giovedì 22 giugno 2017

Gelato alla vaniglia con amarene sciroppate...benvenuta estate!


C'è stato un periodo, direi durante gli ultimi anni di università, in cui iniziavo a dilettarmi con i dolci. Conoscendo la mia passione in erba, un mio zio pensò bene di regalarmi la sua gelatiera, visto che non la usava, con il patto che ogni volta che fosse venuto da noi, gli avrei dovuto preparare la granita al limone. Mi specializzai allora in questa preparazione, ma durante i mesi estivi non mi limitavo a fare granite, bensì preparavo soprattutto gelati, di ogni tipo, dalla vaniglia alla fragola, al cioccolato, alla stracciatella ed uno dei più gettonati, il ciocomenta.
Ricordo che preparavo almeno tre gusti durante il fine settimana che poi lasciavo a mio fratello per "sopravvivere" fino al mio rientro il venerdì successivo. Non so come mai, ma il mercoledì arrivava puntuale la sua telefonata per dirmi che i gelati erano finiti e che molto disinteressatamente, non vedeva l'ora che io tornassi a casa.
Come per tutti i tormentoni, ad un certo punto ho smesso di preparare gelati...fino ad oggi.
In realtà il mio riavvicinamento alla gelatiera è dovuto ad una preparazione che ho fatto un paio di settimane fa. Ora che casa nostra si è trasformata in un'industria conserviera, tra confettura di fragole, di albicocche, di ciliegie, tra poco di prugne e fichi, mi sono imbattuta in un cesto di amarene. Potevo mica resistere all'idea di provare a fare le amarene sciroppate che tanto ci piacciono?
Così ho cercato sui libri e su internet ed ho optato, tra le varie ricette, per una versione "rapida" che invece di prevedere che le amarene restino imbarattolate con lo zucchero ed esposte al sole per 40 giorni, di realizzarle in soli tre giorni.
Fabio ne ha apprezzato il risultato, ma voleva "qualcosa su cui poggiarle" e così ecco rispuntare la famosa gelatiera e giusto per partire dalla base, ho fatto un bel gelato alla vaniglia.
Gelato alla vaniglia ed amarene sciroppate, un connubio fantastico in queste calde giornate di inizio estate.


Amarene sciroppate

Ingredienti:
1 kg di amarene
300 g di zucchero

Lavare bene le amarene, eliminare i piccioli e premendo alla base ciascuna amarena con delicatezza, fare uscire il nocciolo.
Mettere le amarene in una ciotola con lo zucchero e lasciare macerare in frigorifero per 24 ore.
Trascorso questo tempo sgocciolare le amarene, mettere il sugo in una pentola e portare ad ebolizzione. Lasciare bollire per 15 minuti, quindi versare il sugo sulle amarene che avremo rimesso nella ciotola. Fare raffreddare e rimettere il tutto in frigo.
Ripetere la stessa operazione dopo altre 24 ore.
Dopo altre 24 ore riportare il sugo a bollore, lasciare bollire 15 minuti, quindi aggiungervi le amarene e riportare ad ebollizione. Cuocere altre 15 minuti, quindi mettere le amarene nei barattoli a chiusura ermetica precedentemente sterilizzati e ricoprirle di sugo. Chiudere i barattoli, metterli in un tegame in cui avremo messo un panno sul fondo, ricoprirli di acqua, portare ad ebollizione e cuocere 30 minuti, Quindi spegnere il fuoco e lasciare che i barattoli si raffreddino nel tegame.


Gelato alla vaniglia

Ingredienti:
250 ml di latte
120 g di tuorli
150 g di zucchero
150 ml di panna
1 bacca di vaniglia

Sbattere i tuorli con lo zucchero e metterli in un tegame. In un altro tegame riscaldare il latte, la panna e ed i semi estratti dalla bacca di vaniglia, quindi versarlo a filo sul composto di uova e zucchero mescolando continuamente con la frusta e cuocere fino a raggiungere la temperatura di 85°C. Togliere dal fuoco, ricoprire con la pellicola per alimenti a contatto con la crema e fare raffreddare (meglio in abbattitore se lo avete), quindi trasferire la crema in frigorifero per almeno 30 minuti, prima di versarla nella gelatiera precedentemente raffreddata.
Se non si consuma subito, conservare il gelato in una vaschetta a chiusura ermetica riposta in congelatore. Tenere il gelato a temperatura ambiente circa 10 minuti prima di consumarlo.
Servire il gelato in coppe, con le amarene sciroppate.


Prevedo una lunga estate con tanti gelati...

Anna Luisa

lunedì 19 giugno 2017

Cosa vedere a Budapest


Budapest è una città che volevamo visitare già da un po' di tempo. Abbiamo approfittato del recente ponte del 2 Giugno per farlo.


E' una città relativamente grande, che si gira molto bene a piedi, con l'ausilio anche dei mezzi pubblici (metro, bus ed i caratteristici tram). Ma vi consiglio 3 giorni pieni per visitarla per bene e per concedersi almeno due tappe presso i bagni termali. Le cose da vedere a Budapest sono tante, alcune sono imperdibili. Come in ogni organizzazione di viaggio ci teniamo a stare tranquilli, anche perché di solito prenotiamo con parecchio anticipo e non sempre è possibile annullare l'hotel, oltre al volo e quindi siamo soliti stipulare un'assicurazione di viaggio .

Budapest è formata sostanzialmente da due parti, Buda e Pest appunto, separate dal Danubio, ma ben collegate da diversi ponti.
Il consiglio che do per visitarla è di andare per zone, semmai dal punto più lontano e poi tornare indietro pian piano.
Un altro consiglio è quello di fare la Budapest card. Ce ne sono diversi tipi, da 24, 48, 72 e 96 e 120 ore e consentono di utilizzare tutti i mezzi pubblici, di avere delle entrate gratuite o sconti per entrare in alcuni musei e attrazioni. La valità parte dal momento del primo uso che va indicato sulla card apponendo nome, cognome, data e orario. Noi siamo stati 5 giorni, compresi quello di arrivo e partenza e abbiamo trovato molto comoda quella da 72 ore. Le card devono sempre essere esibite alle entrate della metro o sugli altri mezzi di trasporto, come pure i biglietti che vanno obliterati sempre ed esibiti, in stazione, all'autista o ai controllori a bordo. Un controllo c'è sempre, quindi non dimenticate di farlo.

Cosa vedere a Budapest

Pest (sponda ad est del Danubio)
1) Il Parlamento
Questo imponente palazzo bianco dal tetto rosso situato proprio lungo la sponda est del fiume, oltre ad essere bellissimo dall'esterno, è pure visitabile attraverso delle visite guidate. La posizione serviva per bilanciare la presenza del palazzo Reale sull'altra sponda. Io consiglio di prenotare la visita già on line anche se poi il biglietto andrà comunque stampato o ritirato alle casse del visitor center. Nel fine settimana infatti di solito è tutto esaurito. La visita dura 45 minuti, i gruppi sono divisi per lingua e questa quindi va scelta al momento di programmare l'orario della visita. Se non c'è la propria lingua disponibile, vale comunque la pena accodarsi a quelle disponibili in altre lingue perché il palazzo all'interno è bellissimo e si vede anche la vecchia sala dove si riuniva un'ala del Parlamento che è stata soppressa.



2) Basilica di Santo Stefano
Si tratta della chiesa più importante e più bella d'Ungheria, non solo di Budapest. All'interno è custodita la reliqua della mano mummificata del Santo da cui prende il nome. Qui non si prenota, non si paga un biglietto, ma si lascia solo un'offerta libera di 200 Ft o di 1€.


3) Vaci utca
La strada commerciale principale lungo la quale è possibile anche vedere diversi negozi in stile art nouveau molto belli, come la Philanthia, la Casa Thonet e la Galleria Polgar.


4) I mercati
Secondo noi non si può visitare un posto senza fare un giro per i mercati. Per questi consiglio di consultare la guida per i giorni e gli orari di apertura, in quanto possono cambiare. Noi li abbiamo visitati di sabato mattina.
Uno dei più grandi e più belli, oltre che il più antico è quello di Nagycsarnoc, a sud, alimentare soprattutto, ma ci sono anche abbigliamento e locali dove mangiare. Comodamente raggiungibile con la metro scendendo a Fovam ter.
A nord invece troviamo il mercato Lehel. Molti meno turisti si spingono fin quassù e quindi il mercato ha più l'aspetto di un mercato di quartiere. Fermata della metro, Lehel ter.
Un altro piccolo mercato che abbiamo visitato è stato quello di fronte alla Cassa di Risparmio postale, l'old street market, anche se si trova all'interno del classico capannone da mercato. Non so se in alcuni giorni il mercato si svolga proprio per strada.


5) La grande Sinagoga
Aperta dalle 10 fino alle 8 di sera la Grande Sinagoga è un'altra attrazione da non perdere. Situata ovviamente nel quartiere ebraico, nella zona dei localini e della movida serale, è una bellissima costruzione che vale la pena visitare attraverso una visita guidata che parte in diverse lingue a determinate orari. All'interno ci sono dei cartelli con le diverse lingue, ci si accomoda nei relativi banchi e si aspetta che la visita parta. Dura circa 45 minuti, c'è uno sconto con la Budapest card.


6) I ruin pubs
Anche se di solito non ci buttiamo nella movida serale delle città, qui a Budapest è quasi d'obbligo. Anche perchè la mattina anche i bar, per dire, non aprono prima delle 8:30 e le principali attrazioni non prima delle 10. Quindi la sera si può fare un po' più tardi.
Nella zona del quartiere ebraico ce ne sono diversi. I principali sono Szimpla ed Instant. Ma c'è anche una stradina tra Kiraly utca e Madach Imre utca piena di localini carini dove poter bere o mangiare qualcosa.


Buda (sponda ad ovest del Danubio)

7) La collina del castello
E' una sorta di cittadella nella quale ci sono tantissime cose da vedere. Io consiglio assolutamente la Chiesa di Mattia Corvino, il Bastione dei pescatori con la splendida vista sulla città e il museo della farmacia dell'Aquila d'oro.
Dall'altra parte della collina invece, il Palazzo reale, la Galleria nazionale ungherese che è uno dei musei compresi nella Budapest card. La visita dura un'oretta ed è interessante. Qui ci sono diverse bancarelle che vendono artigianato e cibo e ci sono diversi punti panoramici.


8) La Siklò
Ovvero la funicolare che porta dal ponte delle catene in cima alla collina del Castello. E' tutta in legno, un po' calda sotto il sole estivo, ma troppo carina.


9) Collina Gellert
Se avete tempo e soprattutto forze, salite in cima alla collina Gellert per vedere il panorama dall'alto.
La salita è faticosa, tra sentieri in salita e scale e le necessarie pause per riprendersi e per ammirare il panorama, richiede circa 45 minuti (più 25 per la discesa). Lo sconsiglio ai meno preparati. Una volta in cima ci si rilassa guardando il panorama.


10) Le terme
Ci sono diversi stabilimenti termali in città. Molti sono dalla parte di Buda, qualcuno anche a Pest.
Noi siamo stati ai Bagni Gellert, piccoli, curati, siamo stati molto bene e a quelli Szechenyi all'interno del Parco municipale, molto più grande, in un edificio molto affascinante ma con qualche problema di sovraffollamento e di manutenzione degli armadietti. Ce ne sono anche tanti altri in città. Quelli Lucaks sono compresi nella Budapest card. Alcuni sono misti, altri riservati solo agli uomini o alle donne a seconda dei giorni e delle fasce orarie. Alcuni hanno degli spazi comuni, altri no.


11) I Ponti
In una città divisa da un fiume così lungo e largo, i ponti hanno un ruolo fondamentale, sia per le macchine che per i pedoni. I principali sono 4. Da nord, il ponte Margherita che consente di scendere col bus o a piedi sull'isola Margherita. Il ponte delle catene, con la parte in pietra, il più fotografato.
Il ponte Elisabetta invece è moderno, quello che mi è piaciuto di meno. Ed infine il Ponte della libertà, in ferro, verde, molto bello, in stile liberty e comodissimo per andare ai bagni Gellert.


Altre informazioni utili
Come raggiungere il centro di Budapest dall'aeroporto
Ci sono diverse opzioni. Noi abbiamo scelto il bus 200E più la metro. Dal terminal dell'aeroporto si prende il bus che in circa 25 minuti, senza traffico, porta alla stazione Kobanya-Kispets M (fate attenzione che quella precedente è Kobanya-Kispstes P+R). Le metro sono molto frequenti (dai 3 ai 5 minuti massimo di attesa) ed in circa 25 minuti si è in centro (fermata Deak Ferenc tér). Considerate che nelle ore di punta ci vuole più tempo a causa del traffico verso il centro città al mattino ed in uscita dalla stessa la sera.
Le alternative sono i taxi o gli shuttle bus collettivi che portano ai vari hotel ad un prezzo superiore.
Molti negozi, ma anche qualche attrazione turistica, accettano anche gli Euro anche se spesso in questi casi il cambio è arrotondato un po' per eccesso. Ma comunque può essere comodo. I bancomat distribuiscono Euro e fiorini ungheresi. Al tempo del nostro viaggio 1€=320 fiorini (ft o huf).

Inoltre abbiamo fatto una mappa di google con tutti i posti principali da vedere e dove mangiare che potete consultare anche off line dal link.

Fabio

martedì 13 giugno 2017

Crêpe is the new black...il nuovo libro firmato MTChallenge






Sicuramente avrete visto nei giorni scorsi su Facebook delle foto di pazzi furiosi (non potrei definirli altrimenti) con le facce da galeotti, con tanto di camicia a righe ed a volte anche dietro le sbarre e tutti con un cartello con dei punti interrogativi. Ecco, tra questi "pazzi furiosi" ci siamo anche noi!
Se vi state domandando il perché di tutto ciò, la risposta è semplicissima, noi partecipanti all'MTChallenge abbiamo lanciato l'ultimo libro legato a questo gioco.
Dopo "L'ora del paté", "Insalate da Tiffany", "Dolci regali", "Torte salate" e " Dietro la lasagna" è uscito "Crêpe is the new black" dove troverete tutti i segreti per la perfetta riuscita non solo delle

crêpes, ma anche dei pancakes, dei blini e dei crumpet, oltre ovviamente a tantissimi spunti per delle ricette sfiziose ed originali.





Anche questa volta siamo onorati di essere presenti nel libro con la nostra ricetta delle "Crêpes souflettes".
Non vi raccontiamo più nulla se non che il libro sarà disponibile presso le librerie e su Amazon dal 15 Giugno e che, come per i libri precedenti,  parte del ricavato sarà devoluto a "Piazza dei Mestieri" una ONLUS che raccoglie i ragazzi di strada ed insegna loro un mestiere.
Allora, cosa aspettate? Correte a prenotare "Crêpe is the new black"!

Fabio ed Anna Luisa


giovedì 8 giugno 2017

Cosa vedere in una giornata a Capri




Che ci crediate o no, pur essendo di Napoli sono stato una sola volta a Capri e pure tanti anni fa.
E così ho dovuto rimediare (sì, l'ho sentito come un dovere :-D). Di cosa vedere a Capri in una giornata ve ne parlerò subito. Così come vi dirò come arrivare a Capri. Ma prima voglio dirvi cosa mi ricordo invece della mia prima visita: una bottiglietta d'acqua, la piccola, pagata 6000 Lire al porto (ecco, ora capite che veramente ci sono stato un bel po' di tempo fa, c'erano ancora le Lire), la fila alla funicolare per salire nella famosa piazzetta (quella c'è ancora) e la spiaggia dove facemmo il bagno vista faraglioni (anche loro visti di nuovo, confermo che ci sono ancora :-D). E considerato che ero goloso già allora, anche una mini caprese mangiata al porto prima di partire (tradizione ripetuta anche questa volta. Goloso for ever).
Come spesso capita, per andare a visitare un luogo vicino, peraltro conosciuto in tutto il mondo, luogo nel quale arrivano turisti da qualunque angolo del pianeta, ci vuole comunque un buon motivo. E questa volta era ottimo! L'amica Flavia infatti è venuta qualche giorno a Napoli e ne abbiamo approfittato per vederci e stare assieme una giornata. L'idea iniziale, viste anche le belle giornate, nonostante fosse ancora fine Maggio, era di fare un giro in costiera amalfitana. Poi la proposta di Flavia "Perché non andiamo a Capri?". Beh, mi sono detto, in effetti in costiera ci sono pure andato diverse volte e ne ho parlato anche sul blog, come pure a Ischia e a Procida, le altre due bellissime isole del golfo di Napoli. Invece di Capri, niente e ci sono stato solo una volta. Anzi, a dire il vero, prima di questa visita non avrei nemmeno saputo dirvi cosa vedere a Capri. Vergognoso!
Così, in un battibaleno, ci studiamo gli orari dei traghetti da Napoli e visto che Flavia era impegnata, mi documento un po' io sulle cose da vedere. A Capri infatti ci si può arrivare o da Napoli o anche da Castellammare e Sorrento (alcuni traghetti fanno sosta anche a Seiano). Alla fine optiamo per Napoli, per fare il viaggio assieme.
Arrivo come mio solito con un certo anticipo (solo un'oretta, dai!) al molo Beverello da dove partono gli aliscafi e i traghetti per le isole  (considerate che invece chi vuole imbarcare anche la macchina deve partire da Porta di Massa, altro varco sempre all'interno del porto) e attendo Flavia. Nel frattempo cambio ai botteghini la prenotazione effettuata on line coi biglietti. Solo quelli di andata con GNV, per quelli di ritorno mi viene detto dall'addetto SNAV di farlo al porto d'imbarco, ovvero a Capri.
La navigazione dura circa un'oretta ed è piacevolissima. Siamo sul ponte esterno, ma ben riparati dal vento e ci godiamo la navigazione ed il panorama che scorre. Lasciamo Napoli, con la sua bellissima vista dal mare ed il Vesuvio per raggiungere le casette colorate di Marina Grande, il porto principale di Capri.









Subito veniamo rapiti dai colori del mare. Non è spettacolare?







Abbiamo deciso di andare prima ad Anacapri, dall'altra parte dell'isola. Quindi, invece di metterci nella lunghissima fila per la funicolare che conduce a Capri, l'altro comune dell'isola, andiamo alla stazione dei bus. Con un biglietto da 1,80€ infatti si prendono questi piccoli bus che conducono nelle varie parti dell'isola. Le alternative sono i taxi aperti, con la pensilina per proteggere dal sole o il noleggio di un motorino. La macchina è comunque vivamente sconsigliata, sia portarsela dietro (quando è consentito. Infatti i residenti in Campania in certi periodi dell'anno non possono portarla), sia noleggiarla. Le strade sono infatti molto strette e già c'era abbastanza confusione pur essendo Maggio. Non oso immaginare come sia ad Agosto. Fatto sta che i bus sono piccoli e pure poco frequenti. Aspettiamo un'ora prima di salire, per ultimi, sul nostro. Da un'isola turistica come Capri mi sarei aspettato un'organizzazione migliore dei trasporti pubblici. Si aveva quasi l'impressione che non fossero in grado di gestire quell'afflusso di turisti, che a dire il vero non era neanche esagerato. Non vorrei essere nei panni dei turisti a Luglio e soprattutto ad Agosto. Si viaggia anche abbastanza stretti, perché si cerca di fare entrare quante più persone è possibile. 20 minuti di curve, burroni, muri e altri mezzi di trasporto sfiorati e l'autista annuncia "Anacapri!". Siamo arrivati, scendiamo e ci perdiamo per i vicoletti coi tanti negozi, bar e ristorantini. C'è una mappa che ci aiuta a capire cosa c'è da visitare ad Anacapri. Le cose importanti sono sostanzialmente 3, tutte lungo via Orlandi: la casa rossa, la chiesa monumentale di San Michele e quella di Santa Sofia, a parte la piazza principale.






La casa rossa (costo del biglietto 3,50€) ce la troviamo dopo poco sulla destra. Impossibile non vederla col suo colore rosso pompeiano che spicca e l'architettura particolare che si differenzia da quella del resto dell'isola. Fatta costruire da un generale americano tra il 1876 ed il 1899, si caratterizza per la mancanza di simmetrie, gli elementi architettonici eclettici, come iscrizioni in greco che danno il benvenuto al visitatore, marmi medievali, piastrelle maiolicate, un antiquarium all'ingresso con elementi egizi, mosaici e bassorilievi. C'è anche una bella cupola che si osserva bene dall'esterno, salendo sulla torretta dalla quale si gode anche un bel panorama.










Poco più avanti, girando in una traversina a destra, ben indicata, c'è la chiesa monumentale di San Michele (biglietto d'ingresso: 2€). Si tratta di una chiesa spettacolare. Anche se sono di ottima fattura settecentesca l'altare maggiore in marmo e quelli laterali in legno, quello che colpisce maggiormente è il pavimento in maioliche che rappresenta il Paradiso terrestre e la cacciata di Adamo ed Eva. La chiesa si visita all'interno camminando su delle passerelle di legno senza calpestare il prezioso pavimento e poi, tramite una piccola scala a chiocciola in ferro si sale nella zona dell'organo dalla quale è possibile ammirare il pavimento dall'alto. Una cosa meravigliosa.







Proseguendo lungo la strada si arriva in un piccolo slargo sul quale si staglia il bellissimo profilo della chiesa di Santa Sofia che mi riporta un po' a delle atmosfere lusitane. Bellissima all'esterno, un po' deludente all'interno.







Con pochi passi raggiungiamo anche la piazzetta principale che immagino si animerà più verso sera.
Incontriamo degli amici di Flavia, i quali, vista anche la splendida giornata, ci consigliano vivamente di salire sul Monte Solaro.





Inizialmente sono un po' scettico (dai, non me la stavo facendo sotto!) in quanto la seggiovia che in pochi minuti, precisamente 13 e al costo di 11€ andata e ritorno (è possibile anche fare solo il biglietto di andata e poi riscendere ad Anacapri a piedi con una passeggiata che qualcuno ci ha detto durare mezz'ora, altri un'ora), porta in cima a circa 600 m s.l.m, punto più alto dell'isola, non è che mi ispiri tanta fiducia. L'idea di stare sospeso a pochi metri da terra e legato "ad un filo", anche se di acciaio, seduto su una seggiola non è che mi piaccia tanto. Fatto sta che in pochi minuti mi ritrovo mio malgrado sulla posizione di decollo (un disegno a terra dice dove piazzare i piedi in attesa di essere tamponati dalla sedia ed iniziare "il folle viaggio" 😁). La sedia arriva implacabile, la barra di protezione si chiude e dopo aver dondolato (e pregato 😁) un po', si assesta ed inizia questo piacevole percorso anche panoramico, tra la vegetazione. I piloni che man mano si incontrano possono essere utili come poste del Rosario che si sta recitando. 😂 Ultimo tratto con una maggiore inclinazione (e "terrore" 😁) e si arriva in cima. Ovviamente la discesa dalla sedia è "al volo". Mica si ferma la giostra? Per fortuna c'è un inserviente che la mantiene per evitare di farsi anche il giro di ritorno, senza passare dal via. Niente comunque di complicato. Col senno di poi (e soprattutto visto che sono sopravvissuto 😀) posso dire che ne vale veramente la pena! Non vi fate preoccupare dalle mie parole, si scherza, basta vedere i volti rilassati delle persone nelle foto. O erano paresi da paura?








 

 La vista spazia a 360° su Napoli, Ischia e Procida e pure la costiera sorrentina ed amalfitana che da qui sembra proprio a due passi. Ovviamente c'è una splendida vista anche sui faraglioni, simbolo dell'isola. Diciamo che in un'ora si fa tutto. La discesa, o almeno la partenza per ridiscendere giù è un po' più traumatizzante per me, si parte, sempre dondolando, quindi il vuoto. Ed il panico. Schiaccio la schiena sullo schienale e spero di non scivolare giù. Poi ci si riabitua (dopo essere andati in iperventilazione :-D) e si viaggia piacevolmente fino all'arrivo. Sono salvo! :-D

















Dopo aver preso un caffè dagli amici di Flavia (per me sarebbe servita una camomilla😂), prendiamo il bus per andare a Capri. La fila per Marina grande è bella lunga, la nostra per fortuna no e dopo comunque un po' di attesa, prendiamo il bus e con un bel rally caprese (però davvero complimenti agli autisti che si inserpircano per queste stradine) giungiamo a destinazione. Qui subito arriviamo nella famosa piazzetta coi suoi bar coi tavolini sulla piazza e le chiese. Ma noi (ma solo per evitare di essere riconosciuti e fermati per foto e autografi 😂si sa che la piazzetta è sempre frequentata da VIP) ci dirigiamo, molto umilmente, subito verso i giardini di Augusto. Strada facendo ci facciamo tentare anche da una bella granita al limone. Questo perché avevamo mangiato "solo" una pizzetta portata da Flavia, nell'attesa del bus e dei biscottini da cui Flavia si era fatta tentare uscendo dalla chiesa di San Michele (che buone le capresine al limone!).












I giardini (biglietto 1€ a persona, 4€ il cumulativo se si visita anche la Certosa di San Giacomo. Vale la pena fare il biglietto cumulativo, si risparmia 1€) sono carini, curati e pieni di piante e fiori. Da qui c'è soprattutto una bellissima vista su via Krupp, con i suoi tornanti che scendono al mare che purtroppo è chiusa al pubblico. Dall'altra parte invece si ammirano i faraglioni, si invidiano le persone che sono in barca e a fare il bagno e ci si riempie gli occhi dei colori del mare che sono davvero splendidi.
















Abbiamo ancora un po' di tempo prima del traghetto di ritorno e quindi ci spostiamo nella vicina Certosa di San Giacomo. Qui ci sono diversi ambienti da visitare. All'ingresso c'è il museo Diefenbach con le sue opere con soggetti capresi dalle cupe atmosfere, quindi si visita la chiesa, con gli affreschi rimasti che sono stati recuperati e poi ci sono due chiostri, quello piccolo e quello grande, oltre ad un giardino.













Dalla piazzetta ci vogliono 5 minuti a piedi per raggiungere l'uno o l'altro sito.
Torniamo in piazzetta e visto che già avevamo acquistato il biglietto (sempre quello da 1,80€), prendiamo la piccola funicolare che comunque è un'esperienza da fare sull'isola.
Arrivati al porto, visto che al mattino all'arrivo a Capri avevamo provato a cambiare i biglietti di ritorno ma ci avevano detto di tornare la sera, ci rechiamo alla biglietteria con la nostra prenotazione. Dopo aver fatto la fila  assieme alle persone che dovevano fare il biglietto di ritorno, ci viene detto di recarci direttamente con la prenotazione stampata all'imbarco. Abbiamo ancora qualche minuto e facciamo una passeggiata lungo il porto e ci concediamo una fetta di caprese, per chiudere in bellezza. Quindi ci dirigiamo all'imbarco della Snav (ricordate ed evitate questo nome :-) Ora capirete il perché).










Ci mettiamo diligentemente in fila. Ad un certo punto l'imbarco si interrompe, sembra che un turista straniero quasi venga alle mani con l'addetto ai biglietti e non capiamo cosa stia succedendo. E ci giochiamo anche un po' su, dicendo che non aveva il biglietto oppure che avesse la prenotazione come noi e non l'avevano fatto imbarcare. Fatto sta che dopo un po', fatto mettere di lato il turista straniero, l'imbarco riprende regolarmente, mentre arriva anche la Guardia costiera. Ad un certo punto però, quando mancano relativamente poche persone all'imbarco (comprese noi), cominciano a chiamare solo i residenti, dandogli priorità nell'imbarco. Nel dubbio, cerchiamo di salire anche noi, ma guardando il foglio con la nostra prenotazione, ci viene detto di recarci alla biglietteria per convertirla in biglietti, quando in biglietteria ci avevano detto diversamente. E' lì che interviene lo straniero che aveva avuto lo stesso problema! Ovviamente noi lo facciamo bene presente (mi altero anche un bel po'), ma niente. La passerella viene tolta e l'aliscafo parte. Una cosa assurda! Quindi andiamo in biglietteria (arrabbiatissimi!), mentre ce la prendiamo col tizio e poi con la bigliettaia che dice che a lei così hanno detto di fare! Quindi ci stampano i biglietti e ci dicono di andare all'imbarco che nel giro di 10 minuti arriverà un altro aliscafo per noi. Ma ovviamente non è vero e l'aliscafo arriverà solo dopo un'ora! E' stato detto apposta per non farci andare a far fare un esposto in Capitaneria! Ovviamente tutti i successivi programmi della giornata sono sballati. Un chiaro caso di overbooking! Hanno venduto molti più biglietti e quando la nave era piena, l'hanno fatta partire lasciando a terra chi aveva prenotato e quindi pagato anche di più e non quelli a cui hanno venduto il biglietto al momento! E c'era anche gente che doveva prendere l'aereo! Una cosa davvero vergognosa! Ma non era più giusto dirlo chiaramente, dare semmai la priorità a chi aveva delle esigenze particolari e chi poteva aspettava quello straordinario successivo? No, hanno preferito la maleducazione e lasciarci lì all'imbarco un'ora senza dirci assolutamente niente di questo nuovo aliscafo che sarebbe dovuto arrivare...
Ovviamente arriviamo un'ora dopo anche in pizzeria e aspettiamo un'ora e mezza prima di entrare e mangiare la nostra meritata pizza.
Prendiamo il lato positivo, la pizza era davvero ottima ed io e Flavia siamo riusciti a stare un altro po' assieme. Insomma, una bellissima giornata caprese rovinata da un comportamento assurdo ed inspiegabile. Resta comunque il ricordo di una piacevolissima giornata, posti splendidi da vedere.
E sicuramente ora di quest'isola porterò tutto un altro ricordo e so anche cosa consigliare di vedere.

Fabio

P.S. aggiornamento di ieri sera. Sia io che Flavia abbiamo scritto, lamentandoci, alla SNAV e ci hanno offerto un buono sconto per un futuro biglietto per le isole nel golfo di Napoli.