giovedì 21 gennaio 2016

MTChallenge di Gennaio: la Zuppa della nonna


Ricomincia l'anno e torna il nostro appuntamento mensile con l'MTchallenge.
Ormai conoscete tutti questo gioco che dà una sorta di dipendenza. In palio ci sono automobili di lusso, vacanze ai Carabi o gioielli, vi domanderete, ed invece no, nulla di tutto ciò. Vincendo l'MTChallenge si vince solo la scelta della ricetta per la sfida successiva (tradotto, catapultarsi a decidere quale ricetta proporre, prepararla, fotografarla e scrivere il post in tempi record) e l'onere/onore di  essere il terzo giudice nella sfida proposta.
La vincitrice di questo mese è Vittoria, vincitrice per la seconda volta dell'Mtchallenge, secondo lei senza idee di quale ricetta proporre, ma secondo me ciascuna di noi la ricetta da proporre per questo gioco la porta con sé, dentro il suo cuore, è un ricordo, un piatto che è piaciuto particolarmente, insomma la nostra Vitto non si è lasciata scoraggiare ed ha tirato fuori dal cilindro magico non una sola, ma ben due ricette della tradizione genovese la Mesc-ciua ed il minestrone, ma non uno qualsiasi, quello di casa sua.


Ad una sfida così non potevo che rispondere con la zuppa della nonna. Anche qui ci sono delle cosa da precisare: mia nonna faceva la zuppa il martedì per la precisione. Mi sono sempre chiesta perché i legumi andassero quel giorno, ma lei da vecchia massaia, sapeva come cambiare quotidianamente l'alimentazione ed allo stesso tempo per non aver da pensare troppo a cosa cucinare, utilizzava un tipo di ingrediente sempre nello stesso giorno della settimana. Dicevo che il martedì si mangiavano legumi in vario modo tra cui le zuppe. Purtroppo non esiste una ricetta codificata della nonna perché solitamente era un insieme delle verdure che offriva...il frigo (mica avrete pensato l'orto?).
Mia nonna chiamava mia zia Letizia:" Letì, guarda cosa c'è in frigo" e così iniziava la preparazione.
Ho davanti a me l'immagine di mia nonna che sfronda verdure, mentre mia zia senza neanche brontolare (santa donna) le lavava tutte e le tagliava se necessario.
I legumi erano stati messi in ammollo la sera prima, ma come ho detto, si sapeva che il lunedì sera erano da "ammollare" i legumi di turno.
Per la zuppa che vi preparo io invece, non ho svuotato il frigo, ma saccheggiato il mercato, si. Neanche un mercato qualsiasi, ma il Mercato della Terra organizzato da Slow food. E ne siamo usciti non solo carichi di prodotti, ma arricchiti anche da nuove nozioni. Una di queste è che la campagna della mia città, in particolare la zona di Schito,  nota per la produzione dei Carciofi violetti di Schito, presidio Slow Food, produce anche una qualità di fagioli: il Fagiolo Canario di Schito.
Questo fagiolo piccolo e di colore giallo paglierino veniva seminato e consumato dai contadini in quanto alternando le file di carciofi con le file di fagioli, i carciofi ne traevano beneficio. I fagioli prodotti però non erano destinati alla vendita. Tutto ciò fino a poco tempo fa, quando è stato deciso dai contadini di fare conoscere anche all'esterno delle proprie case la bontà e la dolcezza di questo fagiolo.
Ovviamente non ho potuto non utilizzarlo nella zuppa per l'MTchallenge.
Un'altra variazione alla zuppa di mia nonna è stata l'aggiunta dei funghi porcini secchi al soffritto iniziale per dare maggiore sapore alla zuppa stessa. Mentre un segreto insegnatomi da mia nonna è quello di frullare una parte dei fagioli riducendoli in crema per donare densità alla zuppa.
Un'altra variante che ho introdotto è il trito di aglio, prezzemolo e noci che esalta ancora di più i sapori della zuppa.
Ogni zuppa merita un degno accompagnamento e, per restare in zona, ho scelto il "vascuotto" (in italiano sarebbe biscotto) di grano di Agerola, sempre per rimanere nei confini più prossimi. 


Zuppa della nonna:

Ingredienti per 6 persone:

150 g di Fagioli Canari di Schito
1 fascio di bietole
1 cavolo nero
1 fascio di cardi
1 fascio di cicoria
10 pomodori piccadilly
2 teste d'aglio
10g di funghi porcini secchi
prezzemolo
50 g di noci sgusciate
Vascuotti di grano di Agerola
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

La sera mettere in ammollo in acqua fredda i fagioli e lasciarli riposare una notte.
La mattina successiva scolare i fagioli dall'acqua e metterli in un tegame, possibilmente di coccio, coperti d'acqua fredda. Portare ad ebollizione e cuocere per circa due ore.
Quando i fagioli saranno cotti, sgocciolarli dall'acqua di cottura conservando quest'ultima.
Prelevare un paio di mestoli di fagioli con uno della loro acqua di cottura e frullarli. Metterli da parte.
Nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a pezzi.
Preparare un trito con prezzemolo, un aglio e noci e metterlo da parte.
Tagliare anche i pomodori.
Mettere i funghi in ammollo per circa un quarto d'ora in acqua calda, quindi strizzarli e tritarli.
In una altro tegame di coccio, riscaldare l'olio e, quando sarà caldo, aggiungervi i funghi secchi tritati e la testa d'aglio. Lasciare cuocere fino a che l'aglio si sia imbiondito, quindi eliminarlo ed aggiungere i pomodori. Dopo 5 minuti cominciare ad aggiungere le verdure iniziando dal cardo e dalla cicoria e mescolare, quindi unire il cavolo nero e le bietole quando le prime si saranno ridotte di volume ed avranno iniziato a cuocersi. Quando anche le ultime verdure si saranno ridotte di volume, iniziare ad aggiungere l'acqua del fagioli, 2-3 mestoli all'inizio e continuare aggiungendo un mestolo alla volta man mano che si sarà concentrata la zuppa. Dopo circa venti minuti aggiungere la crema di fagioli e mescolare. Aggiungere i fagioli e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Salare e pepare.
Servire la zuppa  con un cucchiaino di trito, accompagnandola con i vascuotti di grano di Agerola ed irrorata con un filo d'olio extravergine d'oliva.


Il problema maggiore della sfida lo abbiamo trovato al momento dell'impiattamento, quando io volevo proporvi una presentazione tradizionale (la solita minestra insomma :-D) e Fabio voleva provare a giocare anche un po' con un impiattamento più moderno o comunque diverso. A voi la scelta di quale preferite perché ovviamente veli presentiamo entrambi, anche se alla sfida partecipa quella tradizionale.








Buon appetito

Anna Luisa e Fabio

14 commenti:

  1. Complimenti, bella zuppa e belle foto!

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  2. Buonissimo da fare buona giornata

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  3. Bella la storia della nonna e l'idea dei funghi nel soffritto coi fagioli mi piace molto: non ci avrei mai pensato.

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  4. Che meraviglia le zuppe delle nonne! E ancora di più le loro rivisitazioni con aggiunte e migliorie. Non conosco questo tipo di fagioli ma mi documenteró. Anche io esattamente come tua nonna ho un ingrediente specifico per ogni giorno della settimana quindi per esempio il lunedì minestrone, martedi pesce, giovedì pollo. Mi aiuta per organizzare la spesa e approntare cene ma la contropartita è che tendo a fare sempre le stesse ricette per mancanza di tempo e anche di voglia, diciamocelo! Poi magari mi rifaccio nel weekend. Ora peró mi avete dato un' ottima alternativa al minestrone di lunedì prossimo!!
    Buona serata

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  5. Calda e corroborante, un'ottima zuppa!!!!

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  6. Adoro le zuppe in tutte le versioni, questa è davvero ottima, gustosa e saporita!

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  7. come sempre voi siete avanti anni luce! mi piacciono entrambre le versioni e ancor più mi piace la serietà con cui sempre sempre sempre sapete cogliere le sfide: facendole vostre tirate fuori il meglio del meglio! <3 braviiiiii

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  8. Davvero meravigliosa!! Prodotti eccellenti e tradizione, cosa chiedere di meglio? Io però sono tradizionale e per me la zuppa va nella ciotola e si mangia rigorosamente con il cucchiaio!!!
    Buon we!!!

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  9. la prendo un po' alla lontana, perchè questo post e questa ricetta mi hanno davvero emozionato.
    Il grazie non è poi così scontato: nelsenso che se mi limitassi a quello, non si capirebbe la grandezza e la varietà di quello che ci hai regalato con questo post (ci avete, vabbè :-)
    intanto, questo calendario domestico, quello del "martedì i legumi-con l'ammollo il lunedì :-) tu pensa a quanta rassicurazione derivava, in un mondo in cui si era più esposti ai colpi di timone della sorte, dal sapere che c'era un luogo in cui nulla cambiava: e questo luogo non era la casa, ma la cucina, che della casa è sempre stato il cuore. Che poi dietro ci fossero prescrizioni dietetiche, con un'attenzione alla salute mille volte maggiore di quella che abbiamo oggi, è un'altra chicca che dà la misura della saggezza delle nonne. Poi c'è il territorio, questo cm zero che stavolta ha in sè anche la cifra del riscatto: il "povero" fagiolo che serve solo per il più nobile carciofo, che ora finalmente si prende la sua rivincita, diventando protagonista di una signora zuppa. Infine, il tuo tocco- in quel pesto con le noci, che completa il cerchio dell'ammirazione.
    Ah, poi ci sarebbero anche le foto di "quell'altro" :)
    Fenomenali, come sempre (e anche io voto per la zuppa nella fondina. Questa, quantomeno, va lì :-)

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  10. Ogni volta che proponete qualcosa per l'MTC io imparo qualcosa in più e mi viene una voglia nuova. Adesso vorrei vedere questi fagioli giallini che crescono all'ombra del carciofo (o nelle sue prossimità) e vederli cambiare colore in cottura. Insomma, mi farete diventar matta prima o poi a furia di vederne di nuove :) E poi che dire di quanto possa essere bello avere quel momento da aspettare.. fa tanto Piccolo Principe, ma io già il lunedì sera sarei in attesa per il mio piatto di zuppa :D

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  11. Il mio primo incontro con MTChall non poteva essere migliore ! Vorrei partecipare ma non so se mi e' permesso e se sono ancora in tempo.. Mi date ragguagli ? Grazie di cuore.

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  12. Che meraviglia... questa zuppa della nonna scalda davvero il cuore. A me dispiace non aver potuto utilizzare in questa sfida zuppe di famiglia. Mia mamma - pur figlia di contadino - non ha mai avuto il concetto di stagionalità, e nel minestrone c'è sempre finito di tutto...davvero di tutto :D sarà per questo che lo odio? Con le meravigliose ricette che sto vedendo però zuppe e minestroni si riscatteranno :D

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  13. Fabio e Annalù ogni vostro post è occasione per imparare qualcosa o scoprire novità. questa volta tocca a questo fagioletto nato solo per aiutare i carciofi. Ora voi ce lo fate conoscere come principe di questa bella zuppa della nonna.
    Bellissima la storia di nonna e zia all'esecuzione della zuppa!

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  14. devo assolutamente iniziare ad imparare dalle nonne altrui, io che le mie non le ho conosciute. ma che genio, tenere fissi i piatti nei vari giorni della settimana, eppure ti eviterebbe davvero di ritrovarti alle 7 di sera, come puntualmente succede a casa mia, senza sapere ancora cosa mettere in tavola. uno stress, se pensate che ultimamente poi c'è da pensare alla nana, alla nana 2.0 (entrambe con pasto completo) e agli adulti, che generalmente mangiano o primo o secondo. la zuppa della nonna, così come l'avete ricreata è deliziosa. bello che siate andati a ricercare ingredienti del territorio poco conosciuti e che questi abbiano valorizzato il piatto. mi piace tutto, le biete, il cavolo nero e soprattutto l'aggiunta del cardo. sicuramente nelle mie corde. io proverei entrambe le versioni.

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