martedì 21 novembre 2017

Fuerteventura, diario di viaggio: settimo giorno



Oggi è l'ultima giornata intera da trascorrere sull'isola, domani, seppure con calma, abbiamo il volo di rientro.
Per questo motivo oggi il giro che faremo ha tutto sommato poco senso, e gireremo l'isola da nord a sud per andare a vedere altre cose.
Sì, perché voglio innanzitutto vedere gli affreschi de La ermita de San Pedro de Alcantara del 1760 ad Ampuyenta che non siamo riusciti a vedere ieri. Quindi facciamo colazione con calma, tanto la prima visita è alle 10:30 e non è lontano da Caleta de Fuste, solo 20 minuti di macchina.
Arriviamo con un minimo di anticipo e speriamo che qualcuno venga ad aprire. Si fa l'orario e nonostante avessimo visto un ragazzo aprire le finestre (e lui avesse visto noi) del centro de interpretacion de la ermita, questi poi non viene da noi a proporci la visita guidata, ma dobbiamo andare all'ingresso principale sulla strada per chiederlo. La visita è gratuita, loro sono volontari. Dopo di noi arriva un'altra coppia che viene accompagnata da un'altra guida. Una terza guida è assente, ci spiegano. In realtà a fine visita arrivano altri turisti e crediamo che la visita l'abbiano fatta pure loro. Quindi non so se le visite sono solo alle 10:30 e alle 17:30 o dalle 10:30 alle 17:30. Fatto sta che il giorno prima era tutto chiuso alle 14-14:30. Intanto, nell'attesa, scatto qualche foto alla chiesa che è deliziosa.





La visita si snoda attraverso il passaggio alla casa museo del Dottor Mena, medico locale molto famoso in zona. La guida è in inglese, il ragazzo fa un po' fatica, gli diciamo di parlare in spagnolo senza problemi, ma evidentemente voleva esercitarsi un po' e continua in inglese.











Poi passiamo alla casa natal di Fray Andresito, frate di origini di Fuerteventura che poi ha operato in sud America. Si tratta di una casa modesta con un piccolo museo che narra la storia di questo personaggio. All'esterno c'è una bella libellula e ne approfitto per qualche foto macro.








Infine, come ciliegina sulla torta la visita della chiesa dedicata a San Pedro coi suoi bellissimi affreschi alle pareti. Una chicca dell'isola da non perdersi. La visita complessivamente dura circa 45 minuti.








Dopo questa visita che mi fa piacere di non avere perso, ci spostiamo ad Antigua al museo de queso majorero, il formaggio di capra che viene prodotto sull'isola. E' un piccolo museo, all'esterno c'è un mulino visitabile anche all'interno e c'è lo shop che a parte vendere dei souvenirs, vende il formaggio di diverse aziende locali e di molti ci sono le vaschette dalle quali è possibile fare dei piccoli assaggi. Inoltre sono in vendita anche altri prodotti a base di latte di capra come caramelle e liquore.








Da qui ci spostiamo a Lajares, nel nord, perché abbiamo letto che ci dovrebbe essere il mercatino più caratteristico dell'isola e si tiene solo il sabato. Quindi è d'obbligo farci una scappata. A Lajares ne approfittiamo per una sosta golosa da El Goloso, appunto. Una pasticceria un po' francese che ha diversi punti vendita sull'isola e prendiamo due dolcetti. Anche qui personale italiano. Il mercatino artigianale è poco più avanti. Seguiamo il flusso delle persone. In effetti è carino, alcune bancarelle anche un po' banali, diciamo che se ci si trova in zona in quel giorno, ci sta di visitarlo, andarci appositamente, meno. Lungo la strada c'è anche una bella chiesetta. Comunque il paesino è grazioso, uno dei più animati che abbiamo visto  (probabilmente grazie proprio al mercato) con anche qualche bel negozietto lungo la strada principale.










E' l'ultimo giorno in cui possiamo andare a mare e decidiamo di andare a sud.
Abbiamo voglia di vedere anche altre spiagge della costa est, anche se non riusciremo ad andare al mare in ognuna di esse, giusto per avere un'idea più completa. Lungo una strada secondaria che mi fa fare il navigatore per accorciare, a Las Casitas, troviamo anche un caseificio con tante capre. Davvero sperduto!
La prima spiaggia dove ci fermiamo è Risco al Paso. Qui è la Mecca dei surfisti, anche principianti, perché il fondale è basso, c'è pure una secca, il vento non manca mai e quindi ci si può divertire. Io invece mi diverto a scattare qualche foto a loro. Solo più avanti c'è una zona per i bagnanti, ma decidiamo di non restare qui per fare il bagno.

























Per avere un panorama dall'alto di Risco el Paso, prendete l'uscita 74 El salmo. Ammirerete tutta la costa selvaggia.





Da qui ci spostiamo alle spiagge di Mal Nombre e poi a quella di Butihondo dove il mare sembra meno agitato.




Ma alla fine arriveremo sulla spiaggia di El Matorral dove c'è anche il faro. Qui ci sono diverse discese sulla spiaggia, ognuna con la propria torretta per i soccorritori ed un bar. Ma anche tantissima spiaggia libera. Noi scegliamo quella proprio sotto al faro.




















Alle spalle, sulla strada principale ci sono un po' di negozietti  e si può fare una passeggiata. Qui la zona è densamente popolata come si vede dalle case costruite alle spalle, sulla collina. Il costo, come in diversi punti della costa sud, per ombrellone e due lettini è sempre di 13,50€.
Per cena ci spostiamo da qui direttamente a La Pared, sulla costa ovest, sfruttando il fatto che in quel trattp l'isola è nel punto più stretto. E' davvero vicina nonostante sia sull'altra costa. Qui aspettiamo il tramonto. Speriamo sia bello, ma un banco di nuvole proprio sopra l'orizzonte lo fa spegnere appena il sole cala dietro di esse.












Prima del tramonto (che è alle 21 a Luglio) ceniamo nel ristorante che affaccia sul mare, Bahia. Le crocchette di pesce fresco fritte sono eccezionali, la paella buona ma non eccezionale.









Rientriamo in hotel, abbiamo da sistemare i bagagli che domani mattina si parte. Ci concediamo giusto un'ultima passeggiata nel parco dell'hotel per guardare le stelle.
L'indomani con calma facciamo l'ultima colazione, consegniamo l'auto noleggiata ed aspettiamo in aeroporto il nostro volo. Ci sono dei negozi e anche dei ristoranti, ma comunque è piccolino. E non abbiamo visto formaggio in vendita, quindi, se volete acquistarlo, fatelo in giro per l'isola.
Arriviamo a Madrid dove poi ci aspetta la coincidenza per Roma e da qui riprenderemo la nostra macchina per tornare a casa.
E' stata una bella settimana, densa di cose fatte! Sull'isola se si vuole girare anche un po' e non fare solo mare, c'è l'imbarazzo della scelta. Anzi, saremmo potuti andare anche all'isola Los Lobos di cui abbiamo visto belle foto (si parte da Corralejo) ma alla fine non l'abbiamo fatto. Una costante è stata il vento forte che negli ultimi giorni si è pure intensificato. Il mare per questo è stato sempre agitato, anche quando il vento veniva dall'altra costa. Ma essendo basso il fondale, il bagno comunque si riesce a farlo. Più fastidioso quando si alzava la sabbia sottile che arrivava addosso quando si stava sdraiati a terra. Il cibo è stato buono, ma non eccezionale, speravo di mangiare meglio. Ma comunque è un'ottima meta per una bella vacanza. Mi è rimasta la voglia di visitarne almeno un'altra di queste isole, semmai Lanzarote, vedremo in futuro.

Fabio
Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Questo invece è l'itinerario di giornata

2 commenti:

  1. Fuerteventura, quanti ricordi! Certi paesaggi, ti entrano nell'anima e ti ci restano per sempre. E' fantastico, come un'isoletta così piccola possa contenere spiagge bianche, scogliere nerissime, sbalzi enormi della marea che fanno apparire spiagge dal nulla. La natura a Fuerteventura ha un che di primitivo che mi ha davvero emozionato, come le tue foto Fabio, davvero magnifiche!

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    1. Vero! Hai riassunto benissimo!
      Grazie.

      Fabio

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