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Alla scoperta delle eccellenze del crotonese

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(foto tratta dal blog della Fattoria San Sebastiano)

La scoperta di un territorio passa anche (ed inevitabilmente per noi food blogger) attraverso la conoscenza dei prodotti e soprattutto delle eccellenze locali e, perché no, dei produttori che ci permettono di meglio apprezzare gli stessi, illustrandoci le loro peculiarità e caratteristiche.
Scoperta in questo caso è il termine più appropriato, perché pur essendo andato a villeggiare per tanti anni, da adolescente, ad un'oretta da Crotone, un po' per lo stare con gli amici, un po' per le giornate intere trascorse al mare, di fatto non avevamo mai esplorato questa zona.
E' stato così che abbiamo ricevuto con grande gioia l'invito della nostra amica Tery ad un blog tour nella sua terra d'origine. E' stata l'occasione per rincontrarsi e per stare un po' assieme, ma anche per conoscere altri blogger e soprattutto prodotti ed aziende locali che non conoscevamo.

La passione di Tery per la sua terra la conoscevamo già, attraverso i post sul suo blog e le chiacchierate che nel tempo ci siamo fatti. D'altra parte, non a caso, anche il nome del suo blog ricorda un piatto tipico calabrese che avremo modo di provare più e più volte in questi giorni.
Siamo così arrivati nel crotonese un venerdì pomeriggio, dopo un paio di "soste della memoria" presso luoghi di cui avevo parlato ad Anna Luisa ma presso i quali non eravamo mai stati (quelle delle mie vacanze da gggiovane, appunto), per finire poi il nostro viaggio per la precisione a Strongoli. Qui facciamo subito la conoscenza di Piero e di sua moglie, presso la bellissima Fattoria San Sebastiano che sarà un po' la nostra base, il nostro punto di riferimento, il luogo dove mangeremo ottimi cibi in un clima festoso e d'amicizia. Ma degli splendidi rapporti creatisi in così poco tempo e dei bei momenti trascorsi assieme ve ne parlerò più avanti.
Il sig. Luigi ci conduce agli appartamenti che ci ospiteranno. Siamo in una bella palazzina praticamente in riva al mare, dai nostri balconi possiamo vederlo. Gli appartamenti sono spaziosi e dotati di tutto ciò che è necessario (se avete voglia di trascorrere un po' di tempo qui e so che dopo aver letto questo racconto la voglia l'avrete, chiedetemi anche i riferimenti in privato alla nostra mail).
Pian piano arrivano tutti i blogger che sono stati invitati, siamo pronti per la cena e quindi ritorniamo alla Fattoria San Sebastiano. Qui ci attende una ricca cena a base di ottimo pesce locale. Iniziamo a conoscere meglio le altre persone coinvolte e il mitico Martino del Gal Kroton che in questi giorni ci porterà a visitare i suoi luoghi. Ma conosceremo anche Gian Franco Blandino, dell'omonimo birrificio artigianale che produce birre ottime che avremo modo di provare nei giorni successivi.  Conosceremo anche la simpaticissima e mitica mamma di Tery.
Intanto ci godiamo a cena anche degli ottimi vini calabresi della zona, un'altra scoperta.
Stanchi per i vari viaggi, andiamo a riposare.
Freschi e riposati, iniziamo la giornata successiva con una bella colazione al bar e con una passeggiata in riva al mare in compagnia di alcune blogger.




Siamo tutti puntualissimi all'appuntamento, alla Fattoria San Sebastiano ci attendono diversi produttori locali per farci conoscere i loro prodotti. Troveremo l'ottimo olio biologico evo pluripremiato e quelli aromatizzati della  fattoria  biodinamica San sebastiano, la birra Blandino nelle sue varietà e anche in forma di gelatina di birra, le confetture (ma anche la cipolla agrodolce e la mostarda di cipolle) di Calabria Gourmet  di Antonio Elia, oltre a miele, propoli e caramelle al miele dell'Apicolutura Lucanto (Mesoraca, KR) e alla pasta Astorino.













Dopo una seconda ricca colazione con tanti buonissimi dolci preparati dalla moglie di Piero e tanta frutta di stagione, ci spostiamo a Torre Melissa per la visita della stessa. Qui facciamo la conoscenza di Mimmo Grillo, produttore di pane ed eccentrico personaggio. La torre aragonese da cui prende il nome la località, ospita anche un piccolo museo locale che visitiamo. La vista da qui è molto bella, i colori del mare davvero bellissimi.
Qui c'è la sede del Gal Kroton ed ovviamente ci fanno trovare un ricco assortimento dei loro prodotti di cui vi lascio i riferimenti:
Caciocavallo Podolico: azienda Parrilla (Sig. Bevilacqua) Loc. Vuote, Cirò Marina
Az. Tosto Salvatore loc. Santopolo 88823 Umbriatico
Salame di maiale nero: Azienda Leadercoop di Casabona (KR)
'nduja di maiale nero: Azienda Leadercoop di Casabona (KR)
Sardella: Az. Parrilla Gastronomia Via Scalaretto 88811 Cirò Marina;

Pecorino crotonese: Azienda Agricola Spina

Sott'oli e olive schiacciate: F.lli Cristiano

Creme piccanti: Az. Sapori e Delizia

Carne Podolica APZ Calabria

Vino: Cantine Riunite di Melissa & Cirò

Ci deliziamo provando tutte queste specialità. Subito dopo ci trasferiamo presso le cantine riunite Melissa & Cirò per una visita guidata dell'azienda. Ne approfittiamo per comprare qualche prodotto in vendita nello shop, in particolare del vino e le ottime olive schiacciate.


















Da qui ci spostiamo nella vicina Strongoli, precisamente nella parte alta. Qui la nostra guida ci fa scoprire antichi palazzi, chiese e piazze di questo paesino, fino al castello da dove ammiriamo anche il tramonto.
Visto che finora abbiamo mangiato "poco", dopo essere ripassati per gli appartamenti, siamo pronti per un'altra ottima cena presso la Fattoria San Sebastiano, questa volta a base di carne accompagnati dalla musica popolare di un trio locale che ci coinvolge con le sue canzoni. Anche stasera ci deliziamo con le preparazioni tipiche e con dell'ottimo vino calabrese.
Durante la serata viene presentato anche il blog della Fattoria San Sebastiano.
Ovviamente, dato il ricco menu e la piacevolezza della serata, si fa tardi, ma dobbiamo andare a dormire, perché l'indomani ci aspetta una sveglia all'alba, anzi, prima della stessa, perché abbiamo il tractor tour per assistere all'alba stessa.













Di buon'ora siamo in fattoria, qui ci aspettano anche le telecamere della RAI. Saliamo sul trattore e percorriamo lentamente la strada tra gli uliveti ed i vigneti fino a giungere alla collina di Vergadoro dominata dal piccolo santuario della Madonna di Vergadoro. Qui assistiamo all'alba mentre facciamo colazione e la RAI intervista alcuni di noi.














Da qui ci trasferiamo nelle vigne, ci aspetta infatti la raccolta di un po' di uva che alcune blogger pigeranno coi piedi. Il tutto accompagnato dal suono delle chitarre e dalla voce di due artisti locali.













Ci trasferiamo quindi presso il Caseificio Spina, produttore di ottimo Pecorino crotonese e ovviamente ne approfittiamo per comprare un po' di formaggio da portare a casa e da assaporare quando avremo nostalgia di questi momenti. Visitiamo anche la zona dove ci sono le pecore, ci sono degli agnellini appena nati che sono uno spettacolo.








Siamo tutti un po' stanchi per le poche ore di sonno e allora ci viene concesso il resto del pomeriggio libero. Alcuni ne approfittano per riposare un po', altri (come noi) per andare un po' al mare e ci concediamo anche un bellissimo bagno al tramonto.
Ci aspetta ancora una allegra e spensierata serata presso la Fattoria San Sebastiano. Qui, accompagnati da una compagnia di balli tradizionali, Aqila e dal mitico cantastorie Turuzzo e dalla sua chitarra, tiriamo fino a tardi tra ottimo cibo, balli e canti popolari e tradizionali in un'atmosfera difficile da ripetere.
Non ci facciamo mancare un brindisi finale sulla spiaggia, prima dei saluti finali. Alcuni di noi partiranno molto presto, con altri avremo modo di salutarci l'indomani presso la Fattoria.




E' difficile spiegare i rapporti che si sono creati in così poco tempo, l'atmosfera amichevole, piacevole e rilassata che ci ha accompagnati in questo giorni, la simpatia travolgente di Piero, una vera forza della natura, la stessa che ci mette nella produzione del suo eccellente olio, la conoscenza del suo territorio da parte di Martino del Gal Kroton. Fatto sta che si crea la classica atmosfera di incontro tra persone che si conoscono da sempre, nessuno vuole più andare via, siamo stati troppo bene e abbiamo voglia di rivederci tutti quanti quanto prima.
Termino con i doverosi ringraziamenti, per Piero e la sua bellissima famiglia, prima di tutti, che ha reso possibile tutto ciò e che ci ha scarrozzati a destra e a manca, a qualsiasi ora, con una disponibilità unica, sempre col sorriso sulla bocca e pronto alla battuta e allo scherzo (e anche ad aprire qualche bottiglia di vino per un brindisi...). Il Gal Kroton, nella persona di Martino e tutti i produttori che ci hanno fatto provare i loro prodotti e visitare le aziende e per finire vorrei ringraziare la bravissima e dolcissima Tery che ha pensato anche a noi tra gli altri per questo blog tour e che si è fatta ancora più km di noi, ha dormito meno di noi, ha curato tutta l'organizzazione nei minimi dettagli non dimenticando mai nessuno di noi e ha reso questo fine settimana nella sua terra davvero indimenticabile.
E ci auguriamo di tornare a trovare presto lei, Piero, Martino e tutti gli altri.
Grazie di cuore ancora per le bellissime giornate trascorse assieme.

Fabio


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Il mio "ravioloVe" per la Galleria dei sapori Cirio

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Il 9 Luglio scorso, assieme ad altri blogger campani, ci siamo ritrovati nella cornice della scuola del Gambero Rosso di Napoli per una sfida culinaria. Elemento base della gara è stata la Polpapiù della Cirio, una sorta di via di mezzo tra una passata ed il classico pomodoro pelato, con la presenza all'interno di qualche pezzetto di pomodoro intero.

A questo ingrediente, uguale per tutti, si sono aggiunti i 2 a sorpresa che abbiamo trovato all'interno della artistic box e che abbiamo scoperto proprio all'inizio della gara. Dopo che lo chef Luca Ogliotti ci ha dato due esempi dell'utilizzo creativo della polpa più in cucina, ciascuno ha preso posto nella propria postazione.

Un po' di timore non mancava, sia per l'incertezza degli ingredienti che avremmo trovato,diversi per ciascun concorrente, sia per la ricetta da realizzare che era da "inventare" al momento. A me sono toccate la stracciatella e la maggiorana.

Dopo averci pensato un attimo, ho deciso di realizzare della pasta fresca, precisamente di fare un raviolone, ripieno di stracciatella e maggiorana a cui ho aggiunto della provola affumicata che era assieme ad altri prodotti a disposizione di tutti in dispensa.

Ho preparato un sughetto a base di Polpapiù che mi sarebbe servito da base e poi un sughetto di zucchine e di fiori delle stesse come condimento esterno. E' stata anche un po' una corsa contro il tempo, ma per fortuna, con l'aiuto di due ragazze della scuola che ci mettevano a disposizione utensileria e quant'altro di  cui avevamo bisogno, direi che alla fine ce la siamo cavata tutti piuttosto bene.

Ma non finiva qui, perché bisognava anche dare un nome a questa ricetta. Chi mi conosce lo sa, a me piace giocare con le parole e visto che per me l'ingrediente principale di una ricetta è sempre l'amore, ho deciso di storpiare leggermente il nome di questo raviolone e di chiamarlo "ravioloVe". Sì, perché l'amore è sia quello che si mette quando si prepara, sia quello per la persona o le persone per le quali stiamo cucinando.

Ho deciso così di riprodurre con calma la ricetta a casa. Nell'occasione ho usato la maggiorana secca non avendo trovato quella fresca e della ricotta, quella più asciutta, al posto della stracciatella.

Raviolone ripieno di ricotta e provolo con sugo alle zucchine e fiore di zucca ripieno


Raviolone ripieno di ricotta e provolo con sugo alle zucchine e fiore di zucca ripieno

Ingredienti


Per la pasta fresca

200 g di farina 00
2 uova

Per il ripieno

250 g di ricotta
100 g di provola affumicata
maggiorana secca q.b.

Per il sugo

Un barattolo di Polpa più Cirio
2 cucchiai di vino rosso
3 cucchiai di olio evo
sale q.b.

Per il condimento

4 zucchine coi fiori
3 cucchiai di olio evo
sale q.b.

Raviolone ripieno di ricotta e provolo con sugo alle zucchine e fiore di zucca ripieno

Procedimento

Iniziamo a preparare la pasta che dovrà riposare.
Disporre la farina a fontana, aprire le uova intere all'interno ed iniziare a lavorare con una forchetta finché sarà possibile, incorporando pian piano la farina.
Passare poi a lavorare con le mani fino ad ottenere una pallina compatta e liscia.
Lasciare riposare almeno mezz'ora in una pellicola per alimenti.

Nel frattempo mescolare assieme la ricotta con la maggiorana e la provola tagliata a pezzetti piccoli.

Passata la mezz'ora, stendere per bene la pasta, piuttosto sottile.
Con un coppapasta tagliare dei cerchi.
Su metà di questi disporre al centro il ripieno di ricotta, maggiorana e provola affumicata.
Ricoprire con un altro cerchio di pasta e sigillare per bene con i rebbi di una forchetta per evitare che si possano aprire in cottura.

In una padella riscaldare l'olio extra vergine d'oliva, versarvi un po' di Polpa più e far cuocere un po', prima di sfumare con il vino rosso.
Fare evaporare il vino e aggiungere poco a poco la Polpa più, portare a cottura finché avrà raggiunto la giusta consistenza. Salare.

In un'altra padella riscaldare l'olio evo, aggiungere le zucchine precedentemente private delle estremità e dei fiori, lavate ed asciugate per bene e tagliate a pezzetti.
Girare di tanto in tanto finché saranno rosalate.
Un attimo prima di spegnere il fuoco, aggiungere i fiori sminuzzati (tranne uno) e salare.

Riempire il fiore di zucca tenuto da parte con la stessa farcitura del raviolone ed utilizzarlo per la decorazione del piatto.

Disporre "a specchio" il sugo nel piatto, con forma circolare.

Adagiarvi sopra il raviolone cotto in acqua bollente salata per un paio di minuti, quindi il condimento a base di zucchine a completare il piatto.

Decorare con un rametto di maggiorana fresca, se disponibile, per dare un po' di altezza al piatto e della maggiorana sui bordi del piatto, oltre che col fiore di zucca ripieno.

Raviolone ripieno di ricotta e provolo con sugo alle zucchine e fiore di zucca ripieno

Io ho trovato questa polpa davvero fresca e con un ottimo sapore, molto delicato. Provatela e fatemi sapere cosa ne pensate.
Intanto vi lascio quanche foto ufficiale della serata.




Fabio

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Un dolce ritorno: Sinfonia alle tre pesche

- - 38 commenti

Vi sono mancata un pochino? O per meglio dire, vi sono mancati i miei piatti salati, ma soprattutto dolci? Spero proprio di sì perché voi mi siete mancati tantissimo, con i commenti carinissimi che mi lasciate sia qui che su Facebook, così come mi è mancato il nostro blogghino. Lo abbiamo lasciato a riposo per questa estate, ma ora siamo pronti a ricominciare a pieno ritmo con i racconti di viaggio di Fabio (spero vi stia piacendo la Svezia, perché è un Paese che merita sicuramente una visita), ed i miei piatti.

Lo so che si dovrebbe iniziare sempre con un antipasto, ma ormai mi conoscete abbastanza bene da sapere che alla domanda "cosa vorresti cucinare?", vi risponderò sempre:"Un dolce!". Diciamo che mi prudevano la mani ed avevo voglia di preparare un dolce un po' più elaborato, ma che, non mi stancherò mai di ripetervi, non deve spaventarvi, sia che siate dei cuochi provetti, sia che non abbiate molta dimestichezza in cucina. Basterà considerarlo nelle varie parti che lo compongono ed affrontane una alla volta. Per chi tra l'altro come me ha poco tempo, potrà preparare questo dolce a più riprese, e tenerlo in congelatore per la prima occasione, magari per una cena con gli amici...sempre che resistiate alla tentazione di mangiarlo voi, è chiaro.

Il dolce che ho preparato si ispira ad un dolce di uno dei miei maestri pasticceri preferiti, Sal De Riso, ma l'ho modificato raddoppiando lo spessore ed il numero di dischi interni, variando la qualità pesche ed usando, oltre alle pesche gialle presenti nella ricetta originale, anche le pesche tabacchiere e le percoche, che danno tre tonalità diverse di colore, oltre ad un crescendo di intensità del sapore. Ho inoltre variato la crema con della panna montata, trasformandola così in una crema bavarese.

Per chi non conoscesse le pesche tabacchiere, sono pesche originarie della Sicilia, della zona dell'Etna in particolare. Devono il nome alla loro forma molto simile ad una tabacchiera appunto e sono molto dolci, con un intenso profumo di pesca.

Le percoche invece sono una varietà di pesche che viene coltivata in Campania e dove siamo soliti servirla a pezzi nel vino rosso, similmente ad una sangria. Ma sono buonissime anche in purezza. La loro polpa di colore giallo intenso è compatta, diversificandole come consistenza dalle altre qualità di pesche.

Sinfonia alle tre pesche di Sal De Riso

Sinfonia alle tre pesche di Sal De Riso

Per il ripieno alle pesche :

300 g di pesche gialle tagliate a cubetti
300 g di pesche tabacchiere
240 g di zucchero
24 g di gelatina in fogli
40 g di liquore Amaretto di Saronno

Per la crema al cioccolato bianco e mandorle :

500 g di latte intero fresco
200 g di panna
125 g di cioccolato bianco
30 g di zucchero
2 tuorli
12 g di gelatina ammollata e strizzata
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
100 g di mandorle in polvere

Per la salsa alle percoche :

200 g di percoche pulite
100 g di zucchero
6 g di amido di mais

Per il pandispagna alle mandorle:

2 tuorli d'uovo
35g di zucchero
35 g di farina di mandorle
2 albumi
10 g di farina 00

mandorle a lamelle ed intere per decorare

Sinfonia alle tre pesche di Sal De Riso


Per il pan di spagna: montare con una frusta elettrica i tuorli con la farina di mandorle e metà zucchero per 8-10 minuti.
In un'altra ciotola montare gli albumi a neve con il restante zucchero.
Miscelare tra loro i due composti e aggiungere la farina setacciata a pioggia.
Versare il composto in una tortiera di 24 cm di diametro precedentemente imburrata e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 18-20 minuti.

Per il dischi interni: frullare le pesche gialle con 120 g di zucchero.
Prelevarne qualche cucchiaiata e riscaldarla, aggiungervi quindi 12 g di gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e ben strizzata.
Quando la gelatina si sarà completamente sciolta, versare il contenuto della tazzina nella restante pesca frullata, aggiungere 20 g di amaretto di Saronno e frullare nuovamente.

Versare il composto in un cerchio di 22 cm di diametro, rivestito di carta argentata e riporlo in congelatore fino a che si sia solidificato.

Ripetere le stesse operazioni per preparare il disco con le pesche tabacchiere.

Preparare la crema: Con l'aiuto di un frustino stemperare in una pentola capiente il tuorlo, lo zucchero, il sale e i semi di vaniglia con le mandorle. Portare ad ebollizione il latte e versarlo sul composto precedente.
Portare la crema a 80°C e cuocere per 1 minuto.
Aggiungere la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e ben strizzata e togliere il tegame dal fuoco.
Continuare a rimestare con un frustino e incorporare il cioccolato bianco spezzettato.
Filtrare la crema con un colino e farla raffreddare completamente.
Montare la panna ed incorporarla alla crema. Riporre in frigo.

Per la salsa alle percoche: frullare gli ingredienti, versare la miscela in un pentolino e portare la temperatura a 85°C.
Lasciare raffredare completamente.

Comporre il dolce: porre il disco di pandispagna in un cerchio d'acciao rivestito di acetato e poggiato su un foglio di carta da forno.
Versare 1/4 della crema e livellare.
Poggiare il disco alle pesche tabacchiere che avremo rimosso dal cerchio e dalla carta argentata. Versare 1/4 di crema e livellare.
Porre in congelatore per 10 minuti.
Prelevare il disco di pesche gialle dal cerchio ed eliminare la carta argentata.
Porlo sulla crema solidificata e versarvi sopra ed intorno un altro quarto di crema.
Con la restante crema formare degli spuntoni.

Prelevare la torta del congelatore almeno 6-8 ore prima di servirla. Eliminare il cerchio metallico, la striscia di acetato e porla sul vassoio.
Decorare con le mandorle a filetti ed alcune mandorle intere.
Servire fredda.

Sinfonia alle tre pesche di Sal De Riso

Ve ne offrirei volentieri una fetta per festeggiare la riapertura del blog, ma mi sa che per questa volta vi dovrete accontentare di un assaggio virtuale.
Però vi lascio un'altra versione della foto della fetta che ha fatto Fabio. E voi quale delle due preferite?

Sinfonia alle tre pesche di Sal De Riso
Anna Luisa




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La cheesecake campana per il contest "Terra di fuoco"

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Vi sembrerà strano un post il giorno di Ferragosto, ma oggi scade il contest "Terra di fuoco" organizzato da Teresa De Masi e non potevamo non partecipare perché è un contest che parla della Campania, la nostra terra, di quello che è realmente, di prodotti di qualità e dai sapori eccezionali ed in un numero che anche noi ignoravamo, tanti che forse nessun'altra regione d'Italia può vanterne altrettanti.

Ma è una terra fatta anche di persone, di produttori in primis che questa terra la amano e la coltivano cercando di mantenere intatte tutte le biodiversità e di permettere anche ai nostri figli ed ai nostri nipoti di poterne gustare i sapori ed apprezzarne la qualità.

E' una regione di gente che lavora, che soffre perchè spesso discriminata, ma che nonostante tutto, ha un'amore viscerale per questa terra, come per una madre.

E' una terra che si odia o si ama, senza vie di mezzo, perché è in grado di provocare nelle persone solo forti sentimenti, proprio per le sua caratteristiche. Fortunatamente negli anni abbiamo visto che chi la conosce la ama, senza remore, ma purtroppo c'è chi crede di conoscerla pur non essendoci mai stato e di remore ne ha tante, troppe.

Cheesecake con ricotta di bufala, provolone del monaco, fichi e biscotti di Castellammare


Non dico che la Campania non abbia dei problemi, ma certo che se il problema è in Campania sicuramente la notizia farà audience, mentre se lo stesso problema è in un'altra regione, poco importa.

Mi sono abituata negli anni a sentire tantissimi luoghi comuni sulla Campania, ma la cosa che maggiormente mi fa soffrire, è vedere persone che evitano di venire qui proprio perché credono a questi luoghi comuni, e non vogliono neanche scoprire se realmente rispecchiano la verità...forse perché hanno paura di innamorarsi di questa terra meravigliosa?

Allora vorrei invitare tutte queste persone a venire, a visitare la Campania e a lasciarsi affascinare da tutte le sue bellezze ed ad assaporare i prodotti, senza timore.

La Campania è mare, sole, è il Vesuvio che veglia su di noi, è terra che dà frutti di qualità, ma è soprattutto una Terra fatta di persone.

Questa è la Campania.

Questi siamo noi, campani doc.

E questa è la nostra ricetta per celebrare solo alcuni dei tantissimi prodotti che questa Terra ci offre.

Cheesecake con ricotta di bufala, provolone del monaco, fichi e biscotti di Castellammare


Cheesecake con ricotta di bufala, provolone del monaco, fichi e biscotti di Castellammare


Ingredienti per 4 mini cheesecake:


Per la base:

100 g di Biscotti di Castellammare senza naspro
50 g di burro artigianale

Per la crema Cheesecake:

500 g di Ricotta di bufala campana
50 g di zucchero a velo
50 g di Provolone del Monaco DOP
2 fogli di colla di pesce

Per la confettura di fichi:

400 g di Fichi del Cilento
200 g di zucchero
100 g di Noci di Sorrento
1 cucchiaio di succo di Limoni di Sorrento

Per la decorazione:

100 ml di Nocino di Sorrento fatto in casa (da un'amica)
1 cucchiaio di zucchero

Cheesecake con ricotta di bufala, provolone del monaco, fichi e biscotti di Castellammare


Preparare le basi: Con il tritatutto sbriciolare i biscotti e metterli in una ciotola.
Sciogliere il burro in un tegamino e versarlo sopra i biscotti, mescolando, fino ad ottenere un composto uniformemente umido.
Dividere in quattro stampini rivestiti di acetato il composto e pressarlo, in modo da ottenere una base compatta.
Riporre in frigo per mezz'ora.

Nel frattempo preparare la confettura di fichi del Cilento e Noci di Sorrento.
Lavare i fichi e tagliarli a spicchi.
Metterli in una ciotola, aggiungere il cuchiaio di limone e lo zucchero e lasciare riposare per mezz'ora. Trascorso questo tempo, trasferire i fichi in un tegame dal fondo spesso e cuocere a fuoco lento, finché mettendo un cucchiaino di confettura su un piatto freddo ed inclinando quest'ultimo, la confettura faccia fatica a scivolare. Spegnere il fuoco ed aggiungere le noci tritate.
Fare raffreddare e riporre in frigorifero (se si vuole conservare per più tempo, sarà sufficiente invasarla in barattoli precedentemente fatti bollire, chiuderli e farli raffreddare capovolti).

Preparare la crema: Mettere il Nocino con lo zucchero in un tegame e porlo su fuoco fino a che il suo volume sia dimezzato. Toglierlo dal fuoco e farlo raffreddare completamente.

Mettere i fogli di colla di pesce in ammollo in acqua fredda.
Mettere in una ciotola la ricotta di bufala e lo zucchero e mescolare con una frusta.
Grattugiarvi il provolone del monaco e continuare a mescolare.
Prelevarne una tazzina e riscaldarla.
Aggiungervi la colla di pesce scolata e strizzata e mescolare fino a farla sciogliere.
Unire le due creme di ricotta di bufala e mescolare bene.

Prendere gli stampini dal frigorifero e versarvi sopra la crema di ricotta di bufala.
Livellare e riporre nuovamente in frigo per 12 ore.

Trascorso questo tempo estrarre le chesecakes dagli stampini, eliminare l'acetato e versarvi sopra la confettura di fichi.

Servire decorando il piatto con lo sciroppo di nocino.

Ho usato molti prodotti campani in questa ricetta, ma vi assicuro che sono pochissimi rispetto alla lunga lista che ne offre questa Terra.

Ho cercato anche di arricchire la ricetta con vari contrasti tra il croccante della base e la morbida crema, tra il sapore dolce dei fichi ed il salato del provolone del monaco, tra la delicatezza della cheesecake e la forza del nocino... ora non vi resta che assaggiarla.

Cheesecake con ricotta di bufala, provolone del monaco, fichi e biscotti di Castellammare

Con questa ricetta partecipiamo al contest "Terra di fuoco" di Scattigolosi.



Anna Luisa e Fabio