martedì 30 agosto 2011

Portogallo, secondo giorno: Monsaraz, Estremoz, Elvas



Il nostro secondo giorno portoghese inizia lì dove era finito il primo, ovvero nel chiostro della pousada di Evora che ci ospita. Una cosa dimenticherò difficilmente di quella colazione: i croissants. Un profumo di burro da svenire. Sarà che come sempre siamo tra i primi a fare colazione (pequeno almoço) e i cornetti sono appena sfornati, ma erano strepitosi. Ne approfitto anche per fare un giro nel nostro hotel davvero molto bello. Proprio all'esterno della struttura c'è un bel tempio romano, il tempi di Diana con le sue 14 colonne corinzie sormontate da marmo di Estremoz è il momumento romano meglio conservato di tutta la penisola iberica.





Dopo poco siamo già in strada e ci dirigiamo verso Monsaraz, uno dei più famosi villaggi portoghesi fortificati, non prima di avere fatto una sosta presso il lago Alcairache, il tempo di ammirare il paesaggio e la vista che da qui si gode sul paesino arroccato sulla collina e lo raggiungiamo.










 Siamo subito vicino alla chiesa Madre (Igreja matriz). All'esterno notiamo il pelourinho, ovvero la gogna pubblica sormontato da un globo in stile manuelino. Passeggiamo per le stradine deserte e le classiche case portoghesi, bianche con decorazioni a fasce colorate alla base ed intorno alle finestre ed arriviamo al castello. Da qui si gode un bel panorama della regione dell'Alentejo.







Usciti da Monsaraz incontriamo sulla nostra strada un bel convento immerso negli ulivi. La zona è pienissima di resti preistorici, soprattutto monumenti in pietra del neolitico: menhir, dolmen e cromlech e per strada troviamo diverse indicazioni al riguardo. Proprio al di sotto del convento c'è un grande cromlech, un cerchio di pietre. Lungo la strada ci fermeremo anche al menhir di Bulhoa.











A Reguengos de Monsaraz ci fermiamo presso la olaria O Patalim, che produce manufatti artigianali in ceramica. Assistiamo alla produzione e alla decorazione e facciamo qualche acquisto.





Lungo la strada attira la nostra attenzione un altro paesino fortificato come ne vedremo tanti altri, Terena e decidiamo di fermarci. A valle del paesino è impossibile non notare il bellissimo cimitero. Poi ci addentriamo nei bei vicoletti e ammiriamo tanti scorci suggestivi.









Ci rimettiamo in macchina e puntiamo il navigatore verso Vila Vicosa. Si tratta della più bella delle tre "città di marmo" (tutta la zona è piena di cave). Ci sono più di 20 chiese decorate in marmo ed un castello...in pietra. E' famosa soprattutto per il Paço Ducal, la casa della dinastia di Braganza. Il centro è relativamente piccolo e si gira comodamente a piedi.











La prossima tappa sarà Estremoz. Si tratta di un centro molto tranquillo e piacevole da visitare. Lo schema base è sempre lo stesso: fortificazione, castello e chiesa. La città è divisa in città alta e bassa. Da vedere entrambe, gli spunti interessanti sono tanti. La piazza del Rossio, il municipio dalle pareti rivestite di azulejos, le tantissime chiese ed il castello che ospita una pousada, la meravigliosa fontana col Nettuno.
Da qui ci rechiamo ad Elvas, città di confine estremamente fortificata. Da vedere gli azulejos nella chiesa de Nossa Senhora de Assunçao, la vista dal castello ed il largo di Santa Clara con la gogna pubblica. Scendendo di nuovo a valle ammiriamo il bellissimo acquedotto romano nella sua eleganza e maestosità mentre il Sole sta calando. Avremo modo di vederne tanti in Portogallo. Opere di un valore storico ed archiettonico inestimabile oltre che bellissimi nella loro varietà.














Rientriamo quindi ad Evora per la cena, ma prima ci godiamo il Sole che tramonta ed il cielo che si colora di un bel rosso cremisi.
Stanchi, ceniamo presso il jardim do paço accanto all'hotel. La cena è a buffet, l'ambiente è anche carino, niente di eccezionale.






Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Fabio

Parole del giorno
Pelourinho: sono le gogne che è possibile vedere un po' ovunque nelle piazze delle cittadine portoghesi.
Pequeno almoço: è la colazione, sempre ricca ed abbondante.


lunedì 29 agosto 2011

Portogallo, primo giorno: Evora



Qualcuno sicuramente ci ha dati per dispersi. Effettivamente ci siamo presi una bella pausa. Ogni tanto ci vuole proprio. Come i più attenti si saranno sicuramente accorti (vero???), ne abbiamo approfittato per mettere un po' d'ordine "nella dispensa", abbiamo tinteggiato un po' qui e là, una piccola ristrutturazione del nostro blog che ormai era da fare.
Come spesso capita, dopo le vacanze estive, il blog riapre con i nostri racconti di viaggio. Molti di voi già sapete che quest'anno ce ne siamo andati a gironzolare un po' in Portogallo con una piccola capatina nel nord della Spagna (ma non vi dico di più, non vi voglio svelare subito tutte le sorprese...)
In realtà il viaggio in Portogallo (qualcuno si azzardi a chiamarlo vacanza considerati i km in macchina e soprattutto a piedi che abbiamo fatto!) era già stato programmato qualche anno fa, unitamente ad una "capatina" alle isole Azzorre, ma rivedendo un po' l'itinerario, abbiamo preferito dedicare tutti i nostri giorni a disposizione al solo Portogallo continentale. Per le Azzorre sarà per un'altra volta.
La novità sostanziale che abbiamo introdotto nel tour è stata la zona a sud, quella dell'Algarve. Zona turistico/balneare per eccellenza del Portogallo. Abbiamo deciso di inserirla nei primi giorni perchè essendo metà/fine Luglio speriamo di non incontrare orde di turisti e tanto traffico.
Ma andiamo in ordine.
All'andata abbiamo volato da Roma su Lisbona (non vi nascondo la paura di quando abbiamo visto sfilare alla nostra destra, ormai giunti a destinazione, l'aeroporto, per poi scoprire solo in un secondo momento che si trattava di un secondo aeroporto militare della città). Arrivati nel pomeriggio (nonostante la traiettoria verso il mare c'era davvero un altro aeroporto, il nostro aeroporto...), ritiriamo i bagagli (giusto "l'indispensabile" per questi 19 giorni...ovviamente eravamo già al limite possibile del peso...) e l'auto che abbiamo noleggiato. Come ormai da qualche anno, tutte le prenotazioni le facciamo sul web (volo, hotels e auto), quando possibile.
Invece di restare a Lisbona, ci mettiamo subito in macchina. La nostra prima notte infatti sarà ad Evora, a circa un'ora e mezza di strada. Lasciamo l'aeroporto ed attraversiamo il ponte Vasco da Gama, il più lungo d'Europa coi sui 17 e passa km. Camminiamo su questa striscia di asfalto completamente circondati dall'acqua per km e km, spettacolare.
Dando un'occhiata alla cartina e alla guida, cerchiamo di capire se c'è qualcosa che possiamo vedere subito, strada facendo.
Sulla guida è segnalato il più importante monumento megalitico della penisola iberica: il cromlech di Almendres (Cromeleque dos Almendres). Da Guadalupe, ben indicata, una strada sterrata si snoda per 5 km attraverso un bel paesaggio punteggiato di ulivi e querce da sughero. Sembra di essere tornati in Islanda dove gli sterrati erano all'ordine del giorno. E la macchina lucidata a specchio appena ritirata, si ricoprirà di uno strato di terra che ci accompagnerà per tutto il viaggio.






All'improvviso ci troviamo di fronte ad una piccola Stonehenge. E qui abbiamo il dubbio che siamo in UK o in Irlanda! Il sito infatti è un gigantesco ovale composto da ben 95 monoliti arrotondati sistemati lungo il pendio. Mentre il Sole sta scendendo e faccio qualche foto arriva un simpatico irlandese in Harley che è venuto a vedere il sito. Da lì ci spostiamo verso un altro interessante monumento megalitico, un menhir composto da una sola pietra. La strada per arrivarci (a piedi) non è delle migliori (tra i campi, uno stretto passaggio col fondo scanalato dall'acqua) e questo "sasso" neanche molto bello da vedere, a dire il vero. Dopo un po' mi raggiunge anche l'irlandese che prima di incontrarmi di nuovo, aveva detto ad Anna Luisa che era rimasta in macchina che siamo un po' matti :-D
Lui mi chiede di dove siamo ed io faccio altrettanto e scopro che è di Cork e che se ne va in giro a vedere siti megalitici e che è stato anche un paio di volte a Napoli. Ci salutiamo e ci rimettiamo in macchina, non prima di aver scattato una foto alla sua bella moto, ad un tipico ingresso delle aziende agricole portoghesi e ad una chiesetta che incontriamo mentre rimettiamo le gomme sull'asfalto.










Giungiamo finalmente ad Evora dove ci siamo concessi un hotel particolare, ovvero una pousada. Sono degli alberghi che si trovano in edifici storici (ville, castelli, conventi...) che sono stati trasformati in residenze per turisti.
La nostra è all'interno di un convento, è la Pousada dos Loios. Subito ci rendiamo conto che siamo in un posto eccezionale.Veniamo accompagnati fino alla nostra camera, o sarebbe meglio dire "cella". Dormiremo infatti in una cella di una monaca. Le dimensioni della stanza come potete immaginare non sono delle più grandi, ma c'è tutto, anche dei petit four di benvenuto e una bottiglia di vino di produzione delle pousadas. Anche il bagno in stile classico è molto carino ed il panorama sulla città discreto. Visto che si è fatto tardi, siamo stanchi e non abbiamo voglia di andare in giro a cercare un ristorante, decidiamo di "giocarci" la cena che è prevista nel nostro pacchetto, visto che qui staremo 3 notti. Il ristorante è localizzato sotto le volte del bellissimo chiostro. Come da tradizione portoghese subito ci vengono portati a tavola gli antipasti/aperitivi. Non si chiedono, li portano e basta. Se non si vogliono, si possono mandare indietro, anche solo in parte. Nessuno si offende. Funziona così. Noi siamo troppo curiosi di accostarci per la prima volta a questi sapori (salumi, formaggi, olive, olio, pane...) e teniamo (e mangiamo...) tutto! Ordiniamo un po' di piatti tradizionali preparati con prodotti locali e soddisfatti andiamo a dormire per prepararci al nostro secondo giorno in Portogallo.

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Fabio

Parola del giorno: "obrigado"(grazie). Ci viene da dire "gracias" tutte le volte, ma pian piano ci sintonizziamo sul portoghese. Si legge con la a un po' lunga: "obrigaaado" e lo si userà tantissime volte durante il viaggio.