giovedì 30 marzo 2017

Brioches che non si impastano...il tormentone ritorna!


Correva l'anno 2009...o era il 2008?...insomma nel lontano anno in cui ho iniziato ad affacciarmi nel mondo virtuale del food, iscrivendomi ad un forum di cucina, c'erano dei tormentoni ricorrenti. Ci fu il periodo delle torte di mele, poi quello della Stupendissima di Alessandra, poi quello del pandoro/panettone delle sorelle Simili e successivamente della loro colomba, il periodo dell'arrosto con le nocciole ed infine il periodo del pane che non si impasta.
Questo tipo di pane ebbe un successo enorme dovuto proprio al fatto che non andava impastato, ma si basava semplicemente su una lunga lievitazione, dopo la quale il pane veniva rovesciato su un piano infarinato, in modo da potergli poi dare le pieghe. Veniva poi ribaltato in una teglia dove cuoceva, dando un pane fantastico con un'alveolatura meravigliosa ed una crosta della giusta consistenza, non morbida né toppo croccante. Il tutto praticamente senza fatica alcuna.
Pressappoco nello stesso periodo comparve un altro tormentone, le brioches con il tuppo o le brioches in generale e all'epoca una ricetta che riportai, quella di Cafiero, il pasticciere sorrentino, riscosse un grande successo. Fu proprio allora che mi venne la balorda idea di mixare la ricetta delle brioches di Cafiero con quella del pane che non si impasta, dando vita alle brioches che non si impastano.
Fu evidentemente un'intuizione felice perché divenne il tormentone successivo, con mia grande gioia perché era stata la prima ricetta che avevo inventato.
In quello stesso anno nasceva il nostro blog e quale foto potevo utilizzare per l'header del blog se non quella delle mie amate brioches? In molte mi chiesero la ricetta delle brioches ed io puntualmente rispondevo che prima o poi l'avrei pubblicata sul blog.
Sono passati quasi otto anni, abbiamo cambiato l'header, ma io non ho ancora pubblicato la ricetta, almeno fino ad oggi.
L'altro giorno, parlando con Fabio delle megacolazioni che facevamo con le brioches fatte da me, le confetture e la Nutella, mi sono ricordata di questa ricetta ed ho pensato che forse era passato troppo tempo ed era venuto il momento di recuperare la ricetta e di postarla sul blog.
Come vedrete è di una semplicità estrema. L'importante è rispettare i tempi di lievitazione e fare le pieghe. Immaginate che il vostro impasto sia diviso in tre fasce verticali, non dovrete fare altro che piegare prima la fascia destra  e poi quella sinistra su quella centrale ed avrete fatto le vostre pieghe. Ma passiamo alla ricetta.






BRIOCHES CHE NON SI IMPASTANO (MIE)

Ingredienti:
1 kg di farina manitoba
250 g di zucchero
12 g di lievito di birra
½ l di latte
200 g di burro
1 cucchiaino di sale
3 uova + 1 per spennellare le brioches

Riscaldare in una ciotola capiente il latte ed il burro, finché quest’ultimo sia sciolto. Aggiungere lo zucchero e  mescolare. Aggiungere il lievito e farlo sciogliere, quindi le uova sbattute ed infine la farina con il sale. Mescolare il tutto con un cucchiaio giusto per rendere l’impasto omogeneo. Coprire con la pellicola e porre in frigo per 24 ore. Trascorso il tempo, porre il contenitore a temperatura ambiente per circa ½ ora, quindi infarinare il ripiano e rovesciarci l’impasto sopra. Fare le pieghe e lasciare riposare circa un' ora. Prelevare delle piccole quantità di impasto e formare delle palline facendo convergere le estremità verso il centro, come se si volessero fare dei sacchetti. Mettere le brioches sulla teglia e fare lievitare coperto fino al raddoppio di volume. Spennellare con l’uovo sbattuto con una po’ di latte ed infornare a 180°C per 15 minuti.
Una volta raffreddate è possibile congelarle e scongelarle in forno o in microonde per avere una colazione sana e gustosa sempre pronta.


Spero che vi piacciano le mie brioches e che quando farete colazione la prossima volta, pensate a me.

Anna Luisa

martedì 28 marzo 2017

Santorini e Mykonos: terzo e quarto giorno (prima parte)


Per oggi abbiamo prenotato un giro in catamarano con Spiridakos. E' la prima volta che andiamo su questo tipo di imbarcazione e siamo molto curiosi!
Prima però consumiamo l'ottima colazione dell'hotel davanti alla camera.
Il pick up è alle 9:15. L'ufficio da dove partiremo è proprio di fronte al nostro hotel.
Si tratta di una crociera di circa 5 ore per vedere la spiaggia rossa (accessibile anche via terra lungo una collina messa un po' maluccio. Il rosso della sabbia lo vedremo meglio al ritorno quando il sole illuminerà la roccia alle spalle della spiaggia), quella bianca (visitabile solo via mare), le hot springs, dalle acqua calde e giallognole che dicono facciano bene alla pelle. Il pranzo si svolge a bordo ed è quello tipico greco. Non mancano le occasioni per fare bagni e tuffi dal catamarano che è davvero grande e bellissimo ed ospita una quindicina di persone senza problemi. La distanza in macchina per arrivare al porto è di una quarantina di minuti.






















 

 Terminata la crociera, rientriamo in hotel per una rinfrescata. Decidiamo di fare un giro per Fira, ma subito dopo ci spostiamo in un altro posto molto consigliato, ovvero le cantine Santo wines. Qui si possono fare diversi tipi di degustazione (mi sembra fino a 12 vini diversi), noi ci accontentiamo di un calice a testa con degli stuzzichini perché più tardi abbiamo prenotato la cena in un ristorante. C'è anche un matrimonio molto romantico, per poche persone. Questo è un altro posto molto consigliato per vedere il tramonto ma noi decidiamo di andarlo a vedere ad Imerovigli (si legge Imerovigli, con la g gutturale, tipo glutine per capirci). Prima però facciamo una sosta a Firostefani, tra Fira ed Imerovigli.




























Da Fira ad Imerovigli, volendo, si può andare anche a piedi lungo un percorso comodo e ben segnato. Noi decidiamo di spostarci in macchina. Dopo aver fatto un giretto (è molto piccola), vediamo il tramonto dalla chiesetta. Il sole tramonta dietro un isolotto molto basso, ma non proprio in mare. A me, forse perché più intimo di quello di Oia, è piaciuto anche di più di quest'ultimo. Ne approfitto per qualche foto notturna prima di andare a cena da La maison. Il posto è molto carino e la cucina ottima. Abbiamo atteso un bel po' (prenotazione spostata dalle 20:30 alle 21) per avere un buon tavolo (così ci avevano detto), ma alla fine avremo forse il peggiore del ristorante e lo diciamo senza problemi. Si fanno perdonare offrendoci il dolce.
































 Torniamo a Fira, dove facciamo un'altra passeggiata e qualche foto notturna.






Il giorno seguente mi alzo molto presto, verso le 6:30 (eh, sì, faccio anche queste cose in vacanza!) e dopo aver fotografato l'alba, ho intenzione di scendere (e poi risalire) i 587 scaloni che conducono giù al porto. Le navi da crociera stanno arrivando. Impiego circa 20 minuti a scendere e 25 a salire con qualche sosta doverosa (è davvero pesante, soprattutto con uno zaino con l'attrezzatura fotografica in spalla!). Giù c'è poco o niente, giusto qualche ristorantino ancora chiuso. Quando arrivo giù, ci sono i primi asinelli che iniziano a scendere e che incontrerò salendo (per quello facevo le soste, non per riprendere fiato, sia chiaro! Malpensanti! :-)). In realtà c'è anche una comoda cabinovia che porta su e giù le persone, ma volete mettere? I gradoni portano (o meglio portavano, essendo rimasta la numerazione solo sugli ultimi in alto per le foto ricordo) i numeri di ognuno, ma purtroppo sono tenuti abbastanza male. A volte c'è da fare lo slalom tra i bisogni dei muli, che però devo dire che vengono puliti costantemente. Considerate che i primi asinelli iniziano a scendere verso le 7:30 e la posizione migliore per vederli è vicino al cable car (o lungo gli scaloni). Da lì ne scendono tanti, altri invece scendono anche da vicino al ristorante Fanari.





























Il tempo di fare doccia e colazione e ci concediamo un'ora per acquistare qualche souvenir prima di recarci al porto (circa 20 minuti) di Athinios. Lasciamo la macchina dove concordato col noleggiatore e ritiriamo i biglietti del traghetto. E siamo pronti per salpare per Mykonos! Ma di questo ve ne parlerò nel prossimo post!

Fabio