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MTChallenge di Ottobre: le Pas-tapas, ovvero le tapas con la pasta

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Tapas di pasta ovvero pas-tapas

Ci ho sperato, lo ammetto. Quando ho saputo che la vincitrice della scorsa edizione dell'MTchallenge era Mai, ho sperato dal più profondo del cuore che proponesse le tapas. Memore di quelle spagnole ed ancor più dei pintxos baschi sapevo che mi sarei divertita a preparare queste miniporzioni.
E così è stato, il tema della sfida sono le Tapas!

Unico piccolo particolare, una regola piccina piccina, che specificava che ai fini della gara le tapas dovessero essere unite da un filo conduttore, un ingrediente, un metodo di cottura, un tema insomma... le cose iniziavano a complicarsi.

A tutto ciò va aggiunto che le tapas richieste dovevano essere tre, non una di più né una di meno, di cui una Tapa nel senso stretto, cioè una porzione di qualcosa, un Montadito, quindi avere una base di pane ed infine un Pincho che come caratteristica ha lo stuzzicadenti o lo spiedino per essere infilzato.
D'altro canto se non è difficile, che sfida è?

Tapas di pasta ovvero pas-tapas

Ci ho pensato e ripensato finché non mi è venuta l'idea: il tema conduttore della nostre tapas sarebbe stato la pasta. Ma dato che come ho detto è bello complicarsi la vita, per le mie Pas-tapas (o Tapas-ta) ho voluto rifarmi a tre piatti tipici italiani che rappresentassero il Nord, il Centro ed il Sud d'Italia.

Per la pas-tapa del Nord ho pensato ai tortellini bolognesi (tortapas), ma sarebbe stato troppo semplice preparare dei tortellini (ok, sono una a cui piace complicarsi moooolto la vita), per cui abbiamo pensato di preparare dei conchiglioni farciti con il ripieno dei tortellini e di "infilzarli" con uno spaghetto che facesse da stecchino per reggerli sollevati su una tazza di brodo. Dato che però il ripieno dei tortellini ha l'uovo crudo, per completare la cottura dei conchiglioni senza farli seccare nel forno, dopo averli bolliti in acqua e farciti, li abbiamo cotti a vapore per 8 minuti...et voilà il nostro pincho.

Per la pas-tapa del Centro (frittapas) invece abbiamo scelto la frittata di pasta, ma invece di preparala alla napoletana in modo tradizionale, abbiamo preparato una carbonara con cui abbiamo fatto delle frittatine, le tapas appunto.

Per concludere la pas-tapa del Sud o per meglio dire il montadito, ha come tema la pasta alla norma (pastapas in senso stetto).

Conchiglione ripieno su tazza di brodo - tapas di pasta

Tapas di pasta ovvero le Pas-tapas


Pincho ovvero la pas-tapa del Nord:

Conchiglione ripieno su tazza di brodo


Ingredienti:

4 conchiglioni


75 g di polpa di maiale
75 g di polpa di vitello
30 g di prosciutto crudo
30 g di mortadella
olio extravergine d'oliva
1 uovo
30 g di parmigiano grattugiato 
noce moscata

Per il brodo:

100 g di polpa di manzo
1 osso di bovino
1/4 di costa di sedano
1/2 carota
1/4 di cipolla
500 ml di acqua
sale

4 spaghetti (da usare come spiedini)

Tapas di pasta ovvero pas-tapas

Preparare il brodo: mettere tutti gli ingredienti in un ampio tegame e portare ad ebollizione.
Cuocere per circa un'ora e mezzo, finché la carne non inizierà a disfarsi.
Eliminare l carne, l'osso e le verdure e filtrare il brodo attraverso una garza a maglie fitte.
Mettere da parte.

Preparare il ripieno dei conchiglioni:  Riscaldare l'olio in una pentola, aggiungere la polpa di maiale e quella di vitello, la mortadella ed il prosciutto e fare rosolare per qualche minuto.
Aggiungere alla carne, a cui avremo eliminato l'acqua prodottasi durante la cottura, l'uovo, il parmigiano, il sale e la noce moscata. Mescolare bene, quindi lasciare riposare in luogo fresco.

Cuocere i conchiglioni nel brodo, scolarli dopo circa 10 minuti o comunque 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione, tenendo il brodo da parte.

Farcire la pasta con il ripieno dei tortellini e mettere in un vassoio per la cottura a vapore.
Cuocere per circa 8 minuti.

Versare il brodo nelle tazze e porvi sopra ciascuna tazza un conchiglione "infilzato" da uno spaghetto.

Minifrittatina di pasta alla carbonara - tapas di pasta


Tapa ovvero la pas-tapa del Centro:

Minifrittatina di pasta alla carbonara


Ingredienti



200 g di fusilli lunghi
50 g di guanciale
2 uova
20 g di pecorino grattugiato
olio
sale e pepe

Minifrittatina di pasta alla carbonara - -tapas di pasta

Tagliare il guanciale a cubetti e farlo rosolare in una padella finché abbia preso colore. 
I
n una ciotola sbattere le uova con il pecorino, il sale e pepe in abbondanza.

Cuocere la pasta in acqua bollente salata, scolarla ed aggiungerla nella padella con il guanciale.
Fare saltare, quindi unire il tutto alle uova nella ciotola.
Mescolare bene.

Scaldare l'olio in una padella e disporvi quattro coppapasta.

Mettere la pasta in ciascun coppapasta e cuocere per circa 5 minuti per lato.


Motadito di pasta alla Norma - tapas di pasta



Montadito ovvero la pas-tapa del Sud:

La pasta alla Norma


Ingredienti:

100 g di spaghettini
100 g di passata di pomodoro
3 g di colla di pesce
1 melanzana
1 minibaguette
olio extravergine d'oliva

Motadito di pasta alla Norma - tapas di pasta

Preparare il sugo: in un tegamino riscaldare 1 cucchiaino di olio, aggiungere la passata e cuocere per 5 minuti.Salare.

Mettere la colla di pesce in ammollo in acqua fredda per almeno 5 minuti.
Strizzarla ed unirla alla salsa di pomodoro calda, ma non bollente.

Preparare le cupolette di pasta al pomodoro: cuocere gli spaghettini in acqua bollente salata, scolarli ed aggiungerli alla salsa di pomodoro, mescolare e metterli negli stampi di di silicone a forma di cupolette, abbatterli in abbattitore o metterli in frigorifero per un paio di ore.

Tagliare mezza melanzana a rondelle alte 1/2 cm e l'altra mezza con la mandolina per ottenere le chips.
Friggere entrambe, e metterle su carta assorbente.

Comporre la tapa: tagliare il pane a fette e su ciascuna fetta adagiarvi una rondella di melanzana, una cupoletta di pasta e terminare con la chip di melanzana.

Tapas di pasta ovvero pas-tapas



Diciamo che questa tapas sono decisamente italianizzate.

Con queste ricette partecipiamo all'MTchallenge di Ottobre





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Spaghetti Gentile con zucca, conciato romano ed amaretti...e torna subito l'allegria

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Spaghetti Gentile con zucca, conciato romano ed amaretti

Non so voi, ma io in questo periodo mi sento un po' triste, ho una sorta di depressione dovuta all'estate ormai finita ed all'inverno che (forse) arriverà, portando con sé giornate cortissime e il freddo, molto freddo e questo non mi piace affatto.

Non so se si è capito, ma io preferisco l'estate che per me è associata al mare, alle vacanze, ed ancor di più amo la primavera con tutta quell'euforia per il clima che diventa più mite, per i colori delle piante, dalle foglie verdissime e da fiori coloratissimi.

L'inverno mi mette tristezza, ma per sua fortuna, ha una breve parentesi che lo salva: il Natale.
Tirando le somme si potrebbe dire che la stagione che meno mi piace sia l'autunno ed effettivamente è così.

Se mi chiedessero di che colore è l'autunno, risponderei marrone, che per inciso è un colore che non mi piace affatto, per le foglie degli alberi, per le castagne. Eppure esiste qualcosa che ci viene donato da questa stagione che non è assolutamente marrone e che mette gioia solo a vederla: la zucca.

Dall'arancio sbiadito fino ad un arancio carico, pare voler andare contro il marrone autunnale e sfoggiare tutti le sue sfumature. Non contenta di avere un bellissimo colore, assume tantissime forme anche buffe a volte che si prestano ad essere intagliate per simulare un volto per la festa di Halloween, divertendo tantissimo i bambini.

Ovviamente la zucca è anche ottima in cucina e si presta benissimo a zuppe e minestre nelle sere in cui la temperatura inizia a scendere.

Proprio per questa ragione, in questi giorni così "marroni" ho deciso di preparare un piatto che mette allegria: gli spaghetti del Pastificio Gentile di Gragnano (sono una pastaiola, ma non ditelo a nessuno) con cubetti di zucca, conciato romano di Le Campestre ed amaretti sbriciolati.

La zucca non solo dona colore al piatto, ma anche la morbidezza che la contraddistingue e quel sapore leggermente dolce che viene accentuato dagli amaretti, aventi anche la funzione di donare croccantezza al piatto, e dal conciato romano che dona sapidità e gusto intenso.

Il risultato è un piatto da leccarsi i baffi e non richiede neanche troppo tempo per essere preparato. Praticamente un piatto adatto a questi giorni d'autunno.

Spaghetti Gentile con zucca, conciato romano ed amaretti


Spaghetti Gentile con zucca, conciato romano ed amaretti


Ingredienti:

300 gdi spaghetti Gentile
300 g di zucca
50 g di conciato rimano
10 amaretti
1 cipolla piccola
olio
sale


Mettere l'acqua in un ampio tegame e portarla ad ebollizione. Salarla.

Tritare la cipolla e metterla con l'olio in una larga padella. Farla cuocere finché non diventi dorata.

Aggiungervi la zucca a cui avremo eliminato la buccia esterna e che avremo tagliato a dadini.
Fare rosolare, quindi coprire e lasciare cuocere, mescolando di tanto in tanto finché non risulti tenera, ma non tanto da disfarsi. Salare.

Buttare la pasta e cuocerla per 11 minuti.
Scolarla ed unirla nella padella con la zucca.
Saltarla brevemente, quindi grattugiarvi sopra il conciato romano e farla mantecare per un minuto.

Impiattare, grattugiare altro conciato rimano sulla pasta ed aggiungere gli amaretti sbriciolati. Servire.

Spaghetti Gentile con zucca, conciato romano ed amaretti

Un piatto semplice e veloce, ma io lo aggiungo alla lista dei miei comfort food, e voi?

Anna Luisa

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Norvegia on the road, fiordi del sud: sesto giorno

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Ci sono posti da dove non si vorrebbe mai andare via. Panorami di cui non ci si stancherebbe mai. Quello che possiamo ammirare anche comodamente dalla nostra camera di hotel a Geiranger è indubbiamente uno dei più belli al mondo. Ammirarlo al mattino presto, col traghetto della Fjord 1 che salpa puntuale alle 8 e piano piano solca le placide acque del fiordo regala un senso di pace assoluto.


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Norvegia on the road, fiordi del sud: quinto giorno (seconda parte)

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L'inizio di giornata già è stato molto promettente, ma il meglio della giornata deve ancora arrivare!
Svoltiamo a sinistra per la 15, la strada per andare a Geiranger è davvero stupenda, ci sono dei paesaggi pazzeschi, soprattutto una volta presa la 63, la Trollstigen! Ma prima di arrivare a Geiranger, abbiamo in programma qualche sosta in alcuni punti panoramici.


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Pane di segale e crema spalmabile di cioccolato alle nocciole homemade

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Pane di segale e crema spalmabile di cioccolato alle nocciole

Tenete presente la famosa pubblicità di alcuni biscotti che mostra immagini bucoliche come un campo di grano, il ruscello e i bambini che giocano?
Non so voi, ma io rimango sempre affascinata da quelle immagini, eppure non sono mai stata una che ama la campagna, la montagna men che mai, preferisco la città o al limite il mare, ma proprio guardando la televisione ho pensato come sarebbe bello camminare in quel campo di grano passando la mano sulle spighe.

Sia ben chiaro, probabilmente, anzi ne sono certa,  mi pungerei, mi salirebbe qualche insetto addosso e non escludo che mi potrebbe venire anche un'orticaria.

Ciò nonostante e pur non essendo una che si lascia incantare dalle pubblicità, devo dire che in qualche modo il messaggio che vuole mandare quella pubblicità arriva al cuore. Risveglia in ciascuno di noi la voglia di qualcosa di salutare, di naturale, di assolutamente genuino.

Le possibilità in questo caso sono tre: la prima è di seguire l'istinto, andare al supermercato più vicino ed acquistare un pacco dei famosi biscotti, sperando che a parte i sensi di colpa che ci assaliranno mangiandoli, possiamo avvertire anche un senso di appagamento dovuto ad un "ritorno alla natura".

La seconda possibilità è che decida di prendere l'auto e di andare nel campo di grano  più vicino, il che credo richiederebbe un'ora per andare ed altrettanto per tornare, sperando che la famosa orticaria mi permetta di guidare.

La terza, ed è quella che mi è sembrata più plausibile, è di destare il mio amato lievito madre dal sonno estivo e di metterlo all'opera per produrre del buon pane con cui fare merenda. D'altro canto, cosa c'è di più naturale del lievito naturale?

Certo che però fare merenda solo con una fetta di pane è un po' triste. Stendervi sopra un velo di confettura potrebbe essere la soluzione, ma perché non spalmarci sopra, come è giusto che sia, un po' di crema spalmabile di cioccolato e nocciole...ovviamente homemade?

Pane di segale e crema spalmabile di cioccolato alle nocciole

Pain de campagne

(da "La magia del forno" di P Hollywood)

Ingredienti:

650 g di farina bianca forte
100 g di farina di segale
500 g di lievito madre
15 g di sale
3,5-4,5 dl di acqua tiepida
olio extravergine d'oliva

Mettere le farine, il lievito e il sale in una larga terrina.
Aggiungere 3,5 dl di acqua e mescolare bene con le mani unendo poca acqua se necessario, fino ad ottenere una pasta morbida e un po' grossolana, prelevando tutta la farina dai bordi.

Ungere leggermente il piano di lavoro, trasferirvi la pasta ed iniziare ad impastare.
Proseguire per 5-10 minuti, finché l'impasto da umido non diventerà morbido e inizierà a formare una sottile pellicina.
Quando la pasta sarà morbida e setosa, metterla in una larga terrina unta, coprirla con un telo e lasciarla lievitare a 22-24°C per 5 ore o finché non raddoppia di volume.

Coprire due teglie con un telo ciascuna e spolverizzateli di farina o preparare due cesti di lievitazione.
Spolverizzare il piano di lavoro di farina e trasferirvi l'impasto.
Fare uscire tutta l'aria dalla pasta ripiegandola ripetutamente finché non sarà morbida.
Dividerla a metà e formare due ovali facendo un po' di pressione sulle estremità in modo che queste scendano leggermente e si formino delle punte.

Sistemare le due forme di pane sui teli e spolverizzarli ancora di farina.
Chiudere ogni teglia in un sacchetto di plastica e lasciare lievitare nuovamente a 22-24°C per almeno 13 ore, finché l'impasto non sarà raddoppiato di volume e tornerà subito indietro se lo si pizzica.

Quando la pasta è pronta, scaldare il forno a 190°C e foderare due teglie con carta da forno.

Trasferire i pani sulle teglie, poi praticare un taglio profondo al centro per tutta la lunghezza e due tagli in diagonale su ogni lato del primo.

Fare cuocere per 40 minuti, finché battendo la base del pane con le nocche non si senta un rumore sordo.

Lasciare infine raffreddare il pane su una gratella.

Crema spalmabile di cioccolato alle nocciole


Ingredienti:

400 g di cioccolato Guanaja 70%
280 g di cioccolato bianco
600 g di pasta di nocciole
80 g di olio extravergine d'oliva
120 g di olio di riso

Sciogliere il cioccolato nel microonde, unire la pasta di nocciole e gli olii e miscelare con il mixer ad immersione.
Mettere a stabilizzare in frigo per circa 20 minuti, poi mescolare nuovamente e conservare a temperatura ambiente.

Pane di segale e crema spalmabile di cioccolato alle nocciole

Non sarò andata in campagna, ma abbiamo fatto una merenda buona e preparata con ingredienti genuini.

Anna Luisa

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Calamari imbottiti di cous cous

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Calamari imbottiti di cous cous

Vi ho già proposto tempo fa la ricetta dei calamari imbottiti. La versione che vi presentai all'epoca era quella di casa mia, la classica versione napoletana con pane, uvetta e pinoli.

Essendo la Penisola molto vasta ed avendo una ricca tradizione gastronomica di mare, a seconda della Regione in cui ci troviamo, i calamari vengono riempiti in vario modo, per cui, se in Liguria troveremo anche gli spinaci nel ripieno, nel resto d'Italia il ripieno potrà essere composto anche da altre verdure come zucchine o melanzane. Anche il componente base che nella cucina napoletana è il pane, altrove viene sostituito dalle patate.

Pensando a quante varianti si possono realizzare di questa ricetta, che potrebbe essere tranquillamente considerata svuota-frigo all'occorrenza, mi sono imbattuta in una versione siciliana che non si discosta molto da quella napoletana. Ho voluto però cambiarla, dandole un'impronta più legata all'isola ed ho deciso di farcire i calamari con il cous cous.

Questo alimento di origine nordafricana, è molto utilizzato in Sicilia, tanto che ogni anno viene organizzato il Cous cous festival a San Vito lo Capo, quindi mi è sembrato adatto per farcire i calamari.
Tuttavia ho voluto dare comunque ai calamari una nota campana ed ho aggiunto un cucchiaio di colatura di alici di Cetara all'acqua del couscous.

Il risultato è un piatto nuovo, ma di cui si possono fare infinite versioni cambiandone semplicemente gli ingredienti.

Calamari imbottiti di cous cous

Calamaro imbottito di cous cous


Ingredienti:

4 calamari di media grandezza
150 g di cous cous
80 g di pinoli
50 g di uvetta
10 g di capperi dissalati
1-2 cucchiai do colatura di alici di Cetara
200 g di pomodori (del piennolo, possibilmente)
olio extravergine d'oliva (evo)
sale
semi di peperoncino

Calamari imbottiti di cous cous


Procedimento:

Pulire i calamari eliminando la sacca che contiene la penna di cartilagine e la pelle. In una padella mettere a riscaldare un paio di cucchiai di olio evo.
Tagliare a pezzetti i tentacoli del calamaro e metterli a rosolare nella padella per 5 minuti.

Nel frattempo, in una ciotola fare ammorbidire l'uvetta in acqua calda per 10 minuti.

Preparare il cous cous: mettere 3 dl di acqua in una pentola e portare ad ebollizione.
Quando l'acqua bollirà aggiungere la colatura di alici di Cetara ed il cous cous.
Coprire e lasciare riposare per 15 minuti

Trascorso il tempo sgranare il cous cous (con le mani o con la forchetta), trasferirlo in una ciotola ed aggiungere i pinoli, l'uvetta strizzata bene, i tentacoli dei calamari, i capperi ed un filo d'olio evo.
Salare leggermente e mescolare il tutto.

Con questo ripieno, farcire i calamari e chiuderli con l'aiuto di uno spiedino metallico.

Aggiungere un altro paio di cucchiai di olio evo nella padella in cui abbiamo fatto rosolare i tentacoli.

Riscaldare e fare rosolare i calamari girandoli in modo che prendano un colorito uniforme.

Dopo circa 5-10 minuti, quando i calamari saranno ben rosolati, aggiungere i pomodori tagliati a metà, salarli leggermente, aggiungere, se si vuole, dei semi di peperoncino e lasciare cuocere coperto per 15-20 minuti, finché i calamari saranno teneri ed i pomodori avranno prodotto un gustoso sughetto.

Servire caldi o freddi tagliati a fette.

Calamari imbottiti di cous cous

Come dicevo, di calamari imbottiti ne esistono infinite varianti, ma devo dire che questa la riproporrò sicuramente.

Anna Luisa

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Norvegia on the road, fiordi del sud: quarto giorno

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Lasciamo Aurland ed i suoi bei paesaggi con una visita alla chiesetta che è proprio vicino al nostro hotel, il Vangsgaarden Gjestgiveri. Ne approfitto anche per qualche foto della struttura diffusa che ospita le camere e della casetta in cui invece viene servita la colazione a buffet. Gli arredi interni sono proprio quelli di una casa d'altri tempi. Davvero originale fare colazione in un posto così.


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MTChallenge di Settembre: Gnocchi ripieni di genovese

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Gnocchi ripieni di genovese

Se mi chiedete un piatto che metta d'accordo tutta la famiglia, vi risponderò sicuramente gli gnocchi.
Piacciono ai bambini, ma piacciono anche agli adulti, forse in ricordo della loro fanciullezza o forse perché gli gnocchi sono un classico comfort food, un po' per la loro consistenza morbida, un po' per la loro capacità di legare con vari condimenti insaporendosi a dovere e donando una certa cremosità al condimento di turno.

Da bambina li adoravo letteralmente, tanto da mangiarli anche crudi e da costringere i miei genitori a nasconderli alla mia vista per non rischiare che i piatti arrivassero vuoti a tavola.

Nella nostra zona il condimento più utilizzato per gli gnocchi è il sugo di pomodoro con la mozzarella, i classici gnocchi alla sorrentina insomma, sia nella versione al sugo fresco, sia nella versione ripassata al forno. Fatto sta che tuttora, quando capita che mio padre ci inviti a pranzo la domenica e mi chieda cosa voglio, gli rispondo gli gnocchi alla sorrentina.

Eppure, nonostante il mio amore viscerale per gli gnocchi credo di averli fatti in casa solo un paio di volte. Annarita, vincendo l'MTchallenge della scorsa edizione, fortunatamente ci ha fornito non solo lo spunto per preparare agli gnocchi, ma anche delle ottime ricette per realizzarli in casa sia normali, che ripieni.

Proprio quest'ultima versione è quella che ho scelto di utilizzare per la gara del mese.
Pensando a come farcire e come condire gli gnocchi, mi è venuto in mente uno dei piatti della tradizione gastronomica partenopea: la genovese.

Solitamente questo piatto che potrebbe definirsi uno stufato con tante, tantissime cipolle, viene consumato come secondo, ma viene utilizzato anche per condire la pasta con un risultato che mi fa venire l'acquolina in bocca al solo pensiero.
Ho quindi pensato di farcire gli gnocchi con la carne della genovese e condirli con le cipolle, il tutto servito con una spolverata di cacioricotta cilentano...insomma degli gnocchi decisamente "made in sud".

Gnocchi ripieni di genovese

Gnocchi ripieni alla genovese

Ingredienti:

Per la genovese:
500 g di carne di manzo (quello che noi chiamiamo piccione)
600 g di cipolle bianche
100 ml di olio
2 carote
un bicchiere di vino bianco
sale e pepe

Per gli gnocchi:
600 g di patate bianche
130 g di farina 00 
1 uovo
Sale
Caioricotta cilentano

Gnocchi ripieni di genovese

Preparare la genovese. In un tegame, preferibilmente di coccio, fare rosolare la carne e le carote tritate nell'olio, sfumare con il vino e, quando quest'ultimo sarà evaporato, aggiungere le cipolle tagliate a fette sottili.
Coprire e lasciare cuocere per 3-4 ore, rigirando la carne e mescolando di tanto in tanto.
A fine cottura, quando le cipolle saranno brune, regolare di sale e pepe.

Prelevare 150 g di carne e frullatela aggiungendo un paio di cucchiai di sugo.
Prelevate dei cucchiaini di carne e formete tante polpette poco più grandi di una nocciola. 
Mettetele da parte.

Preparare gli gnocchi: lavate le patate e mettetele intere con la buccia a cuocere  in acqua fredda. Scegliere patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme.
Dopo circa 30/40 minuti (dipende dalla pezzatura) saranno pronte.

Appena pronte scolate e privatele della buccia, schiacciatele, allargatele sulla spianatoia per far uscire il vapore poi inserite poco alla volta la farina, l’uovo e compattate a formare una pagnotta.

Fate dei salsicciotti piuttosto grandi e prelevate una porzione di circa 20 g, appiattitela e inserite una polpettina di carne tritata della genovese.
Richiudete intorno al ripieno fino a sigillare completamente. Fate roteare tra le mani per dare una forma tondeggiante.
Continuate fino a esaurimento dell’impasto. Passate gli gnocchi su un riga-gnocchi.

Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata fino a che saliranno a galla, scolateli e passateli nel sugo caldo della genovese.
Prima di servire spolverizzare con il cacioricotta.

Gnocchi ripieni di genovese

Se normalmente gli gnocchi sono un comfort food, ripieni e conditi con la genovese, sono diventati una vera goduria.

Anna Luisa

Con questa ricetta partecipiamo alla sfida n° 59 dell'MTchallenge






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Pizzeria la Lanternina di Vincenzo Feldi ad Acerra

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Diciamolo subito, da buon napoletano, fino a poco tempo fa, ero molto diffidente sulla bontà della pizza fuori Napoli città. Ultimamente però ho avuto diverse occasioni in cui mi sono dovuto ricredere, andando anche fuori provincia. Stavolta invece restiamo in provincia di Napoli, precisamente ad Acerra dove abbiamo potuto degustare le pizze di Vincenzo Feldi all'interno della sua pizzeria, La Lanternina, ad Acerra. Trovo che non ci sia cosa migliore del partire scettici e rimanere piacevolmente sorpresi. E' molto peggio avere un'alta aspettativa e rimanere delusi.
Vincenzo ci accoglie molto cordialmente nel suo locale, e volendo farci gustare al meglio le sue pizze, decide di rinviare gli assaggi delle altre specialità, come i fritti, a dopo la degustazione delle pizze.






La prima pizza che ci viene proposta è la Regina, con provola di bufala, coni di bresaola ripieni di ricotta di bufala con un po' di granella di nocciole e fiori di zucca crudi. Rimaniamo subito piacevolmente sorpresi, per il gusto intenso della pizza e la bontà e sofficità dell'impasto semintegrale di farina Petra.

Regina con provola di bufala, coni di bresaola ripieni di ricotta di bufala con un po' di granella di nocciole e fiori di zucca crudi



Già dalla prima pizza avevamo capito che qui si utilizzano solo prodotti selezionati e ciò ci viene confermato dalla seconda pizza assaggiata che è una Cetarese, con mozzarella di bufala, acciughe e tonno di Cetara. Qui si sente un po' il contrasto caldo/freddo tra impasto ed ingredienti, ma data la bontà e freschezza al gusto degli stessi, è un vero piacere.

Cetarese, con mozzarella di bufala, acciughe e tonno di cetara




La terza pizza invece abbina ed esalta due diversi pomodori della zona, il ciliegino giallo ed il datterino. Pizza apparentemente semplice, ma molto gustosa e ben bilanciata negli ingredienti.

Pizza con pomodoro ciliegino giallo e datterino


Terminiamo con un'altra pizza molto interessante, che si trova solo nel periodo estivo, in quanto prevede l'ultilizzo dei fichi freschi con la pancetta, i pomodorini e la mozzarella. Sarà che pizza e fichi è un abbinamento classico, ma anche se a prima vista può far storcere il naso a qualcuno per la presenza de fichi (di certo non a me!), io vi dico, prendetela e non ve ne pentirete! Il salato/grasso della pancetta si abbina perfettamente alla dolcezza del fico, lasciandovi una bocca perfetta.

Pizza con fichi freschi con la pancetta, i pomodorini e la mozzarella



Solo dopo capiamo perché ogni pizza gourmet provata fosse molto equilibrata. Vincenzo Fedeli della Lanternina, infatti, nasce come chef, e quindi ha quell'attenzione (e soprattutto la capacità!) di proporre abbinamente mai casuali (come, ahimé avviene in altri casi, abbinando prodotti gourmet che però poi non si amalgamano bene tra di loro), ma sempre ben studiati ed equilibrati.

Altra proposta non assaggiata con prosciutto crudo, lattuga, mozzarella e pomodorino giallo

Per avere un'idea (più) completa (ma non certo esaustiva) della sua cucina, assaggiamo anche i suoi fritti. La particolarità (e decisamente nota positiva) è che la frittura avviene in olio extra vergine d'oliva e si sente quando si assaggiano la frittatina (ottima!) o il crocché di patate (in versione pepata e particolare, ma che non dispiace affatto, anzi!) o il fior di zucca ripieno, croccante ed asciutto fuori e morbido dentro.

Crocché di patate e frittatina di pasta
Fiore di zucca fritto ripieno di ricotta

Non si poteva chiudere una serata così se non col re dei dolci napoletani, ovvero un bel babà versione famiglia, con panna e frutta.
Babà napoletano


Quindi direi che mi sembra chiaro che se vi trovate da quelle parti (ma io vi consiglio anche di andarci appositamente), non vi fate sfuggire l'occasione di provare questa pizzeria e poi mi direte.

Foto di gruppo con lo staff de La lanternina

Pizzeria La Lantenternina di Vincenzo Feldi
Via Vittorio Veneto, 85
Acerra (NA)
0815200413

Fabio