martedì 29 ottobre 2013

L' antipasto di un tranquillo pranzo domenicale: Frittata con radicchio, speck e Gruyère


Ricordo che qualche tempo fa ho letto un articolo che parlava di una donna inglese, sposata con un italiano, e quindi venuta a vivere nel nostro Paese, che diceva di essere molto felice di abitare in Italia, di essersi fatta degli amici ed essersi ambientata bene, tranne che per un punto. Si domandava infatti, come fosse possibile che, soprattutto durante le festività e le domeniche, ci si soffermasse tanto tempo a tavola sia durante, che dopo il pranzo. Per lei era un'usanza del tutto inutile, una perdita di tempo insomma.
Leggendo quell'articolo, la mia mente non ha potuto fare a meno di ripensare a tutti i pranzi domenicali in famiglia. Tutti riuniti intorno al tavolo, l'unico giorno della settimana in cui la televisione era assolutamente bandita, ma senza che nessuno ne sentisse la mancanza. Il pranzo partiva con la pasta rigorosamente condita con il ragù napoletano che mia nonna iniziava a cuocere dal giorno prima. Seguivano le polpette per noi bambini, preparate alla napoletana, con pinoli ed uvetta, una vera leccornia. Non potevano mancare delle verdure per contorno, spesso, con mia grande gioia, erano le patate al forno; ed il pranzo terminava puntualmente con un vassoio di dolci, caratteristica peculiare della tavola domenicale. Non era un pranzo composto da molte portate, ma era bello goderselo con calma, facendo anche soste piuttosto lunghe tra una portata ed un'altra per scambiare due chiacchiere.
Crescendo, purtroppo ho visto i ritmi frenetici della nostra vita travolgere anche questo rituale che serviva ad unire la famiglia. Nonostante ciò, quando ho ospiti, mi piace preparare tante portate forse proprio per riuscire a ricreare quaell'atmosfera, per riuscire a godersi semplicemente il piacere di trascorrere del tempo insieme, parlando del più e del meno. Mi piace farli sentire a loro agio, coccolandoli con i piatti che ho preparato pensando ai loro gusti ed alle loro preferenze. Mi diverto a spaziare tra gli antipasti, oppure a preparare vari dolcini, in modo da poter accontentare un po' tutti. Ma soprattutto bandisco la fretta dalla nostra tavola e, per almeno un giorno alla settimana, riesco a godermi la calma, senza avere alcuna fretta.
Mi dispiace per la signora inglese e spero che un giorno riesca ad apprezzare anche lei il ritmo tranquillo di un lungo pasto domenicale.
Io nel frattempo mi gusto questo rotolo di frittata, semplice, ma ottimo da servire anche come antipasto di un pranzo in famiglia o con gli amici.


Frittata di radicchio (di G. Nosari)

Per 4 persone
500 g di radicchio di Treviso (note mie: ho utilizzato il radicchio in busta Ortoromi)
4 uova
100 g di speck
100 g di asiago (Note mie: ho utilizzato il Gruyère)
1 cipolla
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Prelevate il radicchio già lavato dalla busta e tagliatelo a listarelle. Tagliate a listarelle anche lo speck. Scaldate 2-3 cucchiai di olio in una padella, e fate soffriggere con lo la cipolla affettata sottile e lo speck. Unite il radicchio e lasciate insaporire per un paio di minuti. Bagnate con il vino bianco, lasciate sfumare e fate stufare per una decina di minuti. Al termine salate e pepate.
Sbattete le uova con un pizzico di sale e una macinata abbondante di pepe. Scaldate un filo di olio in un'altra padella, versate le uova e fate cuocere la frittata, girandola a metà cottura. Levatela e lasciatela raffreddare.
Stendete il radicchio stufato sulla frittata, quindi arrotolatela a formare un cilindro. Tagliate il cilindro, diagonalmente, a tocchetti e fissate ogni tocchetto con uno stecchino. Sistemate i tocchetti su una teglia foderata con carta forno, spolverizzateli con il Gruyère grattugiato, infornate a 180 °C e fate cuocere per pochi minuti, giusto il tempo di far fonder il formaggio. Levate, portate in tavola e servite.


Ringraziamo OrtoRomi per averci omaggiato di alcuni suoi prodotti, come il radicchio utilizzato in questa ricetta.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta settimanale Una domenica in compagnia





Anna Luisa

34 commenti:

  1. Anche a me dispiace molto per la signora inglese, perchè non rinuncerei al pranzo della domenica per niente al mondo!Nemmeno a quello del sabato a dire il vero, di solito al sabato andiamo dai miei suoceri, la domenica invece pranziamo assieme ai miei genitori..quandosa entreremo nella casa nuova spero di riunire tutti assieme ogni domenica seduti allo stesso tavolo!Favolosa questa frittata, ricca e saporita, una vera delizia!Ciao :)

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    1. Meggy, hai proprio ragione, non c'è nulla di più bello si stare tutti riuniti attorno ad una tavola ricca di manicaretti ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  2. Ultimamente vedo radicchio un po' dappertutto nei blog, non vedo l'ora di averlo nell'orto per riproporre qualche prelibatezza come la vostra!! :) E a quella signora inglese auguro anch'io di cuore di riuscire a capire anche lei prima o poi la gioia di un lungo pranzo domenicale in famiglia!! Un abbraccio!

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    1. Il radicchio, oltre ad essere buono, è anche molto bello e da solo riesce ad ornare un piatto.
      Speriamo che la signora si ravveda :-)
      Baci
      Anna Luisa

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  3. Il rito della domenica è uno dei ricordi più belli della mia famiglia. Il solito ragù che profuma la casa già dalle 8 del mattino, le cotolette per secondo e la "guantera di pasticcini" (guantera = vassoio) :P per chiudere il pasto. Oggi mi mancano quei pranzi domenicali e difficilmente riusciamo farne uno come quelli della mamma. Tutto troppo rapido, ma quando capita l'occasione, non deve mancare nulla, dall'antipasto al dolce e con tante pause per chiacchierare :) Niente male questo antipastino!!! :D

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    1. Tery, hai descritto alla perfezione la domenica di casa mia ^_^
      Purtroppo anche io no riesco più a ritrovare quei bei momenti in famiglia, ma quando posso, me li godo appieno ^_^
      Baci
      Anna Luisa

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  4. Il pranzo della domenica è sacro, sarà la parte terrona che è in me ma non si tocca! Un paio di bicchieri di vino, buon cibo e tante risate! Bella idea questo antipasto

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    1. Mi fa piacere leggere che in tutta Italia, da Nord a Sud il rito del pranzo domenicale è sacrosanto...peccato per la signora inglese che non l apprezza ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  5. Buonissimo questo rotolo di frittata! una versione più ricca e meno scontata, che ci sembra niente male e soprattutto diversa dal solito!
    bacioni

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    1. Ciao ragazze! ^_^ Mi piace cambiare e questo rotolo, come avete notato anche voi, è un po' diverso...ma soprattutto è ottimo :-P
      Baci
      Anna Luisa

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  6. Invece è così bello stare a tavola, senza orologio alla mano, chiacchierando e gustando le portate... Di solito mio marito ed io pranziamo da soli la domenica e non prima delle 15/16 del pomeriggio (siamo strani, lo so :-)) ma ci vediamo pochissimo durante la settimana e abbiamo bisogno di dedicarci tempo. Comunque, in due o in dieci, largo ai tempi dilatati... Ottima questa frittata, il radicchio un po' amaro e la dolcezza di uova e gruyére secondo me sono eccezionali assieme. Un abbraccio a entrambi

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    1. Non temere, a casa mia difficilmente si inizia a pranzare prima delle 14 :-)
      Non capisco come si faccia a non apprezzare dei momenti pieni di relax come quelli del pranzo domenicale...sarà una questione di abitudine...speriamo che la signora inglese acquisisca questa usanza da noi italiani ^_^
      Baci e grazie per i complimenti
      Anna Luisa

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  7. eh ma che pranzo della festa è se tra il secondo ed il contorno non provi il brivido del rischio trombosi?io mi alzo da tavola con due gambe che sembrano 6. però quella lentezza che fa diventare il pranzo sonnolenza mi piace, di un piacere perverso perchè poi mi pento di aver mangiato troppo e di essermi mossa solo per andare in bagno a lavare le mani!
    e poi, se QUESTO è l' antipasto.......buono il radicchio con lo speck e l' Asiago!!
    baci
    Serena

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    1. E certo perché se l'antipast non è ricco si abbassa il riscio trombosi :-DDDD
      Mi hai fatto morir dal ridere, ma effettivamente è troppo bello alzarsi da tavola totalmente rilassati e, per quanto riguarda le gambe gonfie...vorrà dire che una bella pennichella domenicale di un paio di ore le rimetterà posto ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  8. Quello che mi viene da pensare è che la signora è Inglese. Il pranzo domenicale così come il pranzo delle feste è un momento di devozione. Devozione al convivio, all'amicizia, agli affetti più cari, ai sapori di casa, alle chiacchiere a ruota libera. Ed è un omaggio di rispetto a chi si prodiga per preparare tanto con tutto l'amore che un pranzo che si rispetti, richiede. Mi dispiace per il suo "non aver capito", ma non capendo questo aspetto, la signora non potrà mai dirsi italiana. Viva questa nostra usanza, forever.
    Un abbraccio, Pat

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    1. Patty, concordo appieno con te. Il rito del pranzo domenicale va oltre la semplice usanza ed ffetivamente, per chi l prepara, è soprattutto una dimostrazione di affetto verso i propri cari. La signora è e resterà inglese ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  9. In effetti ogni paese ha le sue usanze, comunque a me piace tanto stare a tavola e godermi il buon pasto e la buona compagnia e questo piatto me lo godrei molto a lungo!!
    Buonissimo!

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    1. W il pranzo domenicale e W le usanze italiane! ^_^
      Grazie e a presto
      Anna Luisa

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  10. ragazzi ma siete adorabili voi due! lo sapete vero?

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    1. Elena, tu sei un tesoro! ^_^
      Baci
      Anna Luisa

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  11. Peggio per Milady se non apprezza le nostre tradizioni. Vuol dire che non ha capito niente. Io vengo da una famiglia dove il numero delle portate dovrebbe avere la doppia cifra se si vuole chiamarlo paranzo del dì di festa! Altrimenti è non vale. Adesso che le famiglie si sono un po allontanate purtroppo è più raro, maquando capita...!!

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    1. Manuela, mi ricordo che quando ero piccola il pranzo era abbondante ma essenziale...poi crescendo sono stati aggiunti gli antipasti...e quanti antipasti! :-)
      Concordo con te, W i pranzi luculliani ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  12. Purtroppo è vero, andando avanti si sono un po' perse le buone abitudini domenicali (io per prima che, quando mi trovo la domenica da sola non sto certo a preparare pranzi luculliani).. però anche io quando ci sono ospiti mi diletto tra portate importanti e antipasti sfiziosi.
    Questa frittata mi piace moltissimo.. semplice e molto buona!

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    1. Giulietta, ti capisco, ma quando si è in compagnia non si possono certo lesinare nè le portate, nè il tempo per stare a tavola ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  13. Quanto mi sento vicina alle vostre parole, anche per me la domenica è un rito preparare più cose ma quando sono a Napoli a casa dei miei quel rito diventa magia pura:ragù, braciole, parmigiana,polpette fritte, patate, e poi la "guantiera di dolci",quella non deve mancare mai!
    La vostra proposta è bella e buona.

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    1. Assolutamente, il rito della domenica è sacrosanto e da preservare, a partire dalle braciole fino alla guantiera di dolci :-P
      Baci
      Anna Luisa

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  14. mio marito gioca in una squadra amatoriale, che la domenica ovviamente ha la partita...
    ergo il pranzo domenicale non esiste...
    per me questa è famiglia, dato che mio padre ha sempre fatto l'allenatore ed è sempre andata così per noi!

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    1. Mi hai fatto venire in mente le partite di calcio della domenica trasmessa all'epoca solo per radio...ma prima il pranzo era sacrosanto ;-)

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  15. Chissà se riuscirò mai a provare davvero qualche vostra ricetta -.- per ora parlo parlo ma segno e basta :( uff! Questa comunque la passo anche alla mia mamma, credo che le piacerà molto :)

    ps. la signora inglese non sa che si perde. Natale è la mia festa preferita proprio perchè ci riuniamo tutti a tavola come le domeniche di una volta (che ormai non si fanno più) :)

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    1. Dai, sono certa che prima o poi le farai ^_^ Nel frattempo spero che questa ricetta piaccia alla tia mamma ;-)
      Anhe per questo adoro il Natale ^_^
      Baci
      Anna Luisa

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  16. Penso anche io che il rito del pranzo domenicale sia bello con la tradizione del pranzo preparato bene, e se si hanno ospiti con qualche portata in più, non tanto perchè si debba mangiare tanto ma perchè è bello condividere senza limiti di tempo una giornata in compagnia delle persone care e della buona tavola. Ti ruberò questo antipasto per la prossima cena tra amici! Un bacione

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    1. El, sono d'accordo con te, non si cucina tanto per golosit (o almeno non solo per quello :-D), ma proprio per trascoree più tempo a tavola a fare quattro chiacchiere ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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  17. Ciao Annaluisa, ciao Fabio, torno per informarvi che oggi ho indetto un giveaway e sarei felice se voi partecipaste. In palio due lavori in feltro fatti da me per il prossimo Natale. Niente di trascendentale, sono oggetti che non hanno la pretesa di essere perfetti o strabilianti ma sono fatti però con passione e amore. Se vi va, passate a trovarmi e lasciate un commento al post, così posso inserirvi nell'elenco dei partecipanti... A presto e splendida serata :-)

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    1. Ros Mj, veniamo subito e siamo certi che saranno dei lavori bellissimi ;-)
      Baci
      Anna Luisa

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