sabato 24 marzo 2012

E dopo i croissants di Maria Antonietta..i cornetti di Valeria




Arrivo, arrivo, con l'affanno e sfruttando fino all'ultimo momento di contest, sfide e gare di vario genere, ma ci sono...
Questa volta ho rischiato grosso perché domani termina il The recipe-tionist di Flavia di questo mese e, benché solitamente non pubblichiamo nel week-end, questa volta l'eccezione era dovuta, sia per Flavia, sa per la The recipe-tionist di questo mese, Valeria.
Ho conosciuto, in senso virtuale Valeria da relativamente poco tempo, tranne qualche commento sui blog, c'è stato tra di noi uno scambio di mail in quanto a Febbraio si è tenuto un corso di Montersino a Napoli e lei mi ha informata di date e programma. Un evento a cui io avrei partecipato volentieri, ma purtroppo, per mancanza di tempo, ma soprattutto perché in quei giorni ero costretta a letto con un febbrone da cavallo, non ho potuto partecipare al corso, perdendomi l'occasione di rincontrare il maestro, e di conoscere Valeria. Nonostante la breve distanza che ci separa, non abbiamo infatti ancora avuto modo di incontrarci, ma spero che questo avverrà presto. Valeria è una ragazza solare, che cucina molto bene e, scusate il campanilismo, è napoletana come me!
Avrei potuto scegliere tra le numerose ricette della nostra terra pubblicate sul suo blog, ma per il The recipe-tionsit ho scelto una ricetta a cui Valeria è molto affezionata, perché di sua madre: il cornettone alle melanzane.
Oggi vi proporrò questa ricetta di Valeria e di sua madre in versione mignon e ringrazio le autrici per avermi suggerito quello che sarà uno dei miei antipasti di Pasqua ;-)




La ricetta di Valeria:

Cornettone alle melanzane 

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di farina
200 gr di acqua
25 gr di lievito
una presa di sale
100 gr di olio extravergine d'oliva
un uovo

Per il ripieno:
500 gr di melanzane
150 gr di prosciutto cotto
300 gr di provola
parmigiano grattugiato
qualche foglia di basilico



Preparare la pasta per la pizza. Disporre la farina a fontana su una spianatoia e al centro unire il lievito sciolto in poca acqua appena appena tiepida, impastare unendo anche un pò di farina, unire l'olio sempre inglobando man mano la farina e l'acqua. Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto elastico, provate a dividere l'impasto in due, se vedete delle bolle d'aria, l'impasto è pronto. Lasciarlo a lievitare un paio d'ore.
Nel frattempo lavare e tagliare a tocchetti le melanzane, farle asciugare e quindi friggerle in abbondante olio di semi caldo.
Finito il tempo di lievitazione stendere la pasta fino ad uno spessore di circa 7-8 mm cercando di dare una forma ovale.
Porre sulla pasta  le fette di prosciutto, le melanzane, la provola e il parmigiano lasciando pochissimo bordo senza imbottitura per evitare fette completamente vuote, aggiungere le foglie di basilico e un pizzico di sale.
Arrotolare la pasta stringendo bene per mantenere all'interno l'imbottitura.
Piegate le estremità verso l'interno a formare un cornetto.
Spennellare con un uovo sbattuto ed infornare a 180° per circa 1 ora. Quando la crosta sarà dorata il cornettone è pronto, ed ecco una fetta.





Le mie modifiche: la versione che ho preparato è di cornetti piccoli, ho quindi steso la pasta, tagliato dei triangoli che ho allungato per intero ed allargato leggermente alla base, quindo ho arrotolato su se stessi e lasciati lievitare per un'altra ora.
All'impasto ho dovuto aggiungere altri 50 ml di acqua, ma si sa, dipende dalle farine e dal tempo meterologico, quindi, regolatevi voi per ottenere una pasta liscia, ma morbida ed elastica.
Ho diluito l'uovo per sopennellare i cornetti con un goccio di latte.
Essendo piccoli sono bastati 25 minuti di cottura.

Spero che i cornetti che ho preparato piacciano alle mie amiche...a noi sono piacuti molto ;-)

Anna Luisa

giovedì 22 marzo 2012

Le crêpes soufflèttes

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

Come molti di voi già sapranno, io curo principalmente l'aspetto fotografico del nostro blog, ma quando capita l'occasione, non disdegno di mettere mano ai fornelli. Di solito lo lascio fare alla mia mogliettina "pasticciona" che si diverte tanto e a me "tocca mangiar" i suoi manicaretti, ma soprattutto quando abbiamo ospiti a cena e c'è da dare una mano, ci contendiamo i fornelli. Per fortuna i fornelli sono su una penisola in cucina, quindi riusciamo ad operare uno da una parte e l'altra dall'altra. Quando poi è l' MT challenge a chiamare, le cose cambiano. L'impegno che mettiamo nella preparazione e nella presentazione dei piatti è sempre maggiore del solito. Per quanto non si vinca niente, anzi si ha la responsabilità di scegliere la ricetta successiva, quindi bisogna valutare tutte le ricette arrivate e decretare il vincitore, ci piace troppo. Non sembra, ma è un grosso impegno.
Ogni 5 del mese attendiamo ansiosi il tema del mese successivo. Stavolta la vincitrice del mese scorso, Giuseppina, ha scelto le crêpes. Già ci stavamo scervellando su quali preparare e così, visto che le crêpes si prestano sia ad una preparazione salata che ad una dolce, abbiamo deciso di dividerci i compiti. Anna Luisa si è aggiudicata la versione salata e a me tocca chiudere col dolce. Una volta letto il post di Giuseppina, verificato di rispettare tutte le regole, mi sono dato da fare. Quello che mi piace di più di questa ricetta è il contrasto delle consistenze e dei sapori. Meno male che ad un certo punto il preparato è finito, altrimenti ne avrei preparate di sicuro delle altre. Visto che all'interno hanno un soufflè, ho giocato un po' sul nome e le ho chiamate crêpes soufflèttes.




Crêpes con soufflè di banane e crema al rum

Per le crêpes ed il burro chiarificato (v. ricetta di Giuseppina)

Per 10/12 crêpes
150 gr di farina 0
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale
30 gr di burro chiarificato per cuocere

Per la crema al rum

3 cucchiai di rum
3 tuorli
70 g di zucchero
fecola
vanillina
2,5 dl di latte

Per il soufflè di banane

300 g di banane
3 uova
60 g di zucchero
30 g di farina
2 dl di latte
20 g di burro
sale




Preparazione

Preparate le crêpes ed impilatele in un piatto.
Per la salsa al rum, lavorate in una ciotola i tuorli con lo zucchero; aggiungete un cucchiaino di fecola ed un pizzico di vanillina e mescolate. Unite poco alla volta il latte precedentemente scaldato e versate il composto in un tegame, mettelo sul fuoco  e portatelo quasi ad ebollizione, mescolando continuamente. Togliete dal fuoco, versate la salsa in una ciotola, filtrandola attraverso un colino e fatela raffreddare; aggiungete il rum, mescolate e tenete da parte.
Preparate il soufflè; separate i tuorli dagli albumi, mescolate in un tegame lo zucchero con i tuorli, unitevi la farina setacciata, e poco alla volta il latte precedentemente scaldato. Mettete il composto sul fuoco e battendo sempre con la frusta, cuocetelo per 3 minuti; toglietelo dal fuoco e versatelo in una ciotola, unite la polpa di banana schiacciata con una forchetta e fatelo raffreddare mescolando spesso per evitare che si formi una pellicola in superficie. Montate con un pizzico di sale gli albumi rimasti ed incorporateli al composto quando sarà freddo. Mettete i ogni crêpe un po' di soufflè ed avvolgetela a cono. Adagiate quindi le crêpes su una placca da forno imburrata (o con carta da forno) e passatele in forno preriscaldato a 180° C per 10-15 minuti o finché saranno dorate. Servite le crêpes calde, accompagnate dalla salsa al rum, e a piacere spolverizzare con del cacao. Decorate con qualche rondella di banana.






Visto che stavolta non ci siamo ridotti alla fine come al solito, spero solo che da qui al 28 non ci vengano altre voglie.

Fabio

martedì 20 marzo 2012

Maria Carolina d'Asburgo ed il babà




Che mondo sarebbe senza il babà, volendo citare una famosa pubblicità, o per meglio dire, come sarebbe Napoli senza il babà? Un dolce tipicamente partenopeo, le cui origini sono tutt'altro che nostrane. La storia infatti racconta che la nascita del babà si deve al re polacco Stanislao Lezcinscki, che non potendone più del solito kugelhupf, un giorno, esasperato, fece volare il dolce attraverso la sala, facendolo cadere su una bottiglia di rum, la quale riversò tutto il suo contenuto sul kugelhupf, trasformandolo nel dolce che noi conosciamo. Fu proprio il re polacco a battezzarlo con il nome di babà, in onore di Alì Babà. Brillant Savarin poi creò la versione di questo dolce con la frutta e lo introdusse in Francia, da dove, giunse a Napoli. Certo da Napoli alla Francia il tragitto non è breve, come è arrivato allora il babà da noi? Grazie alla donna (st)raordinaria di cui vi parlerò oggi: Maria Carolina d'Asburgo o Carlotta come la chiamavano in famiglia. Figlia di Maria Teresa e sorella di Maria Antonietta di Francia, aveva il carattere forte della madre e fu proprio quello, insieme alla sua fede, a permetterle di sopravvivere alla sua iniziale infelicità matrimoniale. La promessa sposa di Ferdinando IV di Borbone sarebbe dovuta essere la sorella di Maria Carolina, ma la principessa morì e la madre per mantenere i buoni rapporti tra Asburgo e Borboni lasciò che il re scegliesse un'altra sua figlia come sposa. Data la bellezza di Carlotta la scelta fu facile, ma lei non ne fu affatto felice, tanto da affermare di "aver sentito parlare abbastanza del re da temere...di sposarlo". Sicuramente non erano le nozze che la principessa avrebbe desiderato, soprattutto per la distanza che c'era tra l'Austria ed il regno delle due Sicilie e quindi la stessa che l'avrebbe separata dalla amata madre, ma soprattutto dalla amata sorella Maria Antonietta. Pare addirittura che mentre la carrozza di Carlotta partiva per condurla a Napoli, la principessa saltò giù per abbracciare l'amata sorella. A Napoli visse momenti di enorme tristezza, ma date le sue capacità, fu una brava regina ed un'ottima madre per i suoi figli.
Proprio per le sue nozze che furono celebrate presso la Reggia di Caserta  il 12 Maggio 1768, Maria Carolina chiamò a Napoli gli chef francesi che presero il nome di monzù (da monsieur), i quali prepararono proprio il babà  come dolce e da lì, la storia di questo simbolo della cucina napoletana lo conoscete tutti.
In onore di Maria Carolina ho preparato il babà utilizzando la ricetta di Sal De Riso, ma irrorandolo con la classica bagna al rum.




Babà di Carolina (da "Dolci del Sole" di Sal De Riso)


Ingredienti per 6-8 persone


Per il babà:
200 g di farina 00 forte 
110 g di burro morbido
 25 g di miele d’acacia
 5 g di sale
10 g di lievito di birra
1 limone di Amalfi (io sono riuscita a trovarli!)
1/3 di baccello di vaniglia
 6 uova intere
 20 g di latte fresco intero

Per la bagna:
1/2 l di acqua
500 g di zucchero
1 bicchierino di rum

gelatina di albicocche
crema pasticcera
fragoline di bosco




Preparare il babà. In un bicchiere sciogliete il lievito nel late. Su una spianatoia disponete la farina a fontana,
al centro create una fossetta e introducete il miele, il sale, il lievito, la polpa di vaniglia e la scorza grattugiata
del limone. Mescolate con una forchetta, formando una pastella a cui andrete a incorporare, uno alla volta, le 
uova e gradualmente, a cucchiaiate, la farina. Quando questa sarà completamente assorbita aggiungete il
burro morbido ed impastate per circa 10 minuti. L'impasto dovrà risultare elastico, liscio ed omogeneo;
versatelo in stampini di alluminio a corona circolare (tipo savarin) o cilindrici (tipo a bicchiere)
precedentemente imburrati, riempendoli poco più delle metà. Lasciate lievitare a temperatura ambiente
(meglio 25°C) fino all'orlo dello stampo. Infornare a 200°C per 12-15 minuti. Quando il babà avrà un bel 
colore dorato, sfornatelo e fatelo raffreddare nello stampo.
In un tegame fare bollire l'acqua con lo zucchero per un  minuto. Togliere dal fuoco, lasciare intiepidire ed unirvi il rum. 
Immergere i babà ancora caldi nella bagna, capovolgendoli di tanto in tanto. Dopo 20 minuti, toglieteli dallo
sciroppo e fateli scolare su una griglia. Riscaldare la gelatina di albicocca e spennellarla sui babà
Farcirli con della crema pasticcera e decorarli con fragoline di bosco.

Questa è la mia terza ed ultima ricetta dedicata ad una donna (st)raordinaria, ed oggi vi aspetta un'altra donna
(st)raordinaria da Alessandra e Daniela, domani da Stefania, mercoledì da Flavia e venerdì da Mapi. La
settimana prossima invece iniziano le strennine, Eleonora, Gaia, Greta, Mai e Patty che pubblicheranno altre
cinque bellissime ricette riguardanti donne famose. Ricordatevi che avete tempo fino al 1°Aprile per 
partecipare al concorso di Stefania e preparare anche voi una ricetta che riguardi una donna famosa,ma
ricordatevi che dovrà essere assolutamente gluten-free...e chissà chi diventerà strennina per la prossima raccolta.





Anna Luisa

P.S. perdonate l'impaginazione, problemi con blogger...

lunedì 19 marzo 2012

Il Contest "goloso di salute" ... il vincitore!!!



 Inizio questo post con dei ringraziamenti. Prima di tutto alla nostra socia in questo contest "goloso di salute", Stefania Profumi&Sapori, alla quale dobbiamo il collage di seguito ed il video che speriamo vi piaccia; poi i miei ringraziamenti vanno a tutti i partecipanti che, senza escludere nessuno, hanno preparato delle torte splendide, degne delle migliori pasticcerie; devo inoltre ringraziare il mio dolce maritino, a cui faccio gli auguri perché ieri è stato il suo compleanno, il quale è stato dietro a mail, messaggi e soprattutto che, anche al di fuori di questo contest, sopporta me e la mia montersinite. Ma il ringraziamento più grande va al Maestro Luca Montersino, non solo per tutti i segreti di pasticceria che ci svela ed il modo cristallino in cui spiega, ma anche per aver accettato di essere il giudice ultimo in questo contest, pur essendo oberato di lavoro. E' quindi doveroso un ringraziamento da parte nostra, ma ci è sembrato che ciò che avete scritto voi sul suo conto fosse il ringraziamento più bello. E quindi riportiamo a lui i vostri messaggi di stima.


Le sue prelibatezze pasticcifere sono un viaggio in paradiso (Il supergoloso mondo di Elly)

Il mio amore per Luca è iniziato più di un anno fa: grazie a lui e alle sue ricette ho riacquistato fiducia nella possibilità di poter di nuovo mangiare dolci davvero buoni anche senza glutine, ho imparato a conoscere nuove farine e a prendere confidenza con queste. Luca ha fatto il primo grande e concreto passo verso un “mondo” in cui la farina di grano è solo una delle tante farine utilizzabili, non “la farina” per eccellenza, ma non solo, verso un “mondo” in cui le intolleranze o allergie non sono più solo un qualcosa da compatire, ma un qualcosa da conoscere e da cui essere incuriositi: devono diventare un mezzo per creare qualcosa di diverso dal solito, per conoscere sapori altrimenti sconosciuti (Arricciaspiccia)

Tutte le splendide torte di Montersino meriterebbero almeno una volta nella vita di essere sperimentate ed assaporate! (La cuoca dentro)


Molto spesso si guardano i grandi chef come se fossero irraggiungibili, come se i loro piatti non possano essere nemmeno lontanamente alla nostra portata di umili e normalissimi cuochi che pastrocchiano in cucina…

Beh ovvio che il loro risultato, la loro presentazione, la loro precisione non sarà mai la mia, ma Stefania mi ha insegnato che mettendoci un po’ di impegno e lanciandosi nell’avventura si possono ottenere dei miracoli!!! (Frutta&Zafferano)

Quando ho conosciuto Montersino l'ho amato a primo colpo, cioè uno che pensa alle intolleranze altrui, è già da stimare solo per questo (Cardamomo&co)

Adoro Montersino, i suoi libri sono per me la “bibbia” della base della pasticceria (Una cucina tutta per sé)

Da quando ho i suoi libri, ammiro solo le sue fantastiche foto, e mi leggo e mi rileggo tutti i consigli che ci sono scritti, appunto perché questo non è semplicemente un libro, ma una scuola di pasticceria! (Una stella tra i fornelli)

Luca Montersino è il mio guru della pasticceria, un mondo che ho iniziato a conoscere ed esplorare da poco, e attraverso lui. (La cucina di Bucci)

Da ora in poi io questo dolce lo porterò ad ogni invito perché la porca figura, la maiala effige e la suina immagine la farò sempre (Cuocicucidici)

Io ADORO quell’uomo, quando lo vedo su Alice.tv il resto del mondo non esiste, anche l’Orso ha imparato che quando il Maestro realizza una ricetta ho occhi e orecchie solo per lui.. pensate che quando vuole farmi una sorpresa mi registra le puntate di Peccati di gola su sky e così quando vado a trovarlo facciamo una maratona delle puntate registrate! Solitamente però dopo che le abbiamo viste le cancella.. Errore gravissimo! Perché io vorrei vederle e rivederle! (da un po’ di mesi ho però supplito a questa mancanza dell’Orso con i dvd dell’Accademia di pasticceria!)Certo, ho tutti i libri e posso andare a rileggere ricette e procedimenti, ma vedere il Maestro all’opera, anche se da uno schermo, è tutta un’altra cosa! Le sue spiegazioni precise e la sua manualità hanno un che di magico.. Il mio sogno nel cassetto è riuscire un giorno a partecipare ad un suo corso per poterlo vedere dal vivo alle prese con creme, impasti, decorazioni..La cosa che più mi affascina è la chiarezza delle sue spiegazioni; è molto interessante e anche se alcuni a casa non rifaranno le sue ricette, data la complessità dell’esecuzione e del reperimento di alcuni ingredienti, trovo che le spiegazioni sui concetti di base e sui perché siano molto utili e applicabili anche ad altre preparazioni. Si vede che mette molta passione nel suo lavoro ed è molto molto preparato; ci sono persone molto brave nel proprio ambito ma che non sono capaci di trasmettere agli altri la propria arte.. Montersino invece, oltre ad essere bravissimo, ha la straordinaria capacità di riuscire a trasmettere le sue conoscenze anche a chi non è uno specialista del mestiere, con spiegazioni chiare e precise (Non tutto fa brodo)

Montersino ha fatto un cambiamento in me, è proprio grazie a lui, alla sua semplicità nello spiegare, al suo modo perfetto nell'illustrare, ai suoi dolci più che fantastici che mi ha fatto avvicinare alla cucina e in particolare alla pasticceria (Pasticciando tra i fornelli)

Mi piace come lavora, la precisione che utilizza (Maria Grazia)

Questo blog, seppur piccolo, contiene quasi solo esclusivamente sue ricette, è il mio punto di riferimento in pasticceria e molte altre persone come me sono affette da questa malattia.. (I dolci di Prisci Love)

Il noto pasticcere, persona squisita, cordiale e disponibile… (Insalata mista)

Lo AMO! Lui è la perfezione fatta uomo, dalle sue mani escono delle meraviglie assolute e, per me che sono una golosa incallita, conoscerlo purtroppo solo attraverso le sue pubblicazioni e le sue trasmissioni (verrai mai a Palermo?) è stato come una vincita al superenalotto … o quasi! (L’Avvocato nel fornetto)

Arriva un momento, nella vita di ogni appassionato di cucina, in cui si inizia a chiamare gli chef preferiti per nome.
"Ecco, la ricetta è del Maestro"
"Ma chi, quello del terzo piano?"
Il vostro sguardo scandalizzato parla da solo.
"No amore, il Maestro Montersino!"
Non disperate, prima o poi anche lui/lei si rivolgerà agli chef con nome, cognome o vezzeggiativo. Per il mio fidanzato, ad esempio, Luca Montersino è "quel sant'uomo" e il perché, se avete provato una delle sue miracolose ricette, è subito chiaro (BxBiscotto)

MI hanno regalato un suo libro: Questa è arte vera (Chicche di Kika)

In particolare apprezzo moltissimo le sue spiegazioni tecniche sull'uso di determinati ingredienti e sui procedimenti ad hoc per ogni preparazione e gli svariati consigli che elargisce con grande generosità...e sono rimasta molto affascinata dalla sua filosofia di pasticceria sana e alla portata di tutti..insomma lo adoro e ogni sua ricetta sperimentata mi ha sempre dato grandi soddisfazione (Sonia)

Lo ammiro da matti... mi perdo nel suo gusto per il particolare, nel la sua maniacale perfezione, nella sua pulizia estetica. E poi ammiro la sua onestà intellettuale (La ricetta della felicità)

Eh si, ho la Montersinite anche io!! (Dolce benessere)

La prima volta che ho visto Montersino devo dire che ho accusato il colpo...sono rimasta letteralmente folgorata dalla maestria con cui separava "con le mani" i tuorli dagli albumi... un pasticcere che ti mostra come sia meraviglioso manipolare il cibo merita davvero molta attenzione... (La ginestra e il mare)

Come non rimanere colpita davanti alla capacità del maestro pasticcere di spiegare tecniche con una tale precisione e con una tale semplicità da farle sembrare alla portata di tutti...è grazie a lui se da quando ho cominciato a replicare le sue ricette e a cucinare dolci ho sentito sempre più l’esigenza di farli imparando qualcosa in più ogni volta... Scrivere qui tutto quello che ho imparato e sto imparando è impossibile...lui oltre ad elargire ed eseguire ricette spiega tecniche e soprattutto insegna ad usare in modo corretto degli ingredienti (per me anche sconosciuti ) senza trascurare una spiegazione accurata del perché (Akina la matematica in cucina)

Per me una ricetta è riuscita non nel momento in cui è definita buona, ma nell'attimo in cui riesco a leggere nel viso e nelle espressioni di chi la assaggia un viaggio di sapori che rimane impresso nella mente, per poter procurare in questo modo GENUINO una sensazione di piacere che porti almeno un secondo a sognare.
Per fare ciò ho ricercato qualcuno che unisse teoria e pratica, tanta passione e un pizzico di scienza, tradizione e innovazione e quel qualcuno è proprio Luca Montersino!!!! (Silvia)

Ho quasi 16 anni e una passione innata per la pasticceria. Il mio punto di riferimento è Luca Montersino (Francesco)

Studiando chimica e tecnologie farmaceutiche apprezzo ancora di più le precisazioni sugli ingredienti insoliti, sulle temperature da rispettare, gli accorgimenti da tenere per ottenere risultati ottimali,le grammature precise... (Chiara)

Ho iniziato a seguire le puntate di “peccati di gola” di Luca Montersino gli ultimi mesi di gravidanza a causa di un riposo forzato.
È da li che sono stata contagiata da questa “malattia”, il culmine della malattia era così forte che avevo il coraggio di guardare le repliche di notte mentre allattavo. (Negozio di the)

Ringranzio Montersino con tutto il cuore per saper comunicare così bene l'arte della pasticceria,nello specifico io non ho mai frequentato nessun suo corso ma attraverso i suoi libri...le trasmissioni che fa o a cui partecipa riesce a trasmettermi la passione che lo caratterizza e tanta voglia di mettermi alla prova.... (La dolcezza nel cuore)

Sono una montersina doc. Già altrove ho avuto modo di condividere con voi il mio entusiasmo e la mia smisurata ammirazione per il Maestro, come ormai viene chiamato in ambienti bloggheriani, al di là della sua innegabile bravura, ciò che mi ha colpito in lui è la chiarezza nelle spiegazioni e la totale condivisione del suo sapere. Tante cose in pasticceria che prima non mi sognavo neanche di tentare, con le sue ricette le ho provate e mai sono rimasta delusa. Aldilà di questo i trucchi, come fare cosa e perchè (come scaldare le uova e lo zucchero prima di montarle, fare la crema senza girare e cento altre) sono state per me una piccola rivoluzione copernicana, che applico sempre volentieri e con un sorriso nella mia cucina. Come se fosse lì (Dolci gusti)

Luca Montersino è un mito. Il mio sicuramente e vi spiego perché. Guardo la sua trasmissione "Peccati di gola" (fino a poco tempo fa anche su youtube, ora non più per una questione di diritti dell'Editore) e rimango affascinata e incredula per il modo che ha di preparare qualsiasi cosa a) spiegandola limpidamente e semplicemente in maniera comprensibile per chiunque tanto da farti pensare "ce la posso fare", b) lavorando nella riproduzione di una cucina casalinga muovendosi con la naturalezza di chi ha a disposizione 700mq di piani di lavoro, c) non sporcando assolutamente nulla, tra un po' nemmeno le leccapentole infilate nella crema. Mai uno sbafo, una goccia di panna sul tavolo, un dito schizzato di meringa, un velo di cioccolato sul grembiule, niente. Neanche quelli di C.S.I. troverebbero tracce fuori posto (Pareti di zucchero)

E' da quando Luca Montersino è comparso in TV che mi è cambiato la vita.... da allora, non sono più padrona di entrare in cucina quando voglio. Prima era il mio regno assoluto, dove passavo tanto tempo e avevo tutto sotto controllo, ora non è più così! Mio marito è rimasto folgorato dalle trasmissioni. Prima più che di moto e di bici, di carburatori e di leveraggi in casa non si parlava, ora,si è passati alle creme pasticcere e alla pasta brioches...questi sono gli argomenti all'ordine del giorno (Zibaldone culinario)




Et .... dulcis in fundo .... Il vincitore!
Guardate il video cliccando sull'immagine qui sotto e lo scoprirete!



Luca Montersino ci fa sapere, prima di tutto, che tutte e 5 le torte arrivate in finale avrebbero meritato la vittoria
"Purtroppo ci deve essere un solo vincitore, e le altre non sono da meno. Ma una scelta occorre farla! Mi sono trovato in difficoltà nel scegliere!"
Il maestro Montersino ha scelto la Millefoglie croccante al caffè di Piero.
"Per la complessità del temperaggio del cioccolato e la complessità del tipo di torta riprodotta. Anche gli strati di cioccolato, che devono essere fini fini e rispecchiano l'originale."

COMPLIMENTI PIERO!!! E auguri per il compleanno.

Anna Luisa

giovedì 15 marzo 2012

MTchallenge di Marzo: saccottini di crêpes con asparagi e salmone

 


Ammettetelo che non ve lo aspettavate. Siamo riusciti a partecipare all'MTchallenge il terzo giorno di gara, un evento storico, di quelli da riportare sul calendario, del genere che viene trascritto sui testi di storia, insomma, un evento più unico che raro. E prima che Alessandra e Daniela ci mettano il pensiero che la cosa si possa ripetere, vi dico subito di non preoccuparvi...non accadrà di nuovo ;-)
Scherzi a parte, sono stata felicissima che la ricetta di questo mese fossero le crêpes, in quanto è stato uno dei piatti che ho preparato per Fabio quando è venuto la prima volta a cena da me. Quella volta preparai delle crêpes al prosciutto cotto e formaggio, mentre questa volta ho deciso, forse ispirata dalle belle giornate, di prepararle in versione primaverile, con asparagi e salmone. All'epoca le ritenevo un mio piatto forte, poi chissà perché, passata la "fase delle crêpes", per anni non le ho più preparate, fino ad oggi, quando sono diventate la sfida dell'MTcalllenge.



Devo ringraziare Giuseppina per averci passato la sua ricetta delle crêpes ed averci spiegato anche la preparazione del burro chiarificato, tecnica in cui da tempo mi volevo cimentare, ma non sapevo neanche da dove iniziare. Ho invece scoperto che non è assolutamente difficile e che, data la qualità del prodotto che si ottiene, vale assolutamente la pena prepararlo.
La ricetta delle crêpes di oggi è molto semplice, in quanto, a mio parere, sono già tanto buone di loro, che non necessitano di sapori complessi per accompagnarle. Ho preferito giocare un po' sulla presentazione dando loro la forma del saccottino, ma senza fronzoli particolari sempre pensando che le crêpes oltre che buone sono anche belle, basti pensare ad un piatto di crêpes impilate le une sulle altre, come quello presentato da Giuseppina.
Ma passiamo alla ricetta.




Crêpes asparagi e salmone

Per le crêpes (ricetta di Giuseppina)
Per  10/12 crêpes

150 gr di farina 0
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato per cuocere 

10 punte d'asparago


100 g di salmone affumicato
500 ml di latte
50 g di burro
50 g di farina
sale
erba cipollina

(ricetta di Giuseppina per le crêpes)
Questa é la ricetta che uso sempre e con la quale ottengo delle crêpes sottili, leggere e dal gusto irresistibile. Tra gli ingredienti trovate l'acqua (serve a rendere la  crêpes più sottile) e il burro chiarificato per cuocerle: la sua particolarità é di avere un punto di fumo simile all'olio extravergine di oliva quindi non brucia e dona un sapore delizioso alla crêpes.
Rompete le uova in una terrina, sbattetele un po' con la frusta, cominciate ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua, mischiate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale, mischiate e lasciate riposare almeno un'ora .
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino, scaldate bene la padella per le
crêpes, ungetela con il burro usando un pennello (possibilmente in silicone) versate la quantità di pastella necessaria per una crêpe (per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella). Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare, in modo da poterla gettare in un colpo solo. A questo punto fate " ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata , quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. E importante cuocerle a puntino perché é questo che dona loro il sapore . 


(ricetta mia)

Preparare la béchamel: riscaldare il latte, nel frattempo sciogliere il burro in un pentolino, setacciarvi la farina e mescolare per sciogliere i grumi, aggiungere il latte poco alla volta e continuando a mescolare. Portare ad ebollizione la salsa e salare. 
Cuocere le punte d'asparago a vapore e frullarle con un 3-4 cucchiai di béchamel, tenendo le più belle da parte per decorare il piatto.
Tagliare il salmone affumicato a piccoli pezzi ed aggiungerlo alla restante béchamel.
Mettere le crêpes, man mano che si cuociono, in una ciotola e versarvi all'interno un paio di cucchiaiate di crema al salmone. Richiuderle e legare con uno stelo di erba cipollina.
Passare una decina di minuti in forno a 180°C.
Posizionare nel piatto la salsa agli asparagi, porvi sopra il saccottino di crêpes e, a piacere, decorare il piatto con le punte d'asparago e dei pezzetti di salmone.






Come vi ho detto ho preparato tante volte le crêpes ed ovviamente avevo una ricetta che utilizzavo sempre...da ora in poi utilizzerò sempre questa ;-)


Anna Luisa

martedì 13 marzo 2012

Gradite un tè? Cucumber sandwiches, Salmon sandwiches, English muffins e Victoria sandwiches




Vi assicuro che scegliere una donna famosa per la nuova raccolta delle (st)renne che si intitola "Donne (st)raordinarie" appunto, non è assolutamente facile. Di donne famose e più o meno straordinarie ce ne sono tante, tantissime, ma bisogna trovare anche un piatto collegato a loro in qualche modo e qui la cosa si complica.
La donna che ho scelto oggi però mi ha dato veramente molti spunti per preparare un piatto, tanti spunti che alla fine i piatti, se così si possono chiamare, che vi proporrò oggi, sono ben quattro e giusto perché stavano per scoccare le cinque, la fatidica ora del tè, ho deciso di non andare oltre e preparare qualcos'altro.
Avrete capito che la donna di cui parlerò oggi è la regina Vittoria e vi racconterò qualcosa sull'ora del tè.
Il tè approdò alla corte inglese nel XVII secolo, ma l'ora del tè raggiunse il suo apice proprio durante l'epoca vittoriana, epoca in cui la regina Vittoria stessa possedeva un servizio di porcellane speciali con bordi decorati e motivi scozzesi e per gli uomini erano previste tazze chiamate moustache, perché avevano un piccolo ripiano all'interno del bordo dove poggiare i baffi per evitare di bagnarli. L'invenzione del tè pomeridiano però si deve ad Anna contessa di Bedford, che, stanca della "sensazione di debolezza" che la prendeva nel pomeriggio, decise di bere una tazza di tè accompagnandola con pane imburrato ed una fetta di torta e, dato che una volta abituatasi non poté più farne a meno, diffuse questa abitudine anche tra i suoi amici.
Nonostante quindi il rituale inglese del tè pomeridiano si debba a questa contessa, sono numerosi i dolci dedicati alla regina Vittoria, tra cui i Victoria cookies ed il Victoria cake o i Victoria sandwhices. Proprio quest'ultimo farà parte del tè che vi presenterò oggi. Questo pan di spagna fu battezzato così in quanto la regina apprezzava molto la nuova moda del "tea party".
Ma l'ora del tè deve sempre iniziare con dei tramezzini, chiamati sandwiches dagli inglesi in onore del conte di Sandwich, in quanto "non si può passare a torte e muffin prima di aver smorzato l'appetito con un tramezzino..." ed i tramezzini più "aristocratici" sono i "cucumber sandwiches", ai cetrioli appunto, ma accompagnati dai sandwhices al salmone. Non potevano mancare i classicissimi English muffins che vanno tagliati e tostati, quindi abbondantemente imburrati e serviti con una confettura di fragole. Alla fine fa il suo ingresso il Victoria cake, un dolce semplicissimo da preparare, ma in grado di dare un tocco in più al nostro tè pomeridiano.




Cucumber sandwiches (tramezzini al cetriolo) (da"un tè al Ritz" di H. Simpson)

Pelate un cetriolo ed affettatelo a rondelle trasparenti con la lama della grattugia o maneggiando con abilità un pelapatate. Cospargere questi dischi trasparenti con aceto e sale. Dopo mezz'ora, eliminate l'acqua in eccesso rimestando le rondelle in un colino. Coprite una fetta sottilissima di pane nero leggermente imburrata con due strati di cetriolo, e chiudete con un'altra fetta di pane. Schiacciate bene, ma con delicatezza, con il palmo della mano. Tagliate via la crosta e dividetelo in tre triandoli. Impilateli bene su un piatto da portata di porcellana e coprite con un panno leggermente inumidito fino al momento di servire il tè.





Salmon sandwiches (tramezzini al salmone)

Imburrare leggermente una fetta di pane bianco, sovrapporvi del salmone affumicato tagliato a fette sottilissime, quindi un'altra fetta di pane imburrato. Eliminare la crosta e tagliare in diagonale in modo da ottenere due tramezzini.




English muffins (da "Un tè al Ritz" di H. Simpson)

Si preparano con un composto più denso di quello dei crumpet e si cuociono senza anelli. Non hanno i buchi. Quando si tratta di muffin uomini adulti possono perdere un po' il controllo, in particolare sulla questione di come dovrebbero essere imburrati.

Ingredienti per 8 muffin:
450 g di farina Manitoba
2 cucchiaini di sale
175 ml di acqua
175 ml di latte
2 cucchiai di olio  d'oliva
15 g di lievito fresco o 2 cucchiaini di lievito secco
1 cucchiaino di zucchero
farina di riso per spolverare

Setacciare la farina e il sale in una terrina, coprite e mettete in forno a temperatura bassissima. Scaldate l'acqua con il latte e l'olio d'oliva a fuoco dolce finché il liquido è tiepido. Lavorare a crema lo zucchero e il lievito con qualche cucchiaiata di questo liquido.
Se usate il lievito secco, versatelo in tutto il liquido e lasciate in un posto caldo finché si forma la schiuma in superficie. Fate la fontana al centro della farina riscaldata e versateci il lievito seguito dal resto del liquido, se ce n'è. Mescolate e poi impastate. La pasta dovrebbe essere molle e morbida, ma non appiccicosa. Coprite con un panno umido e lasciate in una stanza calda per circa un'ora, finché la pasta ha raddoppiato di volume.
Dividete la pasta a metà, poi in  quattro, e infine in otto pezzi. Fate una palla con ogni pezzo e appiattitela leggermente con la parte posteriore del palmo della mano. Spolverate con la farina di riso. Mettete i muffin su una tavola ben infarinata e lasciateli coperti con un panno per 40 minuti in modo che si gonfino ancora.
Scaldate una piastra o una casseruola leggermente unta e trasferiteci in muffin con una spatola con estrema attenzione, come se fossero uova di un uccello raro. Cuoceteli a fuoco dolce per 8 minuti per parte. Avranno un aspetto farinoso, marrone-dorato chiaro con la parte centrale banca e dovrebbero essere alti circa 5 cm. Tostateli, imburrateli e portateli in tavola caldi, se possibile in un piatto tradizionale per muffin coperto e dotato di un piccolo serbatoio per l'acqua calda.





Victoria sandwiches (da "Un tè al Ritz" di H. Simpson)

Ingredienti:
100 g di burro
100 g di zucchero
2 uova medie sbattute
100 g di farina autolievitante

ripieno:
4 cucchiai di confettura di fragole
150 ml di panna montata

Imburrate leggermente le tortiere e rivestitele con carta da forno o carta oleata.
Lavorate a crema il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto leggero e spumoso. Aggiungete le uova un po' alla volta, sbattendo bene. Setacciate la farina e incorporatela con un cucchiaio grande di metallo, mescolando con delicatezza, ma bene. Versate il composto nelle tortiere e livellate la superficie con una spatola. Infornate per 20 minuti a 190°C.
Quando saranno fredde, spalmate un pan di spagna con la marmellata di fragole (e magari con la panna montata) e chiudete con altro pan di spagna.
Note mie: ho cotto l'impasto in un unico stampo di 22 cm di diametro ed una volta raffreddato, ho tagliato il dolce in due.
Al posto della panna ho preparato una crema con 100 g di burro sbattuto con 150 g di zucchero a velo.




Mi raccomando, vi aspettiamo domani con un'altra donna (st)raordinaria che ci verrà presentata da Stefania, giovedì da Flavia, venerdì da Mapi, lunedì da Alessandra e Daniela e tra due settimane ci aspettano le strennine per un mese, Greta, Patty, Eleonora, Mai e Gaia, vincitrici dell'ultimo concorso indetto da Stefania con lo stesso tema delle (st)renne, ma senza glutine...e voi, cosa aspettate a partecipare? In palio un bel fine settimana in Sicilia e partecipando alla raccolta gluten free, avrete la possibilità di diventare (st)renne per un mese e collaborare alle nostre raccolte.

Anna Luisa

lunedì 12 marzo 2012

Un dolce cucinato a fuoco lento...il latte brulé




Non potevamo non partecipare al contest indetto da Sabrina "Ti cucino...a fuoco lento", per una profonda amicizia che ci lega da anni, di quelle che nascono sul web e che, anche se i nostri incontri sono pochi e sporadici, è un'amicizia vera. Purtroppo, e da noi c'era da aspettarselo, come per tutti i contest, concorsi, sfide, etc., etc., arriviamo sempre alla scadenza dei termini, certo, ancora in tempo, ma veramente sul finire del contest.
Neanche questa volta siamo riusciti a fare un'eccezione e per farmi perdonare, partecipo con una ricetta a cui sono legatissima e che, essendo emiliana, Sabrina conoscerà sicuramente: il latte brûlé. Assolutamente da non confondersi con la creme brûlé che è una crema su cui viene sparso dello zucchero che successivamente viene fatto caramellare; e non va confuso, anche se dall'aspetto non si direbbe, neanche con i budini e la panna cotta, per la cui preparazione viene impiegata la colla di pesce. Nel latte brulè infatti la consistenza che lo caratterizza è dovuta solo alla lenta cottura del latte (che dovrà ridursi alla metà) sul fuoco ed alla presenza di uova che fungono da leganti.
L'assenza di colla di pesce è dovuta al fatto che questa ricetta è una vecchia ricetta emiliana, risalente sicuramente al tempo in cui la colla di pesce non si utilizzava ancora in cucina.
Vi ho già detto che sono molto affezionata a questa ricetta perché la preparava la mia nonna materna, emiliana appunto, la quale non amava preparare i dolci, ma nelle occasioni speciali non faceva mai mancare il latte brûlé che lei tra l'altro cuoceva non in forno, ma in pentola a pressione.
Per molti anni dopo la sua morte non ho più assaporato questo dolce, finché un giorno mia madre la tirò fuori da un quaderno e la preparammo...e da allora fu amore assoluto per questo dolce...:-P




Latte brû

Ingredienti:
1 l di latte
200 g di zucchero da sciogliere nel latte
200 g di zucchero da caramellare
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
4 uova

Mettere il latte sul fuoco con lo zucchero, la vanillina ed il sale e lasciare bollire finché non si sarà ridotto alla metà (occorreranno circa 2 ore, 2 ore e 1/2). Mentre il latte bolle mettere lo zucchero da caramellare in un tegamino sul fuoco e, senza mescolare, aspettare  che il caramello diventi dorato. Fare raffreddare e metterne un paio di cucchiai nel latte che sta bollendo. Versare il restante caramello nello stampo che dovrà essere uno stampo da ciambella liscio, e fare in modo da ricoprirne tutte le pareti.
Quando il latte sarà pronto, farlo raffreddare, sbattere le uova leggermente, solo per amalgamarle, ma senza che schiumino e ed aggiungervi il latte poco alla volta e mescolando sempre. Versare il composto nello stampo e cuocere a bagnomaria a 200°C per circa 30 minuti (alla prova stecchino, lo stuzzicadenti ne uscirà pulito). Fare raffreddare completamente il latte brûlé e riporlo in frigorifero per almeno 8 ore prima di sformarlo. Nello sformarlo fare attenzione perché il caramello sarà diventato liquido e rischierà di trabordare.



Mi ricordo che quando ho provato il latte brulè fatto da mia madre ho detto che sapeva di Alpenliebe...in realtà è ancora più buono ;-)
Fabio sostiene che sia libUdinoso ed il termine rende alla perfezione...


Con questa ricetta partecipo al contest "Ti cucino a fuoco lento" di Sabrina




Anna Luisa

giovedì 8 marzo 2012

Una torta mimosa per tutte le donne



Lo so, la torta di oggi è un po' banale. Preparare la torta mimosa per la festa della donna è quanto più ovvio e scontato ci possa essere...ma io non ho resistito.
Dovete sapere che la torta mimosa è stata la prima torta che ho preparato, quando ero ancora una fanciullina, o per meglio dire una bambina, dato che avrò avuto poco più di dieci anni.
Trovai la ricetta su un libro e pensai che questa torta doveva essere carina e soprattutto buona (all'epoca badavo solo alla sostanza :-P). Così convinsi mia zia ad aiutarmi a preparala e dopo una giornata di duro lavoro, in cui ero riuscita a montare anche gli albumi con una forchetta, dato che a casa mia si era fatto sempre così ed il frullino elettrico sarebbe stato introdotto dopo un'altra decina di anni, rimasi decisamente soddisfatta del risultato ottenuto.
Ve la voglio proporre oggi che è la "festa della donna", una festa che non tutti gradiscono pensando che possa essere discriminante festeggiare le donne. Invece personalmente credo che sia carino per una donna ricevere una piccola attenzione in più, anche un semplice fiore, in un giorno a lei dedicato e, si sa, noi donne amiamo molto questo genere di attenzioni ;-)



Torta mimosa

Ingredienti
Per il pan di spagna:
7 uova
7 cucchiai di farina
7 cucchiai di zucchero
1 bustina di lievito

Per la crema:
4 tuorli
80 g di zucchero
3 dl di latte
30 g di farina
1 bustina di vanillina o i semi di un baccello di vaniglia
200 ml di panna

Preparare il pan di spagna: separare i tuorli dagli albumi, unire lo zucchero ai tuorli e sbatterli fino a renderli chiari e spumeggianti.
Setacciare la farina ed il lievito nei tuorli. Montare a neve ferma gli albumi ed aggiungerli poco per volta all'impasto, mescolando con delicatezza dal basso verso l'alto. Versare l'impasto in una tortiera imburrata e cuocere a 180°C per 45 minuti.
Preparare la crema: sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata e poi il latte caldo, poco per volta e non prima che il composto abbia completamente assorbito quello aggiunto in precedenza.
Mettere il tutto in un pentolino e portare ad ebollizione lentamente e continuando a mescolare. Quando la crema inizierà a bollire, toglierla dal fuoco e farla raffreddare completamente. Montare la panna d incorporarla alla crema.
Quando il pan di spagna si sarà completamente raffreddato, tagliare il disco superiore (dovrà essere alto un paio di centimetri), scavare l'interno del pan di spagna e tenerlo da parte, in modo da ottenere una specie di tortiera in cui verseremo i 2/3 della crema. Coprire con il disco precedentemente tagliato, spalmare la torta con la restante crema e formare i "fiorellini di mimosa" sbriciolando l'interno del pan di spagna che avevamo messo da parte.



La torta che vedete l'ho preparata per il compleanno di una donna molto importante per me, di una piccola donna che sta crescendo: la mia nipotina che ha compiuto 8 anni...tanti auguri!

Anna Luisa

martedì 6 marzo 2012

I croissant di Maria Antonietta




Grande festa alla corte di Francia....lo so, ora state cantando tutti la sigla di Lady Oscar e immaginate che io la canticchio ormai da una settimana , cioè da quando ho preparato i croissant.
Ma partiamo dall'inizio: in origine fu l'idea delle (St)renne, cioè di un  gruppo di matte scalmanate che fanno delle raccolte di ricette a tema variabile ogni due mesi circa. Poi fu la volta della gara indetta da Stefania ed alle (St)renne (come se non bastassimo noi come matte della blogosfera) si aggiunsero le (St)rennine, nuove amiche vincitrici del tema del turno precedente e contagiate dalla nostra follia, tanto da partecipare alla nostra raccolta, ma soprattutto da condividere un gruppo con noi, dove si parla di tutto, ma proprio tutto, e disposte anche a preparare bellissimi e buonissimi piatti gluten-free, pur di non perdere le tanto ambite "corna".




Insomma, tutto questo preambolo per dirvi che le (St)renne sono tornate!



E dato che Marzo è il mese delle donne, questa raccolta sarà dedicata alle donne famose, o per meglio dire (st)raordinare.
Ora, vi domanderete cosa c'entra Maria Antonietta con le donne straordinarie, visto che tanto straordinaria non fu, o almeno così dice la storia. In realtà, dato che la storia è scritta dai vincitori, non sempre narra le cose come veramente sono andate. Questo sembra essere il caso della regina di Francia che fu ghigliottinata insieme a suo marito Luigi XVI. L'"Austriaca", così veniva chiamata in tono dispregiativo, non fu mai accettata a corte proprio perché straniera, ma si dubita del fatto che non sapesse neanche il francese, come viene raccontato dai libri di storia, in quanto questa era la lingua parlata nella corti europee e lei era pur sempre un'Asburgo. Pare addirittura che il popolo francese non se la passasse neanche tanto male, ma in qualche modo doveva pur essere giustificata una rivoluzione che dopo una breve Repubblica portò la Francia a diventare un Impero con dei nuovi regnanti e dei nuovi nobili. Sembra quindi che di cose dette sulla regina Maria Antonietta, non del tutto vere ne sono state scritte tante. Una di queste pare sia la celebre frase attribuita a Maria Antonietta, la quale, informata dal suo primo ministro che il popolo era affamato e senza pane, rispose "Se non hanno pane, che mangino brioches!". Un altro refuso storico sarebbe proprio riferito al fatto che tutt'al più si sarebbe trattato, non di brioches, ma di croissant, introdotti alla corte di Francia da Maria Antonietta stessa...sempre che questa frase sia stata veramente pronunciata dalla regina.
Insomma, se come regina non possiamo dire se fu o no straordinaria, dobbiamo sicuramente ringraziarla per aver diffuso la conoscenza dei croissant in Europa.



Croissant sfogliati (da "Peccati di gola" di L.Montersino)

Ingredienti per 25 croissant:
Per il lievitino:
115 g di acqua
250 g di farina (Note mie: Manitoba)
35 g di lievito di birra

Per l'impasto:
500 g di farina (Note mie:Manitoba)
150 g di zucchero
20 g di malto in polvere (sostituibile con il miele)
75 g di burro
225 g di uova intere
150 g di latte fresco intero
15 g di sale

Per le pieghe
375 g di burro




Impastare il lievitino senza lavorarlo troppo, mettere la pasta in un contenitore con dell'acqua a temperatura ambiente (non superiore ai 30°C) e lasciare fermentare fino a quando la pasta sale a galla (circa 10 minuti).
Quindi metterlo nell'impastatrice con 500 g di farina, lo zucchero, il malto, le uova e il latte e impastare nuovamente, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo; a questo punto aggiungere il burro e il sale e riponete la pasta per 10-12 ore in frigorifero.
Trascorso il tempo stendete la pasta in un foglio rettangolare spesso 2 cm, disponete al centro della pasta il burro a temperatura ambiente destinato alle pieghe, avvolgetelo, stendete nuovamente e piegate in 3; lasciate riposare per 30 minuti in frigo, dopodiché stendete e piegate di nuovo in 3. Trascorsi altri 30 minuti di riposo in frigorifero, procedete con l'ultima piega a 3.
A questo punto fate raffreddare e riposare bene la pasta in frigorifero, quindi stendete con il matterello dello spessore di 3 mm.
Ricavate dei triangoli di pasta e arrotolateli per ottenere la classica forma del croissant. Disponete su teglie rivestite di carta da forno, fate lievitare in ambiente tiepido (30°C) per 2 ore circa; quindi, infornare a 180°C per 15 minuti.



Tutte le mie annotazioni sono tratte dal video della preparazione dei croissant fatti da Montersino stesso.
Il malto può essere sostituito con il miele e serve a dare al croissant la sua tipica colorazione.
Quando si prepara l'impasto principale, va messa la farina e lo zucchero nell'impastatrice e se si vuole qualche semino di vaniglia, poi va aggiunto il miele ed il lievitino, quest'ultimo ben sboggiolato e strizzato dall'acqua in cui era stato messo a riposare. Le uova vanno aggiunte uno alla volta e non prima che il precedente sia stato assorbito. Anche il burro che deve essere morbido, ma non sciolto, va aggiunto poco per volta.
Bisogna dare una forma rettangolare al burro per sfogliare e quest'ultimo deve essere freddo quando iniziamo la sfogliatura. Il rettangolo di burro va posto al centro dell'impasto, ma i lati devono essere a filo dell'impasto stesso, mentre la parte superiore ed inferiore dell'impasto deve essere più lunga. Ripiegare la parte superiore ed inferiore dell'impasto sul rettangolo di burro, facendo combaciare le due estremità senza però sovrapporle.
Per iniziare a stendere la pasta darle dei colpetti di matterello fino a renderla lavorabile e poi stenderla con il matterello dello spessore desiderato.
Tagliati i triangoli, questi vanno allungati e, se si vuole dare la forma tipica al croissant, va incisa la base al centro prima di arrotolarli.
La lievitazione finale di un'ora è stata sufficiente.
I croissant vanno spennellati con un mix di tuorli e panna in egual peso e cotti a temperatura alta, 190°C per 12-13 minuti.

Il profumo emanato da questi croissant è indescrivibile, ve li consiglio perché sono buonissimi!



Ed ora vi ricordo che domani troverete una nuova ricetta che racconta di donne (st)raordiarie  da Stefania, mercoledì da Flavia, venerdì da Maria Pia, lunedì da Alessandra e Daniela e martedì nuovamente da noi.
La quarta settimana avremo le (st)renne per un mese: Eleonora, Mai (autrice del bellissimo banner), Patty, Gaia e Greta.
Vi aspettiamo ;-)
Anna Luisa

lunedì 5 marzo 2012

Contest "Goloso di salute": i finalisti!




Come vi ricorderete Stefania, Fabio ed io abbiamo dovuto scegliere cinque finalisti per il contest e tra questi cinque il maestro Luca Montersino designerà il vincitore, che riceverà una copia con dedica del Meastro pasticcere in persona.
La scelta non è stata per nulla facile, perché vi siete impegnati tutti tantissimo, bloggers e non, creando delle torte bellissime, a volte inventandone anche di nuove mettendo insieme le basi della pasticceria di Montersino.
Siamo felici soprattutto che chi non si era ancora avvicinato alla sua pasticceria, lo ha fatto, ottenendo ottimi risultati e grandi soddisfazioni. Ci avete fatto ridere con dei post divertentissimi, stupiti con delle torte spettacolari, commosse per l'affetto che avete dimostrato nei nostri confronti, decidendo di mettervi alla prova, inorgogliti per gli ottimi risultati che avete ottenuto, insomma, grazie di cuore per aver partecipato a questo contest.
Ed ora, rullo di tamburi.....le ricette finaliste sono:

9) "Millefoglie croccante di semifreddo al caffè mascarponato" di "I pasticci dello zio Piero"




Per la complessità del dolce scelto e per la difficoltà delle tecniche utilizzate: Piero ha affrontato con grande maestria le principali e meno semplici basi della pasticceria, dalle basi pastorizzate al temperaggio del cioccolato, realizzando un dolce perfetto.




41) "Torta Estherazy" di Alessandra di Menuturistico



Per l'originalità dell'interpretazione delle regole del contest: Alessandra si è spinta oltre, rivisitando in chiave Montersiniana un classico della pasticceria estera, annotando, da vera intenditrice, anche possibili rivisitazioni e note critiche.



59) Torta provinciale di "La ricetta della felicità"




 Una torta che di provinciale ha solo il nome: Fujiko ha "inventato" un dolce semplice nella fattura, ma eccellente nel gusto e nell'accostamento dei sapori. Divertente e utile anche l' "ingegnosità" con cui ha sopperito alla mancanza di idonee attrezzature pasticcifere.

74) Rubino nero di Andrea Galié



Per la perfetta realizzazione di un grande classico del Maestro: Andrea ha riprodotto fedelmente uno dei dolci più noti di Montersino, inserendo, però, un tocco di personalità. Complimenti anche per la perfezione della glassa.

76) Notte fruttata di Silvia Boz







Per l'armonia dei sapori e degli accostamenti: Silvia ha assemblato diverse (ben 7!) basi del Maestro, realizzando un dolce scenografico, elegante e ben equilibrato.

Ed ora lasciamo la parola al Maestro Luca Montersino che decreterà il vincitore del contest.
Grazie ancora a tutti per la partecipazione!

Anna Luisa e Fabio