martedì 5 dicembre 2017

Le graffette napoletane con patate per una tradizione stabiese


Oggi vi parlerò della mia città, Castellammare e della tradizione delle graffette napoletane per l'Immacolata.
Ormai il Natale si avvicina, ma si può dire che le festività natalizie iniziano l'8 Dicembre con la festa dell'Immacolata Concezione. A Castellammare questa festa è particolarmente sentita e ci sono molte tradizioni legate ad essa.
Tutto ebbe inizio, come narra la storia, in una notte tra il 7 e l'8 Dicembre, quando un marinaio fu sorpreso da una tempesta e la nave su cui si trovava naufragò. Mentre il malcapitato era in balia delle onde, gli apparve la Madonna che lo salvò facendolo approdare sulle rive di Castellammare.
Il naufrago, grato per il miracolo ricevuto, iniziò a chiamare a gran voce tutti gli stabiesi perché si riunissero a  recitare insieme il rosario intorno ad una fuoco come ringraziamento alla sua salvatrice.



Da questa storia nascono una serie di tradizioni. La prima è che a partire da dodici giorni prima della festività dell'Immacolata vengono organizzate per la città delle processioni notturne che si svolgono tra le 4 e le 5 del mattino (si avete letto bene), durante le quali vengono chiamati a gran voce "Fratelli e sorelle", come aveva fatto il marinaio quella notte, affinché scendano in strada a pregare la Madonna. In particolare la voce viene accompagnata da fuochi d'artificio e dalla banda musicale, però quest'ultima solo la prima e l'ultima notte. Capirete che questa tradizione non è ben vista da tutti. Al termine di ogni processione viene recitato il rosario e celebrata la Messa.

La seconda tradizione sono i falò che vengono accesi durante la notte. Ogni quartiere della città ha il suo falò e per chi ha avuto la possibilità di ammirarli dall'alto, costituiscono un vero spettacolo. Purtroppo però ogni anno ci sono delle discussioni se permetterli oppure no a causa dell'origine dubbia della legna utilizzata e del rischio che si corre dato che non sono controllati da esperti.
Sempre perché la notte dell'Immacolata è una notte speciale, i ragazzi, ma a volte anche gli adulti, si riuniscono e passano la notte a giocare a tombola, a vedere film, a chiacchierare ed a mangiare, senza dormire, fino ad arrivare all'indomani, quando si accoderanno ad una processione.
Forse proprio legata a quest'ultima usanza se ne lega un'altra, quella di preparare le graffette, magari da consumare insieme ad una tazza di cioccolata calda durante la lunga nottata oppure per rinfrancarsi dopo la Messa mattutina.



Solitamente queste piccole leccornie possono essere servite in modo tradizionale, dopo averle fritte e ripassate in un mix di zucchero e cannella, oppure ricoperte di miele e zuccherini colorati, similmente a come si fa per gli struffoli napoletani, dolce tipico natalizio. Ammetto che però io preferisco le graffette classiche per l'effetto "croccante" dello zucchero e per il sapore di cannella che amo.

Graffette

Ingredienti:
500 g di farina di forza
150 g di latte intero
60 g di burro
60 g di zucchero
3 patate piccole
3 uova
1 cubetto di lievito di birra
1 pizzico di sale
olio per friggere (preferibilmente evo)
zucchero
cannella

Mettere le patate in un tegame, coprirle di acqua e portare ad ebollizione. Cuocere per circa 30 minuti, finché risultino morbide. Pelare le patate ancora calde, schiacciarle e metterle da parte a raffreddare.
Riscaldare leggermente il latte fino a renderlo tiepido. Sciogliervi un cucchiaino di zucchero e il cubetto di lievito. Impastarlo con metà farina in una ciotola, fino ad ottenere un impasto semiliquido, ma uniforme. Coprire con la pellicola per alimenti e lasciare lievitare per 20 minuti.
Aggiungere al primo impasto la restante farina, lo zucchero, le patate schiacciate ed il sale ed iniziare ad impastare. Aggiungere quindi le uova uno alla volta e per ultimo il burro ammorbidito sempre poco alla volta. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico. Trasferire l'impasto in una ciotola coperta di pellicola e lasciare lievitare fino a che l'impasto sia triplicato di volume (note mie: per ragioni di tempo l'ho riposto in frigo e dopo 4 ore era perfetto).
Sgonfiare leggermente l'impasto, prelevarne una piccola quantità e formare un cordoncino (sarà più facile se se infarinano leggermente le mani, ma non si deve infarinare il piano di lavoro, altrimenti il cordoncino non riesce a rotolare). Unire le due estremità del cordoncino sovrapponendole leggermente.
Disporre le graffette su una teglia rivestita di carta da forno e lasciare lievitare per circa un'ora, fino al raddoppio del volume.

Riscaldare a 170°C abbondante olio e friggervi le graffette per circa 3 minuti, girandole a metà cottura.
Scolarle su una carta assorbente, eliminare l'olio in eccesso e passarle nel mix di zucchero e cannella.
Servire le graffette preferibilmente calde.


Sicuramente, come avviene in molte città d'Italia, nelle tradizioni c'è un po' di sacro ed un po' di profano, ma io credo che le tradizioni, anche agli occhi di qualcuno possono sembrare bizzarre, caratterizzino i luoghi, per questo ci sono molto legata, come lo sono alla mia città.
E voi, avete della tradizioni particolari da raccontarci legate a questo periodo?

Anna Luisa

6 commenti:

  1. Guardando la foto avrei detto che fossero identiche ai krapfen, ma penso proprio che quelli non abbiano patate e cannella tra gli ingredienti. Non conoscevo questa usanza, mi piacerebbe molto assaggiare queste graffette!

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    1. Ciao, in realtà lo stesso impasto viene usato anche per i krapfen, ma hai ragione, in quest'ultimo caso manca la cannella esternamente ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  2. Risposte
    1. Ciao, l'olio evo è quello con il punto di fumo più alto, quindi sarebbe preferibile utilizzarlo anche per friggere. Non sempre lo utilizziamo,ma in questo caso lo abbiamo fatto ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  3. Veramente ottime preso nota. Grazie cara e buona serata,

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    1. Sono delle piccole tentazioni ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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