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Istanbul, diario di viaggio: quinto giorno

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5 Maggio 2019
Siamo (ahinoi!) giunti alla fine di questa bellissima vacanza in Turchia che ci ha visti prima girare nei fantastici paesaggi della Cappadocia per poi spostarci nella bellissima Istanbul.
Salutiamo i nostri compagni di viaggio e dopo aver fatto colazione ci concediamo un'ultima mezza giornata alla scoperta di altri luoghi interessanti che voglio vedere.
Per velocizzare lo spostamento verso i quartieri di Fatih e Fener, andiamo a prendere il tram T1 sempre alla stazione Sultanahmet attraversando l'Ippodromo, ma questa volta nella direzione opposta rispetto a ieri, ovvero verso Bagcilar. Scendiamo alla fermata Panorama 1453 per poi prendere il bus 228 b che in poche fermate ci porta proprio vicino alla Moschea del Sultano Mihrimah (Mihrimah Sultan Camii). E' un'altra opera di Mimar Sinan, sicuramente una delle più sontuose. E' una Moschea grandissima e molto bella oltre che luminosa grazie alle 19 finestre, una per ogni timpano ad arco.












L'idea è quella di tornare pian piano in hotel a piedi, visitando altri punti di interesse più periferici della città.

Il prossimo è la Chiesa di Chora (Kariye Muzesi). Chora vuol dire campagna, infatti quando la chiesa fu costruita verso la metà del 500, si trovava al di fuori delle mura cittadine. Fu trasformata nel tempo dapprima in moschea e poi in museo. E' famosa per i mosaici e gli affreschi che risalgono al 1312. Uno dei mosaici più importanti  è quello che raffigura Teodosio che consegna la Chiesa a Cristo. Molti  altri raffigurano la vita di Cristo e quella di Maria. Sembra che gli autori dei mosaici e degli affreschi siano gli stessi. Il biglietto costerebbe 45 lire turche, ma noi entriamo col Museum pass visto che questa chiesa è compresa. Anche questa chiesa presenta all'esterno delle impalcature e probabilmente ne visitiamo solo una parte.









Per caso, muovendoci verso la nostra prossima meta, passiamo per una stradina (Kariye Bostani) con delle belle e tipiche case colorate di legno.





Ci spostiamo nel quartiere di Fener per ammirare la bella Chiesa di Santo Stefano dei bulgari, una chiesa con gli interni in ghisa, in stile neogotico. E' chiamata così proprio per il fatto che qui si erano stanziati alcuni bulgari che volevano ottenere l'autodeterminazione e che si convertirono al cristianesimo. Alla fine gli fu concessa una sorta di autonomia religiosa. L'interno è tutto in ghisa dorata. Salite sulla balconata al primo piano per un punto di vista diverso.
La cosa più bella è soprattutto attraversare questo quartiere genuino e verace.

















Questa zona, un po' fuori dal centro e poco o per niente turistica, è molto caratteristica e viva e ci sono un sacco di locali dove concedersi una pausa.
Arriviamo fino alla Chiesa di Santa Maria dei mongoli ma rinunciamo (anche per questione di tempo a disposizone) ad arrampicarci fino all'ingresso.











Da qui, con una lunga passeggiata lungo quartieri abbastanza isolati e desertici (è anche domenica mattina), arriviamo ad un'altra (secondo me) imperdibile moschea, la Fatih Camii (Moschea di Fatih o del Conquistatore). E' stata la prima grande moschea costruita dopo che gli Ottomani presero la città. Fu fatta costruire su questa altura dove erano stati sepolti nel tempo Costantino e gli altri Imperatori bizantini. Purtroppo l'edificio originario crollò a seguito del terremoto del 1766 e fu distrutto da un incendio nel 1782 dopo la ricostruzione. E' un luogo di solito molto affollato di fedeli.










Nelle vicinanze della Moschea, il mercoledì si svolge il Fatih Pazari (Carsamba Pazari), un mercato settimanale.
Muovendoci in direzione della prossima meta, l'acquedotto di Valente, troviamo comunque una zona adibita a mercato. Per quanto riguarda l'acquedotto, è stato realizzato in pietra calcarea. Dove c'è il sottopasso della strada si vede davvero molto bene. Ma altri pezzi è possibile vederli anche prima. Fu commissionato dall'Imperatore Valente nel 378 d.C. e faceva parte di un sistema molto complesso per fornire l'acqua alla città e ai palazzi più importanti.









Lungo la strada di ritorno in hotel, visitiamo la Moschea Shezade (Moschea del Principe Mehmet) risalente alla metà del 1500 e dedicata al figlio di Mehmet morto a soli 22 anni. E' stato il primo lavoro di Mimar Sinan a cui si devono moltissime delle moschee più belle che ho descritto in questo diario di viaggio.







L'ltima visita del nostro viaggio la dedichiamo ad un'altra moschea che si trova a soli 200 metri dal nostro hotel e ancora non abbiamo visitato. Per arrivarci attraversiamo prima una zona commerciale caratterizzata da palazzi con vetrine anche ai piani superiori e poi una lunga strada con tanti negozi.
Si tratta della Piccola Aya Sofya (Kucuk Aya Sofya Camii). Della metà del 500, dedicata ai Santi patroni dell'esercito romano, Sergio e Bacco, merita senz'altro una visita. Come Aya Sofya, inizialmente era decorata con mosaici dorati e marmi. Purtroppo i mosaici non ci sono più. Tra l'altro la chiesa fu trasformata in Moschea intorno al 1500.






Si sono fatte le 13. E' ora di tornare in hotel a prendere le nostre valigie e poi un taxi per andare in aeroporto. Chiedo ad un tassista nelle vicinanze dell'hotel quanto ci verrebbe a costare e ci chiede 170 lire turche (circa 25€). Il tassista è sicuramente un personaggio singolare. Scavato nel suo sedile, baffo e capello lungo ed oleato è un po' nevrotico e corre come un pazzo. Durante la folle corsa, ad un certo punti ci mettiamo anche paura. Si ferma a bordo strada senza dirci niente. Stava sudando e si è tolto la giacca...Quindi abbiamo ripreso la corsa (nel vero senso della parola, anche a 150 km/h!) e nel frattempo ha fatto anche un video col cellulare e chattato un po'. Per fortuna siamo arrivati "presto" (e soprattutto sani e salvi) al nuovo aeroporto di Istanbul (IST), in circa 40 minuti. Considerate che per uno shuttle per l'aeroporto che va a prendere anche altre persone in altri hotel vi chiederanno dai 10 ai 15 € a persona. Per un transfer privato (non taxi) sui 50€. Così potrete scegliere la soluzione migliore per voi.
Passiamo i controlli di sicurezza iniziali, abbiamo qualche problema col self check in in quanto le macchinette non ci leggono il codice a barre del nostro boarding pass (non usate lo screenshot ma il bording pass direttamente dall'app della Turkish se volate con loro, probabilmente era quello il problema), quindi ci dirigiamo ai gate, ma non è indicato benissimo e andiamo prima a quello dei voli interni per poi trovare quelli delle partenze internazionali. L'aeroporto è nuovissimo! Inaugurato solo da un mesetto. Struttura davvero bella! Forse pochi ristoranti dentro, tanto spazio per le lounge delle compagnie aeree ed un "bazar" dove poter fare scorte di specialità turche e spendere le ultime lire ed un po' di tempo prima del rientro a casa.





Il volo è inizialmente in tante nuvole che non sembrano finire mai, poi procede tranquillo fino all'Appennino dove c'è un muro di nuvoloni minacciosi. Addirittura nevicherà in questi giorni pur essendo Maggio (2019). Infatti, dopo un atterraggio non proprio soft, scopriamo che ci sono solo 10 gradi! Un Maggio davvero strano ed inusualmente freddo.
Un viaggio comunque bellissimo che suggerisco di fare a tutti!

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella dedicata ad ISTANBUL.

Fabio

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