Il memoriale del campo di concentramento di Dachau è una visita che si può fare in giornata da Monaco di Baviera.
Memoriale del campo di concentramento di Dachau
La visita di luoghi come il Memoriale del campo di concentramento di Dachau, poco fuori Monaco di Baviera, sicuramente è una esperienza forte che tocca la sensibilità di tutti i visitatori al ricordo degli orrori compiuti dal nazismo.
Visitare le varie zone, vedere le gigantografie e leggere la storia del
campo di concentramento di Dachau sui tabelloni nel museo, ma
soprattutto visitare la palazzina dove c'è la camera a gas e poi quella
coi forni crematori non può lasciare indifferenti e fa solo immaginare
le assurde atrocità commesse qui dall'uomo.
Per raggiungere il campo di concentramento di Dachau da Monaco di Baviera, a parte che con un proprio mezzo, si può prendere il treno della linea S in direzione Dachau/Petershausen che impiega 25 minuti dalla stazione centrale di Monaco, la Hauptbanhof.
Da qui occorre prendere il bus n° 726 in direzione “Saubachsiedlung” fino ad arrivare alla fermata “KZ-Gedenkstätte”.
L'ingresso al campo di concentramento di Dachau è gratuito. Si paga solo il parcheggio (se si viene con un proprio mezzo), 3€, ed eventualmente, il noleggio dell'audioguida a 4,50€. Sinceramente consiglio di prenderla perché la visita diventa sicuramente più interessante e completa anche se i punti dove si può ascoltare l'audioguida sono davvero tantissimi e quindi magari comunque si fa una selezione.
Il campo di concentramento di Dachau è il primo ad essere stato realizzato nel 1933 su decisione di Himmler, a soli 16 km di distanza da Monaco di Baviera e servì da modello per gli altri campi che furono realizzati successivamente in altri luoghi non solo per la tipologia di costruzione ma anche per l'orrore ed il modo di operare delle SS. Fu scelto questo luogo per deportare gli indesiderati perché precedentemente era stato un deposito di munizioni durante la Prima guerra mondiale.
Poi il campo fu allargato dai detenuti stessi fin ad arrivare alla grandezza definitiva di circa 300 m per 600 m.
Per dare un'idea, qui passarono più di duecentomila persone e circa 41500 persero la vita qui.
Lasciata alle spalle la biglietteria, si prosegue verso l'ingresso del campo di concentramento.
Si notano meno, perché sono parzialmente non presenti e poco lontano dal cancello di ingresso, ma anche qui ci sono i binari del treno che arrivava per scaricare i deportati. Quindi sotto questo punto di vista, meno impattante di quanto accade ad Auschwitz e Birkenau in Polonia, vicino Cracovia (di cui vi consiglio di leggere il post).
Anche sul cancello di ingresso del campo di concentramento di Dachau c'è la scritta "Arbeit Macht Frei" ovvero, "Il lavoro rende liberi" che dopo che sono state svelate le atrocità commesse in questi luoghi suona un po' beffarda.
Andando sulla destra, si arriva alle prigioni che nella loro desolazione e stato di abbandono, lasciano solo intuire le condizioni di vita dei detenuti.
Di fronte alle prigioni, in un'altra palazzina, c'è il museo con tantissime fotografie e didascalie a raccontare la storia e le storie del campo. L'audioguida vi dà la possibilità di ascoltare tantissimi racconti e storie.
Usciti dal museo, si possono notare il muro di cinta col filo spinato e le torrette dove chiunque tentasse la fuga veniva ammazzato.
Inoltre sono presenti all'interno del campo anche dei memoriali e dei luoghi di culto (ebraico, cattolico e russo ortodosso).
Accanto a due file di alberi, sono segnate con le pietre le basi dei 34 capannoni disposti su due file dove vivevano i prigionieri del campo. Ci sono solo due palazzine, che in realtà sono delle ricostruzioni, per rendere l'idea della vita al loro interno. All'interno di ciascuna di essa c'erano i dormitori, la zona dei lavatoi e dei gabinetti comuni.
Ogni baracca era pensata per ospitare poco più di 200 persone ma arrivarono ad essere presenti anche più di 1700. Le condizioni igieniche e di vita erano davvero pessime, soprattutto quando col tempo e negli ultimi anni, con lo scoppio anche della guerra il campo era decisamente sovraffollato.
Poi vi accompagnerà il silenzio fino ai luoghi di culto, silenzio interrotto dal solo suono della campana.
L'ultima parte della visita è sicuramente la più toccante e più intensa. Si arriva nella palazzina dove si passa prima per la sala dove i deportati venivano ammassati, poi si entra nella camera a gas.
Successivamente c'è la sala con i forni crematori, resisi necessari per "smaltire" l'enorme numero di persone che ogni giorno venivano uccise.
Il campo venne finalmente liberato il 29 Aprile del 1945, il giorno prima che Hitler si suicidasse, con l'entrata degli americani. Fu il penultimo ad essere liberato (l'ultimo fu quello di Mauthausen pochi giorni dopo) e al suo interno c'erano ancora più di 32000 prigionieri.
Una visita sicuramente da fare se si ha la possibilità, è un luogo della memoria ed è fondamentale sia per non dimenticare quello di cui è stato capace l'uomo, sia per evitare che un simile orrore si possa ripetere.
Potete leggere anche il post relativo a Cosa vedere a Monaco di Baviera e dintorni in due giorni (a breve online).
Fabio
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