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Islanda, terzo giorno: verso i fiordi occidentali e Làtrabjarg

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Contrariamente alla maggior parte dei visitatori dell'Islanda che tirano diritto lungo la Ring road verso Akureyri, noi abbiamo deciso di dedicare 3 giorni della nostra vacanza ad una regione, quella dei fiordi occidentali, che è una delle più selvagge di tutta l'isola e che a torto viene saltata il più delle volte.


Islanda on the road, diario di viaggio, terzo giorno: verso i fiordi occidentali e penisola di Làtrabjarg



Questo lembo di terra a forma di cresta di gallo è collegato al resto dell'isola da una striscia di terra di pochissimi km. Qui di vere e proprie città ce n'è una sola, Isafjordur, nella parte centrale. Per il resto si tratta di paesini molto piccoli. Bisogna sempre fare il pieno all'auto per evitare di rimanere a secco.



Traghetto Baldur

Invece di percorrere la lunga strada che dall'interno ci avrebbe condotti verso la parte meridionale dei fiordi occidentali, optiamo per il comodissimo traghetto Baldur che parte da Stykkishòlmur alle 9 ed in 3 ore, facendo anche uno scalo presso la piccolissima isola di Flatey, giunge a Brjanslaekur.

Traghetto Baldur da Stykkishòlmur

Traghetto Baldur da Stykkishòlmur

Dopo il bis dell'abbondante colazione presso il nostro B&b Baenir & Braud ci avviamo verso il molo per l'imbarco dell'auto. Bisogna essere lì 30 minuti prima della partenza.


Navigazione sul traghetto Baldur

Navigazione sul traghetto Baldur

 Durante la navigazione veniamo avvisati tramite la diffusione interna che c'è uno squalo e ci precipitiamo sui ponti per vederne la pinna dorsale.

Navigazione sul traghetto Baldur

Puntuali, sbarchiamo. In realtà non c'è un vero e proprio paesino all'arrivo, merita però una sosta la chiesetta situata poche centinaia di metri più avanti lungo la strada.

Chiesa dopo lo sbarco dal traghetto Baldur

Subito veniamo in contatto con lo splendido paesaggio dei fiordi occidentali.
In Islanda è facile dimenticarsi che ci sono altre macchine per strada. Si fanno tantissimi km senza incontrarne nessuna. Ciò da la possibilità di fermarsi anche in modo poco ortodosso lì dove si avvista qualcosa di interessante: sia il paesaggio, sia qualche animale che attira l'attenzione e richiede una sosta al volo.

Paesaggio dopo lo sbarco dal traghetto Baldur

Paesaggio dopo lo sbarco dal traghetto Baldur

Pecora dopo lo sbarco dal traghetto Baldur

Pecore dopo lo sbarco dal traghetto Baldur

Lungo la strada, probabilmente ad Hagi, non sempre è facile capire in Islanda precisamente dove ci si trovi, ci imbattiamo in un'altra bellissima chiesetta. Qui le fanno da contorno dei fiori lilla.

Chiesa ad Hagi

Chiesa ad Hagi

Chiesa ad Hagi
Ripresa la strada, sotto una leggera pioggerella, giungiamo a Saudlauksdalur dove è possibile vedere arenato il relitto di una nave. Un tempo era facile che qui non si vedesse la costa sabbiosa, ora ci sono i fari ad ovviare al problema.

Relitto di una nave a Saudlauksdalur

Relitto di una nave a Saudlauksdalur

Paesaggio dopo Saudlauksdalur

Lungo la strada siamo "costretti" a 2 soste. La prima presso una spiaggia di sabbia dorata che dall'altra parte ha dato vita a delle vere e proprie dune.

Paesaggio dopo Saudlauksdalur

Paesaggio con dune dopo Saudlauksdalur

 La seconda quando tra le nuvole e la foschia, il Sole ci regala un arcobaleno sull'acqua dai colori caraibici.

Mare dopo Saudlauksdalur

Mare dopo Saudlauksdalur



Chiesa di Breidavik

Dopo aver passato la chiesetta di Breidavik, la strada si inerpica per gli ultimi 5 km prima di arrivare alla fine della penisola di Làtrabjarg.

Chiesa di Breidavik



Penisola di Làtrabjarg (pulcinella di mare)

Le spettacolari scogliere raggiungono i 400 metri di altezza e si estendono per 12 km. Sono il posto più occidentale d'Europa oltre che luogo ideale per la nidificazione degli uccelli che copiosamente la abitano in quanto le forti correnti marine portano grandi quantità di pesci alla sua base.
E' uno spettacolo nello spettacolo vedere i gabbiani risalire da giù come un lungo fiume continuo sfruttando le correnti ascensionali nei pressi della scogliera.

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

 L'attesa cresce. Qui speriamo di vedere numerosi i pulcinella di mare, i simpatici uccelli dal becco coloratissimo. Siamo quasi a metà Agosto, periodo in cui migrano, speriamo di essere ancora in tempo. Saliamo lungo il sentiero sferzato da un forte vento che viene dal mare. Ci avviciniamo al margine della scogliera e subito ne scorgiamo uno e poi subito un altro!

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

 Bisogna avvicinarsi un po' ai bordi della scogliera per fotografarli, in piedi o, meglio, sdraiati a terra, ma ne vale la pena! E' di pochi giorni prima la notizia che un turista tedesco ha perso la vita qui avendo ceduto il lembo di roccia da cui fotografava e questo ci spinge a maggiore prudenza anche se la voglia di vedere i pulcinella ha la meglio. Gli scatti si susseguono ininterrottamente. Sono buffissimi quando camminano, sembrano piccoli pinguini impacciati.

Scogliera alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Sono talmente belli che anche se vengono regolarmente cacciati e mangiati in Islanda, quando li troviamo nei menu dei ristoranti preferiamo non provarli. Anche perché sappiamo di altri posti dove c'erano i pulcinella di mare e poi sono scomparsi anche a causa del consumo che se ne faceva.

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Pulcinella di mare alla penisola di Làtrabjarg

Scendendo non possiamo che guardare ammirati lo splendido paesaggio mentre altre pecore ci fanno compagnia lungo la strada.

Strada verso la penisola di Làtrabjarg

Strada verso la penisola di Làtrabjarg

Strada verso la penisola di Làtrabjarg

Strada verso la penisola di Làtrabjarg

Strada verso la penisola di Làtrabjarg

Si sta facendo tardi e ci dirigiamo verso Bildudalur, dove pernotteremo.

Bildudalur

Bildudalur

L'unico ristorante aperto chiude alle 20:30, sono le 20:20 e non ci accettano e così ci accontentiamo di un tramezzino al bar annesso al ristorante e prendiamo qualcosa per la colazione dell'indomani visto che abbiamo prenotato un appartamento senza colazione compresa.

Siamo pronti per continuare ad esplorare il Vestfirdir, i fiordi occidentali. Qui trovate il racconto del quarto giorno.

Trovate tutto il diario di viaggio del nostro on the road in Islanda nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO ed in quella dedicata all'Islanda.

Fabio

8 commenti

  1. Continuo a seguirvi, con gli occhi e con il cuore!

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  2. Il viaggio si fa sempre più interessante, vi seguo con il fiato sospeso ed intanto vi ringrazio per le bellissime foto in particolare quelle dei pulcinella....mi avete commosso! maria

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  3. Che dirvi... meraviglioso questo viaggio, continueremo a seguirlo...
    Complimenti, le foto sono stupende ...
    Ciao a presto ...

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  4. @Grazie mille Ricky ;-)

    @Maria: ci saranno un sacco di altre cose belle durante questo viaggio. Siamo solo all'inizio.

    @I viaggi del goloso: in effetti, dal nome e dal blog, abbiamo tante cose in comune. :-)

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  5. I pulcinella di mare sono bellissimi.
    Avete fatto bene a non mangiarli, è giusto non incrementarne la caccia.

    Foto da sogno, che fanno venir voglia di saltare sul primo aereo per l'Islanda!

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  6. Mapi, in alcuni posti sono spaarite proprio per il consumo. E poi sono così buffi e carini che non si può pensar di mangiarli, anche se ci hanno assicurato che sono deliziosi.
    Questo diario serve anche a fare unpo' i pubblicità ad un Paese che io considero tra i più belli al mondo. Natura e basta.
    Fabio

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  7. I fiordi occidentali sono davvero imperdibili. Col senno di poi effettivamente mi rendo conto che su quella scogliera, per fotografare i pulcinella sempre più vicini, ho rischiato la vita, soprattutto se penso che mi sono spaccata il naso passeggiando sulla spiaggia :D Per fortuna sono qua a raccontarlo :D

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  8. La tentazione di avvicinarsi sempre di più al margine della scogliera c'è sempre. Noi abbiamo beccato anche un vento molto forte...per fortuna soffiava da mare. Ma per vedere i bellissimi pulcinella ne è valsa la pena!
    Fabio

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