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Cenando sotto un cielo diverso 2016 al castello di Lettere

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Se c'è un aspetto del fare blogging che ci piace tantissimo, visto che per noi è prima di tutto una passione, sono le occasioni in cui il cibo diventa uno strumento per fare del bene. Così, anche quest'anno, abbiamo preso parte alla manifestazione "cenando sotto un cielo diverso" che si è tenuta presso il castello di Lettere. La prima cosa che abbiamo apprezzato rispetto alla precedente edizione, sono gli importanti lavori fatti all'interno del castello, con una serie di passerelle ben realizzate per potersi muovere molto più agevolmente nello stesso.












Arriviamo sempre con un po' di anticipo, per trovare parcheggio e per goderci il tramonto sul golfo di Napoli che da quassù è notevole, mentra gli chef iniziano a prendere posto nelle proprie postazioni per iniziare a preparare i piatti che saranno serviti durante la serata.
Dietro questo bell'evento c'è la Dott.ssa Alfonsina Longobardi, Presidente dell'Associazione "Tra cielo e mare" che opera in sostegno di giovani con disagi psichici.
La serata si avvale anche della collaborazione dell'Associazione di volontariato I Disabili di Gragnano, L'Aliante, Alibi alla vita, Amaranta e Crisalide che sostengono persone con diverse disabilità.


















I cuochi di questa edizione sono davvero di altissimo livello ed i piatti che abbiamo modo di degustare liberamente, pagando il solo biglietto d'ingresso di 15 € (più 5 per il bicchiere, con assaggi di vino compresi nel prezzo del biglietto), sono davvero di alto livello. Segno che anche lo scopo di valorizzare il cibo e le eccellenze del nostro territorio è stato raggiunto. E anche la partecipazione sempre maggiore delle persone è segno che questa manifestazione sta crescendo e bene.
Questi gli chef della serata:
Giulio Coppola (La Galleria –Gragnano),Corrado Parisi  ( Ristorante Arke Quartu Sant'Elena (CA) ) Michele De Martino (Evu- Vietri sul Mare), Alberto Fortunato (La Bettola del gusto – Pompei), Gennaro Longobardi (Nonna Giulia- Lettere), Lorenzo Montoro (Osteria al Paese - Nocera Inferiore), Francesco Vorraro (Braceria Bifulco- Ottaviano), Faby Scarica (Villa Chiara- Vico Equense), Maurizio De Riggi (Markus- San Paolo Belsito), , Giovanni Sorrentino (I Gerani  - Santa maria la Carità ) Vincenzo Vaccaro (Cucina 82 - Gragnano), Lorenzo Principe ( Famiglia Principe 1968 -Nocera Superiore), Giovanna Farina ( O’ ca bristo-Nocera inferiore), Yuri Buono ( Vincanto – Pompei) Massimiliano Malafronte (Panificio Malafronte-Gragnano), Francesco Longobardi (Melius Salumeria con cucina – Pompei-), Erminia e Pietro Cuomo (Hostaria di Bacco –Furore), Luigi Sorrentino (Torre Ferano –vico equense), Amelia Mazzola ( La Torre - Massalubrense) Luigi Salomone ( Piazzetta Milù – Castellammare di Stabia) Paolo Amato ( Caseificio Aurora – Pagani-), Filippo Cascone (Panificio Cascone - Lettere), Teresa Ruocco ( Cake Designer) Luca Castellano (Pizzeria Castellano- Napoli), Vincenzo Piacente ( Parco dei Principi – Sorrento)  Roberto Verducci, ( Fish Experienze – Na-)Luca Esposito ( La locanda del Testardo - Baia), Alfonso Crisci( Taverna Vesuviana)Giovanni Arvorio ( Taberna del Principe - Av-) Antonio Petrone (Pensando a te- Baronissi)Valentino Buonincontri (Dama’) Ciro Coticelli (Antico Borgo – Gragnano) Gabriele Martinelli (I Machiavelli – Pompei), Mafalda Figliolia (La Pignata – Bracigliano) Giordano Carmela (BorgoAntico – Lettere_-) Mario Pollio ( Pasta è… Sorrento), Michele Mazzola (Acqu’e Sale- Sorrento), Gian Marco Carli ( Ristorante Il Princi pe di Pompei) Catello Attanasio (Ghè Kale San Paolo Belsito – Nola) – Carlo Spina  (Ba-Bar – Na-) Andrea Napolitano ( Palazzo Marziale – Sorrento)  Nando Melileo (Emozionando  - Sa-) Marco Contrada,    Vincenzo Sannino (  Pizzeria Mari mari -Giugliano - ) Giovanna Farina ( O Ca’ Bistrot Nocera Inferiore) Domenico Ruocco( Ristorante M’ama-  Praiano)  Antonio Izzo ( Napoli 1820), Antony Di Lieto ( Tavernetta 58 Gerardo)  Di Dato ( Pasticceria Di Dato- Angri-) Savino Galasso ( Pasticceria Galasso – Sant’Antonio Abate ) Alberto Parascandalo (Pasticceria Mille Stelle Vico Equense)  Ciro Campanile ( Hotel Elisabetta- Lettere) ed altri ancora

Le  stelle Michelin
Domenico Iavarone ( Ristorante Maxi,Capo la Gala –Vico Equense) e  Marco del sorbo ( Ristorante L’accanto – Seiano)






















Durante la serata è stato possibile ascoltare la musica jazz e napoletana dei Dolce Vita.
C'è stato un piccolo spettacolo di Francesco Albanese di Made in Sud.
Il ricavato della serata è andato a sostegno proprio di queste realtà che quotidianamente sono a fianco di chi ha bisogno, per farlo sentire meno diverso.

Fabio e Anna Luisa



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Il salame di cioccolato...a volte viene voglia di tornare bambini

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Salame di cioccolato

Siete rimasti stupiti che io abbia preparato il salame di cioccolato? Vi domanderete se tra poco arriverà anche il dolce di Mars...ed effettivamente stavo pensando di proporvelo, ma magari più in là.

Non so se sia colpa del rientro che sto prendendo con molta calma, oppure semplicemente nostalgia di un dolce che mangiavo da bambina, ma qualche giorno fa mi sono ricordata che erano anni, anzi, decenni che non preparavo questo semplicissimo dolce.

Forse l'ultima volta che l'ho fatto, Fabio ed io eravamo fidanzati e ricordo che vuoi per il cioccolato, vuoi per il sapore di Amaretto, vuoi per la croccantezza dei biscotti, Fabio ne era molto ghiotto.
In realtà  questo dolce potrebbe essere il primo dolce che io abbia mai fatto.

La prima volta che l'ho assaggiato è stato a XII Morelli, il paese natale di mia mamma, un'estate in cui eravamo dai  miei nonni.

Mia nonna materna non amava particolarmente cucinare. Io sostengo che noi donne ci dividiamo in due tipologie, quelle che amano cucinare, ma vorrebbero che qualcuno pulisse tutto; e quelle che amano pulire, ma vorrebbero stare ai fornelli lo stretto indispensabile. Mia nonna materna apparteneva al secondo gruppo. Sia ben chiaro, da massaia bolognese tirava una sfoglia da fare invidia a molte cuoche moderne, e se non veniva tonda erano guai, ma per il resto non amava particolarmente la cucina.
I dolci in particolare non erano il suo forte. Ricordo dei fantastici biscotti da inzuppo e delle raviole meravigliose, ma oltre questo i miei ricordi non vanno, se non per un dolce: il salame di cioccolato.

Quando lo provai la prima volta, fu amore a prima vista (o a primo assaggio), tanto che mia nonna dovette preparamene un secondo nel giro di una settimana ed un altro da portare a casa. In realtà non ricordo se arrivò mai a casa, ma si sa, il viaggio da Bologna a Napoli è lungo e qualcosa bisognava pur smangiucchiare in tutte quelle ore.

Per chi non lo conoscesse, è un dolce semplicissimo, ma troppo buono. Appartiene alla categoria dei "no cook desserts", quindi niente fornelli, si fa tutta a crudo.

Se avete bambini, consiglio di ridurre la quantità di Amaretto per limitare la nota alcolica.
Ho preparato la ricetta di mia nonna così come la ricordo, apportando come unica modifica la pastorizzazione delle uova, meglio essere prudenti e qualche minuto di fornello acceso non sarà una tragedia anche se fuori ci sono più di 30°C.

Salame di cioccolato


Salame di cioccolato

Ingredienti:

1 uovo intero
1 tuorlo
200 g di burro
150 g di zucchero
100 g di cacao
250 g di biscotti secchi tipo Oro Saiwa
1 bicchierino di Amaretto di Saronno
zucchero a velo per decorare

Pastorizzare le uova: mettere lo zucchero con 50 ml di acqua in un pentolino e portare a 114°C.
Nel frattempo montare l'uovo ed il tuorlo.
Quando lo zucchero sarà arrivato a temperatura versarlo a filo sulle uova continuando a montarle, fino a che il composto si sia totalmente raffreddato.
Aggiungere il burro morbido ma non liquido poco alla volta, quindi il cacao, continuando a mescolare, fino ad avere un composto uniforme.

A parte mettere i biscotti in un canovaccio e romperli utilizzando il matterello o il batticarne.
Non è consigliato tritare i biscotti perché si ridurrebbero in polvere e a pezzi troppo piccoli.

Mettere i biscotti in una ciotola e versarvi sopra l'Amaretto di Saronno, mescolando in modo da insaporirli uniformemente.

Aggiungere i biscotti al composto di cioccolato e mescolare bene.

Posizionare sul piano di lavoro un foglio di pellicola per alimenti o di carta alluminio, versarvi sopra il composto dandogli una forma allungata ed arrotolare in modo da dargli la forma del salame.

Riporre in congelatore.

Dopo un'ora circa prelevare il salame dal congelatore, eliminare la pellicola o la carta alluminio e legarlo con il filo da cucina in modo da farlo sembrare un vero salame.

Rotolare nello zucchero a velo setacciato e servire.

Salame di cioccolato

E' vero che i ricordi sembrano sempre più belli della realtà, ma questo salame di cioccolato non aveva nulla da invidiare a quello del nostro viaggio da Bologna a Napoli.

Anna Luisa

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4 commenti

  1. Non ci sono mai stata (pensa, a settembre vedrò Capri per la prima volta!), ma delle foto la trovo graziosissima. Sicuramente è perfetta per un fine settimana di pace, che desidero trascorrere qui già da tempo. Prima o poi sarà la volta buona :)
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    1. Sei in buona compagnia :-D A Capri sono andato praticamente per la seconda volta l'anno scorso con Flavia :-D Ad Ischia sono stato una sola volta. Invece sono tornato a Procida diverse volte. E' intima, un bijoux.

      Fabio
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  2. Non ci tornavo da una decina d'anni e grazie a te ora ho il pc pieno di splendide fotografie e il cuore colmo di splendidi ricordi! Procida e' uno spettacolo di cui andare stra orgogliosi!
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    Risposte
    1. Vero! E' un'isola deliziosa, che non delude mai. Piccola ma ricca di cose belle con cui ci si riempie gli occhi, ma pure il cuore e sono contento di esserci tornato anche io dopo un bel po' di tempo con te.

      Fabio
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Le pizzette di melanzane...se non le conoscete, non sapete cosa vi perdete!

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Pizzette di melanzane

Esistono dei piatti che ricordano un determinato periodo dell'anno come la pastiera, Pasqua o le caldarroste, l'autunno, così come esistono dei piatti che sono dei must in alcune famiglie. Ecco, le pizzette di melanzane rientrano in entrambe le categorie, dato che vengono preparate nella mia famiglia da sempre e senza di loro per me non è estate.

Non saprei se si tratti di una ricetta della cucina tradizionale napoletana, in quanto Fabio, prima di conoscermi ne ignorava totalmente l'esistenza, ma sicuramente nella zona dove viviamo sono molte le massaie che le preparano, tanto che esiste anche una sagra nella quale le donne gareggiano fra di loro su chi fa le pizzette di melanzane più buone.

Prima che pensiate a delle pizze con le melanzane, chiarisco che le pizzette in questione sono in realtà delle polpette, in cui però non compare il pane.

Pizzette di melanzane

Mia nonna diceva sempre che per preparare le pizzette di melanzane, servono 7 ingredienti oltre ovviamente alle melanzane stesse: l'uovo, l'origano, il basilico, l'aglio, il parmigiano, il pecorino e il semolino. Quest'ultimo viene usato nella nostra famiglia sia per rassodare l'impasto che per l'impanatura esterna delle polpette, in altre case viene sostituito invece dal pane grattugiato.

Tutta la preparazione viene fatta al coltello perché il frullatore ossiderebbe il basilico e soprattutto  produrrebbe la fuoriuscita di troppo liquido dalle melanzane, rendendo l'impasto difficile da legare.

Per avere una frittura uniforme si può usare la friggitrice o, in alternativa, cuocere le polpette girandole spesso, già dopo un minuto che sono state messe nell'olio a temperatura, in modo da fare rassodare l'esterno quasi contemporaneamente su tutta la superficie e non solo su un lato, evitando così il distacco della crosticina formatasi dal resto dell'impanatura.

Personalmente ho fatto un'aggiunta alla ricetta originale ed ho inserito nel centro di ciascuna pizzetta un cubetto di provola affumicata per avere l'effetto filante al morso (...dalla velocità con cui sono sparite, credo che la variazione sia stata gradita).

La ricetta è fatta un po' ad occhio, come ogni ricetta che venga tramandata a voce, ma vi basterà sapere che si devono sentire bene le spezie e l'aglio, mentre la sapidità è data dai formaggi grattugiati.

Pizzette di melanzane

Pizzette di melanzane


Ingredienti:

8 melanzane di misura media
50 g di pecorino grattugiato
50 g di parmigiano grattugiato
1 mazzetto di basilico
1 cucchiaio di origano
1 spicchio d'aglio
1 uovo
200 g di provola
sale
semolino
olio extravergine d'oliva

Pizzette di melanzane

Lavare e tagliare a cubetti le melanzane.
Metterle a cuocere in un tegame di acqua bollente salata per circa mezz'ora (devono essere morbide, ma non sfatte).
Scolarle e pressarle per fare loro rilasciare la quantità maggiore di acqua e lasciare che si raffreddino nel colino.

Una volta fredde, pressarle ancora o strizzarle tra le mani per eliminare altro liquido.

Disporre su un tagliere lo spicchio d'aglio e iniziarla a tritare con un coltello.
Aggiungere il basilico lavato ed asciugato e tritare anch'esso bene, quindi iniziare ad aggiungere le melanzane poco alla volta, fino ad ottenere un composto uniforme.
Passare il composto ottenuto in una ciotola ed aggiungere l'uovo, quindi l'origano, e poi, sempre mescolando,  i formaggi ed il sale. Se fosse necessario, aggiungere un po' di semolino per rendere il composto più sodo e continuare a mescolare.

Prelevare una quantità di impasto grande come il palmo della mano, compattarlo, formare un incavo nel centro e porvi un cubetto di provola.
Richiudere e dare una forma ovale alla pizzetta.

Passare le pizzette nel semolino (anche 2 volte) e friggerle nell'olio ben caldo fino a che abbiano preso un colore dorato.
Servire calde.

Pizzette di melanzane

Allora cosa aspettate? Correte a prepararle prima che finisca l'estate...sono tropo buone!

Pizzette di melanzane

Anna Luisa



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Una domenica di relax: Rigatoni con calamari, zucchine ed i loro fiori

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Rigatoni con calamari, zucchine ed i loro fiori

Pensavate che vi avremmo abbandonati per le ferie estive ed invece siamo ancora qui a raccontarvi i nostri "assaggi" ed i nostri "viaggi".

Quindi, mentre Fabio racconta del nostro viaggetto a Vienna (non perdete martedì "l'ultima puntata") ed inizia a preparare il racconto delle nostre vacanze estive, ormai già trascorse, in Norvegia (ma per questo dovrete aspettare Settembre), io ritorno ai miei fornelli e, reduce da una cucina buona, ma mai all'altezza di quella italiana ed ovviamente anche priva di piatti di pasta, decido di preparare un primo piatto per sollazzare le nostre papille gustative.

Data la stagione, non poteva che essere un piatto semplice e veloce, da mangiare magari in giardino sotto un ombrellone in un'assolata domenica estiva prima di dedicarsi al mio sport domenicale preferito, la pennichella.

Si, perchè vado come un treno tutta la settimana, senza fermarmi a riposare mai, dormendo lo stretto indispensabile la notte, ma quando arriva la domenica, il mio "riposino" dura un minimo di un'ora, ma solitamente di più, e proprio nella stagione stiva, favorito dal silenzio che regna in città, dalla spossatezza del caldo, il suddetto "riposino" si trasforma in una sorta di letargo che può raggiungere le due ore.

Ma torniamo al nostro piatto. Come formato di pasta ho usato i rigatoni di quello che ritengo essere uno dei migliori pastifici di Gragnano, il Pastificio Gentile.

Compriamo la loro pasta da anni e recentemente il pastificio si è associato anche ad altri pastifici gragnanesi per crescere e migliorarsi ulteriormente insieme, dando origine a "la Selezione", di cui vi ha già parlato anche Fabio, mettendo insieme i migliori formati di ciascun pastificio.

Dato che la mia idea era di preparare un piatto estivo, ho pensato di utilizzare il calamaro, affiancato da zucchine e fiori di zucca. Insomma, un piatto semplice e gustoso per consolarci del nostro rientro dalle ferie.

Rigatoni con calamari, zucchine ed i loro fiori

Rigatoni con calamari, zucchine ed i loro fiori


Ingredienti:

300 g di rigatoni
2 calamari non troppo grandi
4 zucchine medie
4 fiori di zucca
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale

Mettere l'acqua in una pentola e portarla ad ebollizione.
Mentre l'acqua inizia a bollire, pulire i calamari eliminando le interiora e la pelle che li ricopre e sciacquandoli bene. Tagliarli ad anelli di mezzo centimetro.

In una larga padella fare soffriggere l'olio con l'aglio.
Quando quest'ultimo si sarà dorato, eliminarlo ed aggiungere i calamari.
Cuocere a fuoco sostenuto finché non sarà evaporata l'acqua, quindi sfumare con il vino e portarli a cottura.

Mettere da parte i calamari e, nella stessa padella, cuocere in un filo d'olio le zucchine lavate a tagliate a julienne, finché non saranno tenere, ma non spappolate.
A questo punto aggiungere i calamari ed alla fine i fiori di zucca tagliati a strisce.
Mettere da parte.

Cuocere la pasta nell'acqua bollente, scolarla ed aggiungerla nella padella dei calamari.
Saltare per un minuto e spolverizzare il tutto con il parmigiano grattugiato prima di servire.

Rigatoni con calamari, zucchine ed i loro fiori

Fa caldo, ma la voglia di cucinare non manca mai...soprattutto se dopo c'è la mia pennichella ad aspettarmi.

Anna Luisa


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Vienna: terzo giorno (seconda parte)

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Visto che stiamo abbastanza bene rispetto al programma che ci siamo prefissati in linea di massima e che prima di partire l'amica Mari ci ha vivamente consigliato di andare a Grinzing (metro U2 o U4 fino alla fermata Shottentor e poi stesso da lì tram n° 38 con lo stesso biglietto urbano, in circa 15 minuti), questo tarlo si è messo nella nostra testa e vogliamo andarci.