giovedì 29 settembre 2016

Calamari imbottiti di cous cous


Vi ho già proposto tempo fa la ricetta dei calamari imbottiti. La versione che vi presentai all'epoca era quella di casa mia, la classica versione napoletana con pane, uvetta e pinoli.
Essendo la Penisola molto vasta ed avendo una ricca tradizione gastronomica di mare, a seconda della Regione in cui ci troviamo, i calamari vengono riempiti in vario modo, per cui, se in Liguria troveremo anche gli spinaci nel ripieno, nel resto d'Italia il ripieno potrà essere composto anche da altre verdure come zucchine o melanzane. Anche il componente base che nella cucina napoletana è il pane, altrove viene sostituito dalle patate.
Pensando a quante varianti si possono realizzare di questa ricetta, che potrebbe essere tranquillamente considerata svuota-frigo all'occorrenza, mi sono imbattuta in una versione siciliana che non si discosta molto da quella napoletana. Ho voluto però cambiarla, dandole un'impronta più legata all'isola ed ho deciso di farcire i calamari con il cous cous.
Questo alimento di origine nordafricana, è molto utilizzato in Sicilia, tanto che ogni anno viene organizzato il Cous cous festival a San Vito lo Capo, quindi mi è sembrato adatto per farcire i calamari.
Tuttavia ho voluto dare comunque ai calamari una nota campana ed ho aggiunto un cucchiaio di colatura di alici di Cetara all'acqua del couscous.
Il risultato è un piatto nuovo, ma di cui si possono fare infinite versioni cambiandone semplicemente gli ingredienti.


Calamaro imbottito di cous cous

Ingredienti:
4 calamari di media grandezza
150 g di cous cous
80 g di pinoli
50 g di uvetta
10 g di capperi dissalati
1-2 cucchiai do colatura di alici di Cetara
200 g di pomodori (del piennolo, possibilmente)
olio extravergine d'oliva (evo)
sale
semi di peperoncino


Pulire i calamari eliminando la sacca che contiene la penna di cartilagine e la pelle. In una padella mettere a riscaldare un paio di cucchiai di olio evo. Tagliare a pezzetti i tentacoli del calamaro e metterli a rosolare nella padella per 5 minuti.
Nel frattempo, in una ciotola fare ammorbidire l'uvetta in acqua calda per 10 minuti.
Preparare il cous cous: mettere 3 dl di acqua in una pentola e portare ad ebollizione. Quando l'acqua bollirà aggiungere la colatura di alici di Cetara ed il cous cous. Coprire e lasciare riposare per 15 minuti
Trascorso il tempo sgranare il cous cous (con le mani o con la forchetta), trasferirlo in una ciotola ed aggiungere i pinoli, l'uvetta strizzata bene, i tentacoli dei calamari, i capperi ed un filo d'olio evo. Salare leggermente e mescolare il tutto. Con questo ripieno, farcire i calamari e chiuderli con l'aiuto di uno spiedino metallico.
Aggiungere un altro paio di cucchiai di olio evo nella padella in cui abbiamo fatto rosolare i tentacoli. Riscaldare e fare rosolare i calamari girandoli in modo che prendano un colorito uniforme. Dopo circa 5-10 minuti, quando i calamari saranno ben rosolati, aggiungere i pomodori tagliati a metà, salarli leggermente, aggiungere, se si vuole, dei semi di peperoncino e lasciare cuocere coperto per 15-20 minuti, finché i calamari saranno teneri ed i pomodori avranno prodotto un gustoso sughetto.
Servire caldi o freddi tagliati a fette.


Come dicevo, di calamari imbottiti ne esistono infinite varianti, ma devo dire che questa la riproporrò sicuramente.

Anna Luisa

martedì 27 settembre 2016

Norvegia on the road, fiordi del sud: quarto giorno


Lasciamo Aurland ed i suoi bei paesaggi con una visita alla chiesetta che è proprio vicino a dove abbiamo dormito. Ne approfitto anche per qualche foto della struttura diffusa che ospita le camere e della casetta in cui invece viene servita la colazione a buffet. Gli arredi interni sono proprio quelli di una casa d'altri tempi. Davvero originale fare colazione in un posto così.













Pensavo che oggi i paesaggi più belli li avremmo visti lungo la 55 che percorreremo dopo aver preso il traghetto da Vangsnes ad Hella, ma mi sbagliavo! Almeno per la tratta di oggi. Il tratto della 13 infatti che percorriamo per arrivare all'imbarco del traghetto è una strada di montagna decisamente incantevole! E' una di quelle che d'inverno chiude a causa della neve e ce ne rendiamo conto perché dai primi bellissimi paesaggi montani che attraversiamo, salendo in quota, ci troviamo immersi in un paesaggio fantastico!











La strada è assolutamente perfetta ed ovviamente è già stata riaperta da un bel po', ma ci sono ancora tanti ghiacciai nei dintorni e per noi (che non siamo nemmeno abituati) è uno spettacolo assoluto. Ci fermiamo continuamente per ammirare il paesaggio e per scattare qualche foto.



















Prima della breve traversata abbiamo un'altra sosta da fare. Lasciate le montagne infatti, circa 1 km prima di Vik ci fermiamo alla Hopperstad stavkirke. Costruita nel 1130, è la seconda chiesa più antica della Norvegia. Si tratta di chiese medioevali costruite interamente in legno. All'interno c'è un odore molto intenso. Tutti i particolari sono molto curati, dagli affreschi agli intagli. Un vero spettacolo! In giro ne vedremo anche qualcun'altra, sono chiese tipiche norvegesi.







A Vik ci fermiamo solo un attimo al supermercato per comprare qualcosina da mangiare durante il breve tragitto sul traghetto. Riusciamo a prendere quello delle 12:40 (115 NOK).
Lungo la strada la nostra attenzione viene catturata da un posto che sembra carino e facciamo una piccola deviazione dalla Rv55, la Sognefjellvegen, la strada panoramica sul tetto della Norvegia che in verità lo sarà più nel tratto che percorreremo domani.


















La breve deviazione ci fa ammirare un fiordo di un colore azzurro Tiffany che ce lo fa ribattezzare Tiffany's Fjord. Valeva decisamente la pena.
La nostra strada prosegue sempre sulla 55, lentamente, verso Gaupne, anzi subito dopo Gaupne ad Hoyheimsvik.
Il posto dove alloggeremo si chiama Nes Gard e lo raccomandiamo vivamente!
Arrivati, veniamo subito catturati dalla deliziosa chiesetta con una bellissima cascata sull'altra sponda del fiordo e subito ci fermiamo a scattare qualche foto.












Veniamo accolti molto cordialmente e veniamo accompagnati alla nostra camera, che in realtà è un vero mini appartamento, con tanto di salottino e cucina con una piccola virandina con vista su questo panorama mozzafiato! Ci viene chiesto se avevamo piacere a cenare lì. In realtà, prima di partire, in zona non avevo trovato proprio niente. L'unica soluzione era il ristorante di un camping a Gaupne, ma mi avevano risposto che non c'era bisogno di prenotazione, quindi siamo liberi ed accettiamo volentieri la proposta di cenare lì alle 19:30, anche se poi si farà un po' più tardi a causa del ritardo di un gruppo di persone che doveva cenare con noi. Si cena infatti tutti assieme e dopo una breve passeggiata nei dintorni, ci troviamo a tavola con una coppia americana, di New York, ed una coppia di inglesi, del Kent. Tra racconti del viaggio e discussioni sulla politica riguardanti la appena avvenuta Brexit e le imminenti elezioni americane, ci gustiamo gli ottimi piatti proposti (sempre la soluzione delle 3 portate, senza scelta).
C'è tempo però prima di cena e allora, visto che domani ci aspettano tanti km, decidiamo di iniziare a vedere qualcosa oggi. Vogliamo arrivare a Turtrago, la strada è lunga e non è nemmeno bellissima. E' proprio da Turtrago in realtà che comincia il pezzo di strada più bello e da qui si può fare una deviazione per un'altra strada panoramica, la Tindevegen, che la cartina segnala come "bianca" ma non abbiamo proprio il tempo di farla oggi. Poi, domani, dall'alto, vedremo che è una buona strada (quasi una "gialla"), ma comunque decidiamo di non percorrerla.
Ci fermiamo però al "lago" subito dopo Skjolden. L'avevo visto su internet, ha un colore smeraldo  fantastico e per fortuna oggi c'è anche il sole e l'apprezziamo in tutta la sua bellezza.









Dopo cena, un arcobaleno appena accennato fa da contorno alla chiesetta, mentre vediamo diversi fotografi fermarsi a fotografare questa meraviglia.
E' talmente silenzioso che si sente il fragore della cascata, seppur lontana.



Il tempo di dare un'occhiata al programma per l'indomani, di scaricare le foto e metto a fare delle foto per un time lapse (lo potete vedere QUI), lasciando tranquillamente la macchina all'esterno, nella nostra verandina. Non potevo farmi scappare l'occasione.
A presto col seguito del racconto di questa bellissima strada panoramica.

Fabio