giovedì 27 febbraio 2014

Petto o coscia?...peccato, tutto petto! Pollo glassato con i kumquat


 Scrivendo questa ricetta mi è automaticamete venuta alla mente una pubblicità di qualche anno fa, in cui alla domanda posta ad un bambino "petto o coscia?", la risposta automatica data dal bambino era "coscia!" ed il suo interlocutore, che se ricordo bene era Babbo Natale, gli ripondeva "peccato, tutto petto!".
Quella era una pubblicità che rispecchiava perfettamente il fatto che i bambini amano particolarmente la coscia di pollo. Forse perché la possono mangiare con le mani, cosa che ovviamente per la stragrande maggioranza dei cibi non è loro consentito, ma comunque, statisticamente, preferiscono la coscia.
Ebbene, io sono stata un'eccezione alla regola e fin da piccola, ho sempre preferito il petto, più carnoso e sugoso della coscia.
Ricordo un episodio che mi fa ancora sorridere. Avrò avuto circa 8 anni e conoscevo una bambina con la quale non andavo molto d'accordo. Una volta questa bambina mi invitò a casa sua. Non riesco a ricordare come mai decisi di accettare quell'invito, forse perchè in fondo avrei voluto diventare sua amica, ma ricordo che lei ne approfittò per farmi una miriade di scherzi. Arrivato il momento di mangiare, la madre si presentò a tavola con dei pezzi di pollo al forno con patate e, volendo mettermi a mio agio, mi chiese cosa preferissi. Prima che potessi risponderle, intervenne la bambina che mi chiese quale parte non mi piacesse. Ebbi un lampo di genio e risposi "il petto, a nessun bambino piace il petto!" ed ovviamente lei prese il petto e me lo mise nel piatto, mentre la madre insisteva dicendo che se volevo, mi avrebbe dato la coscia.
Mangiai di gusto quel petto di pollo, con un'enorme soddisfazione per aver preso una piccola rivincita su quella bambina e chissà perché non ricordo di aver più mangiato un altro pollo al forno buono come quello.
Oggi vi propongo un pollo semi-brasato. Al contrario della brasatura, la cottura è decisamente più veloce, ma il risultato in quanto a tenerezza della carne è molto simile. Dopo aver rosolato la carne, questa verrà cotta in una piccola quantità di liquido. Il miele gli dona una glassa che lega bene sia con il pollo che con i suoi compagni di cena, i miei amati mandarini cinesi.


Petti di pollo glassati e kumquat

Ingredienti:

4 petti di pollo dissossati e tagliati a metà, ma con la pelle
150 g di kumquat tagliati a metà
60 ml di brandy
1 scalogno tagliato a fette sottili
1 bicchiere di brodo di pollo
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di miele
2 stelle di anice stellato
1 cucchiaio di burro
sale e pepe


Condire il pollo con sale e pepe. In una casseruola scaldare l'olio d'oliva. Mettervi il pollo poggiandolo dalla parte della pelle e cuocere fino a doratura, per circa 3-4 minuti. Girare il pollo e rosolarlo per 2 minuti dal'altra parte. Trasferirlo in un piatto e tenerlo in caldo.
Abbasare leggermente il fuoco, aggiungere lo scalogno e far cuocere mescolando ogni tanto per 3 minuti, finché è tenero. Sfumare con il brandy. Quando sarà completamente evaporato,  aggiungere i kumquat, il miele, il brodo e l'anice stellato e portare a ebollizione. Unirvi il pollo, tenendo in basso sempre il lato della pelle, coprire e cuocere per circa 10 minuti. Trasfere il pollo su un tagliere e tagliarlo a fette di circa 1 cm. Unire il burro alla salsa, alzare il fuoco e cuocere fino a quando si sarà addensata. Versare la salsa sul pollo e servire subito.



Diciamo che anche se questo pollo non ha il sapore della rivincita, ammetto che mi è piaciuto tantissimo...ed allora, "petto o coscia?"...

Anna Luisa



martedì 25 febbraio 2014

Identità golose e Food & Wine Festival


Chef, ristoratori, produttori di vino, artigiani ed industriali del settore, giornalisti, blogger e tutto ciò che ruota attorno al mondo del cibo anche quest'anno si sono dati appuntamento a Milano per Identità golose, giunta ormai alla sua decima edizione e per la manifestazione collaterale, Food & Wine festival. Fulcro della manifestazione sono i congressi che si tengono nelle varie sale del Mi.Co .
Per me è stata la prima partecipazione ed ero molto incuriosito da quello che avevo precedentemente letto. Ho voluto iniziare la mia visita dedicando il primo pomeriggio a disposizione al Food & wine festival, manifestazione legata al Merano Wine festival che ha visto la presenza di ben 250 etichette che è stato possibile degustare e che ha offerto l'opportunità di parlare direttamente coi produttori e di confrontarsi sulle varie tematiche che riguardano questo affascinante mondo. D'altra parte si sa che la scelta del vino ormai è considerata sempre più importante ed è fondamentale accompagnare un buon piatto ad un buon vino. Inoltre, nel corso della manifestazione è stato possibile degustare piatti creati dagli chef per l'occasione, ma anche dolci, perché il vino accompagna il pasto dal suo inizio fino alla fine.
Inoltre, nell'ambito della Food experience Mondadori è stato possibile partecipare a corsi di cucina, assistere a show cooking o seguire degustazioni guidate.

























L'indomani invece mi sono immerso in Identità golose, ideata da Paolo Marchi e che quest'anno aveva come titolo "Una golosa intelligenza". Si, perché ormai il cibo non può essere considerato solo un mezzo per sfamarsi, ma chi si occupa di ristorazione deve prima di tutto capire che le abitudini alimentari col tempo cambiano e con esse anche le richieste dei clienti, sempre più variegate, con un occhio di riguardo alla salute, ma anche al portafogli. E chi vuole essere al passo dei tempi, non può che adattarsi a queste esigenze. E così nelle varie aule dei congressi sono stati sviscerati dai vari partecipanti i temi di questa edizione. All'interno delle aule dedicate ad Identità di pane, di pizza, di birra e d'acqua, è stato possibile approfondire coi protagonisti del settore gli aspetti a cui sono più legati, la filosofia che c'è dietro un certo tipo di lavorazione e di approccio verso il proprio lavoro, verso le materie prime e verso il pubblico. Le sale erano sempre pienissime e spesso si faceva difficoltà a seguire tutto e a scegliere poi cosa seguire. La presenza di alcuni produttori del settore ha offerto la possibilità di venire facilmente in contatto con gli stessi, con assaggi dei loro prodotti e presentazione delle novità. Cose che è possibile fare in uno spazio fisico e temporale tale da fare immergere completamente nell'atmosfera della manifestazione, una vera fooD immersion. La partecipazione del pubblico è stata davvero molto numerosa, ma soprattutto si notava il forte interesse e la voglia di partecipare e di confrontarsi che dovrebbe essere alla base della condivisione di ogni passione.


































Fabio