martedì 8 maggio 2018

Blog tour con Anek Lines: cosa vedere ad Ancona



Negli anni abbiamo avuto modo di girare praticamente tutta l'Italia, sono davvero pochi (ok, lo so che comunque ce ne son ancora tanti da vedere) i posti che non abbiamo visto e tra questi, pur essendo stati nel passato anche nelle Marche, Ancona.
Lo diciamo sempre, purtroppo Tirreno ed Adriatico sono mal collegati ed un solo fine settimana non è sufficiente per visitare e godersi appieno quei posti.
L'occasione per visitare Ancona è stato il blog tour a cui siamo stati invitati da Anek Lines, la compagnia di traghetti che ci porterà a scoprire un pezzettino di Grecia: Lefkada, di cui vi parlerò approfonditamente nei prossimi post.
Proprio a causa di quella distanza di cui vi dicevo, siamo arrivati ad Ancona il giorno prima di partire per la Grecia, ovvero il 25 Aprile scorso, approfittando anche del fatto che fosse festa.
Arrivati all'agriturismo nel primissimo pomeriggio, abbiamo sicuramente il tempo di farci un'idea della città. L'agriturismo è una bella struttura immersa nel verde, ma ben collegata alla strada principale. Le camere (o meglio, gli appartamenti, dotati anche di cucina) sono spaziosi e confortevoli. Il personale è gentile e disponibile. La colazione semplice, con buoni prodotti, da agriturismo. Ci sono anche la piscina, una piccola area per i bambini ed una palestra all'aperto. E' possibile anche acquistare i prodotti dell'agriturismo. Grazie anche ai consigli che ci vengono dati alla reception, partiamo subito alla scoperta di Ancona.




Distiamo solo una decina di minuti dal centro, cerchiamo un parcheggio dove lasciare la macchina e scopriamo che nei giorni festivi è aperto solo il parcheggio Stamira. Non male comunque come posizione, proprio in centro. Anzi, siamo abbastanza vicini al viale della Vittoria, un lungo viale alberato, isola pedonale dove  tanti anconetani e turisti fanno una passeggiata in direzione Passetto, la più nota spiaggia rocciosa di Ancona.
Arriviamo così in piazza IV novembre dove troviamo il monumento ai caduti della prima guerra mondiale in pietra bianca d'Istria.
Alle spalle del monumento c'è la grande scalinata che conduce al mare. A quest'ora del pomeriggio questo tratto di costa è già in ombra, probabilmente il sole si gode benissimo al mattino.













Visto che ci sono tante persone che passeggiano, decidiamo di scendere. Molto caratteristiche le porte colorate di quelli che ci sembrano un po' depositi di barche, un po' case al mare o comunque col necessario per trascorrere delle giornate a due passi dal mare.
Dopo averne percorso un pezzo, decidiamo di tornare indietro per visitare il centro. Per velocizzare (ok, per evitare di rifare la scalinata a salire, diciamolo), usiamo l'ascensore panoramico che svetta lungo la scogliera che offre una bella vista sul promontorio del Conero e sui dintorni (1€ a/r).



















Ripercorriamo il viale della Vittoria ed arriviamo a piazza Cavour, di recente riqualificazione e percorrendo il corso Garibaldi, troviamo di fronte la chiesa del Santissimo Sacramento. Già intravediamo i grossi traghetti presenti nel porto. Passiamo davanti anche al bel teatro delle Muse dove diverse persone sono in attesa di entrare a vedere qualche spettacolo.










Percorrendo via della loggia, con bei palazzi antichi, passiamo davanti alla chiesa di Santa Maria della piazza che cattura la nostra attenzione. Esempio di stile romanico, fu costruita sui resti di una chiesa paleocristiana.
La parte più interessante è proprio quella dei resti della chiesa paleocristiana, con dei bei mosaici del IV e del VI sec. d.C.










Altro suggerimento che ci era stato dato in agriturismo era quello di arrivare alla lanterna rossa che si trova alla fine del porto per godere di una bella vista su tutta la città.
Camminando per il porto si incontrano l'Arco di Traiano e la porta Clementina. Per raggiungere la lanterna rossa non bisogna passare in mezzo all'arco di Traiano (la strada finisce), ma bisogna rimanere nella parte bassa, pedonale. Dopo aver superato una struttura verde, c'è un piccolo passaggio attraverso al muro. Un'altra piccola passeggiata e si arriva alla lanterna. Effettivamente da qui c'è una bella vista di tutta la città, sul porto e sulla parte che si sviluppa lungo la collina.




















Visto che dobbiamo incontrarci con la nostra amica Eleonora, torniamo verso il centro, prendiamo l'ascensore pubblico gratuito che ci porta a piazza Stracca dove ci sono il Palazzo degli anziani, antica sede del comune e la chiesa del Gesù, opera di Vanvitelli con la sua tipica facciata semicircolare a colonne. Passiamo davanti al museo archeologico nazionale delle Marche, prima di affrontare lo scalone Nappi che ci conduce nel piazzale del Duomo dedicato a San Ciriaco. Purtroppo lo troviamo chiuso, ma da qui è anche possibile ammirare un bel panorama sulla città visto che si trova nel punto più alto.








Ci ricongiungiamo con Eleonora e Luca che nel frattempo sono arrivati e ne approfittiamo per andare a visitare assieme a loro il vicino anfiteatro romano che ancora non abbiamo visto. Dopo l'arco di Traiano, si tratta del più importante resto romano in città. Anche questo è chiuso, ma si può ammirare dall'esterno.



Visto che di salita non ne abbiamo fatta abbastanza, completiamo il giro al parco del Cardeto. Anche da qui ci sono degli scorci interessanti sulla città e visto che ormai è l'ora del tramonto, ce lo godiamo da quassù.
All'interno del parco c'è anche l'antico faro. Da qui si scorge la bella e tipica costa delle Marche di pietra calcarea che scende a mare regalando spiagge bianchissime e mare dai colori bellissimi.
Andiamo a fare un aperitivo a base di vini e prodotti locali su corso Mazzini, dove si può vedere anche la fontana del Calamo o delle 13 cannelle, prima di chiudere la serata al pub tra chiacchiere, cibo e birra.













Ritorniamo all'agriturismo, domani infatti, anche se con calma, ci aspetta l'imbarco sul traghetto Anek Lines che ci porterà ad Igoumenitsa da dove raggiungeremo Lefkada.
Troverete tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO.

Fabio

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