martedì 29 marzo 2011

Fudge, fudge!....arrivano le (st)renne! :-D



Per chi si fosse perso la prima puntata, faccio un breve riassunto. Ormai Natale è passato da molto tempo ed è quasi arrivata la Pasqua, ma noi (st)renne abbiamo deciso di proporvi una nuova raccolta, questa volta trattando come argomento il riciclo della cioccolata delle uova pasquali. In realtà abbiamo ad unanimità deciso di continuare con le raccolte delle (st)renne non solo perchè ci divertono tantissimo dal lato organizzativo, ma soprattutto perché si è creata una sorta di dipendenza dalle chiacchiere che facciamo tra di noi con messaggi più simili a lenzuoli che a pergamene e che mi portano alla mente la pubblicità "dieci piani di morbidezza"...ma questo può essere dovuto al nostro nuovo banner (:-D).
Sebbene l'argomento "cioccolato" sia molto vasto ed il solo nominare questa parola mi fa venire l'acquolina in bocca, la scelta delle ricette non è facile, forse perché sommersa dai libri di cucina, ogni volta che ne sfoglio uno trovo una ricetta che mi sembra più carina e più adatta alla nostra raccolta rispetto a quella scelta precedentemente. Questa volta però ho ripescato una vecchia ricetta trovata anni fa in un libro che guarda caso si chiama "Pazzi per il cioccolato" e che mi fu comprato da mio padre, il quale, si sarà capito, mi conosce molto bene...
Il fudge è un tipico dolcino anglosassone che potrebbe essere definito una "bomba calorica" e proprio per il fatto che è così calorico, ho deciso che non poteva mancare una bella ganache al cioccolato fondente per dare il colpo di grazia a chiunque lo assaggi...



Fudge di caramello alla frutta

Ingredienti
500 g di zucchero a velo
375 g di latte condensato
45 g di burro
175 g di cioccolato fondente a pezzi
100 g di mandorle tagliate a metà
30 di uva sultanina
33 g di ciliegie candite in quarti

Per la ganache
250 g di cioccolato fondente sminuzzato
200 g di panna
50 g di burro



Foderate con un foglio di alluminio una teglia 20x20 cm, facendo in modo che il foglio si prolunghi oltre il bordo, ed imburrarlo.
In una teglia dal fondo spesso, fate sciogliere lo zucchero a velo, il latte condensato ed il burro, evitando di farli bollire. Quando sono sciolti del tutto, portare a bollore e mescolare per 8-10 minuti finché, lasciando cadere un cucchiaino da tè di crema nell'acqua fredda, non si rapprenda formando una pallina (a questo punto il caramello avrà assunto un bel colore ambrato).
Aggiungete il cioccolato fino ad ottenere un impasto omogeneo. Trasferite il tutto in una terrina e frullate per 4-5 minuti. Unitevi rapidamente la frutta e rimestate bene.
Versate l'impasto nella teglia e lisciate la superficie.
Mettete la teglia su una griglia e lasciate che il caramello si consolidi.
Preparare la ganache: portare a bollore la panna ed il burro e versarli sul cioccolato. Attendete 2 minuti, quindi mescolate bene.
Versate la ganache nella teglia, livellate la superficie e con i rebbi di una forchetta disegnate delle onde.
Mettete il tutto a raffreddare in frigo. Dopo circa un'ora tagliate formando dei rettangolini: i nostri fudge.



E con questi dolcini posso dire che anche quest'anno sceglieremo per le vacanze un Paese nordico, per evitare la "prova bikini"...(anche perchè non oso immaginare come starebbe a Fabio..:-DDD).
Non dimenticate che l'appuntamento delle (st)renne contina domani con (St)efania :-D

Anna Luisa

giovedì 24 marzo 2011

Un compleanno sul Gargano



Ormai l'avrete capito, ogni occasione per noi è buona per andare a farci un giretto da qualche parte, in Italia o all'estero è indifferente. "La scusa" questa volta è stato il mio compleanno che cadeva a ridosso dello scorso week end. E allora, approfittando anche di un buono soggiorno da spendere in uno Charme & relax che abbiamo ricevuto abbonandoci ad una rivista...di cucina (ma guarda un po'...), tra le varie possibilità abbiamo scelto la Puglia e precisamente il Gargano, zona a noi sconosciuta nonostante la relativa vicinanza.
La nostra "base" sarà a Monte Sant'Angelo, all'interno del Parco nazionale del Gargano. Posto a 850 m di altezza, con le sue caratteristiche casette bianche, domina il panorama sul golfo sottostante.
Dopo avere lasciato i bagagli in camera, subito ci incamminiamo verso il centro storico e ci imbattiamo nel castello normanno/svevo/angioino. Vorremmo visitarlo subito, anche perché nel pomeriggio abbiamo voglia di andare verso il mare, vista anche la bella e fredda giornata. Purtroppo però sta chiudendo e riaprirà solo verso le 14:30. Ne approfittiamo allora per mettere qualcosa sotto ai denti, visto che è praticamente ora di pranzo e considerato che alla sera abbiamo voglia di cenare in un ristorante che Anna Luisa ha precedentemente scovato su internet dopo avere consultato le nostre guide, ci "accontentiamo" quindi di un panino (rigorosamente fatto con due fette di pane locale e formaggi e salumi del posto) e proseguiamo la nostra visita sino al rinomato Santuario di San Michele Arcangelo, meta di pellegrini da tempi immemori, a causa dell'apparizione in questo luogo dell'Arcangelo. Oltre ad essere un posto molto suggestivo (si scende nel sottosuolo e la chiesa ha per tetto la roccia, bellissima) c'è anche un matrimonio in corso a rendere il tutto ancora più bello.







Scendendo le scalette di fronte al Santuario, notiamo l'indicazione per il ristorante dove dovremmo andare a cena. Leggo il menu affisso all'esterno e subito mi convinco che è il luogo giusto e prenotiamo.



Ci godiamo questi posti, le casette bianche, i caratteristici comignoli sui tetti, il silenzio nelle strade, i profumi che escono dalle case, prima di tornare al castello per la visita.













Subito dopo ci rimettiamo in macchina per dirigerci verso le due perle del Gargano, Vieste e Peschici. Per l'andata scegliamo la strada costiera, anche se in verità il mare è sempre troppo lontano. Giungiamo in una Vieste che si presenta come la tipica località balneare d'inverno, con tutte le strutture ricettive e i lidi balneari chiusi. Ci fa un po' tristezza vista dalla strada e così, visto che i tempi stringono anche, decidiamo di dare solo uno sguardo veloce e di puntare il Tomtom verso Peschici. Ci concediamo un rilassante giretto a piedi tra le sue stradine, dove la vita sembra essersi fermata a qualche decennio fa, prima di fare ritorno in hotel per la più breve strada interna. Mentre attraversiamo la foresta umbra, ci godiamo lo spettacolo della "super moon" che sta sorgendo. Purtroppo non possiamo fermarci lungo la strada, la fotograferemo più tardi, quando sarà un po' più alta.









Stasera fa molto freddo qui e decidiamo di anticipare di un po' la nostra cena. Veniamo accolti dallo chef de "Li jalantuùmene", Gegé Mangano. Il ristorante è così chiamato, come ci spiega la moglie dello chef, perché la Piazza de Galganis, dove ha sede il locale, un tempo era la piazza principale del paese e qui "i galatuomini" erano soliti concludere i loro affari. Di fronte ad un menu da imbarazzo della scelta (in positivo), su proposta dello chef, decidiamo di affidarci alla sua fantasia e creatività. Dall'appetizer al dolce è un susseguirsi di piatti della tradizione studiati e mai banali, oltre che ben presentati e giusti nelle porzioni, il tutto accompagnato da un ottimo vino locale, il Nerone della Marchesa. Lo chef ci spiega che le sue ricette sono sempre legate al territorio, le carpisce anche alle vecchiette del paese che "pedina" in fila alle Poste e poi le ripropone in chiave moderna. E così ci fa spaziare tra ottima ricotta locale, in purezza o nella versione fritta accompagnata da una melanzana ripiena al pomodoro, per poi passare ad un'intrigante zuppa di fave con cardoncelli, alle orecchiette dei lavoratori delle cave, con zucchine e zucca e cacioricotta, agli ottimi ravioli al podolico su salsa di cime di rapa, per poi deliziarci con uno strepitoso filetto di podolica e chiudere con un dolce di ricotta e con le ostie, dolce tipico di Monte Sant'Angelo. E così tra chiacchiere, curiosità e ottima cucina, passiamo una piacevole serata. Inoltre lo chef ci ha detto che il ristorante si sta trasferendo nei locali adiacenti, mentre in quelli dove è attualmente il ristorante, prenderà vita a breve un b&b. L'idea ci sembra molto interessante e speriamo di tornarci per quando i lavori saranno finiti. Altra bella idea è stata quella di creare un segnalibro con l'indicazione di alcuni ristoranti da lui selezionati nei dintorni, per rispondere alla classica domanda "In quel posto dove mi consigli di mangiare?". Inutile dire che se vi trovate da queste parti, sapete dove andare a mangiare...





















Per l'indomani non abbiamo programmi precisi, altre mete possibili sono troppo lontane da qui e nel pomeriggio dobbiamo anche tornare a casa. Così dopo avere fatto colazione, ci rilassiamo presso la SPA del nostro hotel prima di lasciarlo verso ora di pranzo per recarci presso l'Abbazia di Pulsano, ad una decina di km. Non ci resta che prendere la via di casa e  prepararci per il prossimo viaggetto...







Fabio

martedì 22 marzo 2011

Per festeggiare il ritorno delle (st)renne...anche le bomboniere gelato ai frutti di bosco



L'ho già detto, ma lo ribadisco, ormai noi (st)renne non riusciamo più a fermarci! Ci divertiamo troppo a decidere quale argomento trattare, che ricette preparare, ma soprattutto, come dice la Dani, ci divertiamo ad avere almeno due o tre messaggi su Facebook in cui ci scambiamo chiacchiere di tutti i tipi. Il filo conduttore è uno solo: le (st)renne...peccato che viene perso quasi subito e divaghiamo arrivando a non sapere neanche il nome della nuova raccolta il giorno prima di iniziarla ( e non chiedetemi chi lo ha inventato alla fine questa volta, perché non vi saprei rispondere :-D) ed almeno nel mio caso, a non sapere neanche che ricette preparare. Ebbene si, letteralmente sommersa dai libri di cucina, amante del cioccolato, per cui in questa raccolta avrei dovuto subito sapere cosa fare, mi sono ridotta all'ultimo momento per decidere. La scelta è caduta su una ricetta di Alice: le bomboniere...un buon modo per festeggiare il ritorno delle (st)renne che in questa nuova raccolta, che  ha come filo conduttore il riciclaggio del cioccolato delle uova pasquali, si susseguiranno nei giorni della settimana. Quale nome abbiamo scelto alla fine? "RinnUoviamoci!" (perdonateci se potete...). E questo sarà il simpatico logo:



 Hanno iniziato ieri Ale e Dani con delle fantastiche piantine di cioccolato preparate dalla Dani, per passare il testimone a noi oggi, il mercoledì sarà la volta di Stefania, il giovedì di Ely/Fla ed il venerdì di Mapi...con quali ricette?...scopritelo con noi ;-)



Bomboniere ai frutti di bosco
Ingredienti
400 g di frutti di bosco
80 g di zucchero
50 g di maizena
1/2 limone
250 g di cioccolato fondente all'80%



Lavate il limone e prelevate la scorza senza raccogliere la parte bianca amara (l'ho grattugiata). Mettete su  fuoco basso un tegamino con i frutti di bosco misti, lo zucchero, il succo e la scorza del limone. Fate cuocere per 10 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Levate dal fuoco, frullate e rimettete in cottura.
Sciogliete la maizena in 4-5 cucchiai di acqua fredda, aggiungetela al composto e proseguite la cottura per 5 minuti, sempre mescolando. Distribuite il composto in stampini piccoli da cioccolatini (meglio se in silicone), lasciate raffreddare, coprite con pellicola trasparente e mettete nel freezer per almeno 2 ore.
Spezzettate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria a fuoco basso. Sformate i bon bon e intingeteli, per un attimo, nel cioccolato fuso; lasciate intiepidire, ripassate in frigo per 15 minuti e servite freschi.




Per fortuna ora ho anche l'idea per la prossima settimana...;-)
Anna Luisa

giovedì 17 marzo 2011

Buon anniversario dell' Unità d'Italia?...No, buon St. Patrick's Day con una Bailieys cheesecake



Un po' di anticonformismo alle volte ci vuole, ed oggi, giorno in cui si festeggia l'anniversario dell'unità d'Italia, noi festeggiamo anche il St. Patrick's Day!
Durante il nostro ultimo viaggio a Dublino, abbiamo trovato la città totalmente imbiancata in uno spettacolo che a noi, assolutamente non abituati alla neve, pareva quasi surreale. In realtà, anche se il bianco donava molto a questa splendida capitale, il colore che viene associato abitualmente all'Irlanda è il verde. Chiunque vada  in Irlanda, non potrà certamente non notare che è proprio il colore verde a predominare ed ad accompagnarvi durante tutto il viaggio.
Noi abbiamo visitato l'Irlanda nel 2005, spinti da sani principi: Fabio voleva visitare il Paese in cui era nata la sua cantante preferita : Andrea Corr! :-D
 Era la prima volta che organizzavamo un viaggio senza ricorrere all'agenzia di viaggio (della serie "No Alpitour?"), fu una bellissima esperienza, anche se magari i tempi erano un po' stretti e ciò ci ha portati a percorrere quasi 4000 Km in 13 giorni! Ma solo perché non abbiamo voluto perderci niente dei bellissimi posti in cui siamo stati.
Non abbiamo ancora avuto la possibilità di vedere l'Irlanda durante i festeggiamenti del St. Patrick's Day, ma ci è stato raccontato che, nonostante il caos, sia uno spettacolo assolutamente da vedere. Nel frattempo festeggiamo questa ricorrenza da qui, con una bella fetta di Baileys cheesecake, che, neanche a dirlo, è stato il dolce che ha accompagnato spesso i nostri pasti durante il viaggio ;-)




Baileys cheesecake
Ingredienti
10 g di gelatina in fogli 180 g di biscotti secchi ai cereali
85 g di burro a temperatura ambiente
250 g di Philadelphia
250 g di mascarpone
150 ml di Baileys
150 g di panna
150 g di zucchero a velo

Per la copertura
150 ml di caffè forte
2 cucchiaini di zucchero
4 g di gelatina in fogli



Tritare i biscotti, mescolarli con il burro e formare la base della cheesecake in un cerchio per torte di 20 cm di diametro, rivestito di carta di acetato. Pressare bene i biscotti e rendere la base del dolce uniforme.
Mescolare il mascarpone con il Philadelphia ed il Baileys, aggiungere lo zucchero a velo.
Fare ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda, riscaldare una tazzina di panna e sciogliervi dentro la gelatina strizzata. Unire il composto di panna e gelatina alla crema di formaggio. Montare la panna restante ed aggiungere anch'essa al composto. Versare all'interno dello stampo e lasciare riposare in frigo per almeno 3 ore.
Preparare la copertura: ammorbidire la gelatina in acqua fredda, riscaldare il caffè, aggiungervi la gelatina e lo zucchero e versare sulla cheesecake. Fare addensare la gelatina in frigo per almeno 2 ore prima di togliere la torta dallo stampo e servirla.



Buon St. Patrick's day!

Anna Luisa

Con questa torta partecipiamo al contest  "Dolci dal mondo" di Sayuri



mercoledì 16 marzo 2011

MT challenge: sulle sponde del Danubio



Quando ho letto che la ricetta da rielaborare per l' MT challenge di questo mese era il danubio, devo dire che ne sono stata decisamente contenta. Sicuramente non tutti lo conoscevano prima di oggi, essendo un piatto nato a Napoli e precisamente, come ci ha raccontato Alessandra, nella pasticceria Scaturchio. Invece per me questa brioche rustica racchiude tantissimi ricordi d'infanzia, legati ai pranzi di Natale a casa mia, durante i quali non potevano mancare o per meglio dire troneggiavano in mezzo alla tavola, il danubio ed il pancanasta, da molti conosciuto come panbrioche, di Scaturchio. E se il danubio rustico faceva il suo ingresso prima ancora che i commensali avessero preso i loro posti, rigorosamente sempre gli stessi in tutte le feste comandate, non poteva altresì mancare la versione dolce del danubio a concludere il lauto pasto. Ed è proprio questa che ho pensato di preparare per l'MT challenge, ma con una mia rielaborazione personale che spero non faccia adirare dall'al di là l'inventore del danubio stesso. Si, perché la forma del danubio è quella classica, ma abbiamo pensato, o più precisamente ha pensato Fabio, di giocare sul nome ed ecco che inizia a scorrere un fiume sul nostro Danubio, tanto da renderlo blu (...anche se pensandoci, dubito fortemente che le acque del Danubio siano blu...), e così prende il via una insolita regata di barchette di carta, con tanto di scritte ufficiali sulla prua, che gareggiano per vincere...cosa? Ma l'MT challenge, ovvio! :-D

La ricetta è quella di Adriano, proposta da Tery, vincitrice del mese scorso, con l'unica variazione apportata al ripieno che è diventato di marmellata di pesche, invece che di prosciutto e provola ed ho raddoppiato le dosi...d'altro canto il Danubio non è un fiumiciattolo :-D



Danubio:

Ingredienti:

500 g di farina (300 g manitoba, 200 g farina 00)
150 g di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10 g di lievito di birra
40 g di zucchero
1 cucchiaino di miele
80 g di strutto
20 g di burro




Procedimento:

Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unite l'uovo interno e 2 tuorli (uno tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l'ultimo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all'impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite lo strutto e il burro e impastate fino a che non siano completamente assorbite.
A questo punto continuate ad impastare fino a che l'impasto non sia incordato.
Per rendervi conto vedrete che man mano l'impasto diventerà liscio, lucido e pulirà la ciotola.
Quando arriverete a questo punto fate la prova del velo, cioè staccate un pezzetto e stendetelo finché non riuscirete a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto dovrete continuare ad impastare.
Quando l'impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.

Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiate l'impasto e formate un salsicciotto. Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l'uno, schiacciateli con le mani per formare dei dischi e porvi al centro  un cucchiaino di marmellata.
Chiudete i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto. Nel sigillare, cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio.
Formate tutte le palline, imburrate una teglia da 28 cm e disponete i paninetti vicini, ma non attaccati.

Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.

Spennellate con del latte o con del tuorlo sbattuto per un effetto più colorito e infine procedere alla cottura in forno caldo a 220° per 10-15 minuti.

Per la glassa:
250 g di zucchero a velo
25 g di albume d'uovo
20 g di succo di limone
1 fialetta di colorante azzurro

Con una frusta elettrica mescolare gli albumi con lo zucchero ed il limone, fino ad ottenere una crema liscia. Aggiungere la fialetta di colorante e versare sul danubio, lasciando due righe esterne di palline senza copertura, in modo da simulare le sponde del fiume.



Devo ammettere che per l'occasione ho imparato a fare anche le barchette di carta, che non avevo mai fatto in vita mia e preparando questi "origami", il mio pensiero non è potuto che andare al Giappone ed alla sua popolazione, devastata dalle catastrofi di questi giorni. Magari questo non sarà il posto più adatto dove parlare di questo Paese che avremmo voluto visitare e dove un giorno andremo sicuramente, ma al momento il nostro pensiero è rivolto alle migliaia di vittime ed alle loro famiglie, a cui va tutta la nostra solidarità.



Anna Luisa e Fabio

lunedì 14 marzo 2011

Dei biscotti molto preziosi...i diamantini!



Ci sono ricette di famiglia che sono preziose perchè tramandate di generazione in generazione e ci sono dei piatti che sono preziosi perché legati a ricordi affettivi, infine ci sono dei biscotti che sono preziosi, ma solo per il loro nome...i diamantini! :-D
Non conosco l'origine del nome di questi biscotti, ma azzardo sia dovuto alla presenza dello zucchero esternamente, che conferisce loro un luccichio comparabile a quello dei diamanti. Forse è stato proprio il loro luccichio ad attirare la mia attenzione...e certo, perché volete mettere come sarei stata attratta da un vero diamante ed invece quanto mi abbia attirata la vista di questi biscotti? Immaginate poi che ho trovato la ricetta sia sul libro di Hermè, sia su quello di Luca Montersino ed, udite, udite, non ho preparato nessuna delle due ricette. Se la cosa può sembrare del tutto normale per quanto riguarda le ricette di Hermè, che non ho ancora provato a fare, è assolutamente un evento che la mia scelta non sia ricaduta sulla ricetta di Montersino. Questa volta ho deciso di preparare la ricetta trovata su un terzo libro: "A year in chocolate" di Jacques Torres, che per chi non lo conoscesse è il pasticciere di una nota cioccolateria di New York, Brooklyn per la precisione, dove noi (neanche a dirlo...) siamo stati (se vi interessano i dettagli, li trovate qui). Sorseggiando una cioccolata calda ho avuto modo di sfogliare i suoi libri, che purtroppo non ho potuto acquistare a causa del loro peso e del fatto che la valigia era ormai satura per lo shopping natalizio. Però tornata a casa ho subito rimediato acquistando su internet il primo libro (...per il secondo ci stiamo lavorando ;-)).
Tornando a noi, la particolarità dei diamantini di Torres è che essi presentano un cuore alla cannella ed una parte esterna al cioccolato, invece di essere tutti al cioccolato come quelli di Hermè e Montersino...e noi certo non ci vogliamo farci mancare nulla...tanto meno il cuore di cannella ;-p



Chocolate diamonds

Ingredienti:
450 g di burro+ 1 noce di burro
800 g di zucchero
1 stecca di vaniglia
600 g di farina 00
100 g di cacao
1 cucchiaino di cannella



Con una frusta montare il burro con 550 g di zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo. Aprire il baccello di vaniglia, raschiare i semi dal suo interno ed unirli al composto di burro e zucchero. Continuare a montare il burro, meglio se con una frusta elettrica, finché il composto diventi chiaro e spumoso.
Trasferire metà del composto in un'altra ciotola. Aggiungere nella prima ciotola 300 g di farina ed il cacao. Mescolare bene il composto, aiutandosi con le mani alla fine. Avvolgere il panetto nella pellicola e lasciarlo in frigo per un'ora.
Nel frattempo aggiungere nella seconda ciotola, la restante farina e la cannella. Mescolare bene, anche con le mani alla fine, ed avvolgere l'impasto nella pellicola. Lasciare riposare in frigo anche questo impasto per un'ora.
Preriscaldare il forno a 190°C e rivestire due teglie di carta da forno.
Prendere dal frigo l'impasto di cannella, stenderlo su un piano dandogli una forma a salsicciotto di circa 2 cm di diametro e metterlo da parte.
Prendere l'impasto al cacao e stenderlo con il matterello sui un ripiano leggermente infarinato o tra due fogli di carta da forno, rendendolo ottenendo un rettangolo che misuri circa 4 cm di altezza e sia largo quanto il cilindro alla cannella. Spennellare di acqua la superficie dell'impasto al cioccolato, porci il cilindro alla cannella nel centro ed arrotolarvi attorno l'impasto al cioccolato. Fare ruotare sul piano il nuovo cilindro ottenuto, per sigillare bene la chiusura. Riporre in frigo per 30 minuti.
Disporre la parte restante di zucchero su un foglio di carta da forno, spennellare di acqua il nostro cilindro e farlo rotolare nello zucchero fino ad ottenere un rivestimento omogeneo.
Tagliare il cilindro a fette di circa 1 cm e disporle stese nelle teglie. Cuocere per 15-18 minuti.
Si conservano chiusi in una scatola per una settimana.




Dopo aver preparato una ricetta non di Montersino, che dite, sto guarendo dalla mia montersinite?

Anna Luisa

P.S.-Dato che la cannella è la mia spezia preferita, con questa ricetta partecipo al Contest speziato di Verdecardamomo