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Islanda, nono e decimo giorno: alla ricerca delle balene e poi verso i fiordi orientali

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Ci attendono il nono e decimo giorno del nostro on the road in Islanda.


Islanda on the road, diario di viaggio, nono e decimo giorno: alla ricerca delle balene e poi verso i fiordi orientali


Nono giorno




Whale watching da Husavik

Questa mattina abbiamo in programma di andare a vedere le balene. Ad una sessantina di chilometri da Myvatn infatti c'è Husavik, base di partenza di numerose compagnie che da qui portano i turisti in cerca di cetacei. La compagnia che abbiamo scelto è la North sailing.

Ci muoviamo presto per essere in tempo per fare i biglietti. La visibilità non è ottima, il cattivo tempo che ci accompagna da qualche giorno non allenta la morsa. Il mare è agitato e ne risento. Per fortuna dopo un'ora e mezza di navigazione avvistiamo le balene. Si tratta di Minke whales, balenottere minori. Le avvistiamo, le rincorriamo e le perdiamo. Non siamo mai fortunati per vederle proprio da vicino.

Whale watching da Husavik

Whale watching da Husavik



Canyon di Asbyrgi e Hljodaklettar

Ritornati a terra proseguiamo lungo la 85 per dirigerci verso il canyon di Asbyrgi. Il canyon a ferro di cavallo non ci entusiasma e vista anche la pioggia, decidiamo di proseguire per Hljodaklettar (le rocce dell'eco). Qui ci sono delle sorprendenti formazioni basaltiche: colonne, spirali, rosette e nidi d'ape. Il posto merita una visita, anche se il sentiero di circa un'ora non è sempre agevole.

Hljodaklettar-Formazioni basaltiche

Hljodaklettar-Formazioni basaltiche

Hljodaklettar-Formazioni basaltiche



Cascata Dettifoss e Selfoss

Proseguendo ancora lungo la 85 (la strada è piuttosto dissestata, è indispensabile il fuoristrada) arriviamo al pacheggio dal quale parte il sentiero per la cascata Dettifoss. E' la cascata con la maggiore portata d'acqua d'Europa. E' alta solo 44 metri, ma forse anche a causa delle piogge dei giorni precedenti la cascata è impressionante, fa quasi paura per il rombo e la quantità d'acqua.

Cascata Dettifoss

Cascata Dettifoss

 Da qui è possibile raggiungere a piedi, in circa 15 minuti un'altra cascata che si trova poco più a monte di Dettifoss, cioè Selfoss.

Cascata Selfoss

 Raggiungiamo la Ring road lungo l'ultimo pezzo di strada che è stato recentemente asfaltato e facciamo ritorno a Myvatn. Qui ci concediamo una cena da Vogafjos, ristorante all'interno del quale è possibile vedere dal vetro le mucche nella stalla attraverso il vetro della sala. Ci fanno un po' pena, c'è anche un vitello nato la mattina con la mamma che lo guarda e muggisce da lontano.

Cena da Vogafjos a Myvatn

Decimo giorno




Il giorno seguente avremmo in programma di visitare la caldera vulcanica dell'Askja che si trova all'interno dell'Islanda. Il programma sarebbe quello di percorrere la pista F88, per poi tornare verso la Ring road lungo le F905 e 910 e proseguire infine per Seydisfjordur, nei fiordi orientali.

Purtroppo, a causa delle abbondanti piogge dei giorni precedenti, la F88 è chiusa al traffico. Dovremmo fare un lungo percorso alternativo per andare e tornare senza avere la certezza di arrivarci perchè a volte queste strada dove è necessario guadare dei fiumi sono aperte, ma transitabili solo dai jeepponi con le gomme maggiorate, come avremo modo di scoprire più avanti.



Krafla

Cambiamo quindi programma. In attesa di sapere se ci sono dei voli turistici per visitare queste zone almeno dall'alto, torniamo in cima al Krafla per vedere due splendide caldere colorate. Il terreno è estremamente fangoso e sotto alle scarpe si formano delle vere e proprie zeppe di fango che dobbiamo spesso ripulire. Si tratta anche di un'area geotermica attiva. Percorriamo tutto il sentiero circolare che parte dall'area di parcheggio.

Krafla

Krafla

Krafla



Gròtagjà

C'è tempo per visitare anche Gròtagjà, una spaccatura lungo il terreno con all'interno una sorgente termale. E' possibile calarsi da una fenditura nella roccia per entrare in questa magnifica grotta con l'acqua azzurra fumante.

Gròtagjà



Modradalur e Bakkagerdi

Telefoniamo alla compagnia aerea per sapere se quel giorno effettuano tour. Purtroppo per noi è già tutto prenotato e dobbiamo desistere.
Lungo la R1 facciamo una breve deviazione per Modradalur per vederne la chiesetta.

Chiesetta di Modradalur

Arrivati all'altezza di Egilsstadir proseguiamo lungo la 94 per Bakkagerdi. Qui c'è la casa "più pelosa" del mondo. Una graziosa casa col tetto di erba lasciata crescere più del normale.

Casa più pelosa del mondo a Bakkagerdi



Seydisfjordur

Saliamo quindi sulle montagne del fiordo avvolti dalla nebbia prima di arrivare nella graziosa Seydisfjordur. Si dice che sia il più bel fiordo d'Islanda. A causa del tempo, meteorologico e cronologico, avremmo modo di starci e godercelo poco.

Seydisfjordur

Sistemati presso l'hotel Snaefell (carino, ma camere decisamente piccole), ceniamo al ristorante dell'Hotel Aldan, di cui lo Snaefell fa parte.

Cena all'hotel Snaefell-Seydisfjordur

Cena all'hotel Snaefell-Seydisfjordur

Cena all'hotel Snaefell-Seydisfjordur

Trovate tutto il diario di viaggio del nostro on the road in Islanda nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella dedicata all'Islanda.

Invece qui potete leggere il seguito del nostro viaggio.

Fabio

4 commenti

  1. Che posti meravigliosi!! Vi invidio un po'! ;)

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  2. Grazie Carla! E' stato un viaggio stupendo.
    Fabio

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  3. Ahah, la gita per vedere le balene è stata la cosa più deludente che abbiamo fatto! Fidatevi: voi avete visto moltissimo! Noi ne abbiamo "vista" una sola, cioè: la pinna!

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  4. Non è stata entusiasmante neanche per noi. In altri posti ne abbiamo viste di più, più da vicino e...col mare calmo! :-D
    Fabio

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