giovedì 3 marzo 2016

Tartelletta all'arancia sanguigna e basilico per rilassarsi

 
Penso che nella vita ognuno abbia un angolino proprio dove rifugiarsi per staccare dalla realtà, per fuggire da una delusione, per ritrovare un po' di serenità persa o solo per riposare.
Quel posto per me è la cucina.
La domanda più frequente che mi viene fatta quando dico a qualcuno che sono una food blogger è dove trovo il tempo per cucinare. Ammetto che a volte mi faccio anche io la stessa domanda.
Ho un lavoro che mi assorbe tempo ed energie, ma è un lavoro che amo, mi dà tante soddisfazioni, ma anche tanti pensieri. E' un lavoro di cui avverto la responsabilità sotto vari aspetti, ma come ho detto, mi piace e cerco di fare del mio meglio per svolgerlo bene.
Tuttavia, un po' per staccare, un po' per distrarsi, il mio rifugio è diventato la cucina ed il mio blog la mia valvola di sfogo.
Se provo a leggere a ritroso le pagine scritte, rivivo gli ultimi sei anni e mezzo della nostra vita. Non storie inventate, né menzogne, il blog parla di me, della mia vita con Fabio e del nostro quotidiano. Mi espongo forse troppo, ma sono una sincera di natura, a volte anche troppo, e quindi preferisco che chi mi legge mi veda come sono realmente, senza alcuna maschera.
Il blog è nato per condividere con gli altri le mie "scoperte" (a volte dell'acqua calda) in cucina e per rendere partecipi gli altri delle soddisfazioni che si hanno cucinando.
Purtroppo, presi dalla frenesia del quotidiano, troppe donne abbandonano i fornelli, ma sono certe che questa sia la scelta giusta?
Dimostrare quanto si ama una persona cucinando è forse uno dei modi più belli per farlo e liberare la propria creatività è una sensazione meravigliosa.
Certo non tutte sono portate per cucinare, ma trovare un hobby ed il tempo per farlo oggi come oggi è molto importante per poter stare bene con gli altri, ma soprattutto con sé stessi.
Dopo questo preambolo non potevo che offrirvi, purtroppo solo virtualmente, un dolce di un pasticcere francese, William Lamagnère, a base di arancia rossa e basilico, un accostamento inusuale, ma che è decisamente vincente.


Tartelletta all'arancia sanguigna e basilico (di W. Lamagnère)

Ingredienti per 4 tartellette:
Per la pasta sucrée:
150 g di burro ben freddo
80 g di zucchero a velo
25 g di farina di mandorle
1 uovo
1 pizzico di fior di sale
125 g di farina di mais

Per la crema pasticcera.
60 g di latte intero
1 rosso d'uovo
15 g di amido di mais
6 g di zucchero
6 g di burro

Per la crema di mandorle, basilico ed arancia candita:
50 g di burro morbido
50 g di zucchero a velo
50 g di farina di mandorle
5 g di amido di mais
30 g di uova
60 g di crema pasticcera
5 g di Cointreau
4 g di basilico fresco sminuzzato
4 g di zeste d'arancia sanguigna
75 g di cubetti d'arancia candita

Per il cremoso all'arancia sanguigna e basilico:
125 g di succo d'arancia sanguigna
1 g di acido citrico (facoltativo, permette di ridurre la sensazione di zucchero)
7 g di zeste d'arancia sanguigna
7 g di basilico fresco sminuzzato
150 g di zucchero semolato
170 g di uova
3 g di gelatina in fogli
250 g di burro

Per la gelatina agar-agar di arance sanguigne:
225 g di succo d'arancia sanguigna
25 g di zucchero semolato
1 g di agar-agar

Per il montaggio:
1 arancia sanguigna (l'ho omessa)
zeste d'arancia sanguigna
arancia candita
basilico fresco

Preparare la pasta sucrée: mescolare tutti gli ingredienti nell'impastatrice munita di foglia. Non montare troppo la pasta, affinché resti friabile dopo la cottura.
Lasciare riposare la pasta in frigorifero per un'ora, quindi appiattirla con una matterello e rivestire dei cerchi di 10 cm di diametro, preferibilmente imburrati. E' preferibile rivestire gli stampi con la pasta il giorno prima e lasciarli in frigo per tutta la notte in modo che i bordi non scendano cuocendo. Se avete fretta passate gli stampi un'ora in congelatore.
Cuocere i fondi in forno ventilato preriscaldato a 160°C per 15 minuti. Il fondo delle tartellette dovrà essere leggermente dorato.
Preparare la crema pasticcera: montare il rosso con lo zucchero e l'amido di mais. Riscaldare il latte e versarlo lentamente sulle uova e mescolare energicamente. Rimettere a cuocere sul fuoco fino ad ebollizione, quindi aggiungere il burro lontano dal fuoco.
Preparare la crema di mandorle, basilico ed arance candite: mescolare tutti gli ingredienti con una frusta. Guarnire il fondo delle tartellette ciascuna con 50 g della crema ottenuta e cuocere a 160°C per 10 minuti, finché la crema sia leggermente dorata in superficie.
Preparare il cremoso alle arance sanguigne e basilico: fare ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Cuocere a bagnomaria il succo, le zeste d'arancia, le uova, lo zucchero, il basilico tagliuzzato e l'acido citrico. Portare il tutto a 75°C, mescolando continuamente, quindi aggiungere la gelatina ben strizzata.  Lasciare raffreddare a 60°C ed aggiungere il burro mescolando il tutto con un frullino ad immersione. Trasferire la crema in una ciotola, coprire con la pellicola per alimenti e conservare una notte in frigorifero.
Preparare la gelatina d'arancia sanguigna: mescolare tutti gli ingredienti in una casseruola e portare ad ebollizione mescolando con una frusta.Versare in una quadrato creando uno spessore di mezzo centimetro. Lasciare raffreddare almeno un'ora in frigorifero, quindi tagliarla in cubetti di 0,5 cm di lato.
Con una sac è poche dotata di bocchetta di 10 mm di diametro, formare dei ciuffi di cremoso sulla tartelletta. Disporvi sopra l'arancia sanguigna (l'ho omessa), dei cubetti d'arancia candita, dei cubetti di gelatina di arancia sanguigna, delle foglioline di basilico e delle zeste d'arancia. Servire.


Cucinare mi rilassa, ma quanto mi rilassa preparare un dolce...forse neanche mangiarlo eguaglia questa sensazione.

Anna Luisa


5 commenti:

  1. Fresca ma allo stesso tempo avvolgente, come gli abbracci che si danno a qualcuno appena rientrato a csa, d'inverno, mentre tu lo aspettavoi rilassandoti in cucina <3

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  2. Ti sembrerà strano, ma oggi ho scritto anche io una cosa simile, la cucina è terapia, aiuta a stare meglio prima di tutto con se stessi. Io mi rilasso preparandoli i dolci, poi anche mangiandoli, forse perchè la pasticceria è chimica e se non si è concentrati e non si sta attenti a ciò che si mette insieme, il dolce non viene bene, quindi assorbe tutti i nostri pensieri e ci scarica delle tensioni accumulate. Comunque questo dolce è pazzesco, mi sembra di sentirne il profumo...ma ahimè non il sapore. Siamo troppo lontani peccatooooo! Un bacio a tutti e due

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  3. Eh già, anche per me la cucina e il blog sono il mio alter-mondo, mi fanno davvero stare bene!!
    E questo dolce anche mi farebbe stare bene se lo avessi qui . . . è spettacolare!!
    Bravissima!! Buona serata!

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  4. Io non riesco ancora ad avvicinarmi alla cucina come vorrei, però ogni tanto ci provo :) la strada per arrivare a quello che cucini tu è parecchio lunga, ma non ho fretta!

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  5. Sono stregata dal tuo cremoso!! Anche a me cucinare i dolci rilassa, ancor più che mangiarli... per fortuna i volontari che fanno fuori "gli avanzi" non son difficili da trovare!
    Ne parlavo con Juri proprio ieri, del fatto che sempre meno persone cucinano. A noi piace, viene bene e abbiamo la fortuna di condividere la nostra passione con la nostra dolce metà ;)
    Un bacio cara Annalù!! :)

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