giovedì 29 maggio 2014

Un lievito madre più furbo di me: Pane al muesli e banana di Paul Hollywood


Ebbene si, sono stata ripresa nel vortice del lievito madre. Me ne ero liberata Non lo avevo più da qualche anno, dopo che il mio Similio, il lievito madre delle sorelle Simili,  aveva non solo perso la simpatia, ma addirittura era diventato antipatico...acido per meglio dire. Comunque lo salutai cordialmente, ringraziandolo per i muscoli delle braccia che mi erano venuti a forza di rinfreschi ( e pensare che le persone "normali" passano ore e ore in palestra e non mangiano nulla, invece noi andavamo avanti a pane e pizza), NON lo ringraziai per i chili di troppo che avevamo messo sia io che Fabio (non a caso Fabio sosteneva che più di lui, a lievitare eravamo noi due) e lo gettai nella pattumiera,  pensando che mai più ne avrei avuto uno.


Sono passati ben quattro anni ed io non ne sentivo la mancanza, ma forse per il trauma di tutti i rinfreschi fatti e di tutte le pizze che venivano mangiate per almeno un paio di giorni, avevo quasi accantonato del tutto i lievitati, facendoli solo se strettamente necassario.
Quando Antonietta ha pubblicato la ricetta del babà, non ho resistito. Era un po' che mi frullava in testa l'idea di farmene dare un pezzetto dal panificio vicino casa e così ho fatto. L'ho porato a casa, ma il mio lievito madre non voleva crescere e dopo averlo rinfrescato senza successo, avergli dato un'impastata senza aggiungere nulla, ho pensato di fargli il bagnetto in acqua e zucchero e di battezzarlo Antonietto. Sarà che gli è piaciuto il nome, oppure il bagnetto, oppure lo zucchero nell'acqua, quando ho prelevato la parte centrale del lievito e l'ho rinforzata, in pochi minuti il pezzo messo nel barattolo già era cresciuto e la restante parte ha dato origine ad un babà buonissimo.
  

L'ho anche assaggiato, seguendo le istruzioni del maestro Massari e pensate un po'...sapeva di pane!
Dopo tanta fatica non potevo abbandonarlo, così, leggendo il libro di Paul Hollywood, ho deciso di getto di preparare il pane con il muesli e le banane, ma prima doveveo rinfrescare Antonietto. L'ho rinfrescato ed ho riposto la parte da conservare in un barattolo di vetro, quelli con il tappo rosso, stringendolo bene perché mi ricordavo che Similio mi faceva puntualmente trovare il tappo svitato e lui che gironzolava per il frigo. Così sono riuscita ad evitate che Antonietto svitasse il tappo, infatti ho trovato il barattolo con il tappo sfondato ed il lievito madre che formava una sorta di colata lavica sul lato del barattolo... morale della favola: pensare di essere più furba del lievito madre e non esserlo!


Pane con muesly e banana (da "La magia del forno" di P. Hollywood)

Ingredienti per 2 forme:
750 g di farina bianca forte per pane
500 g di lievito madre
15 g di sale
3 banane sbucciate e tagliate a pezzetti
300 g di muesli
3,5-4,5 dl di acqua tiepida
olio extravergine d'oliva
50 g di fiocchi d'avena

Mettere la farina, il lievito madre, il sale, le banane e il muesli in una larga terrina. Aggiungere 3,5 dl di acqua e mescolare bene con le mani, unendo altra acqua se fosse necessario, fino ad ottenere una pasta morbida e un po' grossolana, prelevando tutta la farina dai bordi.
Ungete leggermente il piano di lavoro, quindi trasferitevi la pasta e iniziate a lavorarla. Proseguite per 5-10 minuti, finché l'impasto da umido non diventerà morbido e inizierà a formare una sottile pellicina.
Quando la pasta sarà morbida e setosa, metterla in una larga terrina unta, copritela con un telo e lasciatela lievitare a 22-24°C (non meno di 15°C e non più di 25°C) per 5 ore o finché non raddoppia di volume.
Coprite due teglie con un telo ciascuna e spolverizzateli di farina o preparate dei cesti di lievitazione.
Spolverizzate il piano di lavoro di farina e trasferitevi l'impasto. Fate uscire tutta l''aria dalla pasta piegandola ripetutamente fnché non sarà morbida. Dividetela  a metà e formate due pagnotte.
Sistemate le due forme di pane sui teli (o nei cesti), chiudete le teglie in un sacchetto di plastica e lasciate lievitare nuovamente a 22-24°C per 13 ore finché l'impasto non sarà raddoppiato e tornerà subito indietro se lo pizzicate con le dita.
Quando la pasta è pronta, scaldate il forno a 200°C e foderate due teglie con carta da forno.
Trasferite i pani sulle teglie, poi spennelleteli di acqua e spolverizzateli di fiocchi d'avena. Con l'apposito stampino, dividete ogni pagnotta in 8 spicchi, schiacciando bene fino in fondo. Fatele cuocere per 40 minuti, finché battendo la base del pane con le nocche non sentirete un rumore sordo. Lasciate infine raffreddare il pane su una gratella.


Note mie: ho preparato metà dose utilizzando 200 g di lievito madre perché la quantità indicata da Hollywood mi pareva eccessiva. Forse si potrebbe diminuire ulteriormente, ma credo ce molto dipenda dalla forza del lievito madre che usate.
Ho lasciato il pane lievitare la notte in uno stampo da plumcake, ottenendo così la forma rettangolare.

Anna Luisa


martedì 27 maggio 2014

Costa neoCollection, settimo, ottavo e nono giorno: La Valletta (Malta), Gozo, Comino, navigazione e sbarco


 Poche ore di navigazione notturna ci permettono di essere nel porto di La Valletta (Malta) già in primissima mattinata. Anche stamattina mi sveglio prestissimo, è sempre troppo bello svegliarsi in un posto nuovo e la prima cosa che si fa è curiosare all'esterno per vedere dove si è. Io poi in viaggio ho un'adrenalina pazzesca al mattino e tantissima voglia di uscire e andare a visitare un nuovo posto e a sfruttare al meglio la giornata a disposizione. Dopo essere andato a vedere l'alba (ok, il Sole già era sorto da un po', ma neanche più di tanto) sul ponte piscina ed aver curiosato un po' in giro, fatta la colazione, ci rechiamo all'appuntamento per la nostra escursione di mezza giornata. Abbiamo infatti prenotato quella che prevede la visita di due isole più piccole, Comino e Gozo.




Purtroppo il mare è un po' grosso e (per mia fortuna che soffro di mal di mare) si decide invece di fare tutto il percorso in barca, di trasferirci con dei pullman dall'altra parte dell'isola, in una zona più riparata e anche più vicina a Gozo e Comino. Saliamo quindi su una imbarcazione molto veloce ed in poco più di 10 minuti, arriviamo nelle vicinanze dell'isola di Comino, in particolare nella zona che viene definita la Laguna blue e basta vedere nelle foto gli incantevoli colori del mare in questa zona per capire il perché. Ci viene detto che qui sono state anche girate delle scene del film Troy. C'è anche il castello del Conte di Montecristo a sovrastare l'isola.













Lasciata Comino, puntiamo diritti verso l'isola di Gozo. Pochi minuti e siamo al porto. Qui ci attendono dei piccoli fuoristrada che ci faranno fare il giro dell'isola. Siamo fortunati, il nostro simpatico autista parla anche italiano e ci dà una serie di informazioni sull'isola.
Visitiamo la Cattedrale, quindi un negozio di specialità locali, poi proseguiamo per la splendida spiaggia di Xlendi. Vale la pena salire sulle scale che portano a vedere questo posto prima dall'alto, per poi ridiscendere verso una bella grotta da cui si gode una bella vista.


























Strada facendo, vediamo da lontano quella che viene chiamata la Chiesa dei miracoli, la Chiesa di Ta' Pinu, visitata anche da Papa Giovanni Paolo II, c'è infatti anche una statua che ne ricorda la visita.
Arriviamo a Dwejra bay, dove l'attrattiva principale è la finestra blu, una roccia ad arco sul mare, davvero bellissima!
Abbiamo un po' di tempo per goderci il panorama da diversi punti e di scattare le foto che vogliamo.










Tornando verso la nostra imbarcazione, passiamo per la capitale di questa isola, Victoria e ne ammiriamo le architetture ed i tipici balconcini a verandina che poi troveremo anche a La Valletta.
Riprendiamo l'imbarcazione in un altro posto rispetto a dove eravamo arrivati. Anche qui il mare ha dei colori assolutamente fantastici e c'è già gente che ne approfitta per fare il bagno.













 Tornati sulla nave, visto che a quest'ora (verso le 15) i ristoranti a bordo sono chiusi, ci sistemiamo un po' prima di riscendere a terra, anche per mangiare qualcosina. Chiediamo informazioni al punto informazioni all'uscita dal porto e ci viene indicato un comodo ascensore che ci porta nella parte alta della città, uscendo dal porto, sulla destra, a 500 m. Il centro infatti è fortificato e difeso da alte mura. Subito ci troviamo in un giardino molto curato. Ci sono anche due freschi sposi. Girare per i vicoli di La Valletta è davvero molto piacevole, spesso ci sono belle salite e anche tanti gradini da fare, ma rende questo posto estremamente caratteristico. Ancora dobbiamo mangiare qualcosa, e visto che oggi è giovedì santo, in giro troviamo i biscotti Kuaresimal e ovviamente, essendo tipici di questo periodo, li proviamo. Ma non ci facciamo sfuggire anche un ottimo Hot cross bun. In giro molti vendono un pane ovale a ciambella che ci spiegano sarà per il venerdì santo. In tutta la città si respira l'atmosfera legata a questa festività religiosa qui molto sentita, con una forte partecipazione anche da parte dei privati che hanno addobbato i propri balconi.



























Molte chiese per questo motivo sono chiuse, ma poi apriranno tutte assieme alle 17:30, suonando assieme le campane (per un'ora almeno) per richiamare i fedeli, in un'atmosfera molto suggestiva, per permettere i cosiddetti "sepolcri" e ovviamente ne approfittiamo anche noi per passare da una all'altra, per visitarle e per una preghiera. Visitata in lungo ed in largo questa cittadina, facciamo ritorno sulla nave, non però con l'ascensore, ma dall'altra parte, lungo la strada, tutta in discesa verso il porto.
La nave resterà nel porto fino a mezzanotte, ma preferiamo cenare sulla nave. Dopo lo spettacolo a teatro, andiamo sul ponte più alto della nave dove ci attendono due bravissimi ragazi dello staff di animazione coi loro telescopi per vedere le stelle. Sono molto preparati e siamo contenti di essere venuti, anche se il tempo non è proprio dalla nostra. Riusciamo comunque a vedere diverse stelle e pianeti. Questa possibilità c'era stata anche a Barcellona quando siamo rimasti la notte in porto, ma ce ne eravamo dimenticati e ce la siamo persa. Per concludere la serata, ci concediamo un cocktail al bar coi ragazzi che abbiamo conosciuto sulla nave.




















Dopo la visita di La Valletta, ci attende un altro giorno di navigazione, in direzione Salerno. In mattinata c'è una piccola gara di cucina che coinvolge alcuni crocieristi. Dopo il pranzo a buffet, verso le 15, attraversiamo lo stretto di Messina e seguiamo il corso di Marco Carli, questa volta dedicato alla conservazione degli ortaggi. Alle 18 ci attende il cocktail col comandante con tanto di foto ricordo. Poi la serata procederà tranquillamente, con la cena e con lo spettacolo a teatro.
Nel frattempo abbiamo anche finito di preparare le nostre valigie, perché il nostro viaggio terminerà a Salerno, mentre la nave proseguirà per il porto di Livorno e poi la crocierà terminerà a Savona, da dove era iniziata.












 Ancora una volta siamo stati davvero molto contenti di questa esperienza che ci ha visti anche protagonisti a bordo con una nostra iniziativa. Abbiamo visitato dei posti splendidi, siamo stati in ottima compagnia, il personale di bordo tutto è sempre stato molto gentile e disponibile, così come l'addetto alla nostra cabina. Il cibo a bordo è stato ottimo, sempre molto curato, così come la scelta dei vini in abbinamento. Concludiamo ringraziando la Costa Crociere ed in particolare Monica e Marina, oltre a Federico, che ci hanno fatto vivere questa bellissima esperienza a bordo di Costa neoRiviera nell'ambito del Festival della cucina mediterranea e vi invitiamo a visitare il sito e a conoscere questa nuova tipologia di crociera, le neoCollection.

Fabio