martedì 28 giugno 2016

Vienna: terzo giorno (prima parte)


Dopo aver raccontato il primo ed il secondo giorno a Vienna, siamo pronti per un'altra giornata intensa in giro per la capitale austriaca. Già siamo molto contenti per quello che abbiamo visto e sappiamo che anche oggi vedremo altrettante cose belle. L'unica variabile è il tempo. Le previsioni non sono buone al pomeriggio e così rivoluzioniamo leggermente i programmi dopo averne discusso un po' a colazione e siamo subito in strada.
Per velocizzare gli spostamenti, abbiamo fatto il biglietto della metro che vale 24 ore (7,60 € contro i 2,20 € della corsa singola. Abbiamo infatti in programma di spostarci in diverse zone non sempre vicine e quindi ci torna comodo (bisogna fare almeno 4 corse in un giorno perché sia conveniente). La prima visita in programma è la Karlskirche, un capolavoro del barocco viennese. Avevo già visto qualche foto su internet prima di partire per valutare cosa vedere, perché a Vienna c'è davvero tanto da fare ed è necessaria una selezione se il tempo a disposizione non è tantissimo e mi era piaciuto il fatto che la chiesa si specchiasse nell'antistante fontana (probabilmente dà il meglio di sé al pomeriggio, col sole frontale).










Ha una cupola in rame alta 73 m e la particolarità di questa chiesa è che all'interno è stata creata una struttura con un ascensore e le scale che permettono di arrivare fin dentro la cupola, guardando così da vicino gli affreschi di Rottmayr che rappresentano l'apoteosi di San Carlo Borromeo.
Abbiamo iniziato da qui il giro perché abbiamo anche in programma di andare a visitare il vicino Naschmarkt, un mercato cittadino davvero molto grande, che si sviluppa lungo ben 500 m. C'è una parte dedicata ai generi alimentari e poi un'altra dedicata al vestiario e all'antiquariato (quest'ultimo solo il sabato). Poi ci sono anche tanti locali dove fare colazione o pranzare. Non a caso è molto affollato già di prima mattina, ma un giro nei mercati per noi è immancabile per conoscere meglio un posto.





















Da qui ritorniamo in centro per visitare altre belle strutture del quartere dei musei. Iniziamo dallo Staatsoper, il più importante palcoscenico di Vienna per la lirica e la danza. Apprezziamo la bellezza di questo edificio neorinascimentale solo dall'esterno.
Di fronte al teatro invece c'è un altro museo, l'Albertina, che pure ammiriamo solo dall'esterno, riservandoci poi queste visite per quando ritorneremo d'inverno nei prossimi anni per vedere i mercatini di Natale, quando anche le temperature invoglieranno a prendere un po' di calore in posti chiusi.















Proprio tra il teatro e l'Albertina c'è l'hotel Sacher e per evitare di tornarci di nuovo più tardi (sono ormai le 11:30), facciamo una sosta per mangiare una fetta della famosissima Sacher Torte. L'ambiente è davvero magnifico! E la torta (a nostro avviso), con la farcitura all'albicocca anche al centro, molto più buona di quella di Demel (ecco, l'abbiamo detto ;-)).





Percorriamo a piedi il Burggarten, con la statua dedicata a Mozart, quindi passiamo fuori al Kunsthistorische museum e al Naturhistorisches museum per arrivare a Maria Theresien platz, fino all'ingresso dell'Hofburg. Qui ci sono davvero tantissimi turisti ed anche una manifestazione dedicata al vino.
























La seconda parte del terzo giorno, con Grinzing, il castello del Belvedere ed il Prater tra un paio di settimane a causa della nostra partenza per le vacanze estive.
A presto!

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Fabio

7 commenti:

  1. Mia figlia abita vicino al Nashmarkt, quindi non manco mai di farci un salto. E vedo un sacco di cose che vorrei portarmi e non posso! Tipo piantine di menta cioccolato o menta ananas...

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  2. Avevo visto un servizio in tv su questo mercato, me ne ero innamorata!! Da non perdere assolutamente!! Ve la siete proprio goduta Vienna e ce la state facendo godere anche a noi!!
    Buona serata!!

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  3. Lo ammetto: tornerei a Vienna solo per riassaggiare la Sacher :P con queste foto fate venire una voglia di dolce assurda!

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  4. Guarda non è la prima volta e da anni che sento persone insoddisfatte di Demel. Evidentemente è come andare in via Veneto a Roma: per il cibo non lo consiglierei mai e poi mai.
    Io non ho assaggiato nessuna delle due, ma sono rimasta conquistata dai Gebackene Mausen mit schokoladen sauce (ortografia di fantasia), delle specie di tortelli fritti annegati in una salsa al cioccolato e frutti di bosco e frutta che ho mangiato un Capodanno. La Sacher me la preparo io, anche perché trovo che siano sempre molto asciutte e dure e a me piace più morbida. Vienna invece a parte il Belvedere non mi ha entusiasmato, ma tutti i paesi tedeschi mi fanno quest'effetto. Ricomincio ad amare quelle zone a partire da Copenhagen, Ghent ecc.

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    1. I fattori che fanno piacere o non piacere un posto sono tanti. A noi è piaciuta davvero tanto Vienna e di città e capitali europee ne abbiamo viste davvero tante. Certo, Copenhagen, Ghent, sono posti splendidi! Per esempio a me ha un po' deluso Bruges (aspettativa troppo alta, forse). Le torte di Demel davvero non ci sono piaciute affatto! Ma anche lì è questione di gusti (ma non solo). E a volte capita di trovare posti meno conosciuti che poi invece sono una vera scoperta!

      Fabio

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    2. Brugge ha deluso anche me, troppo commerciale, troppo vantata, poco accogliente perché troppo turistica. Alla fin fine una piccola manciata di strade pittatissime e il resto, piccolo peraltro, lasciato un po' andare. Ma ho trovato splendida anche la cattedrale di Veurnes, dove siamo arrivati in bicicletta dalla minuscola stazione, attraverso i campi, in una giornata di sole invernale in cui sembrava che Febo Apollo avesse prestato tutti i suoi raggi al nord.
      In realtà ciò che non mi convince in Vienna come nelle piccole città tedesche è una sensazione di "città da operetta" che mi lascia l'impressione di posti angusti e soffocanti, chiusi. Certo Vienna ha elaborato una cultura molto ricca e innovativa sia musicalmente che sotto altri aspetti, tra il XVIII e l'inizio del XIX secolo. Mozart che peraltro non ci si trovava benissimo e andò a scrivere alcune delle sue migliori realizzazioni a Praga, e Freud, che fu trattato a lungo da eretico perverso, sono solo due nomi eccezionali di due geni patrimonio dell'umanità. Ma già Schnitzler mi fa venire voglia di scappare urlando da un mondo claustrofobico e perbenista se mai ve ne furono, come già notava Giacomo Casanova. E lo ritrovo anche nell'aspetto della città, con le eccezioni che dicevo. Certo l'amministrazione austriaca in alcuni momenti fu anche positiva persino per certe zone d'Italia, come il Trentino. Nelle Fiandre e in Danimarca ritrovo invece paesi più aperti, sarà il mare, sarà una religione diversa, chissà e mi dispiace che siano così care, specie la Danimarca, da rendermi difficile conoscerle meglio. Ma questi sono ovviamente gusti individuali.
      Su Demel invece, mai sentita una persona dire: "Le più buone che abbia mai mangiato"! Il che insomma dopo un po' fa riflettere.

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    3. A me invece Vienna è piaciuta proprio tanto. L'ho trovata elegante e moderna allo stesso tempo, accogliente e molto piacevole da girare a piedi. Ma si sa che le impressioni individuali sono diverse e condizionate da molteplici fattori.

      Fabio

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