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Istanbul, diario di viaggio: quarto giorno

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Siamo giunti col diario di viaggio al nostro ultimo giorno intero ad Istanbul. Domani avremo solo mezza giornata a disposizione prima di andare in aeroporto e rientrare a casa, ma comunque riusciremo a vedere tante altre cose interessanti.
Tra le zone che ancora dobbiamo vedere ci sono quella di Karakoy, di Beyoglu/piazza Taksim e quella di Besiktas.
Dopo aver fatto colazione in hotel, ci dirigiamo a piedi verso la fermata del tram Sultanahmet. Prendiamo la linea T1 in direzione Kabatas (prezzo 2,60 lire turche a persona) e scendiamo al capolinea per percorrere a piedi l'ultimo tratto di strada che ci separa dal palazzo Dolmabache. Qui c'è già una lunga fila per i controlli di sicurezza e poi una più corta per la biglietteria (quando termineremo la visita sarà l'inverso, poca gente in fila per i controlli e lunga fila per i biglietti, quindi decidete quando pianificare la vostra visita. Probabilmente i momenti migliori sono al mattino presto e nel pomeriggio, quando i gruppi sono andati via). Qui scopriamo che il biglietto d'ingresso non è compreso nel nostro Museum pass. Paghiamo 90 lire turche per vedere tutto il palazzo più l'harem (solo il palazzo costerebbe 60 lire turche).










Qui il giro è abbastanza obbligato con un percorso interno prestabilito da seguire. C'è comunque molta gente e a volte bisogna aspettare un po'. E' una sorta di palazzo/museo. Impieghiamo 2 ore per visitarlo senza vedere il museo degli orologi e quello dei quadri. Quindi, nel caso, mettete in preventivo più tempo ancora da dedicare a questa visita. Il palazzo, in stile neoclassico, ha degli interni davvero molto ricchi. La posizione è inusuale, anziché fronte mare, è dlaterale allo stesso. Molto bella la Porta Imperiale dalla quale si accede al Selamlik (Sala delle Cerimonie) e all'Harem/Cariyeler (Harem e Alloggi delle Concubine). La guida diceva che era obbligatorio partecipare ad una visita guidata. In realtà questa è libera, si può noleggiare un'audio guida epoi si segue il percorso di visita. All'interno è vietato scattare fotografie (ne rubo giusto un paio per dare l'idea della bellezza e sontuosità del posto). All'ingresso, da notare anche la bella torre dell'orologio.
Tutti gli orologi del palazzo sono fermi alle 9:05, ora della morte di Ataturk che qui morì. All'interno ci sono anche dei bagni. Abbiamo trovato meno affollati quelli all'ingresso rispetto a quelli all'interno.






Da qui, a piedi, raggiungiamo, facendo una bella salita, la (tristemente famosa, per gli scontri in piazza), piazza Taksim. In realtà è poco suggestiva. Ci troviamo bus, taxi, una moschea che sembra in costruzione, una chiesa cristiana e poco altro. Prende il nome da un serbatoio di pietra per accumulare acqua. Siamo infatti in uno dei punti più alti della città (lo avevamo capito dalla salita tostissima!)
Da qui però parte un'arteria importante della città, una bella strada commerciale, Istiklal Caddesi, la strada della libertà, piena di negozi e gente a passeggio che arriva fino alla Torre di Galata.
Questa è un'altra zona suggerita per alloggiare, soprattutto per la sua vivacità serale. Viste anche le tante salite e discese, io continuo a preferire la zona di Sultanahmet, bella e tranquilla.



Abbiamo intenzione anche di visitare alcuni mercati in zona che mi ero segnato. Iniziamo da Nevizade Sokak, che più che mercato è una strada molto caratteristica con tanti ristoranti. Probabilmente la sera è molto animata, a pranzo molto di meno.





Poi passiamo per il Resat Balik pazar, il mercato del pesce con qualche pescheria che espone i propri prodotti ed il Çiçek Pasajı (Passaggio dei fiori) che invece è una piccola e graziosa galleria al coperto in cui ci sono bar e ristoranti.







Pranziamo al Nevizade da Lombo.



Molto carino anche l'Avrupa pasaji che sulla guida non era segnalato e che scopriamo per caso gironzolando in questa zona.


Scendiamo alla ricerca delle rainbow stairs. Una scalinata nel quartiere popolare con i frontalini dei gradini dai colori dell'arcobaleno. Sinceramente, tenute molto male. Per caso ne troveremo altre molto più belle domani.
Percorriamo la zona lungo il Bosforo oggetto di un grandioso lavoro di recupero che interessa tutto il waterfront!



Arriviamo così alla Torre di Galata, altro simbolo cittadino. C'è una bella fila per salire in cima e preferiamo fare un giro per il vivace quartiere. Magari sarà per la prossima volta! Si tratta di una torre cilindrica che serviva da guardia a questa zona di Istanbul. Galata infatti era la parte nuova della città con un'impronta più europea. L'area è piacevolissima con tanti giovani, localini dove bere un tè.
All'ottavo piano della torre c'è una caffetteria ed una terrazza panoramica con vista a 360° sulla città. Dovrebbe costare 10 lire turche l'ingresso e pare che il panorama non sia imperdibile.












Un'altra cosa che ci eravamo segnati da vedere era la Scala di Kamondo del XVIII secolo. La sua caratteristica è la doppia spirale. Cerchiamo anche la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo che dovrebbe essere proprio qui in zona senza però trovarla.
Così ci rifugiamo da Velvet café per un tè ed un dolcino, l'helva. Il loro sembra essere molto apprezzato, in effetti è davvero buono (foto sopra). Gironzoliamo un po' per la zona.
















Torniamo verso Istiklal caddesi per fare due passi. Vediamo anche lo storico tram rosso che ancora percorre questa strada. E quando si ferma per far salire e scendere i passeggeri molti turisti ne approfittano per una foto ricordo. Davvero bello!
Non mancano mai "i portoghesi" che si attaccano al tram dall'esterno per scroccare un passaggio gratis.





Scendiamo a piedi verso il ponte di Galata dove ci sono tanti pescatori con le loro canne ed i gabbiani a punteggiare il cielo con il Sole che pian piano sta decidendo di tramontare. In una mezz'ora a piedi siamo in hotel.


















Vogliamo rimanere nelle vicinanze dell'hotel per cenare. Flavia e Massimo infatti domani mattina alle 8:30 hanno lo shuttle per l'aeroporto e noi ancora una mezza giornata a disposizione, quindi non vogliamo fare tardi.
Tra i ristoranti che mi ero segnato, nelle vicinanze c'è l'Albura Kathisma. Ci piace e ceneremo qui. A fine cena veniamo invitati a visitare una parte "segreta" del ristorante, una sorta di città sotterranea.
Siamo nelle vicinanze della Moschea blu e questa è un'altra zona piena di ristorantini e piacevole e molto viva fino a tardi.





Pochi passi e siamo di nuovo in hotel. Ci aspetta l'ultimo giorno ad Istanbul.

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella di ISTANBUL.

Fabio

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