel dettaglio il ruolo degli alberi che contribuiscono insieme ad alcuni fattori meteorologici e al terreno alla crescita dei tartufi vicino alle radici degli stessi e sono spiegate le caratteristiche dei singoli tartufi che si trovano in zona.

Molto carina nella "cantina" del Museo del tartufo di Acqualagna una videoproiezione che vede coinvolti Dumas e Rossini che si confrontano sulla cucina italiana e francese.
Qui inoltre apprendiamo che a parte nascere spontaneamente in natura, esistono circa 160 tartufaie dove "si coltiva" (diciamo così) il tartufo. Questo si fa micorizzando le radici di alcuni specifici alberi e ricreando, per quanto possibile, l'ambiente tipico del bosco per favorirne la nascita.
Inoltre sono segnalati i libri e i film nei quali viene menzionato il tartufo.

Una vera truffle experience, anche "odorosa", che si può vivere all'interno del Museo.

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

Museo del tartufo di Acqualagna-Acqualagna

 

 

Museo Casa natale di Enrico Mattei

Da qui si passa nell'adiacente Museo Casa natale di Enrico Mattei, prospiciente la stessa Piazza Mattei. Qui infatti nacque Enrico Mattei, fondatore  e Presidente di Eni e il Museo è dedicato alla sua storia che lo vide sempre legato a queste terre in cui tornò diverse volte.

A causa del meteo purtroppo è saltata la visita in tartufaia che pure è una bellissima ed interessante esperienza da fare in questo territorio.

Museo Casa natale di Enrico Mattei-Acqualagna

Museo Casa natale di Enrico Mattei-Acqualagna

Museo Casa natale di Enrico Mattei-Acqualagna

Per un approfondimento su Acqualagna e il mondo dei tartufi vi invito a leggere il post: Acqualagna, il tartufo pregiato di Acqualagna e la Gola del Furlo.

 

 

Ristorante il Lampino

Per pranzo abbiamo fatto un'altra degustazione di gustosi piatti a base di tartufi presso lo storico ristorante il Lampino di Acqualagna, accompagnati sempre da Raffaele Papi per quanto riguarda i vini e a tavola abbiamo approfondito il tema "Il tartufo di Acqualagna" grazie alla presenza di Paolo Topi, dell’Associazione Nazionale Conduttori Tartufaie ed ex Sindaco di Acqualagna e quindi profondo conoscitore della storia, delle problematiche e delle potenzialità ancora parzialmente inespresse di questa zona e del tartufo. Non a caso, fu lui a volere per primo l'Assessorato al tartufo.

Anche il proprietario del locale, Bruno Capanna, dell’Associazione Tartufai Appennino Marchigiano, ci dona la sua esperienza sul mondo del tartufo, facendo in particolare una sua battaglia personale (giustamente) contro l'uso di sostanze chimiche aromatizzate al tartufo  colmotto di "No chemical truffle".

Ristorante Il lampino-Acqualagna

Ristorante Il lampino-Acqualagna

Ristorante Il lampino-Acqualagna
CrostOVO e tartufo

Ristorante Il lampino-Acqualagna
Passatelli al tartufo

Ristorante Il lampino-Acqualagna

Ristorante Il lampino-Acqualagna

Ristorante Il lampino-Acqualagna
Primosale fritto al tartufo

 

 

Fossombrone

Dopo pranzo ci siamo spostati nella vicina Fossombrone dove ci hanno accolto Federica e Valentina del Punto IAT di Fossombrone.
La nostra visita parte dalla bellissima chiesa di San Filippo Neri, chiesa barocca del 1600, per poi proseguire lungo il bel Corso Garibaldi affiancato dalle Logge dei ricchi e dei poveri. Da una parte infatti c'erano chiese e altri edifici di pregio e dall'altro locali più chiassosi e di livello più basso come le osterie.

Dopo aver visto il ponte della Concordia arriviamo alla Casa museo e quadreria Cesarini. Un vero museo nato dalla collezione provata del Notaio Cesarini, appassionato d'arte ed amico del pittore Anselmo Bucci a cui è dedicata un'intera sala; casa che poi il Notaio ha donato al Comune alla sua morte.

Per un approfondimento su Fossombrone vi rimando al post: Cosa vedere a Fossombrone.

Chiesa di San Filippo Neri-Fossombrone

Chiesa di San Filippo Neri-Fossombrone

Corso Garibaldi-Logge dei ricchi e dei poveri-Fossombrone

Corso Garibaldi-Logge dei ricchi e dei poveri-Fossombrone

Corso Garibaldi-Logge dei ricchi e dei poveri-Fossombrone

Fondazione Monte di pietà-Fossombrone

Ponte della Concordia-Fossombrone

Casa museo e Quadreria Cesarini-Fossombrone

Casa museo e Quadreria Cesarini-Fossombrone


 

 

Cantina La collina delle fate

Il nostro giro continua con la visita alla cantina La collina delle fate che si trova in un posto splendido.
Inoltre la cantina è stata oggetto di un grandioso lavoro che ce la presenta nella sua bellezza ed eleganza, caratteristiche che accompagnano anche i vini, spumanti e fermi, che ci vengono presentati nella modernissima cantina circolare, decisamente all'avanguardia, dove si viene quasi abbracciati dai tini in acciaio e dalle botti di legno.

Oltre alla presenza di Martina e Ludovica, figlie del proprietario della cantina Massimo Berloni, a guidarci nella degustazione c'è anche Franco Morena, delegato AIS Urbino.

Proviamo 3 ottime bollicine: il M'arte, un metodo classico Brut, l'Adagio, un piacevole Chardonnay e terminando con un altro ottimo Chardonnay, l'Alfresco, in un crescendo di eleganza e gusto.
Ottimo anche l'olio extravergine di oliva estratto a freddo, il Blend o il monocultivar Raggiola (Sinfolio) e spremuto a breve termine dalla raccolta; interessanti anche nelle varietà "aromatizzate" all'arancia, limone, basilico e peperoncino.

A questa offerta, sempre sulla linea dell'esclusività e dell'altissima qualità che si può vedere nella cantina, la Collina delle fate dà anche la possibilità del pernottamente in una delle 4 camere da letto della lussosa e finemente arredata villa pivata Dimora di San Venanzio. Per immergersi ancora di più nella natura e nella realtà della zona.

Bellissima anche la sala ristorante.

Una cantina decisamente da non perdere se si è in zona.

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

Cantina La Collina delle fate-Fossombrone

 

 

Osteria Zanchetti

Tornati a Fossombrone, terminiamo la giornata con la cena presso il ristorante Osteria Zanchetti dello Chef Luca Zanchetti che porta nei piatti le sua esperienza internazionale, valorizzando allo stesso tempo prodotti di eccellenza del territorio.

Ad accompagnare la cena, una sorta di verticale (avendone provati diversi abbinati ai vari piatti) di vini Bianchello delle Marche, sempre curata dal delegato AIS Urbino, Franco Morena. Visto che il tema della cena era “Il Tartufo Bianchetto ed il Vino Bianchello”, per quanto riguarda il tartufo abbiamo potuto ascoltare Silvano Petreti dell'Associazione Tartufai Fossombrone che ci ha illustrato la tematica delle tartufaie e la sua interessante storia di tartufaio fin da quando era piccolo e quindi una persona di grande esperienza nel settore.

Osteria Zanchetti-Fossombrone

Osteria Zanchetti-Fossombrone
Alici marinate del Cantabrico con il pinzimonio di finocchio, carote, patè di olive nere, arance e il lonzino di fico

Osteria Zanchetti-Fossombrone
Battuta di manza dell’oste con giardiniera e pane croccante (a sinistra)
e Tataky di filetto di bue del Montefeltro con sale grosso di Cervia (a destra)

Osteria Zanchetti-Fossombrone
Gnocchetti della massaia all’ossobuco e menta

Osteria Zanchetti-Fossombrone
Fondente di cioccolato e crumble all’avena con le mela al vin brûlé

Mentre rientriamo all'agriturismo iniziano a cadere i primi fiocchi di neve.

Ma di questo vi parlerò nel prossimo post dedicato a Cagli e a Sant'Angelo in Vado di cui trovate il link più in basso.

Nella mappa della zona che ho creato, ho segnato tutti i punti di interesse che abbiamo visitato e non solo. 

Restando in zona potete leggere anche i seguenti post:

Itinerario nelle Marche alla scoperta di Cagli e di Sant'Angelo in Vado

Acqualagna, il tartufo pregiato di Acqualagna e la Gola del Furlo

Cosa vedere a Fossombrone

Cosa vedere a Cagli

Domus del Mito a Sant'Angelo in Vado 

Fabio

Ringraziamo per averci coinvolto in questo bel progetto: Copagri Marche, la Camera di Commercio delle Marche, i Comuni di Acqualagna, Cagli, Fossombrone, Sant'Angelo in Vado, la Provincia di Pesaro-Urbino, la Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, le Associazioni Tartufai intervenute, l’AIS Marche, le Cantine Mochi e La collina delle Fate, i ristoranti La Cerca, il Lampino, Osteria Zanchetti e Ca' Icardo.

Un grazie in particolare ad Ilaria che è stata rappresentate di Copagri Marche, organizzatrice impeccabile e "guida" e allo stesso tempo compagna di viaggio e di chiacchiere in questo tour interessante ed appagante sotto tutti i punti di vista.


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