giovedì 25 gennaio 2018

Catacombe di San Gennaro a Napoli



Una cosa da vedere assolutamente a Napoli sono le Catacombe di San Gennaro.
Sempre di più sto diventato turista della mia città, mi piace scoprire posti nuovi, raccontarli qui sul blog, ma soprattutto consigliarli a chi ci legge e agli amici. E spesso e volentieri mi piace proprio portarli di persona a scoprire le bellezze della mia città.
L'ingresso per visitare le catacombe di San Gennaro si trova a Capodimonte, precisamente sulla sinistra della Basilica/Santuario del Buon Consiglio che anche merita una visita.





Sicuramente chi arriva fin qui ha più giorni a disposizione per visitare la città o ha deciso di inserire le catacombe tra le cose da vedere assolutamente. Diciamo che la visita si può abbinare facilmente alla visita del museo di Capodimonte o anche alla visita del rione Sanità di cui vi ho parlato QUI.
Come raggiungere le catacombe di San Gennaro? Le soluzioni sono diverse. La Basilica e l'ingresso delle catacombe che è di fianco, si trovano a poche decine di metri dall'uscita Capodimonte della Tangenziale per chi si muove in macchina. Davanti alla Basilica c'è un ampio parcheggio.Coi mezzi pubblici anche da via Pessina si può prendere un bus che va verso Capodimonte, ovvero le seguenti linee: 168, 178, R4 e C63. Altrimenti dalla Sanità si può prendere l'ascensore che sale su via Santa Teresa degli Scalzi e proseguire a piedi (15 minuti circa, sono 850 m in leggera salita)  o con uno dei bus prima menzionati.
Noi abbiamo partecipato ad una visita serale che prevedeva anche l'aperitivo. Normalmente, di giorno, la visita si svolge negli orari che trovate sul sito, tramite visite guidate che partono ogni ora. Inoltre il biglietto consente di visitare anche le catacombe di San Gaudioso che si trovano all'interno della Basilica di Santa Maria alla Sanità.




Dalla biglietteria si scendono un po' di gradini e gradoni per arrivare all'ingresso del sito.
All'interno non è possibile fare foto col flash (senza sì), né registrazioni audio e video.
E' un sito enorme, sono ben 5800 mq dislocati su due livelli. Il percorso che viene fatto va a ritroso nel tempo. Si va dal VI sec. d.C alla fine del II/inizio del III sec. d.C.
Siamo all'interno della collina di Capodimonte. Come tutta la zona, ma anche gran parte di Napoli, si tratta di una collina di tufo giallo, quello che è stato usato tantissimo anche per la costruzione dei palazzi della città. Materiale di origine vulcanica leggero, resistente ma anche facilmente lavorabile.
Si è calcolato che all'interno delle catacombe ci fossero seppellite oltre 3000 persone. Qui infatti (come al Cimitero delle fontanelle dove poi sono stati riportati i ritrovamenti) era una zona fuori le mura. C'era infatti il divieto di seppellire i cadaveri all'interno delle mura e per questo bisognava trovare loro una collocazione.
All'interno delle catacombe le sepolture avvenivano in tre modi diversi.
Nella fossa (anche detta forma) a terra in cui i corpi venivano semplicemente avvolti nei sudari, ricoperti di terracotta e poi da altri corpi.
Poi c'erano i loculi a muro e l'arcosolium (ovvero il sepolcro arcato) per le famiglie nobili (e più ricche) che avevano una sorta di cappella privata affrescata e che poteva anche essere chiusa con cancelli. Insomma, non tanto è cambiato rispetto ai giorni nostri.
In una nicchia all'ingresso ci sono due affreschi ben conservati. Uno rappresenta San Paolo e San Lorenzo e l'altro San Pietro e San Gennaro. I Santi sono attesi all'ingresso del Paradiso con una corona di alloro per ringraziarli per i loro martiri.








All'interno delle catacombe c'erano 3 basiliche. E' possibile infatti riconoscerne le navate. Contrariamente a quello che succedeva di solito, le catacombe a Napoli non divennero luogo di rifugio. Anzi, da quando fu seppellito San Gennaro, divennero sempre di più luogo di venerazione e di culto. Qui oltre a San Gennaro, che divenne popolare e patrono della città per aver fermato la lava del Vesuvio nell'eruzione del 512, fu sepolto anche Sant'Agrippino. Quando fu fatto Santo, ben un secolo dopo, San Gennaro già era sepolto all'interno delle catacombe.
Così la prima Basilica era dedicata a Sant'Agrippino, la seconda ai Vescovi e la terza a San Gennaro (Basilica adiecta). Nella Basilica dei vescovi sulla volta erano raffigurati 14 vescovi della città. In una fossa viene riprodotta la sepoltura di San Gennaro con un pastorale.










La storia di San Gennaro è abbastanza travagliata, non si sa quando e dove nasce. Il suo martirio, quando fu decapitato a Pozzuoli il 19 Settembre, giorno in cui oggi si celebra il Santo ed avviene il miracolo della liquefazione del sangue, il martire aveva all'incirca  33-35 anni e per questo motivo è sempre raffigurato giovane. Lui operò inizialmente a Benevento, divenne patrono di Napoli nel 512. Fu sepolto nelle catacombe fino al 931, poi tornò a Benevento, quindi ad Avellino, precisamente a Monte Vergine. Ma qui, essendoci già il culto della Vergine, fu un po' dimenticato, fino a quando nel 1497 fu riportato a Napoli, nell'attuale Duomo.
La prima Basilica che si incontra è la Basilica adiecta (aggiunta). All'interno presenta una cappella con un affresco raffigurante una croce con al di sotto la scritta greca Nike (vittoria), a testimoniare la vittoria della croce. Altro simbolo religioso raffigurato è la vite.









Negli affreschi dell'ultimo settore della parte superiore anche un Cristo Pantocratore.




Nella parte sottoposta invece, raggiungibile dall'esterno, dopo aver attraversato la collina di Capodimonte ed essere spuntati alla Sanità, c'è l'altra parte delle catacombe, di origine pagana, come testimoniano le figure geometriche rappresentate sulla volta (cerchi e quadrati).
Qui la configurazione della struttura ricalca quella della città sovrastante, con il reticolo geometrico di strade perpendicolari (decumani e cardini). Di notte spesso venivano svuotate le nicchie, i cadaveri venivano portati al cimitero delle fontanelle e si faceva posto per altre sepolture.








All'interno troviamo due begli affreschi raffiguranti un pavone, simbolo di rinascita, visto che rimette le piume nel periodo pasquale e di nuovo la vite.



La Basilica più antica è quella dedicata a Sant'Agrippino che qui era sepolto. In realtà la Basilica è ancora consacrata e si potrebbero celebrare le Messe.








Le catacombe sono state riaperte nel maggio del 2009 grazie all'azione di alcuni volontari sotto la guida di Don Antonio Loffredo. Ora è gestita da una fondazione. Per prime sono state riaperte al pubblico le catacombe di San Gaudioso che si trovano nella Basilica di Santa Maria alla Sanità.
Il giro si conclude nella Basilica di San Gennaro Extra moenia del V-VI secolo. Oggi è sede di convegni, concerti ed eventi. Per 40 ani è stata il deposito del vicino ospedale di San Gennaro dei poveri.








Un posto pieno di fascino che vi consiglio assolutamente di visitare!
Trovate altri miei articoli su Napoli nella pagina dei diari di viaggio.

Fabio


6 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Monica! Bellissimo il posto! :-)

      Fabio

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  2. Non le conoscevo! Caspita ed io che credevo che "quelle belle" fossero solo le Catacombe di Roma! Ultimamente ci passo spesso davanti (per accompagnare qualcuno in ospedale purtroppo) ma chi si immaginava che l'ingresso della Basilica nascondesse questo tesoro! *_*
    Bellissime foto come sempre complimenti!

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    1. Grazie! Hai visto? Una bella scoperta anche per me. L'ingresso è proprio nel cortile di fianco alla Basilica. Imperdibili entrambe :-)

      Fabio

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  3. Che posto suggestivo. Ed enorme: praticamente una città sotterranea. Da vedere assolutamente, hai proprio ragione. Da un a parte menomale che non si potessero fare le foto con il flash: sono stupende cosi! Mi ha colpito molto l idea di quella basilica adibita a magazzino di un ospedale per 40 lunghissimi anni....menomale che sia stata recuperata! Grazie di tutte le informazioni. Proprio un Bell articolo, molto interessante!

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    1. Sì, è vero. Almeno si potevano fare, vanno bene anche senza flash :-)
      Sì, quelle storie assurde con un lieto fine :-)
      Grazie mille!

      Fabio

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