giovedì 18 gennaio 2018

Agnello al forno e insalata di mele e barbabietole di Yotam Ottolenghi


Che l'alimentazione debba essere il più varia possibile è cosa ben saputa da tutti. Che io abbia una passione viscerale per la pasticceria è cosa altrettanto nota, ma purtroppo, come dice Fabio, non si può vivere di soli dolci, quindi, per quanto mi piacerebbe avere una cucina monotematica, a volte mi capita di pubblicare qualche piatto salato, ovviamente solo nel caso che lo reputi particolarmente meritevole, tanto da essere testato anche da altri.
Quello che vi propongo oggi è uno di questi casi.
E' da un po' di tempo che ho il libro "Nopi" di Ottolenghi, uno di quei libri pieni di belle ricette, tutte provenienti da una cultura gastronomica decisamente diversa dalla nostra, ricca di spezie quasi mai usate nella cucina italiana, oppure con abbinamenti che non ti sogneresti mai di fare, ma quando li leggi, intuisci subito che effettivamente sono perfetti ed allora ti domandi cosa aspetti a testarli.
Così qualche giorno fa mi sono imbattuta in una ricetta di un contorno, l'insalata di barbabietole e mele ed ho pensato che dovevano stare benissimo assieme.
Sul libro questa originale insalata accompagnava dei muffin di mais, io invece ho pensato che si sposasse bene con il filetto di agnello, ma seppur ho quasi implorato il macellaio di avere questo pezzo pregiato, non ho potuto averlo e così ho ripiegato sulle costine.
Il risultato è davanti ai vostro occhi e spero presto anche sulle vostre tavole.


Carré di agnello e insalata di mele e barbabietole di Yotam Ottolenghi

Carré di agnello  di circa 600 g
5 rametti di rosmarino, solo le foglie tritate grossolanamente
1 spicchio d'aglio tritato
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale marino grosso e pepe nero

Mettete il carré di agnello in un recipiente non metallico insieme al rosmarino, all'aglio, all'olio al sale e al pepe. Insaporirlo bene e lasciarlo marinare per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte. Estrarlo un'ora prima della cottura per riportarlo a temperatura ambiente.
Infornare per 30 minuti nel forno che avremo precedentemente riscaldato a 170°C. Estrarre il carré dal forno, tagliare le costine e passarle su una piastra ben calda da entrambi i lati,  per fare avvenire la reazione di Maillard.

Insalata di mele e barbabietole (da "Nopi" di Y. Ottolenghi)
120 g di yogurt greco
2 cucchiai di aceto di sherry Valdespino (o un altro aceto di sherry di ottima qualità)
2 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di succo di limone
1/2 cucchiaino di semi di finocchio tostati e schiacciati
1/2 cucchiaino di semi di sedano
15 g di prezzemolo tritato grossolanamente
2 barbabietole medie crude tagliate a julienne (200 g)
1 mela Granny Smith sbucciata e tagliata a julienne (140 g), tenuta a mollo in acqua con un po' di limone per evitare che si scolori se preparata in anticipo

Mettere tutti gli ingredienti per l'insalata tranne la mela e la barbabietola in un contenitore di medie dimensioni, poi mescolare bene e metterli da parte fino al momento di servire.
Appena prima di servire aggiungere la barbabietole e la mela alla salsa per l''insalata, quindi mescolare con delicatezza.
Servire 2-3 costine d'agnello accompagnate dall'insalata.

Note mie, ho sostituito i semi di finocchio e di sedano con i semi di papavero ed ho provato a condire l'insalata solo con l'olio senza yogurt. E' buona in entrambi i modi, a voi la scelta.


Non so di preciso cosa ci sia piaciuto di più, se la carne o il suo contorno, so solo che è finito tutto in un battibaleno con Fabio che chiedeva quando avrei preparato nuovamente questo piatto.

Anna Luisa









lunedì 15 gennaio 2018

Mercatini di Natale a Londra: terzo giorno



Ieri è stata una intensa giornata (trovate il racconto QUI e QUI), abbiamo visto un sacco di cose e ci siamo anche un po' immersi nel clima natalizio di Londra e dei suoi mercatini di Natale.
Dopo aver fatto colazione, prendiamo la metro in direzione Covent Garden. Questa è una zona che ci piace sempre molto! Arrivati nella zona del mercato, notiamo che le bancarelle sono ancora in allestimento. Per questo motivo decidiamo di andare a vedere altre cose nei dintorni che ci eravamo segnati. Ma prima facciamo qualche foto ad una inusuale Covent garden ancora quasi deserta.







Ci spostiamo verso la vicina Somerset house, un imponente edificio in stile neoclassico all'interno del quale è stata realizzata una pista di pattinaggio su ghiaccio. Purtroppo è ancora tutto chiuso e non possiamo vedere altro del palazzo. Così ci mettiamo un po' a guardare le persone, alcune delle quali vestite da Babbo Natale, scivolare sul ghiaccio. Io dopo le "figuracce" degli anni precedenti, preferisco passare. Anche perché abbiamo altro da vedere.









Una decina di minuti a piedi ci separa dall'Admiralty arch che pensavo di non aver visto in passato. Poi, una volta arrivati a Trafalgar square, dove è anche la National gallery (museo imperdibile, gratuito, come tutti i musei pubblici a Londra), mi rendo conto di esserci già passato qui in passato. E' comunque un'altra zona molto bella che vale sempre la pena vedere.
Qui vicino, sulla parte destra della piazza c'è anche la bella chiesa di Saint Martin-in-the Fields.





E' ora di tornare a Covent garden, ormai le bancarelle hanno aperto, come anche i negozi e facciamo un bel giro qui, acquistando anche qualche souvenir per gli amici. Sono arrivati anche gli artisti di strada che qui non mancano mai. C'è anche il Jubilee market proprio qui di fronte ma sembra più dozzinale.












Un'altra zona che mi ero segnato che volevo vedere è Neal's Yard sq. Una deliziosa piazzetta colorata che fino ad ora avevo visto solo in foto. In realtà quasi stavo dimenticando di andarci, me ne sono ricordato quandooramai eravamo già quasi in metropolitana. Per trovarla, visto che è un po' nascosta, salite per Neal st e poi girate a sinistra su Short's garden. E' la prima traversina a destra. O altrimenti è possibile arrivarci da Monmouth st. Qui non c'è il negozio di formaggi di Neal'sYard che è al Borough market (dove troverete ottimi formaggi inglesi), ma c'è quello "remedies" (prodotti di bellezza). Tra l'altro, proprio qui dietro c'è un negozietto di fish & chips che vi segnalo, il Rock & sole plaice, il primo ad aprire a Londra, quindi anche un pezzo di storia. Si trova in una traversina, segnatevelo. E' su Short's gardens.









Facciamo un po' una corsa, perché in realtà abbiamo appuntamento con Flavia e Massimo, i nostri amici che ci ospitano, per andare assieme allo Sky garden. Per fortuna ci eravamo mossi per tempo e riusciamo ad arrivare solo qualche minuto in ritardo rispetto all'appuntamento, visto che ne approfitto anche per fare qualche foto al grattacielo. Ma comunque siamo in anticipo per la visita.













L'entrata per lo Sky Garden (20 Fenchurch st) è sulla destra dell'ingresso principale. Si resta in attesa all'esterno del grattacielo fino ad una decina di minuti prima dell'orario prenotato. Ricordatevi che per visitare gratuitamente lo Sky Garden è necessario prenotare la visita sul sito. Inoltre è anche possibile prenotare un tavolino al bar o pranzare e cenare alla brasserie interna (Darwin) o al ristorante (Fenchurch). I "biglietti" vengono messi on line ogni lunedì mattina. Si può prenotare solo per le due settimane successive. Quindi, se avete intenzione di andarlo a vedere, segnatevelo da qualche parte! Anche perché i biglietti dei fine settimana e quelli dell'orario del tramonto vanno via in un niente. Poi non dite che non ve l'avevo detto :-) Anche qui per fare le foto non è il massimo. Comunque ci sono le vetrate, i riflessi, semmai anche il sole di faccia che non aiuta (meglio al pomeriggio?). Però è sicuramente più fruibile dello Shard e di sicuro non costa tanto quanto quest'ultimo. Anzi, è proprio gratuita la visita. Il che non è poco.






Dopo aver superato i controlli di sicurezza, l'ascensore ci porta al 35° piano di questo bellissimo grattacielo di vetro che si innalza tra gli altri palazzi per poi aprirsi al di sopra di questi. I londinesi l'hanno simpaticamente chiamato walkie talkie proprio a causa della sua forma. Arriviamo su questa bellissima terrazza panoramica all'interno della quale c'è un bar (i prezzi sono normalissimi, non vi spenneranno!) e c'è la possibilità di uscire all'esterno, seppure la vista non sia libera in quanto c'è una vetrata di protezione. Si chiama Sky Garden perché all'interno, lungo le scale che portano nella parte superiore ci sono tante piante, dei veri giardini terrazzati. E' così possibile andare alle spalle e vedere il panorama tutto intorno, a 360 gradi. Sulle vetrate ci sono indicati posti che si vedono al di fiuori. Devo dire che a me qui è piaciuto mooolto di più dello Shard. (scusa Flavia se non ti ho ascoltata).







Usciti dallo Sky Garden, avendo prenotato la visita alle 12:30, è ormai ora di pranzo. Flavia ci vorrebbe portare al Leadenhall market che è nelle vicinanze. Si tratta in effetti di un bellissimo mercato vittoriano coperto. Unico problema è che i negozi, salvo qualche rara eccezione, sono tutti chiusi!







"Poveri noi", ci tocca "ripiegare" sul Borough market che anche è nelle vicinanze. Qui c'è un bel po' di gente, le file alle bancarelle sono lunghe e così ci dividiamo, in maniera tale che ognuno possa prendere quello che preferisce. Ci facciamo tentare da noodles e dalle pie. Compriamo anche un Christmas pudding da portare a casa.














Con al pancia piena e dopo aver fatto un po' di file, raggiungiamo Flavia e Massimo che ci vogliono portare a scoprire una zona poco turistica di Londra, vale a dire i quartieri di Bermondsey e Rotherhithe. Si tratta di due zone molto tranquille e fuori dai classici giri turistici, ma non per questo meno interessanti! Ci arriviamo con l'autobus 47 dal Borough market. Scendiamo a Southwark Park (Stop F) e da qui raggiungiamo la terrazza panoramica dove ci sono le statue del Dottor Salter e famiglia (Dr. Salter's Daydream), medico e politico del partito laburista nativo di questo quartiere.










Proseguiamo costeggiando il Tamigi fino ad arrivare al Myflower pub, passando per la chiesa anglicana St. Mary the Vergin. Il Mayflower è il tipico pub inglese, stracolmo di gente che beve e chiacchiera. Troviamo posto sulle panche all'esterno, su una piattaforma di legno che lascia intravedere il fiume che ci scorre sotto i piedi. Inconvenzionalmente prendiamo una bottiglia di vino!






Percorriamo Rotherhithe st, sempre costeggiando il Tamigi. Questa è una zona residenziale molto tranquilla. Ci sono tante case e pochi negozi. Poco più avanti giungiamo al secondo pub, il The Salt Quay, un po' più grande, più tranquillo. Qui invece ci concediamo delle tazze fumanti di vin brulé (mulled wine) che avevamo provato ieri al mercatino a Southbank. Giusto per non mischiare vino e birra :-) Un tipico pomeriggiolondinese saltando da un pub all'altro! Questa proprio ci mancava :-)








Proseguiamo lungo il canale. Sembra di stare in Olanda o comunque in luogo altro da Londra. E' incredibile come uscendo poco dal centro cambi radicalmente lo scenario. Lo percorriamo tutto fino ad arrivare alla Biblioteca e alla fermata della metro Canada Water.











Facciamo un salto alla fermata di King's Cross, dove c'è il famoso binario 9 e 3/4 di Harry Potter ed anche il negozio di souvenir dove prendere dei regalini alle nipotine.



Subito dopo ci spostiamo su una affollatissima Oxford street, la strada commerciale principale di Londra. E' sabato pomeriggio, siamo sotto Natale ed è gremita di gente. Le luminarie sono bellissime!
Poi ci spostiamo su Regent st, altrettanto bella e più elegante coi palazzi bianchi e gli angeli in cielo.









Meno affollata invece Carnaby street, con le sue decorazioni più carnevalesche. Mi piace comunque questa atmosfera, è la frenesia dei giorni che precedono il Natale. Arriviamo fino a Piccadilly Circus, coi suoi mitici monitor pubblicitari che sono stati sostituiti da un unico monitor sul quale girano vorticosamente le pubblicità.












Facciamo un giro in zona prima di tornare a Carnaby st perché avremmo prenotato per cena da Shoryu ramen. Per fortuna il tavolo è libero e ci accomodiamo. Prendiamo la specialità locale, il Tonkatsu ramen, chi semplice e chi insaporito con brodo più ricco e uova. E proviamo anche un paio di spiedini di carne Waghiu. Siamo contenti per la scelta! Il ramen è ottimo. C'è anche una simpatica cameriera italiana che ci dà tutte le spiegazioni che vogliamo.
E' tempo di ritornare a casa. Domani infatti (e purtroppo!) si parte.





Però ci aspetta un'ultima, bella sorpresa. La mattina seguente ci svegliamo, apriamo la tenda e fuori sta nevicando! Usciamo di casa sotto una bella nevicata dopo aver salutato Flavia e Massimo che ci hanno ospitati in questi giorni. Sono stati carinissimi con noi e se questa vacanza è stata così bella è anche merito loro! Grazie ragazzi, vi vogliamo bene! :-)


Prendiamo il bus verso Canada Water (la Overground è chiusa) e raggiungiamo la stazione di Victoria da dove abbiamo il Gatwick express (l'alternativa più economica, che impiega circa 50 minuti per arrivare all'aeroporto, contro i 30 del Gatwick express) è il Thameslink. Alle 11 il treno parte, mezz'ora appunto e siamo in aeroporto. Per fortuna (o purtroppo, a seconda dei punti di vista) qui di neve non ce n'è proprio ed i voli sono regolari.
Causa sempre i soliti passeggeri che sembrano stare a casa loro, ci impieghiamo una vita a sederci e a sistemarci tutti sul volo, quindi si parte. Solo qualche turbolenza più forte dopo un quarto d'ora di volo e poi volo tranquillo fino a Napoli concluso con un atterraggio morbidissimo.
Torniamo a casa contenti di aver scelto Londra come nostra meta per il ponte dell'Immacolata e per i mercatini di Natale. Una città bellissima sempre, che presenta cose nuove e che dà la possibilità di scoprire anche i suoi angoli più nascosti. E poi ora abbiamo due cari a mici e siamo sicuri che ci vedrà più spesso.

Fabio

P.S. trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO