lunedì 25 febbraio 2013

MTchallenge di Febbraio: Red velvet cake all'arancia con caramello salato



Ebbene si, ci sono cascata per l'ennesima volta ed ho preparato la mia TERZA versione della red velvet cake senza glutine proposta da Stefania per l'MTchallenge di Febbraio.
Non so se si è capito, ma mi piace enormemente fare i dolci e "giocare" con la red velvet è stato particolarmente divertente per due ragioni: la prima è la sorpresa degli ospiti quando al taglio della torta scoprono il colore rosso fino a quel momento inaspettato; il secondo motivo è che questa ricetta di Stefania è buonissima e vi assicuro che non l'ho presentata spalmata di Nutella solo per una questione di pudore.
In compenso, dopo essermi divertita prima a presentarla con il classico cream cheese frosting, poi con una ganache all'Amaretto e cranberry, questa volta la torta si è materializzata lentamente nella mia testa, strato dopo strato. Inizialmente avevo pensato di preparare una cheesecake utilizzando la red velvet come base, ma sarebbe stata troppo simile alla prima versione (questo non esclude che un domani non la prepari e, data la mia dipendenza da questa torta, ciò potrebbe succedere prima del previsto). L'idea di preparare un solo disco e di costruirci sopra una torta mi piaceva e così ho pensato di preparare una torta moderna, con un sapore che contrastasse la dolcezza della base e quello dell'arancia, frutto di stagione tra l'altro, mi è parso particolarmente adatto. Un curd all'arancia avrebbe fatto al caso mio, ma poteva andar bene come glassatura della torta, ci andava messo qualcosa che mediasse il sapore del curd e della red velvet e così, dopo essere rimbalzata (figura non tanto retorica considerando il mio aspetto rotondo dopo essermi mangiata tutte queste red velvet) tra l'idea di una bavarese, di un semifreddo e di una mousse, ho optato per quest'ultima.

La torta poteva essere conclusa, ma ci voleva ancora qualcosa. Mi sono ricordata di un'insalata di arance che mi preparava mia nonnna qando ero piccola, le affettava semplicemente e poi le condiva con olio e sale (per chi non lo avesse mai fatto, ve lo consiglio perché è buonissima) e mi sono ricordata come stesse bene il sale sull'arancia, per cui ecco l'ultima idea, uno strato di caramello salato posto nel centro della mousse che magari sarebbe goduriosamente colato fuori dalla fetta dopo il taglio. Ed ecco la mia terza, e giuro ultima, red velvet cake.


Red velvet cake all'arancia con caramello salato

Per la Red velvet (ricetta di Stefania):
160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Easyglut Pedon)

60 gr di fecola (Easyglut Pedon)
30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena) (amido di mais)
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro (Easyglut Pedon)
110 gr burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie
1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
1 cucchiaio di colorante rosso (Wilton)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio

Per l'orange curd:
2 arance
2 tuorli
2 uova intere
80 g di burro
2 cucchiaini di maizena
150 g di zucchero
1 cucchiaio di olio di riso

6 g di gelatina in fogli

Per la mousse all'arancia:
12 g di gelatina in fogli
400 g di panna
320 g succo d'arancia
100 g di zucchero

Per il caramello salato:
280 g di zucchero
130 g di panna
200 g di burro salato

1 arancia per decorare


Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.

Preparare il curd: montare le uova ed i tuorli con lo zucchero, aggiungere la maizena, quindi la scorza grattugiata ed il succo dei limoni. Unirvi il burro a pezzi, mettere il tutto in un pentolino e portare ad ebollizione mescolando. Fare cuocere un paio di minuti. Filtrare la crema attraverso un colino a maglie strette, aggiungere il foglio di gelatina precedentemente ammollato in acqua fredda ed infine l'olio.
Preparare la mousse: mettere i fogli di gelatina in ammollo in acqua fredda. Riscaldare 70 g di succo d'arancia con lo zucchero fino a che quest'ultimo non sia completamente sciolto. Togliere il tegamino dal fuoco, aggiungere la gelatina, mescolare bene per farla sciogliere ed unirvi il restante succo d'arancia.
Montare la panna ed incorporarle poco alla volta al succo d'arancia.
Preparare il caramello salato: mettere lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso e farlo caramellare. Quando avrà assunto un bel colore ambrato, versarvi a filo la panna calda (deve arrivare quasi a bollore). Togliere il pentolino dal fuoco, aggiungervi il burro a pezzi e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Mettere in frigorifero.
Montare il dolce: disporre il disco di red velvet su un vassoio e mettervi il cerchio metallico rivestito di acetato, attorno. Con una sac à poche ricoprire interamente il disco e poi fare un cordone sul bordo in modo da creare una sorta di contenitore nel centro della mousse. Mettere la torta in congelatore per un paio d'ore.
Trascorso il tempo riprenderla e versare al centro della mousse il caramello salato. Ricoprire il  tutto con un altro strato di mousse e riporre nuovamente la torta in congelatore per 12 ore. Riprendere la torta, togliere il cerchio metallico e l'acetato e ricoprirla interamente con l'orange curd (eventualmente dopo averlo riscaldato nel microonde se fosse troppo denso).
Decorare con la buccia d'arancia.

Note mie: la ricetta del curd è sempre quella di Alessandra che ho modificato aggiungendo anche la gelatina per fare in modo che non colasse dalla torta.





Per fortuna oggi è l'ultimo giorno per presentare le ricette per l'MTchallenge, altrimenti mi sa che io e Fabio saremmo diventeti due botti ;-)

Anna Luisa


mercoledì 20 febbraio 2013

MTchallenge di febbraio: Red Velvet Cake 2, il ritorno (all'amaretto di Saronno e cranberries)


Visto che la storia della "fanciulla" è piacuta tanto a tutti, ho deciso di scrivere una seconda parte...
No, non preoccupatevi, scherzavo.
La parte seria invece riguarda la red velvet cake proposta da Stefania per l'MTchllenge di questo mese. Questa torta infatti è una vera droga!!! Una volta provata nella versione gluten-free non ho potuto fare a meno di provarla anche nella versione glutinosa (di Flavia) e vi assicuro che Stefania è stata bravissima a creare un perfetto equilibrio tra amido e farine prive di glutine, ottenendo una torta che nulla ha da invidiare a quella con il glutine.
Ho preparato la red velvet con glutine per il compleanno di Milena, la nipotina n°1, ma non paga di aver preparato due volte questa torta nel giro di due giorni, ho pensato di fare un'altra versione senza glutine, arrivando a quota tre Red Velvet Cake nel giro di quattro giorni...se non è una droga questa!
Ovviamente non potevo ripresentarla con il cream cheese frosting, ma una variante era più che doverosa.
Ho preparato quindi una ganache con cioccolato bianco e liquore Amaretto di Saronno, a cui ho aggiunto dei cranberries disidratati per creare un contrasto con il gusto dolce della torta. Inoltre i cranberries legano alla perfezione con il sapore di mandorla del liquore.
Per preparare questa torta ho dimezzato le dosi indicate da Stefania, ottenendo un solo disco di torta che ho poi coppato con il cerchio per ottenere i tre strati di una minitorta.


 Red velvet cake all'Amaretto di Saronno e cranberries
(ricetta di Stefania)

160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Easyglut Pedon)
60 gr di fecola (Easyglut Pedon)
30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena) (amido di mais)
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro (Easyglut Pedon)
110 gr burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie
1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
1 cucchiaio di colorante rosso (Wilton)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio



 
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.




Ganache al cioccolato bianco e Amaretto di Saronno
200 g d panna
50 g di burro
250 g di cioccolato (Galak)
50 ml di Amaretto di Saronno

50 g di cranberries 
zuccherini rossi per decorare

Riscaldare la panna, portandola quasi ad ebollizione e versarla poco alla volta sul cioccolato precedentemente tritato. Lasciarlo riposare un paio di minuti, quindi mescolare, aggiungere il burro a pezzetti e, quando la ganache sarà appena tiepida, aggiungere l'Amaretto di Saronno. Mescolare bene e lasciare raffreddare la ganache un'ora in frigo prima di utilizzarla.

Per il montaggio della torta, disporre sul vassoio un disco di red velvet, ricoprirlo con la ganache e cospargere di cranberries, qindi un'altro disco di torta e nuovamente ganache e cranberries. Terminare ricoprendo e spalmando attorno alla torta la ganache. Far raffreddare bene in frigo, quindi cospargere esternamente la torta con gli zuccherini rossi e decorarla con i cranberries.


Posso concludere solo citando un famoso proverbio: non c'è due senza tre..
A buon intenditore...no, questo è un altro.


Anna Luisa

giovedì 14 febbraio 2013

Macarons bianchi per San Valentino




Non avrete certo pensato che la Red vlvet cake fosse il mio unico post per San Valentino. Per questo bellissimo giorno dell'anno in cui a tutti è concesso di lasciarsi andare un po' al romanticismo e riempire di sdolcinerie la persona amata.


In realtà pare che più che concesso sia dovuto, ma per fortuna non è il caso mio e di Fabio perchè le sdolcinerie... ce le facciamo tutto l'anno! Sento già cori di "Ohhhhhh" commossi da tanto romanticismo, ma oggi tutto è concesso. In ogni caso San Valentino va festeggiato e, dato che come ho già raccontato, noi non siamo soliti uscire proprio questa sera per trovare i locali sovraffollati ed avere un pessimo servizio, trascorriamo questa sera in casa, magari festeggiando con una cenetta a lume di candela ed un dolcino...anzi dei dolcini che si addicono particolarmente ad un giorno come questo.


Era tanto tempo che avevo in mente di fare i miei amati macarons in veste bianca, totalmente privi di colore, ma più elganti che mai. Così, dopo essermi documentata da Marcella ed aver avuto qualche dritta da Eleonora, ho deciso di provarci, ed ecco il risultato pronto per il mio dolce amore.

La ricetta è la solita che adopero, quella di Felder, l'unica differenza è che ho aggiunto agli albumi, prima di montarli, 4-5 gocce di limone ed ho cotto i macarons a 140°C, una temperatura più bassa di quella che utilizzo abitualmente. E, dato che oggi è San Valentino, ho pensato che uno zuccherino a forma di cuore rosa poggiato su ciascun macaron prima di infornarli, si adattasse particolarmente ;-)


Macarons bianchi
Ingredienti:
200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero a velo
5 cl di acqua
200 g di zucchero
150 g di albumi

Per la ganache alla fragola:
250 g di cioccolato bianco
200 g di panna
50 g di burro
3 cucchiaini di gelatina di fragole

Zuccherini a forma di cuore per decorare


Frullare bene la farina di mandorle e lo zucchero a velo in un mixer, quindi passarli al setaccio. Nel frattempo preparare lo sciroppo di zucchero. Mescolare l'acqua e lo zucchero in un tegamino dal fondo spesso e riscaldare a fuoco medio. Se è necessario pulire i bordi, utilizzare un pennello bagnato di acqua come si fa per il caramello. Aggiungere 75 g di albumi allo zucchero a velo mescolato con la farina di mandorle, fino ad ottenere un composto abbastanza consistente. Nel frattempo iniziare a montare a neve in una ciotola gli altri 75 g di albumi. Quando lo sciroppo raggiunge i 114°C, montare alla massima velocità gli albumi. Appena il termometro arriva a 118-119°C,versare lo sciroppo di zucchero sul bordo interno della ciotola degli albumi montati e continuare a montarli a media velocità. Terminato di versare lo sciroppo continuare a montarle gli albumi alla massima velocità per un altro paio di minuti. Abbiamo ottenuto una meringa all'italiana.
Iniziare ad incorporare la meringa al composto di farina di mandorle, iniziando da una piccola quantità ed aggiungendone altra solo dopo che la quantità precedente sia stata completamente assorbita. A questo punto aggiungere del cacao per i macarons al cioccolato oppure del colorante per le altre versioni. Ricordarsi che il colore tende a sbiadirsi durante la cottura.
Si otterrà un composto denso, ma non fermissimo come una meringa. Mettere il composto nella sac à poche. Rivestire la teglia con carta da forno e riscaldare il forno a 140°C. Formare delle palline di composto del diametro di 3-4 cm sulla carta da forno distanziandole fra di loro. Man mano che si porranno le successive, le precedenti tenderanno ad appiattirsi un po', ma deve accadere perchè i macarons prendano la loro forma caratteristica. Poggiare uno zuccherino a forma di cuore al centro della metà dei macarons prodotti. Cuocere 10-13 minuti, girando la placca a metà cottura. Durante la cottura i macarons si solleveranno un po', dando origine ad una superficie lucida, ed ad un bordino ruvido. Una volta raffreddati, capovolgerli e con un dito esercitare una leggera pressione nella parte inferiore per potervi porre la farcia.


Per la farcitura, sciogliere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere poco alla volta la panna precedentemente riscaldata ed infine il burro. Quando la crema sarà omogenea, aggiungere la gelatina di fragole e mescolare bene. Fare raffreddare completamente, meglio in frigo per 15 minuti, prima di porre la ganache nella sac à poche. Capovologere la metà dei macarons e farcirli, quindi coprire con gli altri macarons esercitando una leggera pressione. Conservare in frigo per massimo 3 giorni.


Ed anche quest'anno auguro un "dolce"San Valentino alla mia dolce metà ^_^

Anna Luisa

martedì 12 febbraio 2013

MTchallenge di Febbraio: The red velvet heart cake


Ci siamo, abbiamo finalmente saputo quale ricetta è stata scelta da Stefania per la sfida dell'MTchallenge di questo mese, e dire che io ne sia entusiasta è dir poco.
Per farvi capire bene quanto mi sia piaciuta questa torta e quanto io sia stata felice della vittoria di Stefania, non basta il fatto che io mi sia catapultata a prepararla e che il secondo, e sottolineo secondo, giorno di sfida io stia già pubblicando la mia torta, ma bisogna che vi mettiate un attimo seduti ed ascoltiate questa storia.


 C'era una volta su un'isola una donna piena di doti: era bella e simpatica, dotata di una grande autoironia e di una spiccata intelligenza, amata dai tanti amici che aveva, dai suoi figli e dal sua adorato marito, Richard.
Questa donna poteva essere paragonata ad una paladina, una Giovanna d'Arco dei giorni nostri (speriamo però che non faccia la stessa fine :-D), infatti portava avanti una crociata non tanto per se stessa ma per quanti come lei ed il suo bambino, se pur tolleranti anche verso persone insopportabili, non lo erano nei confronti di una proteina che si celava in molti alimenti: il glutine.
La nostra eroina aveva intrapreso una crociata per fare capire a tutti che "senza glutine" non è sinonimo di "cibo cattivo", anzi, che non solo esistono molti alimenti naturalmente senza glutine e quindi che possono mangiare tutti, ma che anche alimenti come pasta, pane e torte, che preparati con farine "normali" conterrebbero glutine, con delle semplici accortezze e seguendo le linee guida che lei ci indica, possono essere preparate anche con farine naturalmente prive di glutine ottenendo un risultato non buono, ma buonissimo!
La nostra paladina ormai da anni affrontava le sfide che mensilmente le venivano proposte, cucinando piatti buonissimi, ma senza vincere nulla. Un giorno, quando ormai disperava e diceva a tutti che mai avrebbe vinto, ecco giungere l'inaspettata sorpresa, l'annuncio della sua vittoria. Presa dalla gioia la nostra paladina, ad un tale notizia pensò bene di ritirarsi nei suoi appartamenti sparendo dalla vista di quanti avrebbero voluto conoscere la sua reazione. In realtà la "fanciulla" (ora mi uccide per le virgolette :-D) stava già meditando quale sfida lanciare per il mese successivo ed in men che non si dica sfornò una torta bellissima, tutta rossa, tanto buona da fare soffrire anche la sottoscritta che sta scrivendo questa storia pensando che la sua tortina giace in frigo ma che bisognerà aspettare l'indomani per divorarla...ehm mangiarla a colazione (ma questa è un'altra storia). Dicevo, una torta bellissima, ma soprattutto senza glutine, che pur priva di questa proteina, era buonissima, facilissima da preparare e che si prestava a tante presentazioni. Fu così che una sua amica volle preparare questa torta dedicandola a Stefania...con tutto il cuore ;-)



Red velvet heart cake
(ricetta di Stefania)

160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Easyglut Pedon)
60 gr di fecola (Easyglut Pedon)
30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena) (amido di mais)
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro ( Easyglut Pedon)
110 gr burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie
1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
1 cucchiaio di colorante rosso (Wilton)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.



Cream Cheese Frosting di BUDDY VALASTRO
(con indicazioni di Flavia)


450 gr di formaggio Philadelphia
115 gr di burro non salato ammorbidito a temp/ambiente
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
200 gr zucchero a velo (setacciato)
Mettere il formaggio cremoso e il burro nel contenitore della planetaria e con la frusta a foglia mescolare a velocità media per circa 30 secondi fino a  quando il composto non sarà cremoso.
Con la frusta in movimento versare la vaniglia e lavorare altri 30 secondi. Aggiungere lo zucchero un po' alla volta e mescolare circa un minuto dopo l'ultima aggiunta, fino a quando il composto non sarà bello liscio.
Note mie: Ho preparato il latticello alla maniera di Loren Evans, cioè agiungendo 1 cucchiaio di succo di limone a 60 g di latte ed a 180 g di yogurt bianco. Lasciato riposare 5 minuti era pronto per essere messo nella red velvet cake.
Ho utilizzato degli stampi monoporzione a forma di cuore, quindi i miei strati hanno cotto 15-20 minuti.
Ho fatto riposare la crema un'ora in frigo prima di utilizzarla per darle una consistenza maggiore.

Per i ciuffetti sui cuoricini ho semplicemente colorato la crema con del colorante rosso. Ho infine utilizzato dei cristalli rossi di zucchero per ultimare la decorazione.


Cosa dire? La torta è veramente buona e ciò grazie alla nostra paladina, Stefania ;-)

Anna Luisa
P.S. Dimenticavo,...e vissero tutti felici e contenti...con la pancia piena :-D

giovedì 7 febbraio 2013

Un piatto per ricordare il Trentino: canederli ai funghi



Ricordo chiaramente i mercatini di Natale del Trentino che abbiamo visitato qualche anno fa con Flavio e Giusy, i nostri amici e compagni di week-end prenatalizi da quel viaggio in poi. Non saprei dire quale sia stato tra i vari mercati della regione quello che mi è piaciuto di più, forse quello di Merano, ma devo dire che anche quello di Trento mi ha rapito il cuore, forse anche perchè, soggiornando in un hotel della città, abbiamo potuto girarlo più volte e quasi diventare amici dei venditori di prodotti. In particlare mi è rimasto impresso un venditore di erbe aromatiche, che raccontava per filo e per segno come e dove venivano raccolte, sentendolo parlare pareva quasi di stare passeggiando tra le montagne con lui. Mi è rimasto impresso anche un venditore di gnomi e folletti nel mercatino di Bolzano, così bravo nel raccontare le storie di queste piccole creature da farle sembrare totalmente vere e da fare venire voglia di comprare l'intera famiglia di folletti, casa inclusa, si capisce.
Di quei giorni trascorsi in Trentino mi sono rimasti ovviamente impressi i sapori di tanti piatti appartenenti ad una cucina così diversa dalla nostra, ma egualmente buona. Una cucina in cui si vedeva un'evoluzione che si discostava ovviamente dalla nostra, avendo ingredienti ed esigenze caloriche nettamenta diverse, molto saporita e caratterizzata da piatti in grado di scaldare il cuore. Tra tutti i piatti però, quello che forse mi è rimasto più impresso, sono i canederli. Una sorta di gnocchi di pane con vari sapori all'interno, poi cotti e serviti in brodo. Un piatto semplice, ma gustosissimo e soprattutto adatto ai giorni della merla.



Canederli ai funghi (da "Canederli" di Di Marco-Ferrè)

Ingredienti:
150 g di pane secco senza crosta, a dadini
1 bicchiere e 1/2 di latte
1 uovo
1 cucchiaio di grana trentino
25-30 g di funghi secchi
30 g di speck
1 cipolla
20 g di burro
farina

Mettere i funghi in ammollo in acqua fredda per un'ora, quindi scolarli bene, strizzarli e tenerli da parte.
Scaldare il latte e una volta ben caldo, versarlo poco a poco sul pane per bagnarlo in modo uniforme.
In una padella larga, sciogliere il burro e rosolarci brevemente la cipolla tritata fine con lo speck tagliato a dadini. Quando la cipolla sarà imbiondita aggiungere i funghi ben strizzati e, mescolando con un cucchiaio di legno, fare cuocere per qualche minuto in modo da eliminare l'umidità. Spegnere e versare tutto sul pane. Merscolare bene, quindi unire il formaggio e l'uovo sbattuto e impastare con le mani in modo da avere un composto omogeneo.
Con le mani bagnate, prelevare poco impasto alla volta, dargli la forma sferica e regolare, quindi passare ogni canederlo nella farina in modo da sigillarlo. Lasciare riposare i canederli in frigoifero per almeno un paio d'ore.
Cuocerli in brodo vegetale caldo per 15-20 minuti, a fuoco basso.

Note mie: non avendo il grana trentino, l'ho sostituito con il parmigiano ed ho ridotto la cottura a 10-15 minuti avendoli fatti leggermente più piccoli.



Quanti ricordi mi ha fatto affiorare alla mente questo piatto di canederli...mi viene quasi voglia di tornare in Trentino...

Anna Luisa