giovedì 25 maggio 2017

Complesso monumentale dei Girolamini a Napoli



Sono proprio felice di aver realizzato finalmente un mio piccolo sogno, ovvero vedere la biblioteca del complesso monumentale dei Girolamini a Napoli. Avevo già visitato il complesso in passato e già la visita normale merita tantissimo. E' un posto speciale, proprio di fronte al Duomo di Napoli, quindi anche molto facilmente raggiungibile. Però la biblioteca, che è un po' il fiore all'occhiello della struttura, non è visitabile da alcuni anni a causa del sequestro a cui è stata sottoposta dopo che il Direttore della stessa aveva trafugato diversi libri. E stiamo parlando di libri che hanno un valore immenso, spesso pezzi unici. E quindi la biblioteca è resa accessibile solo con visite guidate, preventivamente autorizzate dal magistrato che ne dispone il temporaneo dissequestro.
E' uno dei siti artistico/architettonici più importanti di Napoli, sia per la qualità che per la quantità delle opere che racchiude. All'interno è presente anche una chiesa basilicale tra le più imponenti e ricche della città, con delle caratteristiche davvero peculiari. Preserva un archivio musicale di opere sacre del 6-700, uno dei primi ad essere creato. In città c'erano diversi archivi che poi sono confluiti in quello di San Pietro a Maiella, sede del conservatorio napoletano. Ma quello qui custodito probabilmente è anche più importante. C'è una quadreria, primo esempio di pinacoteca aperta al pubblico, nel '500. E soprattutto la biblioteca che conserva circa 160000 volumi, frutto di acquisti, ma soprattutto di donazioni ai padri oratoriani.









Si dice che sia stato San Filippo Neri a fondare la congregazione, ma lui in realtà ebbe solo l'intuito per la nascita dell'oratorio (proprio del concetto di oratorio in sé) e solo successivamente nacque la congregazione, sancita da un atto ufficiale, ovvero una Bolla papale sul finire del 1500.
Oltre alla comunità dei chierici secolari, c'erano infatti quelli regolari, che a differenza dei primi non avevano preso i voti e quindi non erano legati a particolari regole. Vivono in comune come i preti, ma svolgono solo le funzioni ministeriali e "attività sociali".
La prima sede della congregazione fu a Roma, ma i nobili napoletani reclamarono una sede a Napoli. Così acquistarono dapprima palazzo Seripando, col chiostro e poi man mano altre 37 proprietà.
Il complesso prende il nome dalla chiesa di San Girolamo a Roma, ovvero la prima in cui operò San Filippo. Lo stesso in sostanza ebbe l'intuito di coinvolgere i giovani nell'opera di catechizzazione e da questo nasce il concetto di oratorio quasi in maniera spontanea.
Iniziamo la nostra visita dalla Congrega/Oratorio dell'Assunta, raffigurata nel trompe l'oeil sul soffitto. Era la Congrega dei mercanti e degli artigiani. Ovviamente i più importanti sedevano più vicini all'altare. Il pavimento è abbellito da maioliche del '700 dei F.lli Massa.






Proseguiamo la nostra visita in un altro luogo che normalmente non è aperto al pubblico, la Sacrestia della fine del '600, poi ristrutturata nel '700. Sul pavimento in marmo, da notare lo stemma di Papa Benedetto XIII, molto devoto a San Filippo Neri. Sul soffitto è raffigurata la gloria di San Filippo. La boiserie è originale ed anche tenuta in buono stato. Anche tutta questa zona sarà oggetto di lavori di ristrutturazione consentiti da alcuni fondi che sono stati riconosciuti al sito dall'UNESCO. Anche perché la struttura, da religiosa, una volta passata alla Stato, sta diventando un museo e c'è bisogno di diversi adeguamenti.














Adeguamenti e lavori che riguarderanno anche la Basilica (che avevo visitato in passato) che attualmente si può vedere solo dal cappellone dei martiri, tutto in legno. La chiesa è a 3 navate, divise da 2 file di 6 colonne arrivate a Napoli dall'isola del Giglio, via mare. Si dice che sotto ogni colonna ci sia una cassettina di piombo con la data in cui è stata eretta la colonna e la dedica ad un apostolo (infatti sono 12). Poi ci sono 6 cappelle che sono state commissionate successivamente e di cui si sono prese cura alcune famiglie nobili napoletane che le hanno fatte abbellire dai principali artisti e pittori dell'epoca, come Solimena, Luca Giordano e Pomarancio. L'altare invece è stato rifatto nell'800 da maestranze napoletane. Alla sua sinistra la cappella dell'Immacolata e a destra quella di San Filippo. L'opera più importante probabilmente è quella di Luca Giordano sul portone d'ingresso, con alcuni personaggi che sembrano appoggiati allo stesso. E questa struttura con soffitto piatto, colonne a dividere le navate e cappelle dorate è stata copiata da Brunelleschi per le sue opere a Firenze.







Lasciata la Basilica, passiamo per il chiostro degli aranci, prima di salire in Quadreria. Qui le opere sono divise per periodi, a partire dal '500. C'è anche una bella vista sulla facciata del Duomo.












Dulcis in fundo, la magnifica biblioteca. Le sale visibili sono 3. Di solito la più bella, la sala Vico, viene fatta vedere per ultima ai visitatori. Noi la vediamo per prima, per rispettare un filo logico e cronologico che ha più senso. A mostrarcela è l'attuale Direttore della biblioteca, con la presenza delle forze dell'ordine che tutelano la sicurezza del sito durante il dissequestro temporaneo. Avevo visto diverse volte le foto di questo luogo su internet, ma entrando nella biblioteca si resta un attimo spaesati, quasi senza fiato per quanto è bella e maestosa. La zona accessibile al pubblico è delimitata, ma comunque si riesce a vedere tutta. Questa è stata la prima o forse la seconda biblioteca aperta al pubblico in Italia. Perché come dicevo prima, qui si svolgeva attività ecclesiastica, ma poi c'era altro tempo dedicato allo svago, per coinvolgere i ragazzi, con musica non sacra.

















Lasciata la sala Vico, ci spostiamo in un'altra dell'800, la sala del camino, che prende il nome dal grande camino che è in fondo alla stessa. Sala lettura e di consultazione. Da questa è possibile vedere solo dall'esterno la sala C o sala Croce.







Sono stato davvero contento di aver partecipato a questa visita guidata organizzata dal Touring Club Italia e aperta anche ai non soci come me. Spero che ci saranno maggiori occasioni per aperture straordinarie al pubblico di un luogo così bello ed importante della mia città. E soprattutto spero che presto venga dissequestrato definitivamente e aperto a tutti. Perché tutti possano ammirarla in tutta la sua bellezza.

Fabio