martedì 16 maggio 2017

Visita al rione Sanità a Napoli e cimitero delle fontanelle


Colonna sonora: Sanità    
(di Fede'n'Marlen)                                                                                             
 E' sempre difficile parlare della propria città, perché è inevitabile che i sentimenti prendano il sopravvento, soprattutto se si parla di un luogo, di un rione complesso ed affascinante allo stesso tempo come la Sanità. Uno di quei luoghi dove si vive la contraddizione, ma anche la speranza e forse la certezza che le cose siano finalmente cambiate o comunque stiano cambiando, in meglio. E' il luogo dove tutto è possibile, può essere un nuovo inizio o l'inizio della fine. Ma di sicuro è un luogo dove ci lascerete il cuore, come ce l'ho lasciato io. Quindi mi sembra chiaro però che se venite a Napoli, a parte tutte le bellezze classiche che potete vedere e di cui vi ho parlato QUI, inserite anche una visita (meglio se guidata) al rione Sanità. Per lungo tempo luogo non sicuro e da evitare, questo quartiere, come altri della città sta lentamente rifiorendo e mostrando le sue bellezze ai visitatori che decidono di andarci. Lo ammetto, essendo cresciuto con l'idea che fosse un posto da evitare, ci sono stato la prima volta lo scorso dicembre. Da quella volta ci sarò tornato almeno altre 3-4 volte e per motivi diversi. Infatti in questo post cercherò un po' di unire le varie visite fatte e le cose apprese in ognuna di esse.
Il giro può iniziare concretamente all'esterno del quartiere, cioè su via Foria, all'altezza della porta di San Gennaro. Per raggiungerla, le fermate della metro più comode sono Museo sulla linea 1 (la nuova, quella delle fermate dell'arte) e Cavour della linea 2 (la vecchia stazione dei treni metropolitani delle ferrovie dello Stato). Entrambe portano a Piazza Cavour, nelle vicinanze del museo archeologico nazionale.
Dicevo che il giro può partire dalla Porta San Gennaro, una delle tantissime porte della città, ma soprattutto la più antica. Troviamo delle testimonianze della sua presenza già nel 928. Si tratta di una porta che segnava il confine della città con la zona fuori le mura ed è stata dedicata a San Gennaro perché guarda in direzione delle catacombe che portano il nome del Santo, ma anche dei lazzaretti esistenti all'epoca, uno sguardo protettivo verso i più deboli. La porta ha una storia un po' particolare perché oggi si trova incastrata tra due edifici civili in quanto fu spostata e quindi perse i due torrioni laterali che possiamo invece vedere in altre porte della città come porta Capuana o porta Nolana.
La porta presenta un affresco del 1656 del pittore calabrese, Mattia Preti. Aveva ucciso un uomo e per questo motivo fuggì da Roma e andò a rifuguarsi a Napoli. Invece di essere condannato al carcere, la pena che gli fu inflitta fu quella di affrescare tutte le porte di Napoli. Sono rappresentati San Gennaro, San Francesco Saverio e Santa Rosalia. Inoltre ci sono un quadro della Vergine ed un busto di San Gaetano, inserito come ex voto.




Da qui, attraversando la strada, ci si può inoltrare nel quartiere Vergini. Subito ci si immerge nell'atmosfera del quartiere con le tante bancarelle del mercatino. Dopo pochissimi passi troviamo due edifici interessanti. Sulla destra, la chiesa di Santa Maria dei Vergini, dove fu battezzato Totò. Quest'anno ricorre il cinquantenario della morte dell'attore napoletano e ci sono state diverse iniziative di cui vi parlerò. Una delle visite guidate che abbiamo fatto infatti è stata dedicata proprio al popolare attore organizzata dall'Associazione culturale Artemis.



Di fronte alla chiesa invece troviamo il bellissimo Palazzo dello Spagnolo progettato dall'architetto Fernando Sanfelice. A partire dal '700 infatti si iniziò a vivere anche fuori dalle mura cittadine e per questo motivo furono costruiti bei palazzi sulla strada che portava alla Reggia di Capodimonte. Il palazzo è così chiamato perché fu acquistato da uno spagnolo, appunto, Atiensa, che poi purtroppo per lui, lo perse al gioco. Il palazzo è conosciuto anche come casa del fante, per un cavallo che vi è raffigurato o palazzo 'ro fascio (del fascio), in quanto qui si stabilirono dei gendarmi fascisti. Il palazzo dello Spagnuolo avrebbe dovuto ospitare il museo dedicato a Totò, ma attualmente  è in uno stato di fermo e di abbandono. Ovviamente c'è la speranza che venga aperto quanto prima.







Proseguendo, passiamo per la pizzeria Concettina ai 3 Santi. Concettina era la nonna dell'attuale proprietario, Ciro Oliva, che fa un'ottima pizza. Provate le sua pizza gourmet, ma anche le classiche, non ve ne pentirete. La pizzeria, dicevo, prende il nome dalla signora Concettina che la fondò, ma anche dall'edicola che raffigura 3 Santi, San Vincenzo, Sant'Alfonso e Sant'Anna, oltre alla Vergine che si trova proprio accanto all'entrata principale. Vi consiglio di andarci presto, soprattutto nel fine settimana perché spesso si creano lunghe code e attese.














Proprio nella strada di fronte alla pizzeria, precisamente in via Santa Maria Antesaecula, salendo un po' e tenendosi sulla sinistra, si trova la casa natale di Totò. La riconoscete dai cartelli affissi ai balconi, da una insegna in marmo attacata al palazzo e dai volontari che stanno cercando di mantenerne viva la memoria attraverso alcuni gadget dedicati all'attore che vendono sulle bancarelle. Salendo ancora, si trova una recentissima installazione con una delle sue frasi tipiche ("Signori si nasce, ed io lo nacqui"). Ancora più avanti si arriva a Via dei cinesi, dove sono state girate alcune scese dei suoi film. Coloro che conoscono bene i suoi film individueranno facilmente quali sono. Inoltre, subito dopo il ponte della Sanità troverete un'altra installazione con la sagoma di Totò, il principe della risata, chiamato così proprio per le sue nobili origini che cercherà di rivendicare nel corso della sua vita.













Tornando su via Sanità, subito dopo la pizzeria, sulla sinistra sempre, troverete Palazzo Sanfelice, progettato dallo stesso architetto e  che fece da modello per il palazzo dello Spagnuolo, dal quale si differisce per i colori e per alcune piccole modifiche che fuorono apportate nel tempo al progetto. Questo palazzo infatti alle spalle presenta un giardino che doveva esserci anche nel palazzo dello Spagnuolo ma che è presente solo qui. Salite per le sue scale e troverete anche un bel murales di un autore francese disegnato sul muro di una porta murata. La caratteristica di questi palazzi sono le scalinate ad ali di falco che danno quasi l'impressione che il palazzo possa collassare da un momento all'altro su se stesso. Da qui il soprannome dell'architetto "Ferdinà, liev't a sott", cioè, Ferdinando, togliti da lì sotto in quanto il palazzo sta per crollare. Fatevi raccontare del munaciello e della bella 'mbriana. Due personaggi molto popolari nella cultura locale.





Tra palazzo dello Spagnuolo e Palazzo Sanfelice merita una visita anche il palazzo nella curva, con la sua pianta ottagonale ed una bellissima doppia scalinata a chiocciola che era un'altra interessante novità.




Proseguendo, sempre sulla sinistra incontriamo vico Lammatari, un vicolo in cui i palazzi sono stati costruiti con dell'amido e si dice che il vicolo per questo motivi emani un cattivo odore.


Arriviamo in piazza Sanità, dominata dalla basilica di Santa Maria alla Sanità col suo bellissimo altare barocco, rialzato, la pianta a croce greca con 5 navate come le basiliche paleocristiane. Qui, degni di note, una sedia miracolosa per le donne che vogliono rimanere incita ed una statua di San Vincenzo Ferreri, detto il Monacone, con una serie di ex voto posti dalle mamme che hanno avuto un bambino per sua intercessione. Inoltre qui c'è il quadro della Madonna più antico presente in Campania. Lo riconoscerete dalla cornice dorata. All'interno della Basilica anche un quadro di Luca Giordano, prolifico autore di cui si trovano quadri eccelsi in tantissime chiede di Napoli, frutto del suo modo di lavorare estremamente celere. Merita una visita anche il chiostro esterno, sovrastato dal cosidetto ponte della Sanità che collega via Toledo con Capodimonte e arricchito da affreschi fatti con la tecnica del graffito. All'interno della Basilica ci sono anche le catacombe di San Gaudioso, visitabili solo attraverso una visita guidata. Ci si può iscrivere all'interno della Basilica. A sinistra dell'altare che il banco dell'associazione che fa le visite guidate.

























Sulla piazza è possibile ammirare altri 2 bei murales, di cui uno è dedicato ai bambini della Sanità.
Proseguendo sempre sulla strada principale, dopo il ponte troviamo un'altra piazzetta che è stata dedicata a Totò con una recentissima installazione con la sua inconfondibile sagoma.



Continuando, notiamo i bassi, le tipiche abitazioni popolari che avevano l'entrata sul livello stradale e che era anche l'unica fonte di luce e di aria per le stesse.
Con una passeggiata di 10 minuti circa si raggiunge il cimitero delle Fontanelle. Prima notiamo una casa in cui sono stati recuperati dei vecchi pozzi per la raccolta dell'acqua piovana (pozzi di acquaquiglia) ed una chiesa affrescata da un artista cileno, dal titolo "La primavera".












Il cimitero delle fontanelle è davvero un luogo unico e molto suggestivo. Non lasciatevi influenzare dal fatto che ci siano ossa e teschi dappertutto. Ma fatevi rapire dalle storie che sono legate ad alcuni di essi, come il Capitano ed i due fidanzati, Concettina, il teschio che suda ed altri. Il cimitero nacque proprio dall'esigenza di dare sepoltura a tantissime persone durante il priodo della peste. Poi le ossa furono catalogate e sistemate in una sorta di muretti a secco. Le persone cominciarono a prendersi cura di queste anime bloccate nel purgatorio, curando anche fisicamente questi teschi ( detti "capuzzelle") e dando loro anche un nome. In cambio di ciò, ovviamente si chiedeva una grazia o anche solo la fortuna nel gioco del lotto. Così, poi, per riconoscenza, venivano costruite delle casette (le "scarabattole"), all'interno delle quali venivano posti i teschi, in segno di ringraziamento e come ex voto.























Dopo questa intensa visita del quartiere, vi suggerisco una sosta da Poppella, sia dal padre, per provare i suoi taralli sugna e pepe, sia dalla pasticceria del figlio che produce i fiocchi di neve, dolce che sta spopolando in città. Una brioscina leggerissima con dentro una saporita crema di latte. Ora c'è anche un punto vendita in centro a Napoli, a via Santa Brigida.






Insomma, i motivi per dedicare una mezza giornata in giro per il rione Sanità ci sono tutti, quindi non perdetevela!
Ci sono diverse associazioni che fanno fare queste visite guidate, io vi consiglio anche la mia amica Ludovica, guida turistica campana.
Ovviamente, se venite a Napoli, fate un fischio per consigli e altro.


Fabio

9 commenti:

  1. Mamma mia Fabio che bella guida di questi quartiere della tua città! In cui Io sono stata sempre di passaggio, e che praticamente non conosco affatto(però il tempo di mangiare una pizza indimenticabile l ho avuto!). Posti assolutamente da vedere. Incredibile quel cimitero(un po come la cripta dei cappuccini a Palermo dove ho dovuto prendere il coraggio a 4 mani per decidermi a entrare...). Spettacolare la pizza, per non parlare dei taralli sugna e pepe..e di tutto l armamentario dei dolci! Spero proprio di venirci presto anche perché il mio sogno è sempre stato quello di visitare la tomba di leopardi! Mi porterò dietro questa tua guida! Ciao, buona serata

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    1. Grazie mille! Considera che questo è solo un quartiere, c'è tantissimo da vedere. Ovviamente se vieni da queste parti, fai un fischio :-)

      Fabio

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    2. Grazie mille! Considera che questo è solo un quartiere, c'è tantissimo da vedere. Ovviamente se vieni da queste parti, fai un fischio :-)

      Fabio

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  2. Sono stata a Napoli un paio di volte, ma non sono mai stata nel rione Sanità, peccato perchè è davvero particolare e caratteristico, un pezzo di Napoli che va visitato!
    Grazie per questo tour, anche se virtualmente, mi fa molto piacere scoprire questo quartiere!!

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    1. Ciao Silvia, sicuramente una visita da inserire in un secondo giro per la città o se si ha qualche giorno in più. Quartiere ancora verace :-)

      Fabio

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  3. Complimenti per questo bel reportage, davvero ben fatto! Purtroppo c'è ancora un brutto retaggio che spinge a considerare quei luoghi come non sicuri e non praticabili ma la realtà è ben diversa. E voi avete contribuito a demolire quel clichè! Le installazioni di Totò sono sfiziosissime. Ma cosa hanno fatto alla facciata della chiesa del cimitero delle Fontanelle? E' assai particolare!
    E un'altra cosa: voglio sperare che tutte le foto dei piatti della Pizzeria Concettina non risalgano ad un "unica seduta" :D Il piatto con la scritta Vasnicola è TOP! ;)

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    1. Vero! Io ero il primo ad avere pregiudizi e difatti non mi ero mai spinto neanche a vedere il cimitero delle fontanelle, per paura che fosse un luogo pericoloso. Dopo la prima visita ci sono tornato altre 3-4 volte e sempre con piacere e soprattutto senza nessuna percezione negativa.
      La chiesa l'hanno proprio caratterizzata con dei motivi sudamericani :-D Un po' di colore :-)
      No, no, in più volte ed in più persone anche. Però bella carrellata, vero? :-D

      Fabio

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  4. Adoro Napoli ma purtroppo il tempo a disposizione per visitarla è sempre poco e non son mai riuscita a spingermi fino al Rione Sanità. Ti dirò la verità, un pochino c'è influisce proprio l'idea che sia un luogo poco sicuro, ma hai saputo farmi cambiare idea.
    E poi vogliamo parlare di quella pizza!? Basta da sola a farmi venir voglia di precipitarmi a Napoli :)

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    1. Vero, lo capisco. I tempi per fortuna sono cambiati. E' davvero una visita che merita (meglio se guidate per apprezzarne tante cose). E poi c'è quest'ottima pizzeria che da sola vale la visita :-D

      Fabio

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