giovedì 8 ottobre 2015

Thailandia, terzo giorno: Bangkok


Abbiamo un altro giorno da dedicare a Bangkok. Domani infatti sarà dedicato ad una gita fuori porta che ci richiederà l'intera giornata. Il fuso sembra già smaltito bene, quindi facciamo la nostra solita colazione abbondante e subito andiamo a prendere la metro e poi il battello (quello economico) che ci porterà fino alla fermata più vicina al quartiere di Chinatown (la 5, Ratchawong). Oggi infatti vogliamo visitare questo frenetico quartiere ricco di negozi e bancarelle di tutti i tipi. E' sicuramente una zona da visitare, ci immergiamo in questo dedalo di vicoli dove passano anche motorini e camioncini che effettuano le loro consegne in un mix di sapori e profumi, si perché qui si cucina e si mangia a qualsiasi ora. Anche nei "negozi" si mangia tranquillamente sul posto di lavoro.













 Arriviamo ad un vicoletto più stretto che sembra essere tutto dedicato al cibo e quindi non possiamo non entrare a curiosare. Certo, non tutto fa venire esattamente voglia di mangiare, ma c'è una curiosità enorme.












Usciti dai vicoli, ci incamminiamo a piedi verso uno dei templi di Chinatown, il Wat Traimit con una statua di Buddha in oro massiccio, alta 3 metri.
















Cerchiamo di capire quanto dista l'altro tempio. Capiamo che vicino non è. Allora contrattiamo con un tuc tuc il prezzo e ci facciamo portare al Wat Mangkok Kamalawat, il più importante luogo di culto della zona. Si tratta di un edificio complesso, con diverse zone al suo interno. C'è anche una zona dove i fedeli portano le loro offerte alla divinità.













Abbiamo concordato col tuc tuc di portarci, dopo la visita del tempio, al Talat Mai, il mercato nuovo, prevalentemente alimentare. Ci lascia al volo in una strada trafficatissima, gli chiediamo dove ci saremmo incontrati, gli lasciamo intendere dove ci ha lasciati. Una volta scesi, ci rendiamo conto che si tratta della stradina che abbiamo visitato all'arrivo, quella tutta dedicata al cibo, ma ne approfittiamo per un altro giro e per qualche altro scatto.
Torniamo al punto di partenza per riprendere il tuc tuc, aspettiamo un bel po', ma niente, quindi andiamo di nuovo all'altra estremità della strada, poi proseguiamo nella direzione di dove ci aveva lasciati, ma non lo troviamo, nonostante ricordassimo il suo numero. Non tanto per farci portare da qualche altra parte, quanto per pagarlo. Purtroppo non lo troveremo più. Siamo nella zona dove eravamo stamattina, quindi torniamo a piedi verso il molo.















Qui riprendiamo il battello, ma per andare a vedere il National Museum. Scendiamo a Tha Chang (ci sono altre fermate più avanti e più vicine, ma non sapevamo se ci fosse o meno il battello per attraversare il fiume). Seguiamo la cartina, poi iniziamo a chiedere alla gente del posto, ma non ci sembra che ci diano indicazioni precise. Ma piano piano ci arriviamo. Una volta sul posto, ci rechiamo alla biglietteria dove ci viene detto che gran parte del museo è chiuso per lavori e quindi desistiamo dalla visita. Per evitare di "perderci" di nuovo e visto che abbiamo pure camminato tanto e non è lontano, prendiamo un tuc tuc per farci riportare al molo.





Torniamo in hotel, dove è diventato quasi un rito il bagno in piscina per un po' di relax prima di cena e per prendere un cocktail. Fanno degli arachidi per accompagnamento che sono uno spettacolo!



Per questa sera abbiamo in programma di recarci nel quartiere di Banglamphu, per vedere la famosa Kao San Road, crogiolo di turisti e backpackers di tutto il mondo, transitanti da qui per godersi il posto o per prenotarsi un alloggio o un volo o un bus per un'altra destinazione, vista la presenza di diverse agenzie di viaggio. Per il resto è pieno di negozi e luoghi dove mangiare. Giriamo per le strade nei dintorni, c'è tanta gente e cerchiamo anche un posto dove mangiare prima di fare un altro giro .
Ci arriviamo col solito battello, in un viaggio un po' più lungo. Ammiriamo il Wat Arun illuminato per la notte nonostante i lavori di restauro.















Ci sono anche delle bancarelle che vendono insetti da mangiare. Mi faccio coraggio e chiedo di provare una cavalletta. Se la mangiano, non sarà così male. Il difficile è il primo morso. Devo dire che era insaporita proprio bene, una spruzzata di salsa di soia e paprika la rendono simile alle patatine, come gusto. La consistenza non è diversa da un piccolo gamberetto col guscio. La testa e le zampette però le lascio volentieri.











E' ora di tornare in hotel, contrattiamo con un taxi ed in poco tempo siamo in hotel. Domani abbiamo la sveglia molto presto, abbiamo appuntamento alle 7 per la nostra escursione fuori Bangkok.

Fabio

8 commenti:

  1. Certo che coraggio ad assaggiare una cavalletta!! Io a Pechino non c'è l ho proprio fatta, ma un po me ne sono pentita perché mi è rimasta la curiosità di sapere che gusto avesse( tu lo hai spiegato molto bene!). Meravigliosi quei mercati,npiueni di tutto e soprattutto di vita locale. Magnifica la piscina a sfioro o sopra i grattacieli!

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    1. ...mi è uscito( fra altri refusi) un errore gravissimo che mi affretto a correggere: " non ce l ho proprio fatta"...il t9 a volte è imbarazzante!

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  2. letteralmente mi godo il viaggio con voi virtualemente, grazie

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  3. Mamma mia la cavalletta! Però mi sono sempre chiesta che sapore avesse, chi l'ha assaggiata non ha mai detto di cosa sappia esattamente!

    Splendide foto come al solito, Bangkok non è una città che mi ispira, mi sembra troppo caotica e anche le bancarelle di cibo, strano ma vero, non mi attirano :)

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  4. Oddio...Bangkok! E' a capo della mia lista della città da visitare...
    E visto, che per ora, non potrò esaudire questo mio desiderio...mi faccio un viaggio "virtuale" insieme a voi e al vostro bellissimo post!!!!

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  5. è stato come essere lì, grazie !

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  6. A saperlo prima, al mercato avreste trovato veramente una bella varietà di pollame da disossare e farcire per la cara Patty :P
    Mi piacerebbe assaggiare un insetto, ma alla fine all'ultimo mi tiro sempre indietro, anche a me dan da fare testa e zampette!!

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    1. :-D in effetti c'era una bella varietà di pollame :-D
      Alla fine credo che sia un preconcetto ed una mancanza di abitudine e di tradizione a mangiarli, altrimenti non ci troveremmo niente di strano. Mangiamo lumache, gamberi (che non sono proprio bellissimi :-), interiora, insomma, non ci sconvolgiamo per degli insetti, semmai allevati appositamente.

      Fabio

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