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Provenza e campi di lavanda: quinto giorno

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6 Luglio 2018
Una ricca colazione ci attende stamattina a la Maison de Léonie. In effetti la signora la sera prima ci aveva chiesto solo cosa preferissimo bere e se gradivamo del formaggio. Non sapendo cosa avremmo trovato, abbiamo dato l'ok al formaggio. In realtà poi ci ha fatto trovare un cesto con croissants, brioche, pain au chocolat, baguette con marmellate varie ed abbiamo avuto pure un uovo à la coque ed il succo d'arancia. Insomma, più che abbondante e buona. Unico difetto, è possibile farla dalle 8:30 e per noi che amiamo uscire presto ed andare in giro subito è un po' tardi. In questo b&b cucinano anche per la sera, la signora ci chiede al mattino se vogliamo cenare lì, ma sinceramente, non sapendo come andrà la giornata, preferiamo tenerci liberi.




La signora ci ha chiesto anche se abbiamo intenzione di andare ad Uzes che tra l'altro è molto vicina a Collias. In realtà io vorrei andare subito a Montplellier che richiedere un po' di strada da fare (circa 1h e 10 min), ma alla fine cediamo ed andiamo prima ad Uzes. Ci ha messo troppa curiosità.
Anche se la cittadina si sta appena svegliando, ne cogliamo un po' lo spirito. Di sicuro la sera, con tutti i ristoranti, la gente a visitarla, è ancora più piacevole e bella. Parcheggiamo in un grosso parcheggio appena fuori dal centro ed in pochi passi siamo in centro. Visitiamo la chiesa di St. Etienne del XVIII sec., in stile gesuita e la place aux erbes, a pianta asimmetrica adornata da platani e dai caratteristici portici sotto i quali ci sono ristoranti e negozi (è qui tra l'altro che si svolge l'animato mercato), oltre a vedere il castello da fuori e fare un giretto. Molto bella da vedere anche la tour finestrelle. Si tratta di una città ducale, episcopale e consolare che grazie alla prosperità economica si è abbellita nei secoli.

















Dopo questo breve giro che effettivamente valeva la pena di fare, siamo pronti per andare a Montpellier. Parcheggiamo in un parcheggio su Rue Foch. Siamo a due passi dall'arco di trionfo e dalla promenade du Peyrou. Abbiamo deciso di visitare questa città, perché studiando un po' cosa ci fosse da vedere, avevo trovato diverse cose interessanti. E bene abbiamo fatto! Concentrando un po' le visite nei giorni precedenti e spostando la visita di Arles a domani mattina, proseguendo poi per Marsiglia, siamo riusciti a farci uscire anche un giro in questa bella cittadina animata e con un'atmosfera giovanile e molto gradevole. Sono molto contento di essere riuscito ad inserirla nel nostro itinerario, davvero una bella scoperta! Nella promenade du Peyrou si possono ammirare il padiglione dell'acqua e alle spalle, anche se non accessibile, l'acquedotto di St. Clement.
L'Ecousson (scudo pentagonale) è il centro della città con tanti bei palazzi del seicento e settecento, negozi, la Prefettura, il palazzo di Giustizia e l'Arco di trionfo.












Vorremmo visitare l'orto botanico, ma purtroppo sembra aprire alle 12, quindi non ci va di aspettare. Camminando lungo Boulevard Henri IV comunque ne abbiamo una bella vista dall'alto. Percorriamo questa strada per raggiungere la tour des pins, questa torre sulla cui sommità ci sono degli alberi (ci ricorda un po' la torre Guinigi a Lucca se l'avete presente).







Raggiungiamo il bell'edificio de l'école de Medicine alle cui spalle c'è la Cattedrale di St. Pierre che purtroppo invece ha chiuso proprio a mezzogiorno. Del perché chiudano le chiese non lo capirò mai!
La facoltà della scuola di medicina che risale alla fine del 1100, è una delle più antiche e più importanti in Francia. Tutta la struttura, con la Cattedrale, sembra un mix tra un palazzo importante ed una fortezza. L'ingresso della Cattedrale è su Rue du Cardinal Cabrières.















Anche la chiesa di Sant'Anna la troviamo chiusa. In effetti ci rendiamo conto che è sconsacrata e aperta solo come sala d'esposizione, ma attualmente sembra proprio chiusa.
La chiesa di Saint Roch, indovinate un po'? Chiusa anche questa...non siamo stati esattamente fortunati. San Rocco è nativo di qui ed è il patrono della città. Qui si accoglievano i pellegrini sulla strada di San Giacomo diretti a Santiago di Compostela.












Ci spostiamo a vedere il mercato Les Halles, abbastanza moderno ma comunque c'è da farci un giro. Ricorda un po' quelli di Madrid e Barcellona e all'esterno c'è una piazza dove fermarsi a bare o a mangiare qualcosa.








Un giro alla Préfecture e poi giù verso il centro nevralgico della città, place de la Comédie con il teatro dell'opera, la fontana delle tre grazie del 1796 e di bei palazzi coi caratteristici tetti di ardesia.











Mentre Anna Luisa si concede un giro nel grande centro commerciale, le Polygone, io mi inoltro nel quartiere che si trova esattamente alle spalle, vale a dire il quartiere di Antigone, caratterizzato dalle grandi architetture. Attraverso place du nombre d'or e place du Millènnaire fino a place de Thessalie. In effetti, avessi proseguito un altro po', sarei arrivato al fiume Lez, ma ho deciso di ritornare indietro per raggiungere Anna Luisa.
Abbiamo infatti intenzione di andare a fare un giro in Camargue e di andare a vedere le saline de Giraud.














Prima di lasciare la città, vediamo la tour de Babote del XIV sec che oggi è un osservatorio astronomico. Qui troviamo anche un palazzo con un bel trompe l'oeil.







Impieghiamo un'ora di macchina per raggiungere St. Maries de la mer. Sinceramente me l'aspettavo più caratteristica. Parcheggiamo dietro l'Arenes, sempre per 5€ al giorno (anche se qui staremo davvero poco). Facciamo un giretto in centro. C'è una strada con tanti negozi che vendono un po' di tutto come spesso capita di trovare nelle località balneari, passiamo per il musée Baroncelli, quindi per il Santuario di Saintes Maries de la mer. Vediamo anche dei gitani che qui sono di casa. Altro breve giro per vedere se c'è qualcosa di interessante e poi torniamo al parcheggio buttando un occhio alla spiaggia e al mare.


















Un'altra oretta di macchina ci separa dalle saline de Giraud. Sono le più grandi d'Europa (circa 140 kmq). All'inizio non riusciamo a trovare un buon punto panoramico. Dove ci porta il navigatore non si vede niente, così ci spostiamo su Route de la mer e qui troviamo il punto panoramico, leggermente rialzato (questo il punto esatto: LINK). In effetti con quel rosso e tutte le sfumature dei colori delle varie fasi di lavorazione del sale è un bellissimo spettacolo.
Qui siamo in Camargue e si susseguono gli allevamenti dei bellissimi cavalli bianchi tipici della zona. Peccato non avere altro tempo per godersi questa zona in tranquillità e coi tempi che meriterebbe. I paesaggi in macchina sono un po' noiosi, ma sicuramente questo posto va vissuto diversamente.










Rientriamo ad Uzes. Abbiamo deciso di cenare qui, appena fuori dal centro, da Table des 2 Julien.Qui vicino ci deve essere una festa popolare, non capiamo bene. Troviamo comunque posto al ristorante anche se non abbiamo prenotato (era quasi tutto pieno) e ceniamo molto bene nel piacevole giardino.














Stanchi per l'intensa giornata (non dimentichiamoci che ci sono più di 30 gradi di giorno), rientriamo in hotel.
Ci aspettano gli ultimi due giorni. Visiteremo Arles domani mattina e poi nel pomeriggio ci trasferiremo a Marsiglia dove staremo anche l'ultimo giorno di vacanza prima di fare rientro in Italia.

Itinerario di giornata.



Trovate tutto il diario di viaggio della Provenza nella pagina dei diari di viaggio ed in quella della Francia.

Fabio

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