venerdì 5 giugno 2015

Blog tour Etna e Calatino: quinto giorno #etnakalatour

Come in una sorta di crescendo e di avvicinamento lento e conoscenza graduale, oggi prenderemo più confidenza con l'Etna in attesa della salita in quota che ci attende "domani". Per questo la sveglia suona presto e ci dirigiamo subito verso la fermata di Riposto della Circumetnea.
Si tratta di una linea ferroviaria che collega i principali centri alle pendici dell'Etna e che può essere un ottimo mezzo per esplorare la zona in maniera alternativa ad un mezzo privato.
La Circumetnea veniva utilizzata in origine per trasportare il vino dalla montagna al mare, infatti, prima del suo avvento, si usavano i carri, ma ciscun carro poteva portare solo due botti ed impiegava ben due giorni per raggiungere il mare. E' facile evincere come migliorò la situazione con l'utilizzo del treno. Nella sua storia, questa linea ferroviaria è stata interrotta tre volte a causa delle eruzioni dell'Etna, in particolare l'eruzione del 1928 raggiunse Randazzo lì dove oggi sorge un altarino, e distrusse Mascali.






Fatti i biglietti, saliamo in carrozza e ci apprestiamo a goderci questo viaggio panoramico. Più e più volte mi trovo a scattare dal finestrino, rapito dalle bellezze della natura che scorre lentamente.









All'arrivo a Randazzo c'è il nostro autista, Maurizio, ad attenderci col bus. E qui ci viene riservata una gradita sorpresa. Nei giorni precedenti avevamo espresso il desiderio di un giro a Bronte, patria del celeberrimo pistacchio e Valeria ci accontenta! Non potete capire la nostra gioia. E così raggiungiamo una zona dove ci sono tanti alberi che crescono praticamente in mezzo alla lava. La pianta di pistacchi prende origine dallo scornabecco, una prima pianta che sorge spontaneamente in luoghi impervi. Essa costituirà il primo innesto per le piante di pistacchio, le quali fruttificano ogni due anni e siamo fortunati, perché abbiamo modo di vedere i frutti sulle piante, anche se ancora piccoli.
La raccolta dei pistacchi avviene sfrondando i rami della pianta in un cestino, da qui i pistacchi vengono messi nei sacchi e venduti. Purtroppo non tutti i frutti sono pieni, quindi, per decidere il prezzo di ciascun sacco, l'acquirente pesca 21 pistacchi dal sacco e vede se sono tutti pieni, più ne escono vuoti, minore sarà il prezzo d'acquisto.









Dopo aver scattato un po' di foto in questo bellissimo posto, risaliamo più che soddisfatti in autobus e ci dirigiamo verso l'azienda vitivinicola Destro. Qui abbiamo modo di degustare alcuni dei vini dell'azienda, tra cui il Saxanigra millesimato brut. Li degustiamo all'interno di un vecchio palmento ristrutturato. L'atmosfera che c'è all'interno di queste strutture con vista vigna è davvero magica. Poi abbiamo modo anche di fare un giro in cantina. Ma le vigne che guardano verso l'Etna sono il vero spettacolo, c'è tutta la ricchezza di questo territorio in questi vini.











Terminata la degustazione, ci spostiamo in un altro bellissimo posto, il feudo Vagliasindi, dove avremo modo di degustare un ottimo pranzo con prodotti e piatti locali, prima di assaporare alcuni dolci della pasticceria l'Alhambra di Linguaglossa che Rosario Barone ci ha generosamente offerto.
Dopo il pranzo, d'obbligo la visita nel vecchio palmento e nella bottaia dai caratteristici archi gotici.






Abbiamo anche la fortuna di visitare dall'interno una cuba bizantina di Santa Domenica a Castiglione di Sicilia, si tratta di una chiesa paleocristiana o bizantina eretta dai monaci basiliani. Questa chiesa ha l'abside che guarda verso est perchè, secondo tradizione, la luce della luna che vi entrava, dava inizio alla Pasqua.
Pochi passi ci dividono da un bellissimo paesaggio naturale, un tratto delle gole dell'Alcàntara, dove scorre l'omonimo fiume che ha scolpito questi paesaggi.








Siamo alle pendici di Castiglione di Sicilia che visiteremo subito dopo. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia, sul versante nord dell'Etna, tra Randazzo e Taormina, nella valle solcata dal fiume Alcàntara. Prende il nome dal castello di Lauria o Castel Leonis. Castello che visitiamo e da cui si gode di un bellissimo panorama. Diversi scorci meritano, camminando per le stradine. Abbiamo anche modo di vedere un "fuddizzu" realizzato con la ferula, ovvero uno sgabello molto leggero che viene utilizzato in campagna.















Ci spostiamo a Linguaglossa, e dopo un giro per il centro molto carino e pieno di diverse chiese, ceniamo al ristorante Lingua Grossa, dove ci attende una degustazione di formaggi locali ed un'ottima cena in cui spicca un buonissimo agnello accompagnato dal vino di Peter Weigner che ci onora anche della sua presenza a cena. Qui Valeria ci riserva un'altra graditissima sorpresa, possiamo infatti degustare un vino dell'azienda agricola Gurrida che ha la particolarità di essere a volte sommerso dall'acqua e addirittura qualche volta la vendemmia è stata fatta in barca.

Insomma, un'ultima ciliegina su una giornata intensa e ricca di sorprese.








Fabio

7 commenti:

  1. Che bel tour vi siete fatti!!! Invidiaaaaaa!!!

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  2. conosco poco questa parte di Sicilia, grazie per avermi fatto sentire lì, buon we !

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  3. E' una parte molto bella, da non perdere!
    Sì, un bellissimo tour e manca ancora la chicca finale :-)

    Fabio

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  4. Risposte
    1. Grazie per essere passata. Un angolo di Sicilia molto suggestivo.

      Fabio

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  5. che bello! ecco la stellina dei preferiti aggiunta e il libro degli appunti per l'estate ormai vicina, pronto ad essere completato! ;-)

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    1. Ti aspettano altri piccoli racconti per completare e vedrai che sono imperdibili :-)

      Fabio

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